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Ma i concessionari le elettriche vogliono venderle?

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Ma i concessionari...
La Volkswagen e-Up: ora dichiara 260 km di autonomia, con prezzi molto competitivi.

Ma i concessionari vogliono veramente venderle le auto elettriche? Da più parti ci arrivano segnalazioni di venditori molto tiepidi con i clienti interessati. Se non, in alcuni casi, pronti a dissuadere chi si presenta in salone chiedendo informazioni. Qui di seguito l’esperienza di Roberto Mazzanti, un giornalista di lungo corso.

            di Roberto Mazzanti

L’auto elettrica incomincia a essere allettante dal mio punto di vista, per via dei bonus statali, degli incentivi regionali e degli sconti delle Case. Le distanze che devo coprire ogni giorno non superano i 20 km, sempre in ambito cittadino. Ragion per cui la vettura a emissioni zero è quella giusta per me.

Ma i concessionari…/ Freddissimi in Volkswagen

Il mio interesse si è rivolto in prima battuta su una city car, la e-Up di Volkswagen che, per dare una svolta alla scelta elettrica ha tagliato drasticamente i listini. Ma l’impatto, per chi pensa all’acquisto, non è stato dei più felici. Mi sono recato in un’importante concessionaria Vw di Bologna e ho sbattuto contro un muro di scarso entusiasmo. Per non dire di disinteresse.

Ma i concessionari...
Un’altra immagine della Volkswagen e-Up.

Il modello elettrico della Up non era presente nello show-room, impossibile il test drive. Il venditore che mi ha accolto ha confessato subito di non sapere molto dell’elettrico. E che, in ogni caso, la consegna ai clienti della vettura non sarebbe avvenuta prima di quattro mesi. Per il preventivo ha dovuto smanettare a lungo sul tablet e al termine mi ha salutato. Senza nemmeno avvertirmi che il 20 novembre si chiudevano le prenotazioni per il Bonus rottamazione. Ancor peggio mi è andata nella seconda concessionaria. Sono stato bloccato già all’ingresso da una receptionist che mi ha avvisato della mancanza di un modello in sede. Aggiungendo che di e-Up forse se ne sarebbe parlato più avanti, tra mesi. Niente preventivo, niente brochure, niente contatti. Niente di niente.

— Clicca qui per le info sulla e-Up dal sito VW

Va meglio alla Renault con la Zoe

Diverso stile in una concessionaria (di periferia) di Renault. Se la e-up è irragiungibile, sentiamo cosa succede con la Zoe, ho pensato. Ebbene: auto elettrica presente nel salone (ripeto, di periferia), informazioni esaurienti, preventivo dettagliatissimo. E  l’informazione che sì i termini per l’Ecobonus regionali sono scaduti, ma che non tutti i finanziamenti sono esauriti. E che quindi si poteva accedere egualmente ai 6 mila euro previa rottamazione.

Nuova Renault Zoe
La Renault Zoe: l’esperienza in concessionaria del nostro lettore è stata positiva.

Per concludere: la promessa di un test drive a giorni (sono in attesa) e l’interesse a sorpresa per l’auto che vorrei rottamare. E che si potrebbe vendere sul libero mercato. Nessun confronto polemico da parte mia tra i due “stili” di approccio all’elettrico e alla clientela. Voglio solo sottolineare il messaggio contraddittorio che lancia Volkswagen. Con il taglio ai listini dimostra di volere promuovere l’elettrico. Mentre i concessionari, almeno quelli di Bologna, non sembrano sulla stessa lunghezza d’onda dimostrando quanto meno sufficienza e disinteresse. Che cosa ne pensate a Vaielettrico?

— Clicca qui  per la Guida all’acquisto della nuova Zoe da 52 kWh

SECONDO NOI. Ne pensiamo che lo scarso entusiasmo della rete di vendita è uno dei freni alla diffusione dell’auto elettrica. Ci sono molti fattori: un po’ di impreparazione, margini di guadagno ridotti. E forse anche il timore che i clienti finiscano per non ritrovarsi tra batterie e ricariche e se la prendano col venditore. Model XNon dimentichiamo, infine, che molti dealer riescono a far quadrare i bilanci con l’assistenza, tra salatissimi tagliandi e riparazioni varie. Nell’elettrico i tagliandi praticamente non esistono e i passaggi in officina un lontano ricordo. Anche questo pesa. Ma i concessionari non sono tutti uguali e non vogliamo generalizzare. Ora, comunque, sono le Case a dover prendere in mano il problema, se davvero pensano di centrare gli obiettivi di vendita. Obiettivi che dal 2020, cioè domani, diventano imperativi, se si vogliono evitare le salatissime multe della UE.

