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Mai dire auto elettrica: alla Bosch proprio non va giù…

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veicoli elettrici

 

Mai dire auto elettrica: alla Bosch, colosso della componentistica-auto, resta piuttosto indigesta. Come dimostra il nuovo affondo del n.1 Volkmar Denner.

Mai dire auto elettrica: “Transizione da programmare”

mai dire auto elettrica
Volkmar Denner, numero uno della Bosch.

La Bosch non è nuova ad appelli a frenare i tempi del passaggio all’elettrico. A fine anno era stato il capo del Consiglio di Sorveglianza, Franz Fehrenbach, ad attaccare la UE per le misure sulle emissioni che incentivano di fatto il passaggio alle emissioni zero. Adesso a parlare è il n.1 operativo, Denner. Con toni un po’ meno radicali, ma usando gli stessi concetti. E cioè che l’elettrico proprio pulito non è,  a meno che l’energia utilizzata provenga tutta da fonti rinnovabili. E soprattutto che non si può scherzare quando in ballo ci sono centinaia di migliaia di posti di lavoro: “L’elettromobilità sta arrivando e Bosch promuove attivamente questo cambiamento da anni“, ha spiegato Denner. “Ma gli investimenti iniziali per finanziarla devono essere ricavati dalle nostre attività tradizionali. Per tenere a bordo il maggior numero possibile di collaboratori durante questa trasformazione, per Bosch e le altre aziende è essenziale che la transizione sia programmata“.

Difesa dei motori benzina e diesel di ultima generazione

“Le auto elettriche sono a emissioni zero solo se sono ricaricate con elettricità rinnovabile“, ha insistito Denner,  “e lo stesso vale per le auto a benzina e diesel quando utilizzano i carburanti sintetici“. Assicurando chegià oggi i moderni motori diesel e benzina non hanno più un impatto significativo sulla qualità dell’aria. Raccomandazione finale:  “Mantenere un equilibrio tra le considerazioni economiche, ecologiche e sociali.

mai dire auto elettrica
Credit foto: Bosch media.

L’obiettivo deve essere aiutare la transizione dell’industria automobilistica verso una mobilità verde e compatibile con il clima, salvaguardando allo stesso tempo i posti di lavoro”. Peraltro finora non è che la transizione all’elettrico stia creando tutti questi sconquassi in Bosch. Nel 2020, nonostante la pandemia, il fatturato è calato solo del 4,4% a 71,6 miliardi di euro (qui i dettagli). E il margine EBIT si è mantenuto al 2,5% del giro d’affari. E questo nonostante le risorse investite sull’elettrico:  Il nostro obiettivo è diventare leader di questo mercato per i veicoli a batteria e a celle a combustibile” ha detto Denner. “Disponiamo già di un portafoglio di e-mobility più ampio di qualsiasi altra azienda, dalle e-bike ai camion”.

SECONDO NOI. Quando si assicurò il formidabile brevetto del common rail per il diesel, la Bosch non si appellò a un passaggio graduale dalle tecnologie in uso fino ad allora. Eppure la concorrenza ne fu totalmente spiazzata e anche allora ci furono morti e feriti. L’impressione è che, mentre l’Europa si azzuffa su come gestire politicamente la transizione all’elettrico, Cina e Stati Uniti abbiano preso in mano il pallino dell’innovazione nelle auto a batterie. mai dire auto elettricaE questo è il vero problema, checché ne dica l’altro grande frenatore, la Toyota. Infine: non ci si rende che proprio l’auto elettrica è un formidabile sprone ad aumentare la produzione da rinnovabili. Che cresce ovunque, anno dopo anno. Ma già con il mix di produzione attuale, non c’è gara per sostenibilità tra veicoli a batterie e tradizionali.  Mai dire auto elettrica, però…(M.Te)

 

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136 COMMENTI

  1. Nessun dispiacere, sono nato qui….
    Almeno abbiamo tanta, tanta, tantissima acqua…..
    Basta scavare poco per trovarla, ci sono zone dove l’acqua è la falda è a soli 2 metri, in questa stagione anche solo 1….

  2. La simulazione l’avevo già fatta prima di installarmeli, ero perfettamente cosciente della minor resa, il “problema” , se dir sì voglia, è l’esposizione, con una falda a ovest di 4,2kw e una a est di 1,8 kw, la resa cala, certo dureranno di più, ma mi sono dovuto accontentare. Si figuri che la falda ovest produce poco di più di un impianto da 3kw.
    Qui ieri c’è stata nebbia fino a mezzogiorno passato, da lei?
    Io vivo in una conca, piena di inquinamento e umidità, a Varese, già va meglio…. Provi a passare in Tangenziale a Milano sud qualche volta, si accorgerà che, quando c’è leggera foschia, all’altezza di Sangiuliano Milanese o poco dopo troverà un muro di nebbia.
    Purtroppo in inverno da me il sole è cosa rara e tutto il pm10 di Milano, Varese, Brescia e Bergamo, arriva qui e staziona allegramente per giorni. Dovrebbe vedere i pannelli dopo un inverno, hanno su una patina grasaa che si esprime da sola.

      • La nebbia l’abbiamo anche noi, non creda.
        Ha provato a fare una simulazione con pvgis? Che dato le esce?
        Comunque, 1MWh annuo di differenza è tanto, sicuro che qualche pannello non abbia un problema che le inficia una stringa?
        Saluti

  3. Solo due commenti
    Vorrei un chiarimento ma I 4kwh di antintrusione e videosorveglianza sono quelli di una fotoelettrica antiaerea ?
    Perché devo caricare a casa con 20 kW quando faccio carica lenta a 3 o 6 ?
    Per il discorso colonnine suggerisco di fare un giro su Abrp a Better Route Planner e su nextcharge per capire meglio la situazione

    • No, assolutamente, sono consumi medi che ho registrato sul mio impianto elettrico, in inverno si arriva intorno ai 4/5 kWh al giorno, mentre in estate i consumi scendono per via degli illuminatori infrarossi meno utilizzati. Se non ci crede, spenga tutto per 2 giorni e faccia i rilievi su se stesso, ma i piccoli consumi fissi incidono parecchio sulle 24 ore.

      • Ripropongo la domanda;
        Annualmente, quanto produce con il suo impianto fv da 6kWp?
        Ed a quanto ammontano i consumi complessivi della sua abitazione?

        Saluti

        • La produzione si aggira intorno ai 5500 kwh
          Mentre i consumi, grazie al contributo di mia moglie che è più energivora di un concord, si attestano sui 6800 kwh.
          Ma questo è indipendente dai consumi di router, multoswitch, antifurto e TVCC.
          Di fatto nas e apparecchiature di rete si aggirano sui kwh giornaliero, mentre antifurto e TVCC (l’ultimo più “incriminato”) sono sui 3/5 kw giornalieri a seconda dell’illuminazione esterna della giornata.
          Certo, non ho un impianto base, è molto complesso e ha circa 30 zone e 6 telecamere, ma il consumo che ho misurato su altri impianti leggermente più piccoli, non è così lontano.
          Daltra parte gli impianti sono il mio lavoro e la mia passione, quindi tengo in particolar modo a cercar di capire ogni aspetto di tutto ciò che li riguarda.
          È non nascondo che bramo un auto elettrica, ma allo stato attuale delle cose è troppo limitante, ciò va a minare la flessibilità della mobilità, e per me non è possibile essere così limitato, se ti capita una giornata con diversi interventi e se ne aggiunge uno o più urgenti o peggio qualche altra spuacevolezza, cosa dovrei fare? Lasciare le persone senza riscaldamento o senza corrente?

          • Complimenti, ma un impianto da 6kWp che produce circa 5500kWh annuì, qualche cosa non va. Provi a simulare il suo impianto con il sw del JRC della comunità europea, cerchi pvgis, per confrontare quanto fa con quanto dovrebbe. Magari c’è un problema.
            Io con il “vecchio” impianto da 5,7kWp producevo 6600kWh annuì, e sono a Varese.
            Saluti

        • Io ho a che fare con la nebbia, che a Varese vedete ben poco, e sono orientato su due falde est ed ovest, mica tutti hanno la fortuna di avere la casa che ha la falda a sud pieno e senza neanche un ostacolo…
          In più il mio impianto è del secondo conto energia e quindi, se ne sa qualcosa, i pannelli dell’epoca, avevano rese ben più basse di quelli odierni e quindi molto più ingombranti, l’invecchiamento poi non gli ha certo giovato.

          • Con l’invecchiamento non molto, è intorno al 5% in 8 anni, ma è un dato da prendere con le pinze, preso dalla potenza di picco massima raggiunta nell’anno di riferimento, per calcolarla esattamente bisognerebbe tenere traccia di tutti i dati giornalieri dell’impianto e paragonarli con l’irraggiamrnto.
            Già l’estate scorsa col Covid, mi sono ritrovato ad avere potenze di picco leggermente superiori rispetto all’anno prima, quindi anche l’inquinamento atmosferico conta.

