Meloni taglia il bollo ad auto e moto, ricorda la dentiera elettorale di Berlusconi

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Berlusconi prometteva la dentiera ai pensionati, Meloni taglia il bollo (per un anno) ad automobilisti e motociclisti. A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina, diceva Andreotti. E a pochi mesi dalle elezioni il dubbio è più che legittimo. Ancora non conosciamo i dettagli, ma in Cdm la presidente ha ottenuto l’esenzione dal bollo: “Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani”. Risultato: oltre 2 miliardi in meno per il bilancio dello Stato, mentre non si trovano poche decine di milioni per estendere il bonus colonnine a chi l’ha installata prima del 26 giugno 2026. E nemmeno le risorse per asfaltare e rendere più sicure le nostre strade.

Meloni taglia il bollo, dono elettorale a pochi mesi dal voto?

In attesa dei dettagli, sappiamo che l’iniziativa dovrebbe essere destinata — lo ha detto Meloni ai giornalisti — ai motocicli e alle auto con potenza fino a 80 kW, e potrebbe riguardare 14,5 milioni di veicoli. Sul piano economico, significa 2,36 miliardi in meno per le casse pubbliche: una cifra enorme in un Paese dove mancano persino le risorse per asfaltare le strade. Ovviamente il provvedimento riguarda anche le auto elettriche, che peraltro in molte Regioni sono già esentate, o per 5 anni o per sempre.

Meloni taglia il bollo

 

E mentre si annunciano esenzioni fiscali, l’Italia continua a scontare una scarsa elettrificazione delle attività produttive e un ritmo troppo lento nelle installazioni da rinnovabili. Lo ha denunciato  Anie, ricordando che questa debolezza ci rende più dipendenti dalle fonti fossili e quindi più esposti al caro energia. Le imprese, a loro volta, perdono competitività proprio perché investono poco nelle rinnovabili.

A tutto questo si aggiunge un sovranismo “a geometria variabile”: mille comitati locali riescono a bloccare pale e pannelli, rallentando ulteriormente la transizione energetica. E così, mentre si regalano misure dal sapore elettorale, mancano le risorse per costruire davvero un sistema energetico più moderno, sicuro, indipendente ed economico per le tasche dei cittadini.

Una misura contro le auto elettriche

Per sostenere la diffusione della mobilità elettrica nel Paese si è puntato sull’ingresso libero nelle Ztl, sui parcheggi gratuiti e sull’esenzione dal bollo: piccoli grandi benefici per chi sceglie di non diffondere gas di scarico nell’aria. Con l’ultima decisione di Meloni, però, possiamo dire che il Governo ha reso l’auto elettrica meno competitiva.

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Non abbiamo notizie di nuovi incentivi per le auto elettriche e, nonostante l’exploit dell’ecobonus, non si è trovata una manciata di milioni per chi ha installato la colonnina prima del 26 gennaio 2026. Il sostegno — il bando partirà il 22 settembre— non è stato pensato per chi aveva investito in anticipo. E gli e‑driver sono arrabbiati, e ce lo hanno scritto.

Meloni taglia il bollo

Per esempio Stefano Fracasso: «Circola un certo malumore tra i possessori di ev sul nuovo bonus colonnine. Saranno ammessi solo coloro che hanno installato dopo il 26 giugno del corrente anno. In questo modo sono escluse tutte le installazioni del 2025 e di metà anno 2026.  I fondi vengono dalla legge di bilancio 2026? Se fosse così dovrebbero coprire almeno l’intero 2026, ma per buon senso anche il 2025 che non ha avuto un bando dedicato. La riluttante politica sulla mobilità elettrica di questo governo non si smentisce nemmeno questa volta». Chiaro il messaggio.

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Poi Iacopo Giannini «Rimangono fuori le installazioni  concluse dal 1/1/2026 al 25/06/2026,  periodo nel quale si sapeva  già che ci sarebbero stati i fondi per finanziare la misura anche per gli anni  2026-2030. Si viene così a creare una sorta di discriminazione fra coloro che nel 2026 hanno avuto bisogno di installare nel primo semestre e chi ha potuto farlo con più calma nel secondo».

LEGGI anche: Mobilità sostenibile, Giovannini (ASviS): «Cambiar motore all’auto non basta» e guarda il VIDEO

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