Racconta nei post qui sotto o scrivendo a info@vaielettrico.it la tua esperienza in concessionaria alla ricerca di un’auto elettrica

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59 COMMENTI

  1. Il fatto è che l’auto elettrica è da parecchi anni oggetto di innumerevoli e più o meno trionfali “annunci”, “presentazioni”, “anticipazioni”, “pianificazioni” MA purtroppo di fatto, piaccia o meno, NON è ancora “matura” al punto giusto per poter innescare concretamente e su larga scala la tanto sbandierata (e senz’altro auspicabile) “rivoluzione”.

    Solo adesso, dopo anni di annunciate “imminenze”, si comincia finalmente a vedere davvero qualcosa di palpabile qua e là, ma ancora oggi, quasi alla fine del 2019, la maggior parte dei modelli “in arrivo nel 2020” NON si può concretamente vedere, provare, comprare, usare.
    Alcuni si possono “pre-ordinare” (cosa per certi versi abbastanza assurda) senza avere però certezze sull’effettiva consegna.

    Inoltre, nonostante gli indubbi progressi degli ultimi anni, continua ad imperversare l’unico (ma grosso assai) problema, squisitamente tecnico, che già un secolo fa penalizzava l’impiego dei motori elettrici (da sempre migliori di quelli a scoppio per vari motivi) in ambito “mobile”: il problema relativo all’immagazzinamento e al trasporto, in maniera ragionevolmente comoda, economica e sicura (e in più, oggi, sostenibile) di cospicue quantità di energia elettrica.

    • Ci perdoni, Armando: qui stiamo parlando di automobilisti che hanno già valutato i problemi che lei cita, decidendo comunque di comprare un’auto elettrica fra quelle che già sono a listino delle case automobilistiche

  2. Limitata esperienza a due soli concessionari a Rimini.
    VW per info sulla E-up: in concessionaria non presente, nessuna informazione su caratteristiche e funzionamento; giustificazione: tanto prima di gennaio non sarà disponibile (a Forlì invece mi hanno riferito che l’auto è distribuita solo nelle grandi città perché è presente una rete di ricarica più capillare e le officine sono già attrezzate per le manutenzioni)
    Smart centre per la forfour: venditore preparato, attento puntuale ed esauriente.

  3. Anche per i concessionari delle “2 ruote” la stessa musica: disinteresse anche nei confronti degli incentivi come l’Ecobonus.
    Sono stato ad EICMA e ho voluto “tastare il polso” per sapere cosa ne pensano le Case dell’Ecobonus appunto, dipende molto dal tipo di mezzi venduti, dal loro prezzo (più è alto più margine di guadagno ha il dealer…). Per chi vende mezzi dal prezzo più basso e con guadagni molto risicati l’Ecobonus è visto come un “onere” da parte di molti dealer, dover prendere in carico il mezzo da rottamare, pagare rottamazione, l’immatricolazione, attendere il rimborso dell’incentivo e le perdite di tempo non convincono; la considerano una manovra utile per stimolare il mercato dell’elettrico ma ancora con troppe criticità.
    Potrebbe tornare utile riconoscere al dealer un credito d’imposta anche sulle spese di rottamazione e immatricolazione, magari ricompreso nel tetto massimo dei 3000 Euro di incentivo, aiutando così chi vende mezzi dove il prezzo del mezzo venduto offre poco guadagno, stimolando così le vendite.
    Anche vero è che hanno poca manutenzione, dove io ho acquistato la mia moto elettrica, una Super soco TC max, di cui sono molto soddisfatto e ho fatto più di 400 Km in 2 settimane, il concessionario che già da tempo tratta mezzi elettrici mi ha confidato che i clienti dopo i consueti tagliandi obbligatori per la garanzia vengono in officina solo per cambio gomme e pastiglie freni… non hanno altri problemi!

    • Tutto vero Christian, del resto il trascurabile utilizzo del fondo incentivi dimostra che qualcosa non ha funzionato. Ma nel settore delle due ruote, più che nelle auto, i produttori non hanno equivalenti termici da proporre. In genere sono stat up: se non vendono l’elettrico fatturano zero.

  4. Secondo me i concessionari non fanno più molti soldi con la vendita ma puntano tutto sulla autofficina, quindi riparazione. E le auto elettriche si sa ne hanno poca.

