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Ma quali rinnovabili, con le EV serve il nucleare

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Mauro guida una Smart EQ di cui è soddisfatto. Ma l'energia per ricaricare in prospettiva...

Ma quali rinnovabili, con le auto elettriche serve il nucleare…Mauro, un lettore romano che guida una Smart EQ, lancia un allarme. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it

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ma quali rinnovabiliMa quali rinnovabili, se nel mio condominio tutti andassimo in elettrico…

“Premetto che sono un fortunato possessore di una Smart EQ, ovviamente elettrica, quindi spero che ciò che vado a dire non sia visto con gli occhi del preconcetto. Le ricariche (a parte 3) sono sempre state effettuate nel box di proprietà, servito dal mio contatore personale e dotato di cavi idonei a sopportarne il carico. Guardandomi intorno, vedo che però la situazione logistica non è sempre questa. Un mio collega ad esempio mi diceva che la dorsale condominiale che serve il corridoio box, pur essendo di recente rifacimento, è appena sufficiente per il carico dell’illuminazione. Quindi non idonea a sopportare carichi industriali, soprattutto visto che serve ben 8 box. Se contenessero un’auto elettrica ciascuna, porterebbero il carico minimo ad almeno 24kW (e parlo di auto piccole con carica lenta). Tralascio le ovvietà, ovvero il decentramento dell’inquinamento delle centrali rispetto ai centri storici (vivo a Roma). La diversificazione della produzione elettrica (rinnovabili, ecc), mi sembra un po’ come il voler cozzare contro un albero“.

ma quali rinnovabiliLe nostre infrastrutture non reggerebbero…

Le nostre infrastrutture distributive non reggerebbero e l’unico modo per avere in futuro una produzione sufficiente al fabbisogno sarebbe quello di rivolgersi all’atomo. Il che, per uno come me sensibile alla sostenibilità significherebbe darsi la zappa sui piedi… Sì, lo so, intanto la tecnologia corre, le infrastrutture verrebbero rinnovate, l’indotto creerebbe lavoro, ma… Oggi le centrali atomiche sono quelle di terza generazione (in Francia ce ne sono 13 in manutenzione contemporaneamente. E, in caso, non sarebbero pronte prima di una quindicina d’anni). E l’energia prodotta con le rinnovabili è residuale, considerando che il problema delle fabbriche energivore rimane sul tappeto. Considerazioni giuste o… Giuste? Non cambierò la mia Smart, a meno che non mi capiti un cambio vantaggioso con la 500e, ma per cambiare alla grande stavolta… Passo! Grazie per l’ospitalità“. Mauro Fedeli

Ma quali rinnovabili

Ma quali rinnovabili? Sottovalutiamo eolico e fotovoltaico

Risposta. Un conto è la produzione (e la disponibilità) di energia, un conto è la sua distribuzione. In Italia si tende sempre a sottovalutare il potenziale apporto delle rinnovabili. Già oggi coprono un terzo dei consumi, nonostante il crollo della produzione da idroelettrico, legato alla perdurante siccità, e alle difficoltà di installare eolico e fotovoltaico. L’Enel stima che in Italia si potrebbe arrivare almeno al 70% di produzione da rinnovabili, senza particolari sforzi, ma serve una volontà politica (dall’alto e dal basso per arrivarci). L’auto elettrica potrebbe essere una delle molle per deciderci finalmente a sbloccare questi investimenti e potrebbe persino contribuire alla stabilizzazione della rete. 

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49 COMMENTI

  1. Quando si vuol raggiungere un certo numero di commenti, quando si vuol stimolare una certa “partecipazione” allora si rispolvera “Il Nucleare!” 😉
    Così questo argomento era stato affrontato da Vaielettrico già nel maggio del 2021 e aveva raggiunto i 212 commenti!
    Ma come mai questo argomento “tira” tanto?
    Il nucleare secondo me è un MITO. E contro i miti non c’è partita, non c’è niente da fare! Non c’è ragionamento, nessuna argomentazione, nessun conto, nessun giudizio, nessun limite…. Il Mito ha tutte le ragioni…un po’ come Superman! 🦸‍♂️
    Forse è questo il problema, non tanto il Nucleare, ma il senso del LIMITE. Non accettando il limite come essere umano, ovvero come animale appartenente alla nostra specie, vogliamo avere ogni cosa illimitatamente. E questo è un non-senso. Il limite ce l’abbiamo, e Totò ce l’ha ben illustrato, e allora cerchiamo di essere più “leggeri”, meno invadenti, la Terra non è nostra: noi siamo ospiti di passaggio. Nel “Walden ovvero Vita nei boschi” (un celebre romanzo del 1854 che ha reso noto lo scrittore statunitense Henry David Thoreau) è scritto: “il male che facciamo ci sopravvive”…

  2. credo che questo video spieghi bene l’argomento rinnovabili vs nucleare : https://www.youtube.com/watch?v=fsnkPLkf1ao
    a mio parere nn c’e storia con le rinnovabili , nei prossimi anni si prospetta un calo del prezzo per l’energia di circa il 70% , considerando che ora sono gia piu economiche di gas , petrolio , carbone e fantomato nucleare . la sfida principale sara elettrificare tutto . secondo tony seba in base all area geografica lo sweetspot si ha tra il 300% e il 500% di sovraproduzione energetica per un sistema con solare , eolico e accumuli. cio rimpiazzerebbe tutte le altre fonti 365 giorni l’anno e per gran parte del tempo si avrebbe energia quasi gratis in abbondanza . sembra fututribile piu del nucleare . condivido anche il punto riguardo il problema NIMBY che citava qualcuno prima . per le rinnovabili nn si pone il problema.