  4. Ripeto: non si può paragonare una Yaris con una eup!!! La Yaris è una buona macchina compatta, la eup una scatoletta di tonno !!! Se poi volete fare sti paragoni x aver ragione ok…io paragono allora una Mazda 2 con la id3

    • Il paragone l’ha fatto Giorgio, che a quanto sembra sulle auto elettriche la pensa come lei. E ha pure sbagliato i conti.

    • Come ho appena spiegato più sopra, sono le 2 auto che posseggo. E per andare al lavoro e fare la spesa, una vale l’altra, sempre da solo od in 2 viaggiamo.

  5. Benzina…diesel…elettrico…ecc ..ognuno compra ciò che gli serve/conviene. A parità di qualità (forse) una elettrica costa un 7/8 mila euro in più, soldi che io ammortizzerei in 7/8 anni , mi conviene? No! Quindi….

    • Dipende da quanti km fai. Io l’extra costo di 3000€ lo ammortizzo in 18 mesi.
      20000km anno. Toyota Yaris 1.0 contro Volkswagen e-up.

      Ciao

      • Yaris più lunga di 30 cm , se non erro 5 posti , la e up 4, Yaris 160 km/h l’altra 130 , batteria minimal, non di possono paragonare , suvvia…sennò paragoniamo la e up con ad esempio una Mazda 2 o 3 e risparmiamo pure sul prezzo di acquisto 😂

      • Sarebbero interessanti i conti reali (manco quelli fate bene), ipotizziamo un consumo medio di 15 kw/h reali per percorrere 100 km con la e-up, il computo porterebbe alla necessità di 3000 kw/h per percorrere 20.000 km. Al prezzo medio in bolletta di 0.3 euro al kw tutto compreso ( i fissi volenti o nolenti vanno pagati e sono in bolletta, non disquisiamo dicendo sì ma non sono diretti ai kw della ricarica, alla fine dovete pagarli punto) si spenderebbero 1000 euro di corrente… I consumi reali di una Yaris 1.0 a benzina sono circa 15 km/l ( se guidata in eletric style anche di più probabilmente), il tutto ci porterebbe alla necessità di 1333 litri di benzina che al prezzi di 1, 4 euro al litro porterebbe la spesa a 1866 euro per percorrere 20.000 km.. L’extra costo lo ammortizzeresti in 40 mesi o 3 anni e mezzo se preferisci… Se aggiungiamo che con la Yaris non è una up e il fatto che in caso di necessità puoi partire da Aosta e arrivare a Palermo senza fermarti ogni 150 km come dovresti fare con la E-up..

        • Non so che prezzo medio in bolletta abbia lei. Se il suo costo medio, come dice, è di 0,3 euro a kWh, alimentare l’e-up per 20.000 km annui costerebbe 900 euro, non 1.000. Tutti noi, però, paghiamo mediamente 0,20-0,22 euro per kWh, con consumi domestici attorno a 3.000 kWh annui. Quindi con lo stesso calcolo verrebbero fra 600 e 660 euro all’anno. Lascio a lei calcolare in quanto tempo si ammortizza l’extra costo, se il differenziale reale fra e-up e Yaris è di 1.200 euro anzichè 866. Aggiungo che i costi fissi si pagano comunque, è vero, ma più si consuma e meno incidono sul costo unitario del kWh, e anche questa è pura matematica. Vede, Giorgio, la corretezza nel trattare i numeri non può pretenderla solo da noi…

        • L’unico numero che hai azzeccato sig Giorgio, sono i 2000km anno.
          La yaris percorre circa 20km con 1l di benzina.
          La e-up percorre 10km con 1kWh di energia elettrica.
          Al lavoro vado da solo, quindi che sia a 4 posti o 5 poco importa, ma il confronto lo faccio sulle 2 auto che ho, non che forse, magari, però, chissà…
          Il mio fornitore, mi vende l’energia elettrica a 0,16€cent al kWh.
          I fissi non li considero, ho un contatore da 6kW, perché la mia casa funziona solo ad elettricità, no gas, quindi non ho dovuto aumentare la potenza per l’auto.
          Quindi, per percorrere 100km, servono 10kWh di EE al costo di 1,6€.
          10000km al costo di 160€.
          I 20000km all’anno costano 320€.
          Avendo il FV, il GSE mi rimborsa circa i 2/3, quindi circa 200€
          Alla fine, per percorrere 20000km, spendo al massimo 120€
          E non ho contato le ricariche fatte di giorno da FV in autoconsumo, che sono a costo 0.
          Il bollo è gratis a vita.
          È da noi, la benzina ha superato gli 1,5€ al litro

          Questi sono i miei numeri, se ci crede bene, altrimenti pazienza.

          • Mi scuso, ma nel conteggio non sono stati presi in considerazione i costi dell’impianto fotovoltaicoi e suo ammortamento (del prezzo totale ovviamente perché gli incentivi li paghiamo sempre noi con le tasse, anche quelli per le auto).
            Sappia che produrre da fotovoltaico ha un costo di circa 9 cent.
            Inoltre dubito che casa sua riesca a ottemperare a tutto il suo fabbisogno, caricando anche l’auto, anzi, secondo mia esperienza (6kw di picco sul mio tetto e accumulo da 16kwh), nei tre mesi invernali produco una media di 7,5kw al giorno (dati di fatto scaricati dall’inverter).
            Ho serissimi dubbi che lei riesca solo a produrre acqua riscaldamento e lalimentare le utenze come i frigorifero, e luci; forse riesce a sopperire al consumo di acqua calda e lavastoviglie, ma non va oltre, se ha poi un impianto anti intrusione e una videosorveglianza, il 50% di questa energia (4 kwh) finisce li.
            Se mi può indicare chi è il suo fornitore di energia elettrica, mi farebbe comunque grande cortesia, visto che io uno Green a quel prezzo non lo trovo.
            Per tutti gli altri invece, quando vedrò 4 colonnine fast per ogni distributore, penserò all’acquisto di un EV, prima è solo un’utopia per pochi che hanno la possibilità di avere in casa un contatore da almeno 20kw, cosa che il Italia, con le attuali normative e limitazioni, non è per tutti.
            Comunque a me di bruciare una Ferrari al semaforo non frega nulla, io voglio autonomia, 100kw di motore mi bastano e avanzano, l’auto è utilità, non un gioco per adolescenti cresciuti, se ci si vuole divertire si va in pista con una macchina adatta allo scopo, non per strada, quindi non capisco perché dovrei avere un jet a reazione per andare in vacanza, a fare la spesa o al lavoro.

          • Non discuto le sue opinioni. Ma i fatti sono questi: l’auto elettrica si alimenta benissiomo da casa anche con i canonici 3 kW contrattuali. Con 6 kW, poi, va grassa. Cosa se ne fa di 20 kW quando può lasciare l’auto in carica per tutta la notte?

          • Il mio fornitore di chiama Dolomiti Energia. Ma se lei facesse la somma di tutte le voci riferite ai kWh presenti nella sua bolletta, si accorgerebbe qual è il costo che lei paga per il singolo kWh.
            I costi fissi, tra un 3kW ed un 6kW aumentano di soli 5,7€ al mese.
            Considerato che un impianto FV da 6kW già lo avevo al servizio della casa, ho solo fatto un ampliamento, portandolo ad 8kW. Ho purtroppo dovuto cambiare l’inverter, ed il costo complessivo dell’ampliamento è stato di 5500€. Considerati i 20000km annuì che percorro, per i 30 di vita media dell’impianto, fanno 600.000km. Dividendo il costo di 5500€ per i 600000km, fa un costo di 0,0092€. Parliamo di 1€cent, non di 9.
            Il conteggio si fa annualmente, ed il mio impianto produce circa 9,5MWh annuì, di cui ne ho consumati 6,5MWh per tutta la casa, anno 2020. La macchina è stata presente per solo e mesi, quindi direi che come produzione e consumi reali sono ancora in sovrapproduzione di EE.
            Lei nei 3 mesi invernali, produce poco, come me, del resto, ma nei mesi estivi quanto produce in più? L’SSP rende molto di più di una batteria di accumulo. Le ricordo che il calcolo del GSE si fa da gennaio a dicembre.
            Il vantaggio dell’auto elettrica è massimo quando là si può caricare a casa. E non serve avere 20kW di potenza, in tanti lo fanno tranquillamente con il contatore da 3kW. Il carichino (IC-CPD) fornito,
            Con l’auto, ha potenza di 2,3kW che moltiplicate per le 10 ore che l’aut sta ferma di notte fanno 20kWh immagazzinati nell’auto (ho tolto un 15% di perdite), e sono più di 150km di autonomia per quasi tutte le auto. Fate più di 150 km ogni giorno? Se no, siete già pronti.
            La volta che devo fare più km, eh, va bene, mi fermerò a fare una ricarica ad una colonnina, se perdo un poco di tempo, amen. Ma se è una volta ogni tanto, pace.
            Ciao

  6. Leggo tanti commenti di gente che vede Bosch come un matusa ancorato al passato. Nell’articolo parla molto rapidamente di e-bike, quasi si rischia di non cogliere la situazione su questo punto. Ma lo sapete che Bosch è il leader mondiale assoluto nella produzione di motori elettrici per e-bike? La bici elettrica rappresenta, negli ultimi anni, il vero fiore all’occhiello della svolta nella direzione della mobilità rappresentata da motore elettrico più batterie. E Bosch è lì, davanti a tutti. Sono i primi a sapere che si sta andando in quella direzione e sono già all’avanguardia nel settore dove al momento c’è in assoluto più interesse (bici elettrica appunto). Sta solo dicendo che la conversione da auto termica a elettrica ha bisogno di tempo e pianificazione, cosa verdissima per molti motivi che sapete tutti benissimo. Che senso ha criticare le sue parole?

