Contro le rinnovabili tutto fa brodo; perfino la minacciosa presenza di un parco eolico offshore a distanza di 60 km da una costa di “iconica bellezza“. E che dire dei rischi per i vigneti dell’entroterra, oggi protetti da un “fragile microclima“? Peggio ancora se gli aerogeneratori spuntano su un crinale appenninico minacciando “la storica sentieristica del monti liguri“.
Quelli che “non siamo contro le rinnovabili, ma…”
Quelli che «non siamo contrari alle energie rinnovabili ma…». Ma il paesaggio unico e incontaminato…, ma la fauna selvatica…, ma l’inquinamento acustico…, ma il dissesto idrogeologico…, ma il turismo…, ma la speculazione…. Insomma, nessuno si dichiara contrario alle fonti rinnovabili, ma tutti le vorrebbero in casa d’altri.
L’ultima battaglia, però, si combatte in un campo molto più largo di qualsiasi giardino di casa. Addirittura in mezzo al Mar Tirreno, a 55 km dalla costa caparbiamente presidiata dai sindaci dei due Comuni toscani di Castagneto Carducci-Bolgheri e Sovereto. Con relativi comitati di residenti.
Riguarda il progetto di parco eolico offshore galleggiante Atis-Gorgona promosso da Plenitude del gruppo Eni (a fianco la mappa del parco ubicato tra le isole di Gorgona a Nord e Capraia a Sud). E’ uno dei più grandi d’Italia con le sue 48 turbine eoliche flottanti alte 200 metri da 18 MW ciascuna, i suoi 264,5 km² di estensione e una potenza totale di 864 MW, l’equivalente di una media centrale nucleare. Che però potremmo avere in funzione entro il 2030 e non fra 15 o 20 anni, se tutto va bene.
L’eolico offshore e il microclima dei vigneti di Bolgheri

Ma agli oppositori questo non interessa. C’è ben altro bene comune da salvaguardare: il Viale dei Cipressi cantato da Giosuè Carducci nell’ode “Davanti a San Guido“. parco eolico offshore ATI-Gorgona Dista una sessantina di chilometri dal parco eolico offshore ATI-Gorgona, ma secondo una nota congiunta dei due enti locali, può subire «trasformazioni irreversibili» che ne comprometterebbero «l’iconica bellezza». Come? Per esempio rompendo il «fragile equilibrio ambientale, basato su specificità microclimatiche» dei vigneti che lo circondano. Tanto che alla protesta si è associato il Consorzio dei vini di Bolgheri, che ha inviato una lettera al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin.
L’approdo dei collegamenti a terra (con cavidotti interrati) è previsto a Rosignano Marina, una ventina di chilometri più a Nord. Però il Consorzio paventa un consumo di suolo agricolo pregiato. E il duo Bolgheri-Severino addirittura «tralicci e linee aeree che attraversano il Viale dei Cipressi».
Citiamo solo di sfuggita le contestazioni che riguardano il Parco in sè, nella parte a mare: la contiguità con il Santuario dei Cetacei nel Mar Ligure e la prossimità con le isole “incontaminate” di Gorgona (17 km) e Capraia (22 km). C’è anche una contestazione sulla possibile interferenza con le rotte marittime per la Corsica e l’Elba. Anche se i diretti interessati, le compagnie di navigazione, non hanno mosso un dito. Anzi…
Masiero (Assonautica): “L’eolico offshore è una scelta di sicurezza”
E sull’Appennino? No, c’è la “storica rete sentieristica”
Se quello di Bolgheri fosse un caso isolato potremmo quasi sorriderne. Purtroppo non lo è. La sindrome Sardegna dilaga: ogni nuovo progetto energetico sostenibile, che sia eolico su terra o in mare, fotovoltaico di grande taglia o accumulo industriale, deve affrontare l’immutabile liturgia della sollevazione popolare.
Sul crinale del Passo Crociglia, tra il piacentino e la Liguria, si combatte contro il Parco Eolico delle Ferriere (sette turbine all’altezza di 126 metri per una potenza totale di 31,5 MW). Qui, all’incommensurabile bellezza del paesaggio da salvaguardare (vedi foto qui sotto) si unisce la necessità di preservare «la storica rete sentieristica dei monti liguri».

Nelle Marche, Giunta Regionale a guida centrodestra e sindaci di centrosinistra concordano sulla bocciatura di due parchi eolici nelle colline dell‘entroterra maceratese. Sia quello di Caldarola, sia quello di San Severino-Gagliole, cassati dagli amministratori locali, sono sostenuti invece da Legambiente. Che dice: «Continuare a non fare niente significa continuare ad alimentare le lobby del gas». Ma per i sindaci dei due piccoli comuni questi «progetti megagalattici (rispettivamente 9 e 7 aerogeneratori) calati dall’alto» rischiano di «compromettere in modo irreversibile il nostro patrimonio paesaggistico e ambientale» e addirittura di «distruggere l’Appennino».
Stessa musica in Umbria dove giacciono progetti già pronti a partire per 29 aerogeneratori nel Comune di Nocera, 28 nei comuni marchigiani limitrofi, un parco eolico a Foligno da 7 aerogeneratori, altri tre progetti collocati nelle immediate adiacenze di Gubbio (“Gubbio Nord” , “Gubbio Sud” “La Contessa”). In totale 95 pale eoliche. Qui il “no” è in blocco e preventivo. Lo rappresenta il Comitato “Un’altra idea per l’Appennino” (zero eolico in tutta la regione, quindi?) che ha già raccolto oltre 6.000 firme.