    • L’avevo visto anch’io, quello e’ solo l’ultimo aggiornamento… ne parla per lo meno dal 2014.

      Ce ne sono un’altro paio molto recenti, sui trasporti e sulle tecnologie dirompenti in genrale, che sono altrettanto interessanti.

      Sul NIMBY, purtroppo, hai torto: il problema si porra’ anche per le rinnovabili, con scuse tipo “i pannelli solari fanno troppo rumore” a “le pale eoliche sotto la linea dell’orizzonte danneggiano il turismo”.

      Pero’ si faranno, non fosse altro perche’ sono gia’ piu’ economiche anche del gas, da quest’anno… e cotrariamente alle altre fonti energetiche, continueranno a calare di prezzo.

      Non so se le cose andranno come si porspetta nel video, il futuro e’ difficile da indovinare. Ed e’ vero che solare e batterie, sopratturtto, sono tecnologie dirompenti.

      Ma che cosa possa succedere nel concreto e’ piu’ difficile. Una cosa e’ un modello, una cosa e’ la realta’. Ma le prospettive sono effettivamente che le rinnovabili prenderanno veramente il sopravvento, anche prima delle date prospettate dai politici, semplicemente perche’ ha senso economicamente.

  3. Se si può arrivare a coprire il 70% del consumo attuale con tutte le auto a combustibile che girano, dovendo convertire tutto il parco auto all’elettrico arriveremmo al 50% ottimisticamente parlando senza considerare tutti i problemi di consumi energetici industriali non conteggiati da Enel in quanto autoprodotti sul posto.

  4. Anziché una grossa centrale che rifornisca 1 mln di famiglie preferirei 1mln di impianti fotovoltaici con accumulo, uno per famiglia, incentivati con gli stessi soldi della costruzione della centrale. Non solo azzero i costi di mantenimento di una centrale nucleare, ma incasso l’energia prodotta in eccesso e non autoconsumata

    • E certo, mettiamo pannelli su milioni di case in ombra tutto il giorno, mettiamola sopra ogni casa (che da densità di popolazione son più al nord che al sud), mettiamo pannelli sul tetto di una palazzina di 15 piani con 60 unità familiari, magari 0.1kwh a ognuno arriva… Sicuramente van installate su qualunque tetto o facciata disponibile ma tutti quelli che non han sole che fanno?

      • Cavoli, tutte le case in ombra abbiamo?
        Tanti edifici sono in grado di produrre più di quanto consumino, quindi possono produrre anche per quegli edifici ( condomini ) che hanno minor produzione.
        I condomini hanno anche le facciate.
        Ci sono quelli che sabato ad un problema cercano una soluzione e ci sono quelli che pestano i piedi frignando.

      • Per piacere, si tolga il paraocchi e vada in una zona industriale.
        Conti i capannoni con i pannelli fotovoltaici e quelli senza, così si darà la risposta da solo.

  5. A parte tutto, una considerazione: la Danimarca produce l”80% della sua elettricità da rinnovabili e non ha problemi. In alcuni giorni la produzione elettrica supera il 100% del fabbisogno. È ovvio che bisogna adeguare la rete, ma non ce ne dobbiamo ricordare fra 10 anni! Inoltre abbiamo tanti accumuli naturali nei bacini da pompaggio, per esempio Entracque, che, essendo al Nord sono largamente sottoutilizzati. Inoltre proprio le batterie delle auto possono costituire degli elementi di stabilizzazione della rete, fornendo un reddito aggiuntivo ai proprietari delle auto. Una sperimentazione in proposito è stata condotta negli stabilimenti di Mirafiori.

    • La Danimarca ha metà della popolazione della Lombardia col doppio del territorio… Se in Italia fossimo 16 milioni di abitanti anziché 65 anche le nostre rinnovabili basterebbero (essendo un terzo della produzione quando va male come ora) per noi è ne venderemmo in giro ovunque

        • L’eolico offshore non ha la stessa resa dappertutto, la Danimarca è fortunata, noi un pò meno, e poi se continuano a bloccarlo o ritardarlo è pur sempre riconducibile alla sindrome NIMBY anche quello.

