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Ma quando scenderanno i prezzi delle auto elettriche?

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Ma quando costeranno meno

 

Ma quando scenderanno i prezzi delle auto elettriche? La domanda ha una risposta semplice e complessa allo stesso tempo.

Ma quando scenderanno…? Il caso della Zoe

Ovvero: i listini caleranno quando sarà meno costoso produrre le batterie. Facile a dirlo. Ma qui la faccenda si fa complicata: perché è certo che, con gli investimenti in ricerca in atto, il trend sia di costante diminuzione. Ma ci vorrebbe la palla di cristallo per capire con quale velocità tutto questo avverrà. L’esperienza del passato ci aiuta, ma non ci dice tutto. Il caso che si cita con più frequenza è quello dell’auto elettrica più venduta sia in Italia sia in Europa.

M quando scenderanno
Dai prezzi delle batterie (qui la Renault Zoe) dipenderà la discesa dei listini delle  elettriche.

La Renault Zoe, quando uscì la prima serie nel 2012, aveva nel pianale una batteria da 22 kWh. E l’autonomia dichiarata non arrivava a 200 km. Ora, nello stesso, identico ingombro le celle hanno 52 kWh di capacità, più del doppio, con 395 km di autonomia. Un progresso enorme, con il prezzo finale dell’auto che è diminuito.

Certo che scenderanno, parola di premio Nobel

Ma in futuro? Il mondo automotive ragiona a lungo termine. E e si è dato come obiettivo il fatto di dimezzare il costo delle batterie entro la fine del prossimo decennio, per il 2030. Chiaramente non sarà una svolta improvvisa, ma un continuo lavoro sulla chimica e sui materiali delle batterie a portare al risultato.

Il Nobel Whittingham
Il professor Stanley Whittingham , Nobel per la chimica (foto: Binghamton.edu).

Un obbiettivo ritenuto più che alla portata, oltre che dell’industria, anche dal premio Nobel per la chimica 2019, il prof. Stanley Whittingham (qui l’intervista). Il quale pensa anche che, oltre al prezzo, si possa arrivare a dimezzare peso e ingombro, in un circolo virtuoso (meno l’auto pesa e meno consuma…). A quel punto non ci sarà più bisogno di incentivi all’acquisto: il prezzo di listino sarà pari, se non inferiore, a quello delle auto a benzina o a gasolio. Ma con un piccolo particolare: mantenere un’auto elettrica ha costi infinitamente inferiori. Un po’ per la manutenzione, quasi inesistente, un po’ per il costo dell’energia, decisamente più conveniente rispetto ai carburanti vari. Ora il confronto è sfavorevole, ma quando scenderanno i costi delle batterie…

MIT e Bloomberg concordano: le batterie costeranno la metà

Ma se non vi basta la parola di un premio Nobel, possiamo citare due tra le tante ricerche uscite negli ultimi tempi da istituti tra i più accreditati. La prima viene dal MIT, il celebre Massachussests Institute of Technology, ed è intitolata “A report of the mobility of the future- Study”, facilmente rintracciabile sul portale dell’università di Boston (clicca qui).

Ma quando scenderanno
La copertina dello studio del MIT, scaricabile on-line.

Il dossier prende in esame tutti gli aspetti della mobilità a emissioni zero, tra cui appunto il costo delle batterie, stimato in calo alla metà del valore attuale, a 124 dollari per kWh. La seconda ricerca è firmata da Bloomberg New Energy Finance (BNEF) e si spinge ancora più oltre. Prevede che entro il 2040 il mercato globale degli accumulatori raggiungerà i 942 gigawatt e che questa crescita richiederà 1.200 miliardi di dollari di investimenti. Il rapido declino del costo delle batterie sarà un fattore chiave di questo boom. Secondo questa ricerca il prezzo delle batterie agli ioni di litio entro il 2030 scenderà appunto del 52%.