    • Il numero dei concessionari come anche quello dei distributori di carburanti ha subito importanti contrazioni negli ultimi decenni principalmente a cause delle riduzioni sui margini di vendita
      la diffusione dell´acquisto dell´auto tramite internet (pur rimanendo la possibilitá di visionare e provare un auto), la riduzione degli interventi di manutenzione, metterá ulteriormente alla prova i concessionari, sará necessaria una evoluzione come fornitori di servizi di mobilitá, mentre riguardo ai distributori di carburante giá alcuni con relativo ristoro hanno iniziato a dedicare piazzole dedicate per la ricarica
      Sopravvive chi meglio si adatta al cambiamento, non chi vi si oppone ma purtroppo attualmente ben pochi vedono anche opportunitá

  5. Ciao,
    condivido la mia esperienza.
    Luogo=> trentino Incentivi=> alti 10k (anche se meno di lombardia)
    sia per la e-up che per la e-citigo IV ho avuto un trattamento pietoso. Non mi hanno voluto fare il preventivo, hanno provato addirittura a sbolognarmi un e-golf… Non conoscevano gli optional, io mi basavo semplicemente sulle informazioni sul sito. Ok, io ho meno di 30 anni e il venditore ne aveva 50 suonati, ma il cambiamento è cambiamento. Sinceramente una id3 ti verrà 20 bigliettoni per 330 km, la e-up/e-citigo/ seat mii elettrica sui 260km, ma con un prezzo inferiore ai 10k.

  6. Secondo me è normale che la vecchia eUP non sia disponibile nel concessionario, visto che non si puó neppure piú ordinare. Quella nuova con la batteria della eGolf è in arrivo a gennaio / febbraio 2020.

    • Questa mail c’è arrivata da Marcello, da Milano: “Buonasera, io e mia moglie abbiamo prenotato una up elettrica ma abbiamo avuto un’esperienza negativa con il concessionario. In un primo momento abbiamo fatto il preventivo da un concessionario a Milano, e il venditore sembrava impaziente di chiudere, come ogni venditore e normale che sia. Dopo due giorni mi ha chiamato per sapere cosa volevo fare, poi ho provato l’auto e poi inviato una richiesta di info (tecniche e sul finanziamento): nessuna risposta. Al che prenoto un appuntamento per ordinarla. Ci presentiamo, facciamo fare un paio di correzioni su colore e optional, e poi lo avviso che avrei pagato in contanti, non essendo interessato al Progetto Valore VW. Non è possibile, mi risponde. VW vende solo con questo finanziamento. Al che gli facciamo notare che è non è vero, il venditore sposta il tiro solo su alcuni concessionari, ma gli faccio notare che non è vero nemmeno quello, avendo fatto vari preventivi. Fatto sta che si rifiuta di vendermi la macchina. Non c’è problema, cambio concessionario, e tu ne vendi una di meno, gli dico. Detto, fatto.
      Ciao! Marcello”

  7. Non è un caso il tuo
    Ho avuto la stessa esperienza 10 anni fa quando comprai la mia ibrida, mia perché ho dovuto studiarmi tutto online nei concessionari le snobbano proprio le auto elettriche ed ibride, ma non mi sono fatto scoraggiare e sono felice possessore di una Honda insight, mai avuto un problema e spesi solo 16.000€ grazie agli incentivi
    Mi è successo di nuovo due mesi fa in concessionaria FORD e RENAULT hanno cercato di dissuadermi in ogni modo, più o meno con la stessa metodologia che ho letto usare in Volkswagen, me ne sono andato e bon mi verranno più.
    Ora mi stò informando tantissimo in internet come 10 anni fa. Se potessi la ordinerei anche online mi infastidisce comprare da persone così ignoranti nel loro mestiere!!!! Che schifo!!!!

  8. Anch’io ho fatto vari giri in concessionarie di varie marche ed ho trovato molta disinformazione e addirittura in una concessionaria Vw in Ancona quasi me la sconsigliano e non sono preparati per niente ad informare i potenziali clienti . I più preparati sono alla Opel , Peugeot informazioni basic senza entusiasmo . Ora farò altri giri in altre concessionarie qui in provincia di Ancona ma finora cercano tutti chi più o meno di smontarti .

  9. Un mese fa sono andato in una concessionaria Nissan per chiedere un preventivo per la Leaf.
    Appena finito di chiedere il venditore mi dice: “Ma lei sa che non è una macchina per tutti, vero?”….