          • Si tutto quello che vuoi ma la Danimarca non ha il sole e gli orari di esposizione che abbiamo noi 🤷 e loro saranno anche il pochi ma noi che siamo in molti abbiamo anche molte abitazioni, le case singole possono benissimo eccedere per quello che i condomini non posso produrre, quindi pro capite avremmo il pareggio e gli accumuli stazionari potrebbero immagazzinare energia per le brutte giornate o l’inverno, quindi se si volesse fare c’è la piena possibilità di arrivare 100% green senza tanto fasciarsi la testa, manca la volontà politica dal altro e dal basso, e soprattutto troppa gente che trova queste tecnologie brutte, l’unico modo per fargliele vedere belle è energia a 5€ e forse cambieranno idea 🤷

  6. Come principio le rinnovabili sono la soluzione per abbattere i costi energetici.
    Dico come principio.
    Peccato che fotovoltaico ed eolico non abbiano una produzione costante , già da un giorno all’altro, figuriamoci da un mese all’altro . Qui entrano in gioco gli accumulatori che servirebbero a dare una continuità di potenza proprio per non avere eccessivi sbalzi nell’utilizzo.
    Lo stesso discorso si può fare per l’eolico .
    Secondo me si dovrebbe diversificare il mix energetico puntando anche sul geotermico .
    Per quanto riguarda il nucleare , pensiamo solo alle centrali a fissione che producono scorie difficilmente gestibili.
    Pensiamo invece a quelle a fusione, che virtualmente non producono scorie. Resta comunque il tempo per svilupparle, ma siamo ancora lontani da applicazioni pratiche, quindi è qualcosa che verrà in futuro.
    Per quanto riguarda i referendum sul nucleare voglio solo ricordarvi che sono stati fatti il primo poco dopo Chernobyl e il secondo poco dopo fukushima.
    Normale che avremmo risposto no al nucleare
    In psicologia si chiama effetto alone .
    A mente fredda , si sarebbero dovute considerare le circostanze in cui si sono avuti questi incidenti.
    Voglio ricordare che l’incidente di Chernobyl è avvenuto per incuria umana , ma fukushima è stato l’effetto di uno tsunami. Giapponesi o meno, non c’è modo di parlare uno tsunami.
    Ma queste sono mie considerazioni.
    Un’ultima cosa.
    È vero che non saranno in carica il 10% dei veicoli elettrici, ma nell’ipotesi che si cambino le endotermiche con le elettriche nel rapporto di 1 a 1 , parliamo di almeno 4 milioni di veicoli . L’infrastruttura è cruciale.

    • Le centrali a fusioni sono molto più vicine di quello che si pensi, l’Inghilterra ha dato una forte accelerata al progetto, e già sta costruendo la sua prima centrale non dimostrativa che sarà pronta entro il 2040, sud corea e cina probabilmente faranno anche prima, noi europei siamo ancora fermi a Demo, forse faremo la prima centrale nel 2060 se non si svegliano…

      • Infatti sono già 50 anni che si dice che la fusione nucleare è dietro l’angolo…. non che non si sono fatti passi avanti ma con tutta probabilità ci vorranno almeno altrettanti anni prima che si possa realmente sfruttare quella energia in sicurezza e su larga scala ….
        Dire oggi che non serve fare nulla perché conviene aspettare la fusione nucleare equivale al suicidio perché non so se avete capito che se andiamo avanti altri 50 anni senza cambiare nulla la sorte del genere umano è segnata, non del pianeta terra che non morirà di certo per mano dell’uomo ma si limiterà a cambiare quel tanto che basta da rendersi non compatibile con la sopravvivenza del genere umano liberandosi così del peggior cancro che gli sua mai toccato sopportare….

    • No un altro referendum sul nucleare no!
      Ogni volta che in Italia si fa un referendum sul nucleare avviene un incidente grave da qualche parte… portiamo sfighissima.

  7. 10 milioni di auto elettriche che percorrano 15000 km ciascuna all’anno aumenterebbero i consumi elettrici italiani del 10% al giorno, un valore ragionevole e non critico. Ma anche solo 1 milione di auto connesse in ricarica rapida a 50 kw raddoppierebbero la richiesta di picco sulla rete, cosa ingestibile. Servono soluzioni di smart grid cioè di dialogo e contrattazione tra auto e infrastruttura elettrica.

    • Considerando che il target è di alzare sempre più le potenze di carica per star dietro sia all’aumento di capacità che di abbattimento dei tempi, c’è da ragionarlo con le cariche da 300w che in teoria avremo diffuse tra 4 o 5 anni anche sulle intermedie, se anche per sbaglio avremo una produzione adatta a sostenere quei picchi, il problema è la distribuzione stessa dalle grandi dorsali alle piccole centrali di distribuzione sul territorio, le ristrutturazioni ci son state ma non se ne parla mai e mi fa pensare quindi vadano molto molto a rilento, probabilmente la parte che ne soffrirà meno è proprio quella “dell’ultimo miglio” dato che comunque nell’ultimo ventennio si son fatti grossi sforzi per interrare tutti i cavi aerei e di conseguenza sostituiti con cavi non più degli anno 40 😅

  8. Mauro due domande veloci
    Qual è il consumo annuale in kWh della tua abitazione e quanto incide la ricarica della tua macchina?
    Quanti kwh ricarichi alla colonnina?
    Grazie

  9. A proposito di nucleare c’è il concetto di imprevedibilità…durante le revisioni decennali mi pare che in Francia abbiano avuto qualche sorpresa…a parte gli incidenti che ci sono già stati ( Giappone/Ucraina)e che potevano essere di portata biblica se non ci fosse stato il sacrificio di tante persone e anche una certa fortuna ( sarebbe più corretto un altro termine) Iorio Cavallini

  10. Enel dice 70% di fabisogno con le rinnovabili, ma questo presumo sulla base degli attuali consumi, con un parco elettrico importante non credo che sia ancora sufficiente.

    • Non è questione di valore assoluto ma proprio di percentuale perché man mano che ti avvicini al 100% hai bisogno di sempre maggior accumulo. Paradossalmente alcuni calcolano che sia meglio andare oltre il 100% e immagazzinare o consumare con la flessibilità della domanda la produzione in eccesso.

      • … alcuni calcolano che sia meglio andare oltre il 100%…

        Come qui?

        https://static1.squarespace.com/static/585c3439be65942f022bbf9b/t/627d1bace6fae9594895b608/1652366252977/Germany+SWB+Primer.pdf

        Se ho capito bene, almeno secondo questo documento, e almeno per la Germania, il costo totale piu’ basso si ha quando si sovraproduce energia di 5 volte. L’energia in eccesso non deve per forza essere sprecata, Immagino che si possano sviluppare molti sistemi di utilizzo “opportunistici” di energia in eccesso.

        Credo che la strategia sia di produrre abbastanza energia per un giorno piovoso invernale; in questo modo si riduce la quantita’ di accumulo necessario a pochi giorni di di batterie.
        I conti comunque non tengono conto di interconnessioni di rete e integrazione con la mobilita’ elettrica, che dovrebbero pero’ in realta’ facilitare il compito della decarbonizzazione.

        Mi pare che ViaElettrico abbia gia’ pubblicato un articolo che nega la necessita’ di ricorso al nucleare:

        https://www.vaielettrico.it/fonti-rinnovabili-i-fissati-non-siamo-solo-noi/

        Anche li’ il documento allegato (https://web.stanford.edu/group/efmh/jacobson/Articles/I/145Country/22-145Countries.pdf) e’ un’interessante lettura.

        In Italia credo che saremmo avvantaggiati, da questo punto di vista perche’ anche nelle regioni piu’ a nord, l’insolazione e’ migliore che in Germania.

        Il problema del nucleare in un mondo che va verso le rinnovabili e’ che se un impianto che ha gia’ il costo peggiore per unita’ prodotta lo devi far funzionare a tempo ridotto (perche’ d’estate e’ presumibile che rinnovabili + batterie possano coprire rapidamente le necessita’ dell’intera giornata), rendi il costo unitario ancora piu’ alto (o almeno il rientro dell’investimento si allontana nel tempo).

        • Esatto Abelardo, quando hai più fonti a disposizione i modelli utilizzabili sono molteplici ma una cosa è certa, ad un certo punto è più conveniente aumentare la potenza installata anziché tentare di accumulare giorni e giorni di consumi per utilizzarli 2 o 3 volte all’anno.
          Stesso discorso con il nucleare che in un paese come l’Italia che ha almeno sei mesi di produzione solare in abbondanza: non vedo proprio come possa essere ammortizzato un simile investimento oramai, il mondo non è più quello degli anni ottanta che girava solo su fossili e idroelettrico per cui il nucleare era un’ottima opzione per il baseload. Le rinnovabili rovesciano completamente il paradigma, i pannelli solari e le pale eoliche non si accendono né si spengono, o più precisamente si modulano, come un impianto a gas. Producono quando c’è sole e c’è vento e l’energia prodotta puoi consumarla subito o immagazzinarla per utilizzarla nelle ore in cui non c’è produzione. In un sistema di questo tipo il nucleare si integra male e anche se tecnicamente fattibile la modulazione diventa presto antieconomica.

        • Molto interessante, effettivamente ha logica il ragionamento che fanno e mi stupisco come non sia mai venuto spontaneo prima. Il problema è… Come farlo? Non credo avremmo abbastanza spazio utile per solare ed eolico, che devono per forza essere complementari data la discontinuità che han entrambi e non sempre che coincide (di notte se c’è vento producono e se c’è sole con zero vento cmq si produce)
          Personalmente credo che l’eolico debba avere una priorità sensibilmente maggiore del solare, o quantomeno una razionalizzazione e soprattutto decentralizzazione massima delle produzioni, gli stati ragionano comunque con un idea di base di sicurezza bellica, ma Putin ci ha appena ricordato che basta che ti missilano una centrale grossa o te la bloccano è un bel problema.
          Dall’altra parte dobbiamo cmq mantenere le aree agricole attuali, agrivoltaico è tanta roba ma non puoi convertire tutto, molte coltivazioni che richiedono tanto sole come i cereali son poco compatibili, cosa che magari con un pilone l’ombra che generano è minima e ci si convive…
          Quando si smetterà di dire che rovinano la vista del territorio perché semplicemente lo rende moderno anziché antico e ci si ricorderà che quelli fantastici paesaggi di terrazzamenti pieni di uva o altre cose, sono comunque opere immense di alterazione del territorio, non sono naturali ma magari molti se lo son dimenticato 😅 poi boh, francamente vedere una facciata di montagna o collina coperta di pannelli e pale eoliche mi trasmette un senso di integrazione con la natura sicuramente più alto del rudere abbandonato da cento anni in mezzo al campo coltivato, sicuramente meglio un capannone ricoperto di pannelli che uno ricoperto di tegole grige o volte di cemento prefabbricato. Poi insomma, siamo in Italia, veramente non riusciamo a dare un tocco di eleganza alle installazioni curandone la disposizione angolazione etc? Siamo maestri di giardini artistici richiesti in tutto il mondo, qualche cosa di buono potremmo farlo no?

          • Tieni presente che e’ dal 2014 (almeno) che l’autore del documento fa conferenze a riguardo.

            Stando a lui, sia il prezzo del solare che dell’eolico sono in discesa, ma se nel 2010 il piu’ economico era l’eolico, ora e’ decisamente piu’ conveniente il solare, e la forbice e’ destinata a crescere. Quindi prevede che ci sara’ un mix, ma fortemente sbilanciato verso il solare.

            Anche le tecnologie di accumulo hanno prezzi in discesa abbastanza marcata; e quindi l’attesa e’ che sara’ piu’ economico installare accumulo a batteria piuttosto che con altri sistemi. Da un lato ha senso: ogni sistema di accumulo idroelettrico e’ un progetto a se’ mentre le batterie si faranno in serie in fabbrica tutte uguali. Senza contare che caricare una batteria sembra piu’ efficiente che spostare masse d’acqua…

            Un’altro grafico illuminante:

            https://www.statista.com/statistics/280220/global-cumulative-installed-solar-pv-capacity/#:~:text=Global%20cumulative%20installed%20solar%20PV%20capacity%202000%2D2021&text=Global%20cumulative%20solar%20photovoltaic%20capacity,installed%20in%20that%20same%20year.

            Dal grafico si evince anche a occhio che, almeno dal 2010 in poi, la potenza solaer mondiale e’ raddoppiata ogni 3 anni. In Italia siamo rimasti fermi, ma se cominciassimo almeno a seguire la tendenza, non avremmo problemi almeno a rispettare gli impegni presi.

          • @Abelardo

            “In Italia siamo rimasti fermi”

            L’Italia è il Paese del sole ciò nonostante adora trivellare e inquinare: autolesionismo allo stato puro. 🤬

          • Son d’accordo abelardo il problema che da noi gli accumuli che servono il prima possibile sono quelli grossi, sono dighe, invasi con pompaggio, scorte idriche da aumentare in stockaggio per limitare le perdite estive sia di produzione idroelettrica che agricole.
            Per mettere giù 4 batterie fai cmq in fretta (relativamente parlando si intende), ma iter autorizzativi per le grandi opere che ci servono per iniziare ad avere un accumulo serio e già operativo di medio lungo termine in Italia son tali da spingere le nostre eccellenze (non ricordo se ne avevate fatto un articolo qui o altrove) in materia lavorano in tutto il mondo con opere faraoniche meno che in Italia.
            Le batterie stan scendendo, quindi riempirci oggi non avrebbe molto senso salvo le solite speculazioni all’italiana per avere altri fondi per cambiarle tra un paio di lustri, partire ckn le grandi opere serve proprio per non sprecare tra 5 o 10 anni tutta la rinnovabile che produrremo è per assicurarci la stabilità produttiva. Magari anche iniziare a smetterla di rognare per inceneritori, basta obbligare anche a costo di pagarli statalmente a filtrare le emissioni, aumenterebbe il costo del kwh prodotto di sicuro, ma intanto si ripulisce le discariche senza inquinare come oggi, ampliare geotermico, iniziare anche noi a sfruttare il moto ondoso oltre al eolico offshore etc… Le batterie con calma quando costeranno molto meno di ora e dureranno più di una decina di anni abbondanti,agari 30 o 40 potremo iniziare anche con quelle, soprattutto starei attento alle muove tecnologie di accumulo nelle strutture stesse delle future nuove costruzioni, che per autoconsumo del palazzo potrebbe bastare evitando altri accumuli per il solare ed eolico sul tetto

    • Un’altra leggenda metropolitana che va sfatata è la convinzione che un futuro parco auto al 100% elettrico farebbe decuplicare il fabbisogno di energia elettrica..
      Chi di dovere (chi ci lavora con la gestione del fabbisogno energetico italiano) i conti reali li ha già fatti e l’aumento reale che comporterebbe un parco auto al 100% elettrico si riduce a “solo” un +20% che non sposta in modo significativo nulla soprattutto perché va considerato che questo 20% di aumento non lo si avrà con tempi inferiori aa 20 anni… Cioè il tempo minimo necessario al totale ricambio del parco auto circolante anche se da domani si immatricolassero solo auto elettriche (e sappiamo bene che siamo ben lontani da qyesto…quibdi i tempi più realistici sono di 30 anni…).
      Perciò in realtà stiamo parlando di un risibilissimo tasso di aumento di fabbisogno annuo di meno dell’ 1% a causa della mobilità elettrica cosa tutt’altro che difficile da realizzare….

  11. 1 – siamo il paese più sismico del pianeta;
    2 – per costruire una centrale nucleare ci vogliono 10-15 anni;
    3 – le scorie sono un problema serio, a Saluggia sono aumentate certe malattie oncologiche;
    4 – se fanno errori devastanti i giapponesi (che sono precisi di natura) non oso pensare gli italiani;
    5 – costano un’assurdità: piuttosto spendiamoli in rinnovabili ed istruzione al popolino.

    Poi i politici devono smettere di regalare 35 miliardi di sussidi e oltre all’anno ai petrolieri.

    • 1 – Non proprio, e comunque se capitasse un terremoto capace di fare danni alla centrale per i valori per cui è progettata, del RESTO non rimarrebbe nulla in piedi, per cui è l’ultimo dei problemi.
      2 – No, ci vogliono in media circa 7-10 anni se fai le cose seriamente, mica la vai ad appaltare alla Caloggero Snc.
      3 – Le scorie non sono affatto un problema, basta stoccarle in maniera corretta e ad oggi non risultano contaminazioni correlate allo stoccaggio. Ricordo che anche se non hai le centrali nucleari, le scorie radioattive un Paese le produce lo stesso, per gli Ospedali ed Istituti di ricerca. In tutta la vita di un individuo se tutta l’energia elettrica consumata provenisse da Nucleare avremmo ognuno di noi una lattina di Pepsi di scorie che comunque un domani con i reattori di 4 generazione potrai riutilizzare. Parlando di rifiuti TOSSICI, c’è di molto peggio in giro, e lo sono per sempre, non decadono MAI. Non le potresti manco interrare come nella terra dei fuochi, ti sgamano a kilometri.
      4 – I Giapponesi non hanno commesso alcun errore, lo Tsunami di Fukushima è stato il terzo mai registrato nella storia è ha causato direttamente da radiazioni UN morto (si, uno solo) nel panico dell’evacuazione, sono morte circa 400 persone per lo stress, tanto per dire.
      Ad oggi per unita di energia, fanno più morti le rinnovabili, non considerando le migliaia dirette e altre indirette da combustibili fossili, quelle però vanno bene, no?
      5 – Questa è la parte più ridicola, le centrali nucleari non sono certo economiche, circa 5 Miliardi a reattore, per l’Italia però basterebbero 6 centrali da 5 reattori da 1,5 Gw, per un totale di 150 Miliardi, la sola Germania ha speso oltre 1000 Miliardi per le rinnovabili, e guardate in che casino è, sotto scacco da ambientalisti delle balle. Inoltre dalle simulazioni, fare una griglia 100% rinnovabile con i dimensionati accumuli (che ad oggi non abbiamo) costerebbe il 50% in più di una griglia 50-50 Nucleare-Rinnovabili che renderebbe nettamente meglio, e per la quale hai già la tecnologia commerciale, per cui puoi programmare al 2030 e nel dettaglio al 2050, senza dove aspettare il colpo di bacchetta magica, che magari non arriva.
      Consideriamo questa tabella per unità di energia prodotta (Mwh):

      A) 430 KgCO2eq, 1 m2 di suolo occupato, 54% fattore di capacità
      B) 12 KgCO2eq, 12 m2 di suolo occupato, 24% fattore di capacità
      C) 5 KgCO2eq, 0.3 m2 di suolo occupato, 92 % fattore di capacità

      Ora mi pare chiaro che continuare su A sia un gioco a perdere, ma anche l’opzione B non è tutta sta gran cosa, ed è quel 24% che la frega, caratteristica che qua sul sito non viene mai considerata, evidentemente non sanno cos’è.

      Quanto scommette che se si facesse un sondaggio o referendum, vincerebbe la C a mani basse?
      Solo dopo spieghi cos’è e perchè serve, come hanno fatto in Finlandia.

      • Il sud Italia, è sul bordo di un super vulcano che sta (se ricordo giusto) dallo ionio a scendere, con super vulcano si intende uno yellowstone sottomarino, ne esistono 5 o 6 in tutto il pianeta, diciamo che se dovesse esplodere, che ci sia sopra una o più centrali nucleari ti interessa poco, è comunque uno scenario da estinzione globale.