Le auto tradizionali saranno sempre meno competitive

Attenzione: entrambi questi dossier fanno riferimento a un procedere lineare della ricerca, passo dopo passo. Senza break-down, cioè soluzioni che improvvisamente accelerino in maniera fortissima questo andamento. C’è per esempio chi ritiene che l’arrivo di una nuova generazione di batterie, allo stato solido, sia in grado di sconvolgere questo processo di crescita. Spiazzando completamente la concorrenza delle auto tradizionali. L’unica cosa certa è che un grande fetta della comunità scientifica internazionale, pubblica e privata, è al lavoro su questi obiettivi. L’auto elettrica vuole recuperare il ritardo che, in un secolo, aveva accumulato nei confronti dell’auto endotermica. E ri-assumere la leadership. Ma per farlo non impiegherà cent’anni: dieci saranno più che sufficienti. Noi siamo pronti a scommettere che saranno molti meno, non più della metà.

 

 

40 COMMENTI

  1. Quando costavano i primi telefoni cellulari, peraltro enormi, con caratteristiche preistoriche rispetto agli attuali smartphone? Passano gli anni, migliora sempre più la tecnologia impiegata, va da sè che i prezzi scenderanno … e quelli che comprano oggi a prezzi ancora elevati, stanno spianando la strada a quelli che compreranno domani.

  2. I costi delle auto elettriche scenderanno soprattutto quando si faranno realmente pagare i costi ambientali e sanitari ai costruttori invece che lasciare la possibilitá di esternalizzarli, in tal modo non sará per loro conveniente continuare a produrre le endotermiche e cercare di evitare sovrapposizioni tenendo il listino delle versioni elettriche piú caro
    gli stessi incentivi statali, regionali e locali per le elettriche incentivano ulteriormente i costruttori e tenere i prezzi di quest´ultime piú elevati
    I costruttori ne fanno prettamente un discorso economico e di opportunitá pertanto quello che occorre sono leggi diffuse, preferibilmente su scala continentale, che gli rendano piú economico passare all´elettrico senza costruire le relative versioni endotermiche altrimenti privilegiate, in tal modo crescono i numeri, lo sviluppo e possono diminuire i costi di vendita; uscire dall´ottica di prodotto di nicchia crea piú benefici del progresso tecnologico che oltretutto ne viene accelerato

    • Sono contrario a mettere incentivi a carico del bilancio dello Stato. E sono contrario a penalizzare chi non può andare oltre l’acquisto di una panda tradizionale con balzelli vari.

      • A proposito di Panda io ero interessato ad acquistare una volkswagen E Up visto che ci sono gli incentivi statali fino a 6000€ x rottamare un auto vecchia appunto la Panda che è del 1991 quindi euro Zero e in più incentivi regionali io parlo della Valle d’Aosta che di incentivo né da fino a 6000€ sempre rottamando un auto vecchia il problema è che lo stato ti dà l’incentivo massimo di 6000€ rottamando un euro 1,2,3,4 quindi Io di incentivo statale prenderei solo 4000€… forse per i burocrati dementi che abbiamo in Italia inquina di più un euro 4 che un euro 0 quindi Io se non posso prendere l’incentivo massimo statale non posso cambiarla e la tengo altri 10 anni e inquino.

      • Quanto ho scritto non comprende incentivi ma solo un aggravio sulle penalizzazioni economiche di quei costruttori i cui prodotti effettivamente aumentano i costi statali per il servizio sanitario quindi per gli stati invece che essere un costo é un potenziale guadagno ed anche un risparmio sulle prestazioni fornite. http://www.euro.who.int/en/media-centre/sections/press-releases/2015/04/air-pollution-costs-european-economies-us$-1.6-trillion-a-year-in-diseases-and-deaths,-new-who-study-says
        oltre che ai costi per le emergenze climatiche

        Quanto ad evitare di creare aggravio economico sulle fasce economiche piú basse l´indirizzare la produzione verso veicoli a bassissime emissioni vuol dire farli crescere enormemente di numero e quindi abbattere i costi e farle progredire molto piú velocemente nella ricerca e sviluppo; evitare le piattaforme sia per endotermici che per elettriche consente, in base a quanto dichiarato dal CEO di VolksWagen un ulteriore risparmio tra il 5 ed il 10%: oltre che i costi di acquisto vanno considerati anche quelli di utilizzo e manutenzione, molto inferiori per le elettriche; agevolerebbe l´ingresso di nuovi produttori giá piú orientati all´elettrico alcuni dei quali aperti a strategie di vendita diretta a tutto vantaggio della riduzione dei costi; tutto considerato renderebbe possibile in poco tempo avere auto elettriche sempre piú accessibili

