Masiero (Assonautica): “L’eolico offshore è una scelta di sicurezza”

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Per Marino Masiero, presidente di Assonautica Venezia e vicepresidente nazionale di Assonautica Italiana con delega alla transizione energetica e digitale, la strategia energetica dell’Italia è «sbagliata e miope».

Imprenditore attivo nella portualità turistica (Marina del Sole e Marina di Rodi Garganico), Masiero denuncia ritardi autorizzativi, resistenze politiche e investimenti ancora troppo sbilanciati su gas e infrastrutture fossili. «Siamo al palo. Continuiamo a investire nei rigassificatori invece che nel fotovoltaico e nell’eolico. E’ una scelta che pagheremo cara». Le parole di Masiero a Vaielettrico sono importanti perché, occupandosi di turismo, smonta le critiche di chi denuncia sfregi ambientali a causa delle pale in acqua: «Ma a 30/40 chilometri chi le vede?». Sono panzane quelle dei comitati che dicono di difendere il paesaggio, ma poi restano silenti davanti a raffinerie e gasdotti.

«Siamo ancora troppo legati a gas e petrolio»

Masiero parla con Vaielettrico ma nel numero in uscita di Lagunamare rivista di Assonautica Venezia firma un editoriale chiaro già dal titolo: “Rotta rinnovabile. Un’urgenza per il Paese, un impegno per il mare“.  Il vicepresidente parte da un dato: la dipendenza energetica del Paese. «Continuiamo a essere legati al gas e al petrolio e facciamo fatica perfino a sostenere il fotovoltaico. E’ un errore. Se dobbiamo investire, i soldi vanno messi sulle rinnovabili, non sui rigassificatori». Oggi una quota rilevante del fabbisogno nazionale passa dagli impianti di rigassificazione. «Se il gas non arriva, il problema è serio. Dobbiamo fare tutto il possibile con le rinnovabili e c’è tanto da fare». Purtroppo «burocrazia e resistenze stanno bloccando tutto».

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L’editoriale di Masiero sulla rivista Assonautica

Il nodo, secondo Masiero, non è tecnologico ma autorizzativo. «In alcune regioni servono 4, 5, anche 6 anni per autorizzare un impianto fotovoltaico. E’ inaccettabile. Ci sono imprese pronte a investire da anni e non riescono a partire». Ogni ritardo, sottolinea, e un’occasione persa. «Servono procedure rapide: entro due anni le autorizzazioni devono essere chiuse, che si tratti di eolico, fotovoltaico o sistemi di accumulo».

Eolico offshore: «Il problema paesaggistico è un falso tema»

Uno dei principali ostacoli ai parchi eolici in mare è l’impatto visivo. Masiero lo considera un argomento pretestuoso. «Parliamo di impianti a 30-40 km dalla costa. Ma chi li vede?». Per lui, si tratta di una battaglia «ideologica, non basata su dati tecnologici». Senza dimenticare gli interessi della lobby fossile. «Il parco eolico non danneggia il turismo, anzi può aiutare il mare» si smontano le critiche legate al turismo e alla nautica.

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C’è un evidente tema paesaggistico, ma parliamo di installazioni lontane dalla costa. Nel magma dei vari comitati c’è chi arriva perfino ad arrampicarsi sulle montagne pur di scattare foto ad effetto da usare per denunciare un presunto panorama violato. Intanto, però, si ignora l’inquinamento reale e ben più grave: quello da idrocarburi che colpisce il mare e gli ecosistemi.

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In Sardegna prosperano i comitati anti rinnovabili

«L’eolico – ripete – non crea alcun problema reale alla nautica o al turismo» Anzi Masiero sostiene che gli effetti sono positivi. «I parchi eolici limitano la pesca e diventano aree di ripopolamento marino. Il fondale si rigenera, torna vivo. Sono di fatto delle nursery naturali».