    • Damiano, Bosch sa benissimo che è il momento di mettersi a lavorare a testa bassa per recuperare il tempo perso e sa benissimo l’effetto che fanno certe dichiarazioni e come vengono rilanciate e strumentalizzate da parte dei media e purtroppo come si può leggere in mezzo a tutti i commenti anche come vengono mal interpretate da molte persone. C’è sempre un momento per parlare e uno per tacere e Bosch ha perso una buona occasione per mettersi silenziosamente al lavoro e evitare di scatenare inutili polemiche che non fanno altro che confondere le persone, in particolare chi non ha gli strumenti per comprendere come stanno realmente le cose.

      • Elon ha messo la taglia su chi proporrà una buona tecnologia per il sequestro della CO2. Quindi ogni vettore energetico rinnovabile che si riesca a mettere in piedi con il ciclo più efficiente possibile, è buono.
        L’elettrico è certamente e indiscutibilmente un ottimo, eccezionale motore: è quanto più di “a stato solido” ad oggi concepibile.
        È tuttora una soluzione “serbatoio” che eguagli le prestazioni in praticità (rapporto peso/energia e velocità di rifornimento) del carburante a base carbonio che latita.
        Le batterie al litio, assurdamente pesanti e lente da caricare, sono un palliativo di cui spero che in un futuro il più prossimo possibile ci faremo grasse risate al ricordo.

        • Un paio di precisazioni: la prima è di non fraintendere quello che ha detto Musk che ha lo sguardo sempre un po’ più in là di noi tutti, in particolare le opzioni di sequestro della CO2 sono necessarie per le attività con non possono fare a meno di emetterne, quindi si parla di razzi spaziali, ma ancora più di trasporti aerei e altre attività e sono abbastanza certo che non si riferisse al trasporto via terra (quindi escludiamo tranquillamente auto, camion, treni dal.suo discorso); la seconda come lui stesso ha dimostrato le batterie sono pesanti e lente da caricare ma sono così efficienti che convengono comunque e in ogni caso hanno davanti ancora parecchie possibilità di miglioramento sia a livello di capacità che di riduzione di prezzo, se ci faremo grasse risate sarà perché guarderemo alle vecchie batterie come oggi si guarda a un cellulare TACS rispetto ai moderni smartphone

    • Damiano, questo sito fin dalla sua fondazione ha una sezione dedicata alle e-bike e sappiamo benissimo quale contributo abbia dato la Bosch allo sviluppo delle bici elettriche, fondamentali per rendere le nostre città più sostenibili. E come dimenticare le mille innovazioni che hanno fatto fare enormi salti in avanti al mondo automotive, con sigle ormai familiari a tutti come ABS, ESP e lo stesso common Rail citato nell’articolo? La Bosch è un vanto dell’Europa, un gigantesco patrimonio di competenze e tecnologia. Proprio per questo ci aspettiamo che anche sull’elettrico assuma un ruolo di guida. Forse è solo un problema di comunicazione, ma nel mondo di oggi anche le parole hanno un peso. Eccome.

    • Hai ragione, però Bosch difende anche i suoi apporti al mild-hybrid a 48V, dei palliativi che fino a poco tempo fa si chiamavano “Start & Spot”.
      E non servono a risparmiare carburante, bensì a poter circolare in caso di blocchi, parcheggiare su strisce blu, etc etc etc …

  7. Caro degli Espositi, la sua risposta non fa altro che sottolineare che non conosce l argomento. Se subita della mia laurea attrezzi il sito per postare immagini, non ho problemi a pubblicarla, ma già la sua allusione qualifica la sua posizione ideologica.
    Comunque, la direttiva europea che regola il riciclo delle batterie in Europa è ancora la 2006/66CE. In Europa, siamo indietrossimo in fatto di riciclo. Ci sono pochissimi importanti in Germania e recuperano prevalentemente Nichel e Cobalto, questo perché i metodi sono ingegneristicamente complessi, e costosi, e il litio conviene per noi europei comprarlo piuttosto che recuperarlo. Diverso il discorso in Cina e Corea, dove per i minori costi, il recupero avviene. Ma in percentuali ben distanti dal 95% di cui parla, siamo fra il 50 e il 70. E soprattutto, si recupera sotto forma di Carbonato di litio. Ovvero materiale che va nuovamente trattato prima di essere utilizzato per nuovi accumulatori. In nessun intervento ho sostenuto che petrolio e gas siano meglio o meno impattanti. Semplicemente, l atteggiamento di voi fanatici dell’elelttrico, come se fosse la panacea di tutti i mali è stucchevole. Soprattutto quando sostenere che siano gli altri a dire baggianate ma i primi a non conoscere la argomento siete voi.

    • Lei mi dà del fanatico incompetente, quindi non mi pare proprio che possa lamentarsi del tono della mia risposta, assolutamente corretto. Vedo però con grande piacere che dopo due orette di navigazione su Internet, si è accorto che il riciclo dei materiali “sensibili” delle batterie si fa eccome, anche se le attuali tecnologie hanno costi critici che non ne giustificano ancora il recupero al 100%. Impianti per il riciclo in Europa ce ne sono una mezza dozzina, non solo in Germania, e uno dovrebbe sorgere anche in Italia. Ma consideri che di batterie auto a fine vita ce ne sono ancora pochissime. Il fine vita nell’autotrazione non comporta lo smaltimento, bensì il riutilizzo nell’accumulo statico per ulteriori 15-20 anni. Una domanda per concludere: gli insulti che rivolge a me si intendono estesi al professor Armaroli?

  8. Wow! Ho cercato di leggere tutti i commenti, ma sembra una guerra! Approfitto per dire qualcosa ti tangibile: ho sostituito una Countryman con un’auto completamente elettrica (BMW i3) il 2 novembre 2020, quindi 3 mesi fa. Con l’elettrica abbiamo percorso poco più di 3000 km, con l’altra, a benzina, poco più di 250. L’ho sempre caricata da casa sfruttando, quando possibile ovviamente, la produzione del fotovoltaico. Non sarò green al 100%, ma ci sono vicino ed appena sarà possibile, sostituirò l’auto ICE (per inciso una BMW 330i) con un’altra elettrica. È palese che siamo lontani da un uso esclusivo di auto elettriche, ma per la stragrande maggioranza degli italiani che ha un garage, un vialetto o un parcheggio di fronte a casa e che percorre i km che rientrano in una ricarica pomeridiana/notturna andrebbe più che bene. Io sono su un minimo di 36 km al giorno e mi trovo più che bene. Di sicuro, appena finirà la brutta stagione, sarò molto vicino al 100% di mobilità green. La transizione all’elettrico è finalmente partita, lo aspettavo da anni, le aziende dovrebbero cavalcare l’onda e non cercare di fermarla. Capisco che non è facile, ma piuttosto che perder tempo a lamentarsi per poi rimanere con un pugno di mosche, sarebbe il caso di ingegnarsi ed adeguarsi perché oramai non si torna più indietro.

  9. Perchè al posto di scrivere non si citano prove, slides, numeri ? Quanto impatta l estrazione del petrolio raffinata poi con cobalto ?
    Io non sono un geologo e chiedo che qualcuno mi illumini e compari queste tecnologie senza sparare parole

    GRAZIE

    • Il problema di fondo è che la coperta è corta. Il fraking è devastante i pozzi pure ma l’estrazione dei minerali non è da meno. Nessuno sostiene che il petrolio sia meglio, basta guardare i danni che fanno le petroliere. Semplicemente la virata compulsiva che vogliono dare all elettrico fa danni diversi.
      L argomento andrebbe affrontato con in piglio più scientifico e pragmatico non ideologico.

  10. Signor Degli Espositi, dire che racconta baggianate all utente che parla di Altoforno, denota che lei ignora l argomento. Le batterie, o meglio il recupero dei materiali che le compongono avviene oggi prevalentemente in due modi. Triturazione e fusione in altoforno, o idrometallurgia. Nel primo caso uso metano nel secondo acqua. In entrambi i casi inquini molto.
    Il vostro amato litio, che è presente nello 0,0017%della crosta terrestre viene estratto dal pirosseno di litio devastando intere aree, oppure in sud America con risalita delle salamoie pompando acqua e causando danni all agricoltura in seguito all abbassamento delle falde..
    Tutte problematiche note fra noi geologi.
    In ultimo l ente internazionale che monitora l’estrazione dei minerali ha calcolato che l’ esplosione di richiesta di litio, farà aumentare l’emissione di CO2 del comparto, nel prossimo decennio, di oltre sei volte, al punto da annullare il beneficio eventualmente portato dai veicoli a batteria.
    Comodo attaccare chi non la pensa come voi e ha argomenti validi. Non sono baggianate. È la vostra che è ideologia.

