Home Auto Mai dire Cina…Guarda la Aiways U6 in arrivo

Mai dire Cina…Guarda la Aiways U6 in arrivo

11
CONDIVIDI

Mai dire Cina…le auto in arrivo da Pechino sono tutt’altro che banali, come molti si ostinano pensare  Come dimostrano le nuove Aiways, con la U6 dopo la U5.

Mai dire Cina / U6, un Suv-coupé tutt’altro che brutto

Mai dire Cina: La Aiways è una delle tante marche fiorite in Cina negli ultimi anni con la nuova frontiera dell’auto elettrica. La U5 (presentata nel 2019)  è già in vendita in alcuni Paesi europei, come la Francia, e presto arriverà anche in Italia. Ora viene svelata quella che per per ora è il top di gamma, il cui arrivo in Europa è previsto entro l’anno.

mai dire Cina
Il frontale della Aiways U6, tutt’altro che brutto. Sotto l’auto vista nel tre-quarti posteriore.

mai dire Cina

Un’altra auto cinese interessante, che conferma quanto siano sagge le parole dette da Luca De Meo, n.1 del Gruppo Renault, in un’intervista alla testata inglese AUTOCAR:Considero la Cina il mercato più avanzato e competitivo al mondo. E non è solo per le dimensioni, ma per la sua attitudine all’innovazione . I cinesi vogliono innovare, sanno che per misurarsi con i 120 anni di storia automotive dell’Occidente non devono fare le stesse cose che facciamo noi. Vogliono fare un balzo in avanti. La sfida tecnologica dell’elettrico è la loro enorme opportunità, specialmente fino a quando controlleranno la value-chain delle batterie“. Mai dire Cina…

Batterie da 53 o 63 kWh e potenza di 187 Cv

La Aiways U6 era stata vista come concept al Salone di Ginevra 2019 e ha conservato gran parte di quel look (lunghezza 4,68), con la prevedibile scomparsa dello spoiler. Lo stile da Suv-Coupé si deve a un designer famoso come Kiyoyuki Okuyama, famoso per avere messo mano a modelli come. la Honda NSX , la stessa Ferrari Enzo o lo Shinkansen, il TGV giapponese.La U6 è equipaggiata da un motore sull’asse anteriore da 140 kW (187 Cv), con coppia massima di 315 Nm e accelerazione da 0 a 100 in 7,6 secondi.

mai dire Cina
L’interno della Aiways U6, con l’ormai solito schermo touch centrale, questo da 14,6 pollici.

La trazione è anteriore, ma la Aiways lavora a una versione 4×4. Saranno disponibili due diversi pacchi batterie, uno da 53 e uno da 63 kWh, con autonomia rispettivamente di 400 e 500 km con la standard (ottimistico) NEDC. L’interno è piuttosto pulito, caratterizzato dall’ormai consueto schermo touch centrale da 14,6 pollici. Prezzi in Cina pari a 26 o 39 mila dollari, a seconda dal pacco-batterie. Per l’Europa non si sa ancora nulla, ma saranno sicuramente superiori.

La Aiways U5, il Suv presentato nel 2019 e già in vendita in Francia a 40.500 euro, meno incentivi.

 Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti gratis alla nostra newsletter e al nostro canale YouTube


Apri commenti

11 COMMENTI

  1. Dietro è una Volvo. Perché devono sempre copiare sti cinesi?? Le auto stanno avendo una crisi allucinante ma chi le vuole ste auto…

  2. Le soluzioni positive e quelle negative. Molti pensano che la strada per promuovere l’elettrico sia l’ecoincentivo: una scorciatoia che non mi piace e che fa sì che le tasse di molti finiscano nelle tasche di pochi (ricordo i pannelli fotovoltaici di Beppe Grillo …). L’alternativa per promuovere l’elettrico? Creare un mercato globale, consentendo ad un’auto immatricolata in Cina di poter essere venduta in Italia come se fosse un cellulare, ovvero senza burocrazia. Questo è possibile perché mentre per le auto a benzina le normative antiinquinamento sono differenti, per le elettriche (e quelle a idrogeno) in teoria sono sovrapponibili. Quale sarebbe il vantaggio di un mercato globale? Una vera concorrenza dei prezzi. L’acquirente medio è più propenso ad acquistare un veicolo elettrico cinese perché lo percepisce come un prodotto tecnologico (chi preferirebbe oggi un cellulare made in Italy ad uno made in Cina? Nessuno), a differenza dell’auto tradizionale dove c’erano dubbi di affidabilità sul motore (i motori cinesi non sono mai stati all’altezza di quelli europei). Con l’apertura del mercato alla concorrenza cinese assisteremmo ad un drastico calo dei prezzi dei furbi produttori europei, costretti a competere finalmente sul rapporto qualità/prezzo, spezzando il “cartello di fatto” sul business model “all’europea”.

    Sono questi ottimi modelli provenienti da fuori Europa, con un miglior rapporto prezzo/qualità, che faranno davvero la differenza e aiuteranno l’elettrico a decollare (senza la politica dei prezzi di Tesla, le elettriche dei competitor oggi in commercio costerebbero il doppio o il triplo). Certo, alcuni brand dovranno investire più di altri per farsi conoscere (mi fido più di Xiaopeng e Nio che non di Aiways), ma la strada è tracciata.

    • Concordiamo con le nuove architetture di motori e abitacoli anche se sempre più spesso ripresi dai competitors americani o europei, in seconda linea.
      Rimane il problema del diverso trattamento della componenete forza lavoro dove i 120 anni pesano anche dal punto di vista di battaglie sociali, sindacali, civili o democratiche.
      OFFICINALEONARDO design studio

      • Quanto incide il costo del lavoro su un prodotto finito come l’auto? Il 7%? A quanto ammonta il vantaggio competitivo di Aiways rispetto ai veicoli FCA prodotti in Polonia? E’ superiore il risparmio del costo del lavoro (e mettiamoci anche i risparmi fiscali e sulle tecnologie non inquinanti) o il sovrapprezzo a cui ha “diritto” un brand solo perché è europeo? Perché la Dacia Spring prodotta sempre e comunque a Shiyan, Hubei, Cina costa 7000 euro in Cina (venduta col brand Renault) e 20000 euro in Italia? Perché Tesla, azienda nata dal nulla che deve recuperare tutti i costi di start up e di sviluppo di nuove sedi di produzione (oltre che di una grande rete di ricarica) ha i conti in ordine e vende una Model 3 performance a 60000 euro mentre nessun produttore europeo riesce a proporre alternative valide allo stesso prezzo (basta vedere i prezzi di Taycan e i4)?

        Se Nokia fece la fine che fece, dubito fortemente sia dipeso dal costo del lavoro o dal paese di produzione.

  3. Secondo me è sgraziata nel frontale mentre nella vista laterale troppo sproporzionata verso il posteriore, un design decisamente poco riuscito. Molto meglio la U5, meno appariscente e pretenziosa ma almeno dignitosa.

    • L’interno è quasi un copia e incolla della Tesla Model 3 oltre agli esterni che sembrano simili alle Toyota se non sbaglio

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome