Ma quale charge anxiety…Si continua ad agitare lo spettro della difficoltà di trovare colonnine come freno alla diffusione dell’elettrico. È ora di dire basta.
Ma quale charge anxiety, le colonnine ci sono, anche in autostrada
Perché l’elettrico non cresce come negli altri Paesi? Da noi si vendono in media 6 mila EV al mese, si arriva a 9-10 mila quando va bene. In Francia 30 mila. Il motivo? Sentite che cosa ne dice un osservatorio qualificato come Geotab: “La spinta all’elettrificazione continuerà anche nel 2026. Ma in Italia il percorso resterà graduale, frenato da dubbi infrastrutturali che portano a interrogarsi sulla possibilità concreta di passare all’elettrico. Ancora una volta, la telematica diventerà lo strumento decisivo per sostenere la transizione. Grazie a una pianificazione intelligente e basata sui dati, permetterà di superare la charge anxiety ottimizzando i cicli di ricarica. Oltre a verificare l’effettiva sostenibilità economica del passaggio all’e‑mobility”. Ma chiunque guidi un’auto elettrica sa che le colonnine ci sono e che basta un minimo di programmazione per ricaricare dove e quando si vuole. Sono, in proporzione al parco circolante, più della citata Francia. Stanno crescendo di numero anche in autostrada, con potenze che permettono di limitare il tempo della sosta a due telefonate e un caffè.
Il problema è il costo della ricarica, tra i più cari in Europa
E allora dove sta il problema? Sta nel costo delle ricariche, non nella loro complessità. Visto che anche il nodo del pagamento si sta sciogliendo grazie al diffondersi delle colonnine munite di POS per bancomat e carte di credito o di plug&charge. Gli automobilisti elettrici sono sulla stessa barca degli industriali, che stanno dicendo che così non si può andare avanti. E che non possiamo avere un costo dell’energia tra i più alti d’Europa. Possibile che francesi e spagnoli paghino in media alla colonnina almeno il 30% in meno di quel che spendiamo noi? È, banalmente, il delta di prezzo che rende conveniente l’elettrico rispetto a un’auto a benzina. Dato che la parità solitamente viene individuata a un costo tra 0,60 e 0,65 euro al kWh. E poi c’è “l’urgenza di un intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali” di cui continua a parlare Motus-e. Ma l’ansia da ricarica no: come sa bene chiunque guidi un’elettrica, quella dura al massimo qualche giorno e poi passa.