    • Il litio e gli altri materiali rari utilizzati nelle batterie vengono recuperati e riciclati al 96%. Questo è quanto affermano le case auto che in Europa sono obbligate a ritirare e recuperare le batterie per autotrazione. Non ho motivo di dubitarne e non ho strumenti per controllare che ciò sia vero; ma le autorità europee, che gli strumenti li hanno, non hanno mai eccepito in proposito. I costi sono elevati, e sono già compresi nel prezzo d’acquisto delle batterie. Ma nel programma European Battery Innovation uno dei principali capitoli riguarda proprio lo sviluppo di tecnologie meno costose e meno energivore. L’Italia ha brevettato una di queste tecnologie https://www.vaielettrico.it/riciclo-delle-batterie-la-soluzione-e-in-un-brevetto-italiano/. Sulla presunta devastazione dovuta all’estrazione del litio non mi pronuncio. Le chiedo però cosa ne pensi, da geologo come si definisce, dell’estrazione di gas e petrolio con il fraking. Petrolio e gas, peraltro, che vengono bruciati e “smaltiti” in atmosfera, certamente non riciclati. A differenza del litio, nichel, manganese, cobalto. A proposito, le consiglio la visione di questa intervista al direttore di ricerca del CNR Nicola Armaroli https://www.vaielettrico.it/fonti-rinnovabili-armaroli-smonta-le-fake-news-di-toyoda-c/. Delle due l’una: o gli argomenti che lei definisce “validi” validi non sono, oppure è ideologia quella del professor Armaroli, membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze. Mi dica lei, signor Max.

    • Peccato che il petrolio fa danni di continuo, in quanto devi continuamente estrarlo raffinarlo trasportarlo, perché l’ultimo passaggio è bruciarlo. quindi non puoi riutilizzarlo.
      Per le batterie, i componenti li devi estrarre solo una volta, poi vengono totalmente riciclati (quasi, ma il 95% non mi sembra poco.)
      Per quanto riguarda il riscaldamento a metano per il riciclo delle batterie, si può fare elettricamente con energia prodotta da FER, non credete?

  11. Cmq c’è da dire pure che elettrificate tutto il parco auto è pressoché impossibile se pensiamo ai cablaggi necessari per colonnine da 200kw, terre rare etc.etc.. A mio parere rimarrà una nicchia. Non avete ben chiaro l’aspetto tecnico della questione. La soluzione probabilmente da qua al 2050 sarà l’idrogeno con l’introduzione di nuove forme di accumulo che non siano le classiche bombole ingombranti e a pressioni mostruose.

  12. Confermi quello che pensavo..
    La cosa che mi spaventa di più e l’irrazionalità compulsiva di chi pensa che la propria posizione “green” o il tipico “fai la cosa giusta” a tutti i costi sia l’unica via..
    Ti ringrazio per la tua preoccupazione riguardo la mia attività lavorativa, ti rassicuro ,lavoro anche per l’elettromobilità .. quindi secondo il tuo punto di vista sono al sicuro.

    NB. Nella tua “fascia di minor consumo” ..d’estate non reggono neanche i condizionatori d’aria.

    Buona vita,
    buona fortuna a tutti noi , ne abbiamo bisogno

    • N.B. “non reggono” non è corretto tecnicamente. In ogni caso prova a vedere e scoprirai che i problemi di blackout avvengono principalmente di giorno infatti uno dei disagi principali sono le persone bloccate in ascensore. Se avvengono di notte ci sono spesso dietro errori umani o reti mal progettate. Quando vivevo in Inghilterra l’unico limite al prelievo di potenza erano i fusibili (obbligatori secondo le loro norme) e non ho mai avuto un blackout in due anni. Certo loro non hanno necessità di condizionamenti come da noi ma in inverno utilizzano molto camini elettrici, bollitori e forni. Quelli che ho conosciuto con l’auto elettrica l’hanno semplicemente collegata nel loro garage senza nessun problema. Questo semplicemente per dire di non fossilizzarsi sulle nostre reti che sono spesso sottodimensionate perché progettate qualche decennio fa quando non si usavano condizionatori e piani cottura ad induzione e mai aggiornate per gestire i nuovi consumi. Magari con le auto elettriche sarà la volta buona.

      Buona vita anche a te

      • Dipende dalla zona, vai in centro a Milano e chiedi….
        In periferia i problemi sono pochissimi, comunque solo un mese fa tra Natale e l’epifania, a Sud di Milano ci sono stati problemi non da poco, interi paesi al buio per 12 ore o più.

  13. Dovevano svegliarsi prima. Pensino a figli e nipoti che dovranno continuate a vivere in un mondo inquinato per causa loro. Idioti!

  14. Grazie. Benzina era per dire almeno qualcosa di “digeribile” che certo non è il gasolio che si presta alla trasformazione con tanta agevolezza…

  15. “Le auto elettriche sono a emissioni zero solo se sono ricaricate con elettricità rinnovabile“

    La fiera dell’ovvio.

    Potrei anche dire che un euro 6 benzina che fa 50000 km annui inquina molto di più di un euro tre che ne fa 1000…. oppure che una elettrica che percorre 200000 km da rete nella sua vita ha inquinato molto di più di una ICE che ne ha percorsi 50000….ma che discorsi sono?

    • Si manca sempre di dire che un’elettrica può diventare più pulita nel tempo, pulendo il mix energetico. Mentre un ICE questo non può farlo

  16. Buongiorno, parlo da insider di quello che voi definite il “male supremo” .. il diesel.
    Forse non tutti sanno che il tanto infangato “common Rail” é un invenzione nata ,sviluppata e prodotta in ITALIA.
    Quando si parla di transizione programmata lo si fa con un visione realistica di quello che é il tessuto industriale e infrastrutturale europeo e lasciatemi dire non di poco conto l’impatto su quello ITALIANO.
    L’industria: la filiera di componentistica automotive italiana é fra le migliori e rinomate al mondo e al 99% per ICE… Di elettrico saremmo schiavi dei prodotti a basso costo asiatici … Nulla si inventa,sviluppa e produce dall’oggi al domani, con criterio.. il risultato ? La chiusura del 50% della metalmeccanica italiana , perdita di posti di lavoro e PIL,la sudditanza tecnologica .. vi basta?
    La conversione va fatta ? Si.. ma con criterio e tempi di industrializzazione corrispondenti alla realtà.
    Infrastrutture: sono curioso di sapere quanti dei “leoni da tastiera”, Taliban dell’elettromobilità posseggono realmente un auto elettrica, dove abitano e per cosa la usano.
    Partiamo dalla rete di produzione di energia elettrica e la sua distribuzione , lo sapete vero che acquistiamo energia elettrica prodotta da centrali nucleari francesi e combustibili fossili,gas da mezzo mondo? E che la nostra rete non supporterebbe forse neanche il 20% della “ricarica notturna” del parco auto eventuale?
    Le ricariche: nessuno mi hai mai spiegato come l’italiano medio che abita in un condominio nel centro di una grande/media città possa gestire la ricarica di una EV.. ma se non riesce neanche a trovare parcheggio sotto casa !
    Ok .. disseminano milioni di colonnine per l’italia… Lo facciamo nei prossimi due/tre anni? Realistico? NO.
    Non aggiungo nulla su autonomia per chi usa l’auto per lavoro e autoveicoli commerciali e trasporti.
    La mia opinione è quella che la conversione va fatta e si farà ma cum grano salis, la politica dev’essere la guida alla transizione e non l’harakiri dell’industria italiana.
    Piedi per terra e sguardo al futuro.

    • Caro insider, quello che ci racconti lo sappiamo molto bene e sono anni che lo stiamo dicendo. Sono anni che veniamo derisi per questo. Marchionne, con tutto il rispetto per la sua precoce dipartita, disse che l’auto elettrica era una stupidaggine deridendo Musk, Goshn e addirittura gli ibridi di Toyota. Ora che la concorrenza sta per devastare la nostra industria che con ostinazione ha continuato a deridere chi faceva investimenti pensando al futuro invece che al profitto immediato, si viene a piangere che la transizione dovrebbe essere più lenta.
      Ho una brutta notizia da dare: il tempo perso non si recupera e i concorrenti non si possono più fermare. Potremmo anche fare leggi ambienticide, non creare infrastrutture di proposito per rallentare l’adozione delle nuove auto. Non servirà a niente se non a impoverire ancora di più la popolazione che non lavora nel settore automotive. Vogliamo fare fuggire dall’Italia tutti i nostri giovani più intraprendenti?
      Per quanto riguarda la produzione di energia abbiamo già scritto sia sulla quota di nucleare, sia che la ricarica notturna non è e non può essere un problema perché è nella fascia di minor consumo quindi non è un problema per la rete, al massimo è un problema per il fatto che il solare non può contribuire durante la notte se non ci sono gli accumuli sufficienti.
      Quindi, mi spiace, ma onestamente devo bocciare in toto il tuo intervento da insider. Mettiti in salvo più in fretta possibile perché chi ha deciso di non invesire sul futuro come hanno fatto i poco lungimiranti manager italiani è destinato a vivere un brutto futuro.

