Ma quali fonti alternative, l’energia elettrica in Italia è prodotta per la maggior parte da combustibili fossili… È quel che sostiene un lettore, in replica a un nostro articolo. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
“Persino le ferrovie producono elettricità da motori a nafta…”
In merito all’articolo “Finiamola con il petrolio e salviamo l’Italia prima che il pianeta”, comparso on-line in data odierna, tengo a precisare che l’energia elettrica in Italia è prodotta per la maggior parte a partire da combustibili fossili. E solo in quantità esigua proviene da fonti rinnovabili. Quindi fino a che non si avrà una fonte di energia sicura e pulita (fusione nucleare, tra decine di anni, forse) bisogna quadruplicare le fonti alternative. Ogni altro discorso non cambia nulla ed è anzi fuorviante. Basterebbe vedere i motori a nafta che producono corrente elettrica per le ferrovie per convincersi di ciò. Cordialità“. Dott. Gianni Ghetti
Ma quali fonti alternative? Coprono già il 41% dei consumi e potrebbero…

Risposta. Le cose non stanno esattamente così. L’apporto delle rinnovabili ai consumi italiani è tutt’altro che esiguo. Nel 2025 ha rappresentato il 41% della domanda, come mostra il grafico qui sopra (fonte: Terna). E potrebbe essere ben superiore (l’Enel stima fino al 70%) se in Italia la strada per le nuove installazioni non fosse lastricata di mille inciampi. Al punto che i maggiori operatori nazionali del settore, tra cui la stessa Enel Green Power e ERG, finiscono per investire soprattutto all’estero. Manca una regia a livello di governo per superare le resistenze (a volte legittime, a volte no) che nascono a livello locale. Paesi come la Spagna e il Portogallo, che operano con decisione in questa direzione, hanno percentuali di produzione ben più consistenti. E godono di un prezzo dell’energia elettrica molto più conveniente. La verità è che non ci si può occupare di energia solo quando ci troviamo di fronte a crisi come quella iraniana. E non si può continuare ad affidare la politica energetica di un Paese solo a colossi del petrolio come l’Eni.
- Foto in alto: Enel Green Power



Ma mi sono perso qualcosa o 59% da fossili per le auto elettriche è comunque meglio di 100% da fossili delle termiche?
Si, ha perso qualcosa: le fonti fossili coprono appena il 44% della domanda elettrica nazionale, contro il 41% di quelle rinnovabili e il 15% di importazioni (quasi tutte da fonti rinnovabili o da nucleare quindi decarbonizzate)
Si, ha perso qualcosa: le fonti fossili coprono appena il 44% della domanda elettrica nazionale, contro il 41% di quelle rinnovabili e il 15% di importazioni (quasi tutte da fonti rinnovabili o da nucleare, quindi decarbonizzate)
nel 2025 abbiamo importato 15% di elettricità,
a spanne diciamo 7% nuculare, 6% rinnovabili, 2% fossili
il totale nel nostro mix consumi Italia 2025 diventa:
41+6 = 48% rinnovabili dei consumi Italia
44+2 = 46% fossili
7% nuculare
nel 2025 abbiamo importato da:
– 26 TWh da Francia ( 28% rinnovabili )
– 20 TWh da Svizzera ( 68% rinnovabili )
– 1,6 TWh da Austria ( 84% rinnovabili )
– 0,9 TWh Montenegro
– 0,8 TWh Grecia
– 0,6 TWh Slovenia
fonte dati importazioni e tanto altro: energy-charts
fonte rapida mix elettricità ed emissioni co2 : lowcarbonpower.org
NB: in Svizzera è prevista la dismissione lenta del nuculare, cioè senza costruire nuove centrali quando le vecchie vanno in dismissione, e sostituzione con rinnovabili 100%, come in Spagna
Dott. Gianni Ghetti, vero che attualmente in Italia abbiamo solo un 40% proveniente da FER. D’altra parte è altrettanto vero che in altre nazioni oltre il 50% proviene da FER. Il limite non è tecnologico, il limite italiano è legato puramente a scelte politiche influenzate da motivi lobbistici (specie con questo governo).
Se vuole può consultare il link che segue e potrà notare come persino la Germania senza nucleare è già a quota 60% e più in queste prime 10 settimane dell’anno.
https://www.energy-charts.info/charts/energy_pie/chart.htm?l=it&c=IT
Non è vero che siamo al 41% di rinnovabili ma molto meno.
Il dato che avete pubblicato è riferito alla generazione elettrica che rappresenta circa un terzo del consumo totale. La strada per ridurre la dipendenza in modo significativo è lunga e le energie rinnovabili sono l’unica cosa che abbiamo
Terna dice testualmente che “lo scorso anno le fonti rinnovabili hanno coperto il 41% della domanda”. Può controllare cliccando sul link che trova nell’articolo.
penso intenda l’energia totale nazionale e non solo quella elettrica,
anche se nel contesto della discussione la frase poteva sembrare altro 😉
Dovrebbe leggere con più attenzione gli articoli: l’utente si riferiva espressamente all’energia elettrica, infatti la redazione ha risposto per le rime. Inoltre quel 41% è rispetto al fabbisogno elettrico totale, il resto sono fossili (altro 42%) e il resto è importato dall’estero (essenzialmente dal nucleare francese di notte). Quindi già oggi la produzione italiana elettrica è rinnovabile al 50%
Salve Vito, lei si riferisce ai consumi totali di energia, cioè anche trasporti, riscaldamenti, etc, e non solo ai servizi che già ora vanno a elettricità
elettrificando, l’uso dell’energia diventa più efficente, perchè non si spreca calore, la sostituzione di combustibile fossile con sistemi elettrici non avviene 1 a 1, ma basta meno energia se è in forma di elettricità; per questo di solito si stima che per decarbonizzare tutti i servizi, anche trasporti, riscaldamenti, industria, la produzione elettrica attuale dovrà quasi raddoppiare, e non triplicare o più come sembrerebbe facendo un calcolo 1 a 1
ora nel mix elettricità siamo a 47% rinnovabili ( 47% calcolato sui consumi; 41% calcolato sulla produzione nazionale), e la produzione elettricità deve raddoppiare, allora diciamo che siamo a 1/4 dell’opera
comunque per vedere già scendere i prezzi delle bollette, passaggio utile e molto motivante, basta molto meno, all’incirca portare il 41% attuale il più velocemente possibile in zona 55% – 60%, questo già scardina il meccanismo di formazione del prezzo energia attuale