Meglio elettrica o plug-in? La mappa dei gusti europei, con tutti i dati 2025, è stata analizzata in uno studio di Tradingspedia.
Meglio elettrica o plug-in? “Dai numeri la maturità di un Paese”
Ecco quel che scrivono gli analisti di Tradingspedia: “Il rapporto tra veicoli elettrici a batteria (BEV) e ibridi plug-in (PHEV) è un forte indicatore della maturità dei veicoli elettrici di un paese. Una quota di BEV più elevata riflette infrastrutture avanzate, forti politiche a emissioni zero e redditi più elevati. Mentre il dominio delle PHEV indica mercati di transizione con reti di ricarica più deboli o barriere di accessibilità. In sostanza, questo equilibrio cattura sia la prontezza economica che l’impegno politico per la piena elettrificazione”. Segnalando che” tra le nazioni più ricche d’Europa, Norvegia, Lussemburgo, Islanda e Danimarca, le BEV ora dominano il mercato. Un modello radicato in alti redditi disponibili, schemi di incentivi ben finanziati e densa copertura di addebito. Insieme, questi fattori illustrano come la forza economica e la coerenza politica si traducano in una decarbonizzazione più rapida e profonda del trasporto su strada”.
Il sostegno politico irregolare alle EV tra i motivi del successo delle PHEV
I mercati ad alta penetrazione di ibride plug-in, come Italia, Irlanda e Spagna, secondo Tradingspedia, evidenziano lo sviluppo irregolare delle infrastrutture. Nell’Europa meridionale e orientale, i PHEV sono spesso visti come una via di mezzo pratica tra veicoli tradizionali e completamente elettrici. L’adozione di BEV rimane limitata dalla sensibilità ai prezzi, dal più lento rollamento delle infrastrutture e dal sostegno politico irregolare. Aspetto quest’ultimo che in Italia conosciamo molto bene, viste le ripetute tornate di incentivi esauriti nel giro di poche ore.In questo panorm La Svezia si distingue come un’eccezione ad alto reddito, dove l’adozione di PHEV (680 per 100.000) è vicina all’assorbimento di BEV (932 per 100.000). Secondo lo studio, un equilibrio modellato da generosi incentivi per auto aziendali e dai vantaggi pratici offerti dagli ibridi nei climi più freddi. Resta il fatto che, a livello continentale, l’Italia anche nel 2025 è rimasta agli ultimi posti per quote di mercato sia di elettriche che di ibride plug-in, come mostra il grafico di Dataforce. Siamo negli ultimi 5 posti, con Romania, Cechia, Slovacchia e Croazia. Non proprio le locomotive dell’economia europea.
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Oggettivamente vorrei vedervi ,in ossequio all, ambiente ed ecologia,rinunciare alle mete più lontane raggiungibili in aereo, tonnellate di kerosene bruciate sopra le nostre teste,
Rinunciare a crociere o traghetti,l,olio combustibile con alto tenore di zolfo bruciato al di fuori dei confini e nelle acque internazionali inquina moltissimo.
Solo i motori termici sono i responsabili? Le ciminiere no?
Impossibile quantificare le responsabilità di taluna o altra attività in tutto il mondo,fa comodo direi che con l, elettrica si salvaguarda l, ambiente e la salute.