      • E tra l’altro in Italia abbiamo una buona base di aziende nel settore Green. Non è che tutto per forza deve essere asiatico. Abbiamo anche noi tecnologie da esportare, non è il caso di buttarci giù. Magari sarebbe bello accompagnare meglio quelle aziende che invece potrebbero, esportando di più, creare più posti di lavoro.
        Idem per l’installazione di solare ed eolico, che richiedono comunque manodopera.
        Il ragionamento “siamo bravi con le carrozze, non spingiamo l’auto” non ha funzionato in passato e non funzionerà nemmeno ora.

    • Appunto, sguardo al futuro (e un occhio alle bufale, tipo la rete che non sopporterebbe la ricarica di auto elettriche).

      • Non solo al futuro, ma anche all’infuori dell’Italia.
        Non è perché in Italia “oddio ho solo 3 kW di contatore a casa”, allora lo sviluppo si deve fermare in tutto il mondo. In CH è normale avere 11 kW per ogni appartamento, in Francia credo una cosa simile.

        • Ma sai vero… che svizzera e Francia hanno le centrali nucleari e che a loro la corrente non costa nulla ? E cmq 11kw in appartamento mi sembra esagerato ho una cugina in Francia e mi informerò… in ogni caso in Italia avere 6 kw significa pagare un fisso di 70 euro ogni due mesi solo di tassazione fissa ( io ho 6 kw )

          • Questi sono luoghi comuni.
            Ho una amico che abita vicino a Bellinzona, capitale del Canton Ticino.
            Paga la corrente 0,16Franchi al kWh.
            Corrispondono a circa 0,14€.
            Finiamola con la farsa che con il nucleare l’energia costa meno.
            Forse a chi la produca, non a chi la compra.

          • Io confermo, in Francia non è un problema avere corrente, ti forniscono contatore con già il differenziale principale e l’allaccio della messa a terra, la corrente costa meno che da noi. Non esiste neanche il problema delle certificazioni, in quanto un’ente statale dispone, controlla e avvalla l’impianto.
            In Svizzera la corrente costa qualcosina meno, ma è abbastanza equiparata alla nostra.
            La differenza sostanziale comunque sono i costi fissi, che da noi in media sono altissimi.

  17. L’inquinamento globale della mobilità,,(tutta la mobilita),a sentire gli esperti è il 18×100 ..e del 82×100 non ne parla nessuno .con questo cambio di mobilità ci sarà una moria di imprese, da chi lavora x il petrolio …dalla costruzione piattaforme, trivelle ,impianti per la lavorazione del petrolio ..senza contare che i motori elettrici hanno 1 decimo di componenti di un motore tradizionale. Quindi il passaggio deve essere graduale ……x caricare le batterie ci vogliono 50 kw …..20 macchine assieme 1000 lkw, equivalente di 300 contatori domestici

  18. Mi sto chiedendo se vi siano in corso al mondo ricerche per fare un “generatore a stato solido” che parta dalla benzina e produca elettricità senza passare per una accoppiata motore – generatore?
    Come dire passare dalle valvole (usa il vuoto e le cavità con griglie per modulare le correnti; similmente un motore a scoppio) a circuiti integrati.
    Inutile cercare con Google, è inquinata da falsi risultati dati da una interpretazione in base al senso comune delle parole chiave.

    • Non partirei però dalla benzina che comunque è inquinante da produrre e si porta dietro certi vecchi problemi. In teoria sarebbe bello poter avere delle celle a combustibile alimentate a metanolo o etanolo che essendo liquidi risolvono un bel po’ di problemi rispetto all’idrogeno e sono facili da produrre a partire da scarti biologici. Suggerirei quindi di cercare celle a combustibile etanolo o metanolo. Ritengo però che il trend delle batterie ci porterà a decretarle come soluzione migliore nel 90-95 % degli usi.

      • Grazie. Benzina era per dire almeno qualcosa di “digeribile” che certo non è il gasolio che si presta alla trasformazione con tanta agevolezza…

        • Ciò che mi chiedo e chiedo a tutti voi è un concreto pensiero critico . Ho necessita di avere una piccola 4×4 perché casa mia è in.mezzo ai boschi con strade dissestate poco praticabili con.pioggia o neve .non posso permettermi un auto usata , non posso permettermi ancor più un auto elettrica , sono troppo care , (i contratti di lavoro vanno da 15 giorni a 1 mese e nessuno ti presta nulla)…le loro autonomie troppo basse . Un altra cosa : per le ricariche si iniziano a utilizzare i parcheggi con colonnine apposite ,tutto ciò può funzionare adesso che siete in.minoranza , immaginate Torino con 1000 parcheggi e 20.000 auto elettriche !!! Immaginate la sosta in autogrill che dura 3 ore…immaginate di vivere in condizioni di temperature proibitive tutto l anno… !!! Si all elettrico ( lo sogno fin da piccolo ) ma per ora è tutto molto crudo ….la soluzione secondo me doveva essere una transizione da endotermico a ibrido , e magari fra 30 anni quando la tecnologia sarà più sicura e testata tutto elettrico. E cmq per il fatto che nulla si crea e nulla si distrugge tutto ha un impatto ambientale , anche il nostro respiro .io comincerei con elettricista autobus , navi , motorini , moto , taxi , scuolabus e treni .metterei una legge dove chi rifa il tetto deve montare tegole fotovoltaiche ( non pannelli ) e per chi ha casa privata anche una pala eolica ( se il posto lo consente ) per il riscaldamento basterebbe usare il geotermico ( l Italia e piena di energia geotermica) le auto le farei andare tutte a metano o gpl ( un.Po meno inquinanti delle benzine e meno filiera per estrarlo) farei centrali elettriche in mezzo al mare che sfruttano il moto ondoso .cablerei le autostrade con sensori sotto l asfalto in modo che i passaggi delle auto ricarichino accumulatori .le soluzioni ci sono per avere un mondo migliore , ma non dimentichiamo che interrompere di colpo la produzione di massa comporterebbe solo a licenziamenti e depressione , e se io non lavoro l auto elettrica non la posso comprare .ma …. tanto .. secondo me sarà solo roba da ricchi

          • Il pensiero critico però occorre averlo a 360 gradi:
            1) In mezzo ai boschi non dovresti avere troppa fretta di sostituire l’auto. Tra l’altro un piccolo fuoristrada economico è già difficile trovarlo con motore endotermico, trovarlo elettrico mi pare abbastanza prematuro.
            2) Autonomia bassa: non mi risulta che i piccoli fuoristrada siano impiegati per lunghe percorrenze, non credo che sia un uso ragionevole di quel tipo di auto. Se comunque fosse ìl cado c’è qualcosa di ibrido mi pare nel listino Suzuki.
            3) Quale sarebbe il problema di avere tante colonnine in città? Tra l’altro se sono a servizio dei parcheggi parliamo di colonnine a bassa potenza. Insomma bisogna capire a parte i limiti mentali quali potrebbero essere i limiti reali di avere tante colonnine nelle città?
            4) Perché sì alle tegole e non ai pannelli fotovoltaici?
            5) Pale eoliche sì ma solo in siti con sufficiente ventosità, altrimenti il ritorno è negativo (sia energetico che economico)
            6) Energia geotermica: ne abbiamo molta al centro sud ed è un’ottima opzione rinnovabile ma non si può dire che basterebbe a coprire il fabbisogno nazionale.
            7) Auto a metano e GPL: ci abbiamo provato anche con forti incentivi sul GPL e non ha funzionato. Che facciamo?
            8) Moto ondoso: sarebbe un’ottima idea se non fosse per il costo ma soprattutto i problemi di manutenzione (organi meccanici immersi in acqua salata, un incubo)
            9) Recupero dell’energia dal passaggio delle auto: difficile da fare con ritorni positivi e poi l’energia sarebbe solo un piccolo recupero dal serbatoio delle auto, il rischio è di aumentarne i consumi. Sarebbe vantaggioso?
            10) Proporre di arginare un’evoluzione tecnologica che è sempre più urgente intraprendere in nome dei posti di lavoro persi non è saggio, anche perché sull’altro piatto della bilancia ci sono le vite perse per l’inquinamento e i disastri naturali sempre più frequenti e anche un mucchio di nuovi posti di lavoro che si andranno a creare.
            11) L’auto elettrica potrà essere oggi “roba da ricchi” ma è atteso un pareggio dei prezzi nel giro di pochi anni. Questa è una previsione e potrà verificarsi oppure no. Personalmente, considerando la semplicità di un’elettrica in rapporto ad una a combustione (non parliamo poi di ibride) ritengo che molto probabilmente la situazione è destinata a ribaltarsi e in futuro avremo auto elettriche più economiche di quelle a combustione: ancora un po’ di pazienza quindi…

            Tutta questa lunga enumerazione per cercare di spiegare che ci sono persone che lavorano quotidianamente allo sviluppo di nuove tecnologie e si è tentato e si sta tentando un po’ di tutto, ma poi alla resa dei conti occorre andare avanti con quello che ad oggi funziona.
            Ora, mi è più o meno chiaro che cosa renda le auto elettriche così indigeste a una parte di popolazione, ma avere lo spirito ipercritico e arrivare a critiche ridicole che fanno le pulci fino a disquisire della polvere dei freni rilasciata nell’ambiente (inferiore nonostante il peso rispetto alle auto a combustione) e il consumo di pneumatici (presente anche nelle auto a combustione) rendendoli problemi insopportabili per le auto elettriche ma sopportabilissimi nel caso delle auto a combustione mi fa subito rendere conto che l’attacco è viziato a priori e l’unica cosa da fare è rimandare con forza tutte le critiche al mittente.