  3. Tony Seba osserva una curva di riduzione di costo delle batterie del 20% all’anno anche senza scomodare le batterie allo stato solido. Se sarà così (il futuro è sempre meglio prenderlo con le molle) in pochi anni non avranno più senso neppure le ibride.

    • Seba prevede anche che le auto praticamente non si venderanno più ai privati ma ci saranno quasi esclusivamente servizi di mobilità forniti con ogni probabilità dalle aziende stesse, d’altronde tesla parla di un milione di miglia per le sue auto e c’è da chiedersi chi percorrerebbe 1,6 milioni di km con una sola auto ? per il cybertruck di acciaio indistruttibile e batteria da 800 km poi un milione di miglia sarebbe appena il rodaggio 🙂

  4. ‘Noi siamo pronti a scommettere che saranno molti meno, non più della metà.’

    direi che dal 2022 le endotermiche saranno praticamente invendibili

    • Ah sì?
      Lei si augura questo?
      E cosa dovrà fare chi non si potrà permettere l’auto elettrica? Tornerà in Lambretta come negli anni 50?

      • Io me lo auguro.

        Direi che può pensare di usare i mezzi. La macchina è un lusso. 20 anni della mia vita la mia famiglia non ha mai avuto la macchina, sono ancora vivo 😉

        • Tutto molto bello ma io lavoro a mezz’ora da casa in macchina, che diventa un ora e un quarto con i mezzi. Vabbè mi adatto. Poi devo dire a mia figlia di 10 anni che a pattinaggio la sera a 15 km la casa non la posso più portare. Mi odierà fino a che sarò nonno ma pazienza. Per l’altra figlia che gioca calcio (le squadre di calcio femminile non si sono in tutti i paesi), idem. Vabbè mi rifarò con l’amore dei nipotini. Poi farò la spesa nel supermercatino vicino a casa e non in quello dove vado di solito che è a 10 km. Spendo 250 euro e non 150. Vabbè mangio meno così dimagrisco

          • Queste distanze con un’auto elettrica si fanno alla grande. E magari, mentre fa la spesa, ricarica anche, ormai sono tantissimi i supermarket con la colonnina, tanti addirittura regalano l’energia.

  5. Quando le auto elettriche costeranno quello che devono costare, e cioè meno delle termiche, allora forse le auto non saranno così importanti nella nostra vita. Avremo guida assistita, black box che ci controlleranno 24h/24h, prestazioni analoghe fra tutte le auto e le differenze ridotte al minimo. E le prestazioni saranno sovrabbondanti rispetto alle necessità piu di oggi. Rimarranno gli appassionati di auto ma saranno dei disadattati nostalgici oppure si arrovelleranno sull’infotraintment o sui colori, insomma su dettagli. Il resto della gente guarderà l’auto come si guardano i PC oggi, cioè che piu o meno uno vale l’altro, poco piu che un’elettrodomestico.
    Nei bar parleremo di altro.

    • Un ¨elettrodomestico¨ di cresciuta utilitá se ci consentirá mentre ci spostiamo anche di fare dell´altro invece che guidare.
      Sono ben poche attualmente le strade e solitamente di rara percorrenza, che consentono divertimento nella guida
      Ma in qualitá di ¨elettrodomestico¨ potranno aumentare lo spazio utile rispetto a quello occupato, avere molte piú funzioni utili, diventare un piccolo motorhome, insomma molto piú un evoluzione che una limitazione

  6. Elemento essenziale per la produzione di batterie è il Cobalto, elemento raro e presto più costoso del diamante, i più grandi giacimenti sono in Africa centrale, il cui monopolio è Già contrattualizzato ai cinesi che da tempo ne hanno acquisito i diritti, questo mette in discussione il sistema produttivo e ricade sugli alti costi