        Non avremmo la possibilità di riempirci come la Francia ovunque, ma alcune centrali nucleari se iniziassimo oggi a costruirle, tra 15 anni avremmo molti molti meno problemi da gestire e magari potremmo spegnere quelle a gas. Oramai con le agenzie spaziali con voli riutilizzabili e mini razzi monouso per carichi di poche tonnellate le scorie potranno essere gestite tranquillamente a prezzi competitivi sparando tutto nel sole 😅
        L’unico limite in Italia è la nostra classe politica, ogni due anni si cambia tutto, non so riesce a fare un progetto che superi l’anno solare successivo da non so più nemmeno quanto, son cresciuto con l’esempio delle cattedrali nel deserto… Anche le cose utili e intelligenti vengono politicizzate per tirare voti e osteggiate con disinformazione per lo stesso motivo da opposizione. Anche facessimo oggi un altro referendum (possibilmente che sia chiaro e non come gli ultimi da Renzi in poi) e decidessimo tutti al 99% di ritornare allatomo (che ricordo sarà cmq necessario farlo per la fusione nucleare quando sarà forse pronta tra 40 anni), resteremmo bloccati a rimpalli da un governo all’altro perché nessuno è in grado di assumersi responsabilità, finché si tratta di regalare soldi o toglierli perché non dovevano regalarli quelli prima è tutto facile, è aria fritta di chiacchiere in tv e giornali, ma le cose serie oramai le rimandano da che ho iniziato a capire cosa dicevano i politici, quindi ben dopo i 20 anno anni hehe

      • Punto 2, vallo a dire ai francesi, quanti anni hanno impiegato a costruire Olkiluoto? E Flamanville? Quanto sono costati?
        Le scorie dove le mettiamo, considerato che sono ancora tutte stoccate dove sono state prodotte, dopo essere state trattate dai francesi?

        • Olkiluoto è in Finlandia, dove la classe politica si è assunta la propria responsabilità contro l’opinione popolare, che però dopo, guarda caso è cambiata totalmente, la media Mondiale per costruire i reattori è 7 anni e il costo overnight tra i 3,5 e i 5 miliardi a reattore, non poco, ma non tantissimo, se ci metti 15 anni l’interesse sul prestito può andare anche oltre il 50% del costo è un dato di fatto, ma non è certo colpa della tecnologia. Anche un impianto Offshore se lo concludi nel doppio del tempo preventivato ti costa un pozzo di soldi in più e quindi?
          Come è altrettanto vero che in Paesi come Cina e Corea, dove se ne stanno tutti zitti per ovvi motivi, chissà come mai rispettano i tempi.
          Le rinnovabili costano pochissimo, si e guarda caso Germania e Danimarca che hanno investito più di tutti hanno anche le bollette più alte al MONDO.
          Perchè gli incentivi elargiti, compongono più del 50% del costo in bolletta.
          Tutto costa, non si può fare un confronto punto a punto, non ha senso, ma analizzare i vantaggi di una soluzione e, come l’opinione scientifica concorda, l’importante è differenziare per sfruttare il meglio che c’è.
          Il dibattito scientifico sul Nucleare è chiuso da tempo, ma a suo favore!
          Fino a ieri il Gas ha rappresentato una soluzione comoda e poco costosa, soprattutto per l’investimento iniziale, magari il costo energetico unitario non tanto, ma se l’obbiettivo è ELIMINARE la CO2, non si scappa, quella è la soluzione più EFFICACE, il resto lo costruisci intorno.
          Le scorie radioattive le hai e sei obbligato a trattarle come se fossero di intensità massima ANCHE se i reattori non li hai, e in questo preciso istante c’è qualcuno che si occupa del trattamento di milioni di tonnellate di rifiuti tossici, che però sono popolarmente accettate o non considerate, e non se ne capisce il motivo.

          • Ecco, Cina e Corea stanno tutti e se ci sono problemi stanno tutti comunque, a meno che non esploda il casino e coinvolga altri stati, la gestione COVID insegna.
            Olkiluoto doveva entrare in funzione nel 2009, stanno finendo le fasi di test e siamo nel 2022, che vuoi che siano 11 anni di ritardo?
            Doveva costare poco più di 3 miliardi di €, ne hanno spesi oltre 8, che vuoi che sia?
            Falmanville, francesi che costruiscono in Franz, piove sul bagnato ed invece hanno gli stessi problemi del cantiere finlandese.
            E non è stato considerato il costo di smantellamento a “Prato verde”, cioè a smantellamento totale.
            Non consideri i costi di gestione e controllo delle scorie per tutti gli anni a venire.
            l’AD di Enel, Francesco Starace, ingegnere nucleare ha detto che la fissione non ha futuro.
            Magari c’è da credergli, non credi?

  12. Tutti si dimenticano che tutti i progetti di costruzione di centrali nucleari attualmente in corso sono fuori tempo e fuori budget (e di parecchio). Oltretutto, costruire una nuova centrale e metterla in opera richiede un bel po’ di anni, oltre a non dimenticarsi del famoso problema NIMBY (Not In My Backyard: falla dove vuoi, ma non vicino a dove abito).