            Ad maiora.

    • Si chiama Fuel Cell e digerisce idrogeno , etanolo e qualche modello a Metano . Direi che la scelta della benzina è da abbandonare

      • La resa della fuel cell è ancora piuttosto bassa. Vi vorranno anni di ricerca per migliorare. In ogni caso, il metanolo va comunque sintetizzato. Insomma, non butta bene per le FC, dal punto di vista termodinamico ed economico. In 5 anni il passaggio ad EV puri sarà piuttosto importante

  19. Sono in ritardo e vorrebbero massimizzare con quello che ancora hanno… Difendono il loro mercato, ma saranno sorpassati in breve tempo da nuove tecnologie più pulite.
    Quando guadagnano sono liberisti e per il mercato libero, quando faticano per loro strategie sbagliate, chiedono aiuti agli stati. Quando guadagno sono miei, quando perdo sono di tutti.

      • Scusa se altri hanno paura di riempire i propri figli di tumori (per noi oramai è tardi, se sarà oramai ci spunteranno fuori tra qualche anno…)

        • Allora si spengano i riscaldamenti, le industrie , le centrali elettriche, gli inceneritori… Si studi cosa è presente nei cibi che mangiamo, la informo che durante i periodi di chiusura sia a marzo che in autunno le sostanza inquinanti nocive attribuite alle auto come pm 2.5, pm 20 , ossidi di azoto erano alle stelle, nonostante vi fosse in atto il più grande blocco auto della storia del nostro Paese, magari porsi qualche domanda….

          • Caro Sig “Massimo Degli Eposti”, io non spaccio nulla, semplicemente non lascio spaccino a me…
            Cita un suo articolo, quindi ovvio dica quella che le interessa ma :

            https://www.repubblica.it/green-and-blue/2021/01/15/news/pandemia_durante_il_lockdown_l_inquinamento_cala_meno_del_previsto-282678263/#:~:text=Lo%20mostra%20uno%20studio%20condotto,pi%C3%B9%20dai%20motori%20dei%20veicoli.
            https://www.lastampa.it/cronaca/2020/06/07/news/inquinamento-e-lockdown-com-e-andata-davvero-sulla-terra-nei-mesi-in-cui-l-uomo-non-c-era-1.38939846
            https://www.focus.it/ambiente/ecologia/inquinamento-aria-lockdown
            https://www.ilsole24ore.com/art/le-agenzie-smentiscono-l-effetto-anti-smog-lockdowm-ADdfm2H
            Cito più fonti, così non si può dire sia una sola voce.
            Se vi è onestà intellettuale, si dovrebbe leggere..
            Aggiungo che se non si accettano le critiche allora si è dogmatici, minacciare velatamente l’espulsione dalla pagina perchè qualcuno dice contrario (modificando anche il significato di ipocrisia, da quando è un’offesa ?), significa essere in malafede. Se volete essere una community chiusa che se la fa e se la canta come un partito politico , ok.. Basta dirlo, ma non si dice che è informazione libera e oggettiva.

          • Industrie, riscaldamenti ecc sono parte del problema e si sta infatti incentivando un cambio di paradigma. Il riuso, riciclo, la differenziata vanno spinte ancora di più. Così come la spinta per i riscaldamenti (ci sono gli incentivi al 100% per cappotti e cambio delle caldaie).
            Se ti rendessi conto che in pianura padana viviamo in una camera a gas, diresti anche tu che dobbiamo affrontare il problema in tutti i suoi aspetti. Inclusi i trasporti

          • Caro sign Massimo Degli Esposti, se non comprende un errore di battitura tra 10 e 20 allora meglio lasciare stare, secondo Lei dopo tutti gli articoli che ho letto e citato potrei mai pensare che esiste il pm 20? Anche un passante disattento lo saprebbe, dato che il mainstream non fa altro che citare il pm 10, in Tv e in ogni media esistenze.
            Detto ciò ho espresso il mio punto di vista, lei lavora per una sezione del sole 24 ore (giornale dal quale ho estrapolato questo articolo) https://www.ilsole24ore.com/art/le-agenzie-smentiscono-l-effetto-anti-smog-lockdowm-ADdfm2H , quindi magari si consulti con i colleghi se secondo lei non fanno un buon lavoro. Inoltre viste le risposte date agli altri utenti che la pensano diversamente da lei (tutto offensivi a suo vedere) non ho problemi ad abbandonare la pagina e a dire apertamente a chiunque legga questa pagina che vi è un atteggiamento dogmatico univoco di presentare gli argomenti. Buona continuazione e buona crociata.

          • Lei non fa solo errori di battitura: lei fa errori concettuali. Fra le emissioni inquinanti, genericamente indicate come polveri sottili o particolato, si comprendono in realtà molte sostanze diverse. Le PM 10 sono le più grossolane. Tra queste annoveriamo, oltre ai gas di sarico delle auto (soprattutto diesel) perfino le sabbie del Sahara, i fumi dei caminetti e delle stufe a pellets, gli scarichi delle centrali a carbone e degli impianti industriali dell’Europa delle Est che i venti concentrano nel “catino” della Painura Padana, dove le concentrazioni registrate dalle centraline dipendono in larga misura da fattori atmosferici e solo in parte dalle emissioni in loco. Diverso è il discorso per le PM 5 e PM 2,5 (polveri ultrasottili) e per gli ossidi di azoto (Nox) che ne sono i precursori. Legga in proposito quel che dice un illustre climatologo https://www.vaielettrico.it/bufala-da-coronavirus-non-e-il-traffico-che-inquina/. Sono le sostanze più pericolose per la salute, perchè tanto sottili da superare il filtro dei polmoni ed entrare in circolo nel sangue, depositandosi poi negli organi interni dove risultano cancerogeni. PM2,5 e PM 5 derivano in larga parte dall’usura degli organi meccanici nei motori e nei freni. Gli ossidi di azoto sono gas che non esistono in natura ma si producono da reazioni chimiche ad altissime temperature, nei motori termici. E sono addirittura tossici. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che all’insieme di tutti questi inquinanti siano dovute circa 80-90 mila morti premature solo in Italia. Rilegga con più attenzione tutti gli articoli da lei citati, e si accorgerà che i titoli sono assolutamente mistificatori. Strobazzano il fatto che il lock down ha prodotto un calo dell’inquinamento “inferiore al previsto” (previsto da chi? E badi bene, non un aumento), ma solo relativamente alle PM10. Al massiccio calo delle concentrazioni di PM 2,5 e Nox, queste ultime certificate dalle immagini satellitari del programma Copernico di ESA, vengono riservate le ultime dieci righe. Fossi in lei, mi chiederei se siamo noi ad usare un atteggiamento dogmatico e univoco o chi inganna il lettore presentando una verità parziale e manipolata.

  20. Cosa hanno fatto le fabbriche di locomotive a vapore quando prevalsero le diesel e le elettriche? Hanno cambiato prodotti o hanno chiuso. Cosa hanno fatto i produttori di carrozze e gli allevatori di cavalli quando l’automobile ha preso il sopravvento? Sono i soliti campanilismi di chi sente vento di cambiamento……

    • Infatti, si vede che qualcuno fa forte resistenza al cambiamento.
      Peraltro con gli investimenti delle case auto, le EV sono inevitabili e tutti i più validi centri di ricerca lo hanno confermato.
      Quindi chi viene qui a dire che non va bene, che non accadrà, che non conviene, che fanno migliaia di km al giorno e per loro no, che costano troppo… Be, verranno solo travolti dal progresso. Infatti non andiamo più in carrozza da un pezzo

    • Giusto, ho visto lo stesso problema con la 230V corrente alternata nei rifugi alpini, batterie sempre a terra, ondulatore che andava per caricare due cellulari e per la luce del bagno……….abbiamo eliminato quell’ondulatore inutile, sostituito le lampadine incandescenza 230 V , usate perché con quelle economiche led, l’ondulatore non partiva e si andava al bagno con una pila, con led da 12V, caricatore cellulare da auto ……..adesso funziona anche con due settimane di pessimo tempo
      Sì, abbiam dovuto superare un culto neoreligioso, il culto 230V.
      Lo stesso succederà col culto benzinoide.