  7. Osservazione su ZOE: il prezzo dell’auto dalla versione 2016 alla versione 2020, ora in commercio, non è variato grazie alla diminuzione del prezzo delle batterie ma per politica commerciale. A parità di allestimento la diminuzione del prezzo per l’acquisto della vettura con batteria a noleggio è stato di circa € 2000. Il costo per il noleggio della batteria invece è aumentato. Si è passati da € 69 (in promozione – perenne – a € 49 ) al mese agli attuali € 74 calcolati entrambi per una percorrenza massima di km 7500 all’anno.

    • La capacità della batteria è passata da 41 kWh a 52 kWh, aumentando cioè di quasi il 26%.

      La rata di noleggio della batteria è passata da 69 a 74 euro, aumentando del 7%.

  8. Perchè nessuno ha provato a recuperare parte dell’energia potenziale che c’è nella ruota mentre gira.
    Ci sono oltre 300 chili di peso da sfruttare e che possono raddoppiare la durata di una carica di batterie, oltre che a permettere di sostituirle in 5 minuti. C’è un’alternativa comoda ed economica ma forse non la si vede.
    A disposizione…..

  9. E quando le auto elettriche saranno la maggioranza, le accise che adesso gravano sui carburanti fossili saranno trasferite all energia elettrica. Pensate che lo stato rinuncerà ad incassare una fetta di tasse così importante?
    Ovviamente no ed una volta che il mondo sarà convertito ad elettrico, si dovrà per forza comprare energia a costi decuplicati.
    Il paragone della diminuzione dei costi di un’auto elettrica con i cellulari, è ridicola perché i costi dei cellulari non sono affatto calati negli anni, 15 anni fa il leader del mercato costava meno di oggi che ricordo supera abbondantemente i 1000 Euro.

    • Caro Franco, rinfreschi la memoria. Il mio primo cellulare Nokia, negli anni 90, costò 800 mila lire (un pò meno di 400 euro attuali). Un cellulare con le stesse prestazioni (solo chiamate e sms) oggi si trova a 70 euro, al massimo. Senza considerare che pesa la metà e una carica dura due giorni.

      • Ma un cellulare base non lo compra nessuno.
        sia chiaro io sono favore dell’auto elettrica e spero che i prezzi si abbassano in modo da poter permettermola anch’io, in quanto nella zona dove vivo io tutti i servizi pubblici sono stati soppressi e la mobilità privata è l’unico sistema di spostamento.dopo aver provato auto elettriche penso che siano estremamente più confortevoli che quelle tradizionali ma per ora non riesco a far quadrare il budget familiare per poterla comprare.

        • Il cellulare base lo ho comperato io, e comprerei pure l’auto base, 4 ruote, batteria motore e volante, se esistesse. Ma il trend è quello di aggiungere funzioni e gadget spesso inutili per giustificare prezzi alti.

    • Sulle accise: in parte è vero, ad oggi stiamo parlando di 728,40 € + IVA per la benzina e di 617,40 € + IVA per il gasolio. La prima cosa che potenzialmente accadrà è quella di imporre un’accisa unica su gasolio e benzina come nel resto dei paesi europei (l’Italia ha scelto di incentivare il gasolio per ridurre la CO2 creando maggiore inquinamento nei centri urbani, questo anche grazie alle sottovalutazioni e agli errori dei produttori). Nei paesi che hanno già raggiunto il 50% di vendite di auto elettriche si sta parlando di sostituire le accise con tasse basate sui km percorsi: questo avverrà anche grazie al fatto che le auto saranno sempre connesse, ma ci vorrà tempo. E’ inoltre probabile che molte di queste tasse saranno pagate dai servizi tipo taxi a guida autonoma. Difficile comunque fare una previsione su cosa e come accadrà. Improbabile che si vada a tassare direttamente l’energia elettrica perché sarebbe molto difficile gestire l’autoproduzione, mentre prodursi l’energia elettrica per ricaricare l’auto con il fotovoltaico sta diventando sempre più economico e semplice da fare soprattutto nei paesi del sud Europa come noi (realizzando il vecchio sogno di un amico che voleva prodursi il gasolio fatto in casa 🙂