  10. Nel gruppo VW li vedo un po’ scoordinati, stanno piazzando una serie di specchietti per allodole, ma poi si lamentano se qualcuno abbocca.
    Concessionario VW dell’abruzzo: il venditore ci ha elencato per mezz’ora, senza praticamente possibilità di replica, tutti i luoghi comuni contro auto elettriche (ed ibride). Ma se tra 1 mese e mezzo poi quel prodotto sei costretto a venderlo cosa fai? Ti rimangi tutte le tue convinzioni da età della pietra? Un altro concessionario VW semplicemente non aveva listini e riferimenti, impossibile fare un preventivo. Il tutto con il sito VW che pubblicizza un’offerta che scade il 30/11!
    Allora mi sono spostato su SEAT: la settimana scorsa sono usciti articoli e video recensioni a pioggia, con relativo intervento del Presidente di Seat italia che spiegava persino le offerte, allora è cosa imminente… no, affatto, l’unico sito europeo di Seat senza il configuratore della Mii è quello italiano! Al concessionario interpellato il ragazzo era preparato sull’auto, ma non sapeva ancora dirmi nulla sui tempi.
    Skoda Citigo: tra le 3 sorelle ha il configuratore e il sito meglio confezionati, ma non esistono ancora recensioni online, nemmeno straniere, il che vuol dire che la promozione vera del veicolo è ancora lontana? Non ho ancora osato chiamare i concessionari.

    • In effetti sarebbe interessante se tutti coloro che ci hanno inviato le loro testimonianza ripassassero in concessionaria a gennaio. Quando, volenti o nolenti, le auto elettriche si dovranno vendere. Parlo per esperienza in altri settori: le strutture commerciali sono sempre molto lente a digerire le novità. Serve tempo, ma servono anche in-put più decisi dai costruttori.

      • Per fare vendere attivamente anche le elettriche servono maggiori margini ai concessionari rispetto alle altre auto di pari categoria altrimenti questi continueranno a favorire le endotermiche ben consci che con le elettriche si ridurranno moltissimo i guadagni per gli interventi di manutenzione svolte dalle loro stesse officine; prima ancora della poca conoscenza del nuovo c´é un discorso strettamente economico da risolvere e rimane tutto da vedere quanto i costruttori, pur altrimenti penalizzati per legge in caso di eccesso delle quote di CO2 siano disposti ad incentivare economicamente i concessionari, é un discorso prettamente economico e rimane da vedere se le sanzioni sono sufficientemente dimensionate da costruttore a costruttore

  11. io ho cercato la ep ad ostia lido . non la trattano . telefono ww e mi dicono che a roma solo valentino la vende. passo da valentino (distante 40km da ostia) e manca il venditore. mi danno il telefono. chiamo due giorni dopo il venditore e scopro che la macchina non c’e’ ma che posso prenotarla e arrivera’ ad aprile forse. ma come si fa a comprare un’auto cosi’ . vedere cammello e forse dare soldo.
    provo renoult ad ostia antica e scopro che non trattano la zoe devo andare all’aurelia.
    provo la kia sempre ad ostia antica e scopro che anche quella la trattano solo all’aurelia.
    e’ indiscutibile che i concessionari spingono sulle vendite di benzina e diesel. perche’ non lo so ma e’ cosi’.

    • Charles Dawin avrebbe probabilmente ascritto queste tendenze all’istinto di conservazione di una specie a rischio estinzione, più cinicamente Il Qualunquista avrebbe titolato con un lapidario “Farmacista vende medicina che non guarisce”.

  12. Io vivo in Germania, ho un amico che fá il venditore in un grande concessionario VW nei pressi di Francoforte, ogni volta che parlavo con lui di auto elettriche (EV) mi guardava disinteressato, anzi, direi contrariato.
    Ma da quando é arrivato il nuovo CEO (Diess) la musica é cambiata, da Agosto hanno cominciato a fare una serie serrata di corsi interni di preparazione alla nuova era, e se qui in Germania hanno appena cominciato, penso che per l’ Italia ci vorrá ancora un pó.

    La mia idea é che l’ industria dell’ auto ha cercato di ritardare il piú possibile la transizione, non solo per ovvi motivi di profitto, ma anche per mancanza di Know-how e risorse umane.

    Per progettare un EV non servivano le migliaia di meccanici e ingegneri, bensí informatici e chimici, e per riassettare tutto il sistema universitario e formare nuove menti occorrono molti anni.

    L’ industria é sopraffatta dal nuovo mercato, e chi ha cominciato prima (Tesla) é chiaramente in netto vantaggio.

    Se poi magari a questa impreparazione tecnica si aggiunge la mancanza di una cultura ecologista, o addirittura una scelta voluta per motivi politici, si mischiano questi 3 ingredienti, ed ecco a voi servita la frittata.

  13. Il problema è che le case automobilistiche non hanno alcun interesse a vendere auto elettriche prima del 2020.. vendere un’auto elettrica nel 2019 significherebbe per loro averne una in meno elettrica nel 2020 quando farebbe loro comodo averla per raggiungere i target di emissioni e una di troppo nel 2019 quando invece potrebbero farne uscire una termica che invece nel 2020 potrebbe essere quella di troppo in vista del raggiungimento dei target sulle emissioni… non è per niente strano che i concessionari non siano incentivati a venderle al momento. Ne riparleremo a gennaio, ma scommetto che magicamente la musica cambierà!

    • hai ragione nel merito dell’incentivo a vendere nel 2020 per i famosi limiti EU di CO2 da rispettare..

      tuttavia visto che, credo, quel che conta per i “numeri ufficiali” è la data di immatricolazione del veicolo ed oramai siamo già a consegne nel 2020 per qualunque EV (che non siano le poche in pronta consegna..), dovremmo già vedere una spinta sul versante dei “commerciali”, ma invece non si osserva.

      Questo per me è legato al fatto che non tanto manca il “prodotto” per qualità (i centri di R&S hanno già fatto il loro lavoro), ma ora si lavora sulla quantità (nuove linee di produzione sono in via di approntamento, coi tempi che richiedono..) e gli operatori non vogliono rischiare richiami sul campo di numeri importanti di veicoli, visto che NON hanno esperienza!

      infine c’e’ il “tema” della marginalità (comparata ai vecchi prodotti Termici già ammortizzati alla stra-grande, come R&S e linee di produzione!) che sicuramente è (più) bassa.

      in realtà tutto quanto sopra “sarebbe” business as usual per gli operatori del settore, SE NON CHE c’e’ il fattore “straordinario” Tesla che, con la sua ricerca “estrema” (in assenza di “legacy” da tutelare..), il suo prodotto innovativo ( ad es. motori assiali ed in numero dispari, l’aggiornamento SW continuo..), i suoi nuovi modelli di business (integrati, colla rete di charger, senza conce..) e, peggio di tutto (per gli operatori tradizionali), con le sue promesse di cambiamenti “mirabolanti” (guida autonoma etc..) ma anche con la “velocità” di esecuzione (“bestiale” se relativizzata al passo degli altri..) ha creato un divario percettivamente insostenibile da parte della platea dei consumatori, che si domandano sempre più: “ma gli altri, che prodotto ci stanno vendendo?”

  14. Bisognerebbe usare il buon senso e la logica.
    Renault sono anni che propone modelli elettrici, in Volkswagen i concessionari veramente preparati sono pochi perché non c’è mai stata una vera informazione né ai dealers né ai venditori. Ci sono centro già pronti per l’elettrico,è con loro che si deve fare il confronto, agli altri si può chiedere poco.
    Per cui non manca la volontà del concessionario ma in vw il progetto non è ancora partito ufficialmente.

    • Giusto, buon senso e logica, senza gettare la croce addosso a nessuno. Qui si cerca solo di capire come stanno reagendo le reti commerciali a questa svolta dell’elettrico, se la vivono come un’opportunità o una minaccia.

      • I concessionari la vedranno come un’opportunità quando la casa madre li metterà in condizione di farlo.
        In vw a parte gli ecenter si comincia solo da poco a fare formazione, mancano le vetture e le strutture che dovranno essere adeguate nel 2020…e quando partiranno i tedeschi sicuramente saranno preparati

  15. La Opel ad esempio 5000€ di sconto, che non è affatto male, ma non si capisce cosa è compreso e cosa no…così non si riesce a configurare optional…auto e elegance cmq viene 21600 con incentivi rottamazione…

  16. Per Volkswagen non tutti i concessionari sono abilitati. Anche io avevo chiesto per la e-up e mi era stato detto che sarebbe stato possibile solo a fine mese. Ingenuamente ho aspettato e a fine mese era diventato non si sa quando. Così la promo della e-up è andata persa (nuova promo mese dopo veniva 4-500€ in più).

    Comunque ora c’è la Skoda citigo e ci sto riprovando… niente da fare mi dicono non si può ancora fare preventivo (ma in rete uno lo ha ricevuto quindi si può fare e sicuramente non mi arriverà alcuna chiamata e perderò anche sta promo, ma non so dove chiedere).

    Personalmente mi passa la voglia di cambiare auto…

    Opel fa buoni sconti e ho trovato venditore bravo ma in sto caso è Opel stessa a far casino e non si capisce nulla tra configuratore e listino in rete e quello dei concessionari che differiscono sia per allestimento, prezzo, prezzo optional.

    • 1 mese fa io girai 3 concessionari VW per la e-Up intorno Milano.
      In uno mi disse che non tutti i concessionari sono abilitati alla vendita delle elettriche e mi diede i contatti di altri 2. Uno, sentito per telefono, mi disse di aver già chiuso gli ordini per troppa richiesta, l’ultimo mi fece un preventivo (con un venditore piuttosto preparato).
      Insomma ci è voluto un poco di impegno, non so se altri avrebbero fatto lo stesso, magari un indeciso sul mondo elettrico.

      Al di la dei concessionari praticamente quasi tutti i modelli hanno tempi di consegna biblici, nessuna vettura da provare né da visionare, insomma speriamo che inizieranno a ingranare…

  17. Io ho scritto di questa situazione il 18 c.m dove a varie concessionarie Volkswagen ,per chiedere di prenotare e comprare, una e-up ero visto ma sopratutto trattato come un appestato.
    Per questo ho telefonato a Verona sede centrale,affermando un po’ calorosamente se questa e’ la famosa serieta’ teutonica e per concludere se effettivamente erano interressati a vendere,tralascio quello che ho detto a riguardo dell’ufficio martketing e compagnia bella.
    La mattina del 20 c.m alle ore 9,00 sono stato contattato dalla piu’ grossa concessionaria di BOLOGNA che mi ha offerta l’auto in fabbricazione a Gennaio 2020 di colore bianco con la mancanza solo di un optional da me richiesto,ma relativamente non importante per una city-car
    e cosi’ abbiamo stipulato il contratto con la data di consegna fine Febbraio 2020.
    La sensazione e che,pur in un momento di crisi,questi non vogliono vendere auto ev forse per non fare concorrenza alla futura vendita dell ID,ma cosi’ si comportono in maniera non trasparente.

  18. Ricollegandomi al discorso incentivi, praticamente in 3 giorni in regione Lombardia sono “spariti” 18 milioni di euro di incentivi. Lunedì c’era ancora piu del 50% di disponibilità e venerdì sera era finito tutto(anche quelli stanziati per l’hanno prossimo). Avevo intenzione di comprare una elettrica ma senza incentivo diventa difficile. Sarebbe bello capire come sia successo ma temo che siano state elaborate tutte le richieste venerdì e quindi finiti di colpo i soldi. Complimenti a regione Lombardia per aver stanziato una miseria e aver bloccato di nuovo il settore auto elettriche. Speriamo che i prezzi scendano in modo da non aver bisogno di incentivi e burocrazia infinita.

    • Noi la vediamo diversamente: pensiamo che 8 mila euro a macchina, più 6 mila di incentivo statale e 2 mila di sconto obbligatorio (totale 16 mila) rappresentino un incentivo esagerato. Era molto più ragionevole un eco-bonus regionale di 3-4 mila euro, in modo da soddisfare molti più cittadini lombardi (più del doppio) e rottamare molte più vecchie vetture.

      • Sono d’accordo sul fatto che sarebbero potuti bastare anche la metà (4000). Sarebbe comunque giovato nell’aiuto per l’acquisto. Il problema è che adesso non c’è più nulla. Spero che chi abbia fatto affidamento a questo incentivo regionale sia a conoscenza dell’esaurimento in modo da non rimanere “fregato”.

        • Fino al 29 novembre si potranno inoltrare le domande, perché regione Lombardia a parte gli 8000 euro per le elettriche, ha impostato di default l’incentivo massimo(6000€)per tutte le altre richieste, quindi in fase di verifica delle domande si libererà una certa cifra, stimata in 4-5 mln. di euro, che permetterà di accettare altre 7-800 richieste.

      • Misura assolutamente iniqua. C’è chi ha preso una macchina pagando alla fine tolto quello che gli è ritornato indietro 3900 € per la up (società con Iva al 4%). Auto praticamente regalata….

        Un rimborso sull’Iva fino a max 4000€ sarebbe stato molto più equo e avrebbe moltiplicato le auto incentivate

    • Scusami, spiegami perché noi altri cittadini ti dobbiamo finanziare ed agevolare l’acquisto di una auto costosa? Che vantaggio ne avremmo? E’ esattamente come dover dare finanziamenti affinché chi compra un cellulare ASUS da 200 euro dia dei soldi a coloro che vogliono e non possono comprarsi un I-Phone X. Se vuoi fare l’ecologico PER DAVVERO usa la metro o i mezzi pubblici, sennò ti compri l’auto costosa con i tuoi soldi. dico ma siete davvero tutti matti a pensare che sia giusto agevolare l’acquisto di auto di lusso inefficienti ed inquinanti? Sapete fra 10 anni che fine faranno le batterie al litio? ECOMAFIA ecco il nuovo business.