  21. Pubblicate quello che vi conviene , a rafforzare ancora di più i vostri ragionamenti a senso unico, il vostro limite nei ragionamenti è quello ,alla bosch hanno ragione da vendere

      • Quando il common Rail entrò nella scena non aveva limiti.. voglio dire le utilitarie iniziarono davvero a fare 20 km/l e le grosse berline 15.. numeri impensabili con prestazioni incredibili e autonomie di oltre 1000km con serbatoi da 50-60litri.. nello spazio di 60libri di benzina quante batterie ci stanno? E quanta autonomia si ricava? Siete ipocriti perché non parlate mai di produzione e stoccaggio…

          • Caro Sig Massimo Degli Esposti, non mi risulta di aver insultato nessuno, se fosse il contrario mi citi in quale messaggio l’ho fatto e quale insulto. lo citi e in tal caso mi scuserò apertamente, senza se e senza ma. Altrimenti prendiamo la definizione di “insultare” dal vocabolario e riparliamo insieme della questione.
            Se evidenziare le contraddizioni che sono spesso esposte negli articoli è insulto allora forse bisognerebbe parlare di “dogmi” o “religione”. Premesso ciò, se volete adottare la politica della censura (pratica molto comune a tutte le piattaforme ormai per nascondere chi la pensa diversamente), faccia pure .
            Detto tutto ciò produzione di energia e stoccaggio nelle batterie… Parliamone, perchè senza energia non si ricaricano , specificando da dove essa viene, inoltre non si spiega mai dove vanno a finire le batterie, oggetti che al momento sono destinati altoforno , ma nessuno lo dice.. Se vuole mantenere aperto il dialogo bene, altrimenti pazienza . Saluti.

          • Lei definisce ipocriti noi e i nostri lettori. E questo è un insulto. I dogmi sono i suoi, caro signor Giorgio. Noi scriviamo ogni giorno di produzione di energia, stoccaggio, riciclo delle batterie, ricarica, funzionalità, emissioni, crisi climatica e inquinamento. Argomenti sui quali lei non è informato, e quindi ha pochissimo da aggiungere alle nostre discussioni. Per finire, lei parla di censura dimenticando che questa è casa nostra e lei è nostro ospite (finchè abbiamo voglia di ospitarla).

        • Giorgio, i 4 moduli che compongono il pacco batterie di una Tesla Model 3 occupano 187.6 litri, sono spessi 90mm e vengono inseriti nel pianale dell’auto contribuendo a garantire un baricentro basso e una distribuzione dei pesi praticamente al 50% tra anteriore e posteriore. I motori elettrici occupano meno volume rispetto agli endotermici per cui la Model 3 può vantare un vano portabagagli sotto al cofano inferiore. L’autonomia è sufficiente per la maggior parte delle esigenze tant’è che anche gli americani che spesso fanno viaggi tra diversi Stati non hanno problemi, addirittura fanno i famosi viaggi coast to coast, fermandosi a caricare ai supercharger allungando un po’ la pausa rispetto al minimo consentito da un pieno di benzina (e ricordo inoltre che non è necessario restare a fianco di un’auto elettrica mentre si ricarica, al contrario del rifornimento classico). Il tempo dedicato alla ricarica lo si può quindi interamente dedicate ai bisogni fisiologici, godersi un caffè, ristorarsi, leggere le mail e sgranchirsi le gambe. Non mi pare una tragedia, anzi lo ritengo un modo di vita più rilassante e meno frenetico che auspicabilmente nel lungo periodo allunga la vita, così come la riduzione dell’inquinamento dell’aria che respiriamo. Al contrario quando non si fanno viaggi che superano l’autonomia dell’auto il rifornimento lo si può fare durante le soste e richiede giusto il tempo di inserire una spina quando si parcheggia e scollegarla prima di partire, sfruttando i tempi morti in cui l’auto non verrebbe comunque usata.
          Sorvolo sull’insulto gratuito, da quello che ho appena scritto avrai capito che è del tutto fuori luogo e mi dispiace molto che le auto elettriche ti facciano arrabbiare al punto di insultare chi non conosci. Senza rancore.

          • Esposta la lezioncina a memoria…. Si guardi quali avventure devono sostenere gli utilizzatori anche di una model 3 Long Range, ma le guardi davvero.. Non tutti hanno la possibilità di stare a pancia all’aria per diverse ore durante la giornata lavorativa, inoltre nel caso dei viaggi con temperature basse l’autonomia può scendere anche del 30%, e con 350 km effettivi reali in autostrada (Model 3 LONG RANGE) le lascio fare il calcolo di quanti rimangono… Nel caso di un week end in montagna magari con 0 gradi , la famiglia appresso e nessuna colonnina disponibile mi dica lei quanto sarà divertente.. Voglio dire con quasi la metà della spesa ci si compra una famigliare con 1000 km di autonomia, riscaldamento sempre acceso, nessun problema con temperature basse e il tutto con quasi la metà della spesa… (Octavia e similari ).
            Detto tutto ciò guardate cosa si fa al momento per riciclare le batterie, per e anche con la tecnica in evoluzione non si ricicla tutto.. Calcoliamo l’energia utilizzata per smaltire, le emissioni per i processi di smaltimento che allo stato attuale sono destinati all’altoforno (incenerimento)

          • Non ho inventato alcun algoritmo, esistono una infinità di video consultabili sull’autonomia della model 3 a diverse condizioni meteo.
            Inoltre si trovano applicazioni come https://abetterrouteplanner.com/ che forniscono stime molto precise di un eventuale viaggio, in base a temperatura, vento, altitudine , velocità etc…

        • Ciao Giorgio, credo sia inutile perdita di tempo cercare di illuminare i fanatici dell’elettrico, il loro paraocchi dato dai soldi spesi all’acquisto della loro auto funzionante a tappe, impedisce loro di vedere il quadro generale.
          Poverini.
          Quando perderanno il posto di lavoro ne riparliamo.

          • Leonardo e impossibile dare una risposta esaustiva a chi non ha fatto alcuna domanda, li non c’è alcun argomento (ha scritto perché non parlate di produzione e stoccaggio….di che? È talmente vario che può ricomprendere tutto, batterie, elettricità. Probabilmente si riferisce anche a inquinamento derivante da produzione delle batterie, di cui si è ampiamente parlato e gli stessi calcoli fatti dai detrattori in un articolo pieni di errori a favore Guarda caso delle ICE, arrivavano a un pareggio ricaricando dalla rete a 76000 km (rispetto a una ibrida, tra l’altro)…per auto tipo la ID3 58 kWh… correggendo gli errori scendeva però vertiginosamente. Ma tanto non li convinci perché nn leggono e non rispondono nel merito sui calcoli. Hanno ragione punto. Se scrivono che 70*10 fa 900 hanno ragione non li convinci lo stesso )

          • Più che fanatici direi appassionati.
            Cosa invece vi spinge a venire in un forum in cui appassionati o anche solo curiosi parlano dei vantaggi e dei problemi delle auto elettriche a cercare di convincerci che siamo dei fanatici?

            Le crociate sono finite da un pezzo, almeno spero.

          • Garantisco: non abbiamo alcun bisogno di essere illuminati da metanisti e dieselisti. Ha ragione, inutile venire qui a commentare

          • Posso chiedervi quante e quali auto avete guidato ?
            io ho avuto nell’ordine :
            Golf GTD seconda serie
            R19 16V prima serie
            Golf 1.8/90 CV cat. terza serie
            Bmw 318Ti prima serie
            Prius III
            Auris hsd
            e ora kia Optima plug-in

            l’unico motivo per cui non ho preso ancora un elettrica è il prezzo punto.
            ma so già quale sarà la mia prossima auto appena possibile .
            un’auto con 60Kwh , per togliermi ogni ansia da ricarica
            per me ..
            paragonare un’auto elettrica rispetto a una a combustione
            è come paragonare un arereo a elica con uno a reazione

            i consumi , sono in secondo piano per me ..
            avere un’auto che batte in prestazioni una Ferrari 208 GTB (il mio sogno da bambino) e consumare pochi euro per una gita fuori porta
            NON HA PREZZO !!

            poi vabbè ogniuno ha i suoi gusti ,
            c’è gente che è innamorata di una multipla a metano
            c’è perfino chi ha comprato una duna nuova
            de gustibus

            IMHO , gli incentivi sull’elettrico hanno rimpito i forum di pappagalli
            che facevano gli stessi ragionamenti in passato
            per l’iniezione elettronica
            per l’ABS
            la marmitta catalitica
            l’ESP
            e il bluetooth per il telefono

            insomma i greggaragini , che dicono che gli altri sono trogloditi ..
            loro mai

        • Hai ragione, non parliamo mai di produzione e di stoccaggio, ma anche di estrazione e distribuzione dei combustibili fossili.
          Cosa credi, che benzina e gasolio sgorghino spontaneamente nel serbatoio delle auto?
          Invece con la corrente può già succedere, infatti succede ogni giorno sul tetto della mia casa, grazie al mio impianto FV.
          E visto che l’impianto l’ho fatto grosso, dell’energia che produco, ne godono anche altre famiglie che il FV non lo hanno.

          Ciao, e smettila di roderti il fegato, ti fa male.