    • Le accise che gravano sui carburanti fossili sono impiegate per i costi statali i quali comprendono anche gli elevatissimi costi al Servizio Sanitario Nazionale per patologie causate dall´inquinamento dell´aria di cui i trasporti hanno ampia responsabilitá, oltre che dai danni causati dagli estremi climatici e gli interventi necessari di compensazione e ripristino ambientale
      https://voxeurop.eu/it/2019/inquinamento-da-traffico-5122574 si consideri anche che l´inquinamento dei mezzi di trasporto essendo creato a piano strada é quello che viene maggiormente a contatto con le persone e gli stessi mezzi con il loro movimento continuano a tenere in sospensione il particolato, prova ne é che le centraline di rilevamento in prossimitá delle strade piú trafficate sono quelle a rilevare i picchi piú elevati mentre anche a breve distanza le quantitá decrescono parecchio.
      Enel stessa ben si augura e ritiene sostenibile la svolta nell´elettrico e non prevede aumenti dei consumi tali da essere problematici alla rete con una sostenibile evoluzione nel tempo, nessuna decuplicazione dei prezzi; oltretutto sará ancora piú conveniente il fotovoltaico aumentando la quota in autoconsumo utilizzando auto elettriche
      tutti vogliono il cambiamento in meglio ma nessuno vuole cambiare nelle proprie abitudini, nella non conoscenza si ha paura di venire ulteriormente fregati e cosí si rimane fossilizzati in tutti i sensi, ci si frega da soli

    • Effettivamente l’ammontare delle accise su i carburanti risulta pari a 18 miliardi l’anno. Mi viene da pensare molto male, e sento già un odore strano…

      • L´OMS aveva calcolato in oltre 32.000 le morti in Italia per inquinamento (2010), per tali decessi e la cura delle malattie da inquinamento atmosferico vengono spesi 97 miliardi di dollari l´anno, il 4,7% del PIL.
        Considerando che una buona fetta di questi é causato dalle emissioni dei mezzi di trasporto tale importo sulle accise é piú che recuperabile tramite l´adozione della mobilitá elettrica ed intervenendo su piú settori si possono ottenere risparmi molto cospicui oltre che il ¨dettaglio¨ di una vita media piú lunga e migliore

        • L’ultimo dato statistico consolidato è nel rapporto sulla qualità dell’aria dell’EEA di ottobre 2019 pag. 68 e, per l’Italia, dà un numero di morti premature al giorno a causa della qualità dell’aria che ci allinea purtroppo non con i più virtuosi ma ancora una volta con i paesi dell’Est Europa (con i quale pareva fossimo alleati fino a qualche mese fa).

          Notizia bomba omessa quotidianamente, intenzionalmente credo, dalla molteplicità dei TG e i periodici online e cartacei perché altrimenti qualcuno immagino si lascerebbe andare ad azioni sconsiderate nei confronti di benzinai, pompe, serbatori, raffinerie, fabbriche, caldaie, autocisterne…

          • Avevo visto quella tabella con le morti premature ma vedo commenti piú incentrati su un discorso prettamente economico.
            Le notizie che vengono date dai programmi e spesso anche dai telegiornali, persino sulle reti nazionali, che in teoria dovrebbero avere scopo informativo, in realtá sono un compromesso molto piú votato all´audience.
            Quanti costruttori d´auto reclamizzerebbero le endotermiche su tali reti se su queste si darebbe lo spazio meritato ad informare appropriatamente su di queste cose che ai piú completamente sfuggono… meglio trasmissioni leggere (per non dire altro) che distraggono dai veri problemi, panem et circenses

      • I maniscalchi non erano tanti, Emanuele, ma gli agricoltori sì. Dopo la prima guerra mondiale erano il 40% della popolazione italiana. Oggi sono il 4% (e producono più del doppio). Si sono persi circa dieci milioni di posti di lavoro. Cosa vogliamo fare? Torniamo ai buoi, alle zappe, alla falce?

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