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Mai dire Tesla…in casa Volkswagen-Audi

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Il fondatore di Tesla, Elon Musk, con il n.1 del Gruppo Volkswagen, Herbert Diess.

 

Mai dire Tesla…in casa Volkswagen-Audi. Il costruttore californiano è ancora piccolo piccolo in termini numerici rispetto al colosso tedesco. Eppure tanti piccoli incidenti di percorso fanno capire che Tesla è un pensiero costante nei discorsi interni al gruppo di Wolfsburg.

Mai dire Tesla…al n.1 Diess viene il mal di testa

Lo confermano due piccoli episodi avvenuti in settimana. Il primo è uno scoop della rivista tedesca AutomobilWoche, che ha pubblicato estratti di un documento interno della Volkswagen (qui l’articolo). mai dire teslaÈ lo stesso numero uno del Gruppo, Hebert Diess, ad ammettere che la leadership tecnologica di Tesla nello sviluppo dei software (con aggiornamenti a distanza) e nella guida autonoma gli procura qualche mal di testa. Preoccupa la facilità con cui i clienti Tesla sono già in grado di interagire con l’auto sia attraverso il loro telefonino sia con il grande schermo piazzato al centro della console. Una confidenza che si affina col tempo, grazie anche agli aggiornamenti continui.

La sfida dei dati cruciale per la guida autonoma

Ma è il pilota automatico la preoccupazione maggiore di Diess. Ecco le sue parole: “Quel che piu mi preoccupa è la competenza nei sistemi di assistenza alla guida. 500 mila Tesla funzionano come un network neurale che continuamente raccoglie dati e fornisce agli utenti una nuova esperienza di guida. Con proprietà migliorate ogni 14 giorni. Nessun altro costruttore di auto oggi è in grado di farlo“.

mai dire Tesla
Herbert Diess presente la Ivolkswagen D.3 alla Cancelliera Angela Merkel

Questa imponente massa di dati, nella lettura di Diess, è un altrettanto grande vantaggio nell’elaborare i dispositivi di guida autonoma, che si basano sui comportamenti reali di un’enorme flotta viaggiante. Sempre secondo AutomobilWoche, Diess stima che il know-how di Volkswagen nel software sia la metà di quella di Tesla. Uno svantaggio importante, nel momento in cui Diess continua a ripetere che “l’era dei classici costruttori di auto è finita“ e che è il momento di trasformarsi in fornitori di servizi. Di mobilità e non solo.

Il piccolo incidente delle FAQ “incollate”

Ma veniamo al secondo episodio avvenuto in settimana, apparentemente di secondaria importanza, ma a suo modo significativo. Sui social ormai nulla sfugge e un utente di Twitter si è accorto che le FAQ postate sul sito dell’Audi in Irlanda per spiegare l’auto elettrica erano un po’ troppo simili a quelle di Tesla. Vabbè, direte voi, un po’ copia-e-incolla la facciamo tutti. mai dire TeslaSì, ma qui l’operazione era un po’ maldestra, dato che l’addetto aveva copiato e incollato anche un passaggio in cui si spiega che “ogni nuovo Model 3, Model S e Model X è compatibile con la ricarica CCS”. Ovviamente il testo è stato prontamente ritirato e corretto (qui i particolari della storia). Ma l’idea che in Volkswagen-Audi si abbiano un po’ il complesso della Casa californiana ,quando si tratta di auto elettriche, rimane. Mai dire Tesla..

 

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1 COMMENTO

  1. Si, di questo dobbiamo senz’altro ringraziare la solita scuola di pensiero Europea, che da oltre 20 anni mette prima di tutto la burocrazia, poi i talenti. E questo lo dico pur non apprezzando l’idea di Tesla di portare la scuola di pensiero dello sviluppo web in un sistema safety critical, ma sarebbe davvero ora di darsi una svegliata in casa WV. Il copia-incolla credo la dica lunga sulla testa che c’era davanti agli schermo in quel momento!

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