          • Il mio fegato sta benissimo e avere un impianto fotovoltaico non è prerogativa solo sua caro sig “Athos”… Io ne possiedo 2, il primo allacciato da febbraio 2013 da 10 kw il secondo da 6 kw allacciato da marzo 2020. Posso assicurarle che senza incentivi e e detrazioni non mi sarei mai sognato di installarli, ho fatto un mero calcolo dei consumi dell’energia e dell’ammortamento, con un chiaro rischio dovuto alla variabile durata oltre la garanzia offertami dal venditore di 10 anni. Premesso ciò, le assicuro che la notte l’impianto non funziona quindi o possiede una batteria di accumulo, molto grande (e costosa) altrimenti la sera quando rientra di certo non potrà “godere” lei del suo impianto per ricaricare l’auto per esempio….
            Inoltre il tema fondamentale, il bilancio energetico dell’impianto, è sicuro che tale impianto riuscirà a compensare l’energia utilizzata per produrlo e poi smaltirlo? Conosce i numeri che vi sono dietro la costruzione dei pannelli o parla per sentito dire? Io delle risposte puntuali a questa domanda non le ho ancora trovare, l’unica risposta che mi ha portato ad installare l’impianto è stata quella economica.

          • 1) Non devo caricare l’auto tutti i giorni, e lavorando su turni mi basta.
            2) L’impianto l’ho costruito insieme alla casa, quindi detrazioni pari a zero. Eppure conviene comunque.
            3) cerchi sia sul questo sito, sia on line, c’è una bella intervista al dott. Armaroli, ove spiega qual è il ritorno energetico dei pannelli.
            4) il mio impianto ha garanzia 25 anni, se ha lei ne hanno dati di meno, avranno utilizzato componenti di minor qualità, oppure chissà.
            5) se anche di giorno non sono a casa a caricare, l’energia che non uso, non viene mica buttata. Ne beneficia qualcun altro che i pannelli non li ha, quindi ho comunque raggiunto l’obiettivo di ridurre il consumo di fonti fossili e di riduzione dell’inquinamento.

  22. le ultime paroledi Nokia ..
    pardon di Bosh ..

    e pensare che , a batterie al litio per elettroutensili sono leader mondiali

    • Esatto. Chi è rimasto spiazzato, chi ha preso il treno sbagliato, chi snobbava (salvo poi ricredersi) fa di tutto per frenare il cambiamento e guadagnare tempo.

      Ma non è che questo cambiamento avverrà dall’oggi al domani, ci vorranno andando bene 10 anni… Hai voglia avere tempo. Se non lo fai poi non lamentarti. I posti di lavoro persi saranno solo causa sua

  23. “e lo stesso vale per le auto a benzina e diesel quando utilizzano i carburanti sintetici“

    Beh giusto. La natura ci offre il sole, il vento e l’acqua che vengono utilizzate dall’uomo per generare energia elettrica.
    Poi dalle fonti alpine, oltre all’acqua, sgorgano anche carburanti sintetici, anch’essi notoriamente a impatto zero sull’ambiente.
    Un ragionamento che non fa una piega…

    Della serie “abbiamo perso il treno di brutto e mo ci arrampichiamo sui vetri”

  24. Con tutti i profitti che ha fatto Bosch in questi anni può mantenere tutti i propri dipendenti per una generazione e oltre.

    ll loro ragionamento è: l’azienda deve sempre fare utili e deve avere sempre ragione anche quando ha torto…….e se il resto del mondo va diversamente è il mondo che sbaglia e si deve adeguare alla pianificazione errata della mia azienda.

    Invece di spendere i soldi per screditare l’elettrico che li investano per migliorarlo.

      • Non penso siate gli unici: anch’io ho scelto Dolomiti Energia dal 2014, e penso moltissime altre persone che ci tengono alla salute loro e dei propri cari, oltre alla speranza di contribuire (anche se in minima parte) a ridurre l’inquinamento.

  25. Allora se ha il coraggio di quel che dice il caro Volkmar Denner propongo di fare un bellissimo esperimento.

    Mettiamo una Model 3 LR con batteria al 100% sui rulli e le facciamo fare il ciclo wltp fino a quando non finisce la batteria. Il test sarà seguito in mia e sua presenza in un’officina a porte chiuse per tutta la durata del test.
    Poi, se ne ha il.coraggio, lui da solo presenzierà allo stesso test eseguito con un’auto diesel di nuovissima generazione a sua scelta per lo stesso numero di chilometri raggiunto dalla Model 3 nel primo test.

    Dopo il secondo test ci attenderanno i giornalisti per raccogliere le rispettive dichiarazioni.

    Resta il nodo occupazionale, quello sì che mi preoccupa e che sarà da gestire in modo molto oculato.

    • Si, ma mentre l’auto elettrica gira tu ti chiudi vicino gli scarichi di una centrale elettrica italiana e poi ci racconti…

      • Preferisco vicino a un tetto fotovoltaico o un parco eolico, che ne dici?

        La vita è fatta di scelte: mi comporto in base alle mie di scelte, se permetti, così come questi CEO che vengono a farci i predicozzi dovrebbero fare in base alle loro.

      • Ah beh comunque le centrali elettriche contengono maggiormente le emissioni di un motore (poi sarà ben mantenuto? In quanti se ne fregano dell’efficienza, a volte anche chi fa i lavori magari?)

        E mentre le centrali elettriche sono dislocate non propriamente in centro città da quel che so, le macchine girano in centro, davanti agli asili ecc.

        Io ho abbracciato la mobilità elettrica dopo che ho notato (ingenuamente per la prima volta) che il bebè nel passeggino quando si fermava una macchina vicino aveva lo scarico altezza naso, e mi ha disgustato il male che si facesse sempre ai bambini quando sei in moto e ti passano vicino.

        Poi mi ha comunque perseguitato perché in famiglia ha creato questo anno, causa lavoro, nefasti danni l’inquinamento da auto a combustione.

        È vero che inquini lo stesso ma molto meno e, soprattutto, a distanza di sicurezza da chiunque (io poi avendo spazio ricarico da fotovoltaico quindi sono completamente green ma chi non può montare FV, fa comunque una buona cosa per l’ambiente)

        • Chi non può montare FV, come me che vivo in un palazzo storico in centro città, può comunque fare un contratto 100% rinnovabile. Il mio gestore, ad esempio, produce 100% da fonti rinnovabili, e visto che è virtuoso e magari a qualcuno può interessare ne dico anche il nome: Dolomiti Energia.

        • Sì, hai pienamente ragione, assistiamo ad una campagna anti auto elettriche perfida e bugiarda, nessun cenno alla riduzione delle polveri da freno, grazie alla frenata rigenerativa, nessun cenno alle perdite di idrocarburi dal pozzo fino al serbatoio, nessun cenno al consumo elettrico nella distribuzione dei carburanti .
          Ormai, è un dato di fatto: la Bosch si è fermata alla bicimotore e la Toyota alla prius.

        • Ok ma è riduttivo il tuo esempio perché :
          . L energia dalle rinnovabili è solo utopia. Ho 2,4 kW di pannelli solari al sud di ultima generazione e per esempio a gennaio hanno prodotto 75 kW. Mettiamo tu abbia una maggiore possibilitá in mq e quindi montare 5 kW a gennaio avresti prodotto 150 kW. Praticamente avresti caricato l auto due volte max. Di quei kW molti sono andati a farsi friggere per la costruzione dei pannelli. Dei kW immessi nell’ auto una buona parte si friggono nel trasferimento da pannello a batteria perché se non sei un tecnico ti dico che il rendimento 1 non esiste. Altri kW si friggono nel trasferimento batteria motore perché per lo stesso motivo il rendimento degli azionamenti e motori non è 1. Il rendimento delle batterie al litio cala con il numero di ricariche chi ha la bici elettrica con le pile Tesla te lo può confermare alcune ti dicono in modo specifico quante energia possono ancora immagazzinare. A tutto questo dobbiamo aggiungere i costi energetici per costruire e smaltire le batterie.
          Dire l auto elettrica non inquina è sbagliato e scorretto. Spostiamo l inquinante è corretto. Dire carichiamo le auto con le rinnovabili è fantascienza! Dire riduciamo lievemente l inquinamento con le rinnovabili è corretto.
          Forse la unica fonte rinnovabile realmente pulita è l eolico al momento…
          Una barca a vela è 100% rinnovabile.
          L auto elettrica oggi la comprerei solo per eliminare l inquinante dalle città ma allo stesso costo di un auto a combustione e con una vita garantita delle batterie di 300000 km perché voler cambiare le batterie oggi significa acquistare l auto.

          • Se hai dei soldi e sei convinto della scelta elettrica per migliorare la ambiente dovresti fare una scelta per il futuro dei figli e nipoti anche se a costo iniziale maggiore.
            Io lo farò

          • Tutto vero, le perdite di conversione ci sono, le puoi attestare intorno al 10% in totale.
            Ora andiamo a vedere qual’è il rendimento di un motore endotermico…
            Il migliore in circolazione perde il 70% di energia in calore e attrito.
            Fai tu il paragone di quanto inquina meno.
            La scomodità di dover ricaricare l’auto elettrica, non è data dalla ricarica in sé, ma dalla carenza di servizio di ricarica e dalla limitazione che abbiamo in Italia sulle forniture di energia, oltre al costo molto più elevato che paghiamo per la corrente elettrica rispetto a tutto il resto dell’Europa.
            D’altra parte il nucleare qui non lo vogliamo, ma importiamo dalla Francia che ci mette le centrali sul confine o quasi…

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