      • È successo perché regione Lombardia a parte gli 8000 euro destinati alle elettriche, ha messo da parte per tutte le altre richieste la cifra massima di 6000 euro… in fase di revisione delle domande, attribuendo il giusto contributo per ognuna, avanzerà no, si stima, 4 o 5 milioni di euro che verranno ridistribuiti sulle richieste in lista di attesa, tant’è che nei giorni scorsi, oggi non so.,era ancora possibile presentare domande anche se i fondi erano formalmente esauriti….

  19. Stessa cosa ho sentito di molti, VW sembra che non vuole vendere queste auto.
    C’è da dire che a causa del forte incentivo in Lombardia sono stati un po’ sopraffatti dal numero di ordini e in alcuni concessionari non è più possibile ordinaria.

    • Questa testimonianza ci è arrivata da Claudio Mori, via mail: “Anch’io giornalista, ma in pensione, ho deciso che i 65 km da Roma e 25 da Viterbo erano proprio giusti per una piccola elettrica e ho contattato le distributrici di e-up e Zoe, ma in provincia, nel viterbese. Confermo l’assoluto disinteresse di VW, ma anche di Renault a vendere una elettrica. Renault mi ha fatto vedere, ma solo vedere, la Zoe, parcheggiata non in concessionaria, ma in un campo ben lontano. Si sono inventati che non potevo guidarla, nemmeno per 10 metri perché…non erano assicurabili e quindi…Impreparatissimi a rispondere a qualsiasi domanda tecnica, mi hanno assicurato di non avere nessuna intenzione di prepararsi.Il tutto di notte in un luogo senza illuminazione decente. Questo a Viterbo. I concessionari Vw sempre a Viterbo, ma anche a ‎Civita Castellana freddissimi, nessuna intenzione a vendere, ignoranti della campagna a tappeto fatta dalla casa madre. Hanno cercato di convincermi a prendere un Suv: uno che ha deciso per una piccola elettrica come me, tu gli proponi un Suv?!? Finalmente ho potuto prenotare con lo sconto e il bonus di 4000, versando 600€ di caparra da Valentino, l’unico che vende elettriche in Lazio e Sardegna, ci hanno assicurato loro!
      Arriverà a febbraio….E anche qui incompetenza totale dei venditori. Alla fine si è scoperto che solo un unico tecnico mi fornirà assistenza, unico per Lazio e Sardegna!!!!

  20. Anche la mia sensazione è che a oggi gli stessi concessionari non spingano assolutamente l’elettrico. Credo che questo dipenda dal fatto che fino a oggi la disponibilità, anche in termini di quantità di pezzi disponibili sul mercato sia stata relativamente bassa. Per quale motivo la casa madre dovrebbe rendere appetibile per un concessionario vendere un’elettrica quando l’offerta è molto più bassa della domanda? Penso ad esempio a E-Golf, visto che conosco relativamente bene il prodotto e la realtà Volkswagen. Quando a dicembre dello scorso anno ho acquistato, i tempi di attesa per un prodotto ordinato erano di circa 8 mesi e ho quindi optato per una pronta consegna. Sicuramente dipende anche dal fatto che, e questo invece a mio avviso non è molto lungimirante da parte delle case produttrici, il personale delle concessionarie non ha idea di cosa sia un’auto elettrica. Proprio di recente ho effettuato il tagliando dei 60.000 km sulla mia E-Golf. Quando ho chiesto al responsabile clienti che mi ha riconsegnato l’auto e mi ha illustrato quanto era stato fatto se fosse stato eseguita una diagnostica del pacco batteria di trazione, mi ha risposto: “certo, glielo abbiamo anche stampato”. E mi ha mostrato la diagnostica della batteria di servizio da 12 volt. 🙂 mentre ero in attesa, dei potenziali clienti chiedevano informazioni sulla nuova Id.3 di prossima uscita e sulle elettriche in generale. L’addetto ha risposto dando informazioni imprecise e a volte totalmente inesatte. Ho pensato: ok, non sei un supporter dell’elettrico, ma perché devi precludere questa strada ad altre persone, solo per un tuo atteggiamento superficiale?
    In questo secondo me i concessionari hanno una responsabilità etica. Sono il punto più utilizzato dall’uomo medio per la ricerca di informazioni. Quindi avrebbero l’obbligo morale, vista l’importanza e l’impatto potenziale delle scelte della gente, di dare un’informazione quanto più possibile oggettiva. Purtroppo a oggi non è così.

    Il mio invito, per quello che può valere, è invece quello di informarsi in modo autonomo, leggendo il più possibile, visualizzando i molti test pubblicati online, eventualmente anche provando direttamente.
    Giriamo tutti con potentissimi smartphone in tasca. Usiamoli per informarci. Ne va delle nostre tasche, della nostra salute, del nostro benessere futuro.