  13. È corretto ciò che dice la redazione, anche con l’energia nucleare la distribuzione avrebbe gli stessi identici problemi, quindi prima di tutto occorre separare i due aspetti.
    Io credo che quello del nucleare che non se ne può fare a meno sia una specie di mito che possiamo catalogare fra quelle bugie che se dette almeno tre volte diventano una verità. Ormai abbiamo impianti di rinnovabili da MW e in commercio ci sono impianti di accumulo da MW: certamente la loro diffusione è ancora bassa, soprattutto in Italia e soprattutto per i secondi, ma non servirà ancora molto perché sia evidente che non esistono particolari limiti all’utilizzo delle fonti rinnovabili se non il fatto che la loro integrazione nella rete richiederà un po’ di tempo e investimenti.
    Per quanto riguarda la distribuzione è un problema relativo, infatti quando serve potenza di cablando interi distretti industriali con MW e MW di potenza, volere è potere.
    Termini con l’esempio degli 8 box e mi si apre un mondo di possibilità tra cui cablare linee da 6 kW per ogni box e dotare i box di wallbox intelligenti: con un contratto condominiale di 24 kW si possono caricare fino a 4 auto a 6 kW oppure 8 auto a 3 kW. Però qual è la probabilità che ci siano tutte le auto in carica contemporaneamente? Forse la notte, quando caricare lentamente non fa tutta questa differenza.

    • Il fatto è che ora, le rinnovabili sono un investimento seguito perché ti costa poco rispetto al guadagno che garantisce la vendita della produzione, questo già prima di pandemia è guerra che han sballato un po il tutto. Aggiungere accumuli al fotovoltaico farebbe triplicare o più i costi, a cui poi va aggiunto il maggior costo di installazione e manutenzione nel tempo. Gli accumuli, quelli grossi, non puoi certo farli con le batterie al litio, servono accumuli nell’ordine di centinaia di twh, una parte sicuramente, quelli rapido cioè che si caricano e scaricano velocemente per assorbire picchi, ma il grosso delle produzioni elettriche dovrà essere stockato per mesi o anni, surplus estivo del solare per l’inverno e ampi ampi margini annu su anno in caso il sole o vento o pioggia un anno vadano in deficit, cosa che oggi va sicuramente messa in conto. Gli accumuli come li intendi sono totalmente inutili per queste applicazioni, ma abbiamo la fortuna di avere tanti fiumi e poter creare invasi con pompaggio di risalita per tenere energia potenziale a tempo indeterminato

      • I modelli non prevedono accumuli stagionali che non sono economicamente sostenibili.
        I “buchi” di produzione nell’anno non sono molti e al massimo di 10-15 giorni: meglio sistemi di backup anche se faranno fatica a competere con trasmissione, accumuli di breve periodo e aumento della potenza installata.

  14. Con il nucleare si avrebbe più energia disponibile, ma il principio della fornitura centralizzata non cambierebbe. Si potrebbe forse fare una metafora con il concetto di riscaldamento centralizzato di un condominio e il riscaldamento autonomo. Secondo me bisognerebbe “democratizzare” la produzione energetica togliendo il monopolio dei grandi provider. Se ci fosse bisogno di maggiore energia bisognerebbe anche potenziare i cavi degli impianti che partono dalle centrali e vanno agli utilizzatori, ma se i produttori fossero diffusi sul territorio, questo potenziamento forse potrebbe non essere così necessario. Inoltre se ci fosse un blackout non sarebbe generalizzato. Ora la legge italiana sta cambiando vedi le “comunità energetiche”.

    • Non bisogna sottovalutare le potenzialità dell’accumulo a batteria a livello domestico e/o condominiale sia per ridurre l’impatto sulla rete, che per rispondere autonomamente a picchi di domanda, per risparmiare ed infine per essere resilienti ai blackout.
      Non starei troppo a parlare di nucleare, che si è rivelato essere una tecnologia complessa e onerosa da gestire, si veda la triste storia francese che si trova nei guai, anche finanziari, proprio ora che ne avrebbe avuto maggiormente bisogno.

  15. La persona che ha inviato questo messaggio mi sembra un po’ confuso.
    Avere una struttura di distribuzione obsoleta e/o non adeguata a servire un parco di auto elettrico, e’ un problema.
    Generare l’elettricita’ necessaria e’ un altro.
    In Francia, oggi, hanno passato una legge che richiede che tutti i parcheggi all’aperto con almeno 80 posi auto siano coperti da pannelli solari. Le macchine sono all’ombra, non si “spreca” terreno per i pannelli, e – si stima – si genera l’equivalente di 10 centrali nucleari di energia. Semplice e geniale. Spero sia un provvedimento copiato presto anche in Italia. Altro che centrali nucleari (che comunque prima di 15-20 anni non sarebbero operativi.

    Ed aggiungo: il costo dell’elettricita’ prodotta con il nucleare e’ tra le piu’ care possibili.

    • Oltre a tutte le giustificazioni che avete dato , di cui concordo al 100% , ma ci siamo dimenticati che abbiamo fatto 2 referendum a riguardo ????
      Dobbiamo farne uno ogni 10/15 anni ?

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