«L’energia pulita per i porti serve subito»

Un punto centrale riguarda l‘elettrificazione delle banchine. «Abbiamo investito molto per elettrificare i porti. Ma quell’energia deve arrivare da qualche parte. Cosa c’è di meglio dell’eolico offshore?». Soprattutto perché esiste – ne abbiamo scritto spesso grazie ai comitati di cittadini -, un forte problema di inquinamento atmosferico. Masiero cita i principali scali italiani: «Genova, Napoli, Civitavecchia, Venezia: oggi sono pieni di generatori accesi h24. Serve energia pulita subito».

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Alimentazione elettrica da terra in un porto norvegese

Da un dato ambientale a uno politico: «E’ una questione di sicurezza nazionale. Compriamo gas e petrolio da Paesi instabili o lontani dai nostri modelli democratici. Questa non è solo economia, ma sicurezza nazionale. L’Italia deve scegliere: o rinnovabili o dipendenza». Masiero chiude con una posizione netta. «Non possiamo dire si all’energia pulita e poi dire no a ogni impianto. E’ una contraddizione tutta italiana». E aggiunge: «Se blocchiamo tutto, allora prepariamoci a pagare sempre di più l’energia. Abbiamo vento, mare e tecnologia. Quello che manca e la volontà».

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Masiero  conclude così l’editoriale nella rivista di Assonautica: «Il mio impegno è quello di portare la voce del mare dentro il dibattito energetico nazionale, chiedendo un’accelerazione concreta nella realizzazione di impianti eolici off shore e parchi fotovoltaici nell’entroterra costiero…». Non è facile in tempi di comitati e politici che inseguono il populismo a buon mercato.

LEGGI anche: “Assemblea eolico: vengo anch’io? No, tu no al ceo di European Energy” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (3)
  1. mi sono cercato le aste pubbliche gia concluse e quelle in arrivo per parchi eolici off-shore in Francia

    Aste già concluse ( lotti di mare assegnati per parchi eolici off-shore ora in costruzione):
    A01 — 500 MW – Fecamp
    A02 — 500 MW – Yeu Noimoutier
    A03 — 600 MW – Dunkerque
    A04 — 1000 MW – Centre-Manche — prezzo energia risultante dall’asta 45 € al MWh
    A05 — 250 MW GALLEGGIANTI — Pennavel (Bretagna) — prezzo 86 € al MW
    A06 — 250 + 250 MW GALLEGGIANTI nel MEDITERRANEO — Narbonnaise 1 e Golfe de Fos 1 – prezzi 92 e 86 € al MWh
    A07 — 1500 MW — asta fallita
    A08 — 1500 MW — Centre-manche 2 (Normandia) — prezzo 66 € al MWh

    dopo questi primi parchi off-shore messi in cantiere, ora in Francia puntano ad avere 45 GW di eolico off-shore al 2050, in parte a fondazioni fisse e in parte galleggiante; per fare questo stanno accelerando mettendo in una sola asta lotti di mare per 10 GW di progetti eolici:

    lotti A09 e A10 — stanno per metterli in asta ora, chiusura asta a inzio 2027:
    — 5000 MW parchi GALLEGGIANTI, in buona parte nel MEDITERRANEO
    — 5000 MW parchi a fondazioni fisse

  2. (leggere con tono da istituto Luce): “domenica di Pasqua ora di pranzo, 18 GW potenza del fotovoltaico autarchico, fieramente immessa nelle rete elettrica italica.. e chissà cosa potremmo fare, se un governo infilngardo e passatista, non tenesse vilmente bloccate le autorizzazioni per più nuovi impianti

    1. 😂😂😂

      io però mi domando tutti questi imprenditori (e dirigenti di Confindustria) dov’erano con la testa quando vedevano altri paesi investire forte su rinnovabili…. Era ovvio che con energia molto più economica ci avrebbero mandato “fuori mercato” in tutti i settori…

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