  21. Io personalmente ho preso a fine settembre una VW eGolf proprio a Bologna alla Concessionaria importante e mi sono trovato benissimo. Sul tecnico magari non erano aggiornatissimi rispetto a noi ‘fanatici’ ma sul lato commerciale tutti ok.
    Mi son venuti incontro sul discorso incentivi visto che la Regione ‘pretendeva’ uno sconto 15% in fattura. Consegna tra 10 giorni.. vediamo come finisce ma x ora esperienza positiva molto.. so che la eup è un caso diverso xchè è stata rinnovata..
    Non farei di tutta l’erba un fascio..

  22. L’articolo rispecchia esattamente quello che è successo anche a me. Andato in Volkswagen e trattato da pezzente per aver chiesto informazioni sulla e-up. E non parliamo della ID3, che secondo il venditore era ancora un prototipo e non esisteva nessuna informazione (anche se sul sito c’è eccome). Andato in Renault sono stato accolto come dovrebbe essere. Devo dire la verità che nella prima concessionaria Renault non avevano le idee molto chiare sulle caratteristiche dell’auto ma comunque sono riuscito ad avere un offerta e chiarire i dubbi che avevo. Nella seconda e terza concessionaria Renault invece nessun problema.

    • Per me Renault e hiunday SV ugualmente stile Volkswagen.

      Opel e Peugeot invece è stato diverso, opinione positiva. Così come hiunday alba, prezzo a parte promuoveva la sua auto.

  23. Ieri sono andato a informarmi per.opel corsa e Peugeot 208. Ovviamente le auto non sono disponibili in concessionaria ma aiuta il fatto che cambia solo il motore rispetto a quelle presenti nello show room. Il concessionario Opel ha candidamente ammesso che…sta ancora studiando ma è stata fatta formazione specifica. Non si è scomposto quando ho chiesto dell’eletteica e ha promesso preventivo dettagliato via mail con tanto di offerta lancio. Concessionario Peugeot anch’egli abbastanza preparato, si è informato sulle mie possibilità di ricarica, mi ha dato una idea di prezzo e mi ha consigliato di tornare a gennaio quando dovrebbe essere disponibile la versione con caricatore trifase di serie. Insomma, benino. Tutto questo a Roma

  24. Sono andato ad una concessionaria Mercedes per la Smart elettrica, il venditore non ha menzionato i bonus statali.
    Zona : Brianza

  25. Anche io ho trovato molta disinformazione (ne sapevo più io!), ma un po’ è da capire. È come quando 10 anni fa entravi in un negozio di elettronica e chiedevo di Mac o iPhone… margini di guadagno bassissimi e perdita di futuri profitti con l’eventuale assistenza facevano propendere i consigli dei venditori verso altri prodotti.
    Ciò però non ha impedito ad Apple di diventare l’azienda N.1 al mondo. I consumatori preferiscono spendere “bene” i propri soldi e quindi prevedo che anche l’auto elettrica supererà questi ostacoli odierni… in primis i concessionari 🙂

      • Apple è N.1 sotto molti aspetti oggettivi, tra i quali, capitalizzazione, fidelizzazione, soddisfazione clienti, margine di guadagno, etc

        • e questa mi fa ancora più ridere….una massa di ottusi che comperano un prodotto, con un software che sembra un Clementoni, credendo di avere in mano chissà cosa, pagandolo cifre assurde ( convengo quindi con i margini di guadagno )

          • I tuoi risentimenti anti-Apple non sono inerenti l’articolo o il mio commento.
            Il mio parallelo con l’articolo è che Apple vende prodotti costosi e che sono stati molto osteggiati dalle catene di elettronica tradizionali, ma nonostante questo è diventata l’azienda più ricca del mondo. I concessionari adesso osteggiano le auto elettriche, ma a mio parere l’elettrico tra breve (3-5 anni) avrà una larga diffusione soprattutto sulle auto sopra i 30.000 euro.
            I tuoi sfoghi da hater verso Apple puoi sfogarli in altra sede, ma il tuo verbo al futuro (compreranno???) è probabilmente un refuso 😉

  26. Il disinteresse dei concessionari e la tuttora pocca reperibilita delle infratrutture di ricarica in autostrada ritardono decisamente lo sviluppo della mobilita elettrica in Europa

    Visto gli investimenti ingenti fatti da ww per impostare questa svolta industriale diventa fondamentale per evitare intopi che riesca a prendere in tenaglia la sua mastodontica rete di distribuzione per vincerne l’inerzis con un sistema parallelo di prenotazione in diretta

    La messa in concorenza con l’e commerce e la
    Migliore forma di communicazione interna per fare aviare la rivoluzione culturale del intera azienda in ogni suo settore

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