L’agrivoltaico fa male alla salute. E il carbone no?
I comitati del “sì alle rinnovabili, ma…” non risparmiano il fotovoltaico, seppure compatibile con l’attività agricola. Nel bresciano protesta (in dialetto) un comitato locale contrario al parco agrivoltaico da 200 mila metri quadrati e 11 MW di potenza a Fornaci, su un terreno già inquinato dagli scarichi della Caffaro. La portavoce lo spiega così: «Non sappiamo ancora abbastanza su questa tecnologia utilizzata per produrre energia, sui possibili effetti sulla natura circostante e per la salute della popolazione». Non ne sanno abbastanza, ma piuttosto che informarsi preferiscono opporsi. Il Comune segue e dà parere negativo, la Lega cavalca la protesta, il PD se la prende con la Regione che non dà «indicazioni chiare».
Intanto il Governo risponde all’emergenza del caro energia prorogando di 12 anni, al 2038, lo spegnimento di tutte le centrali elettriche a carbone italiane. Di quelle in effetti sappiamo abbastanza: sono la fonte energetica più inquinante e più cara di tutte. Eppure aspettiamo ancora di veder nascere un solo comitato del no. Magari con la premessa: «Non siamo contrari alle centrali a carbone, ma…».
LEGGI anche: “Assemblea eolico: vengo anch’io? No, tu no al ceo di European Energy” e guarda il VIDEO



Poi però costruiscono ecomostri e strade “della mafia” e nessuno si lamenta.
👏🏼👏🏼
Non se ne può più di questi “vincoli” paesaggistici (falsi) sbandierati solo per le rinnovabili che svaniscono alla richiesta di costruire enormi logistiche che garantiscono entrate ai Comuni; non se ne può più di (ex) ecologistici folgorati sulla via del gas di Putin “ecologico”, ma soprattutto “regalato”.
subito dopo l’area portuale e poi industriale di Piombino [sicuramente brutta da vedere] ci sono alcune tra le più belle ed AFFOLLATE spiagge della Toscana, praticamente fino a Follonica / Scarlino (GR). La vista delle 4 pale eoliche “quasi in spiaggia” non ha mai disturbato nessuno, anzi vedo che molti turisti “novizi” le fotografano con curiosità vista la “danza” cui si assiste da alcune angolazioni, senza rumori particolari stando a quasi 1 km.
Peccato che il retroterra tra Piombino, Venturina, Campiglia Marittima e Suvereto siano assediati da un diluvio di richieste di installazioni (tra parchi FV non in aree industriali e aerogeneratori da 200mt di altezza) che sicuramente snaturerebbero la natura agricola dell’area, così apprezzata da milioni di turisti ogni anno (di cui moltissimi centro-nord europei, che arrivano anche con le loro BEV… ne sto già contando tanti da settimane, visto che impegnano molte delle HPC disponibili 😂); in questo caso occorre razionalizzare e soprattutto togliere di torno tanti di quei progetti presentati da “prestanome” ossia società con un capitale sociale che non ci apri neppure un’edicola.
Per la zona Bolgheri ovviamente non si può pensare di attraversare i pregiati vigneti e lo storico viale con linee aeree e tralicci: basterebbe interrare le linee (nb parallela o quasi al tracciato della nuova SS! Aurelia già ci sono centinaia di km di scavi in corso con posa di grandi tubi…. non sarebbe difficile sfruttarne parte del tracciato per nascondere in sicurezza le linee elettriche provenienti dal potenziale parco eolico in mare (e si risparmierebbe pure qualche milione d’euro di spese ! ) se poi venisse concretizzato il parco eolico; disturberebbe per il periodo costruttivo la frequentazione di balene, delfini etc visto che sarebbe nel “santuario dei cetacei ” del mar Ligure (tra le isole toscane) ma poi ne costituirebbe efficace barriera protettiva, dovendo spostare le linee di navigazione.
Da notare come nessuno di quelli che criticavano i no tap in Puglia si scagli ora contro questi pretestuosi argomenti. A partire da Confindustria. Sara’ un caso ?
Inoltre da notare che questi signori che sollevano motivi ambientali contro le rinnovabili e che si trovano sempre in zone oggetto di turismo non dia nessun fastidio tutto l’inquinamento a questo collegato. Vera ipocrisia oltre che ignoranza.
subito dopo l’area portuale e poi industriale di Piombino ci sono alcune tra le più belle ed AFFOLLATE spiagge della Toscana, praticamente fino a Follonica / Scarlino…. La vista delle 4 pale eoliche “quasi in spiaggia” non ha mai disturbato nessuno, anzi vedo che molti turisti “novizi” le fotografano con curiosità vista la “danza” cui si assiste da alcune angolazioni, senza rumori particolari stando a quasi 1 km.
Peccato che il retroterra tra Piombino, Venturina, Campiglia Marittima e Suvereto siano assediati da un diluvio di richieste di installazioni (tra parchi FV non in aree industriali e aerogeneratori da 200mt di altezza) che sicuramente snaturerebbero la natura agricola dell’area, così apprezzata da milioni di turisti ogni anno (di cui moltissimi centro-nord europei, che arrivano anche con le loro BEV… ne sto già contando tanti da settimane, visto che impegnano molte delle HPC disponibili 😂); in questo caso occorre razionalizzare e soprattutto togliere di torno tanti di quei progetti presentati da “prestanome” ossia società con un capitale sociale che non ci apri neppure un’edicola.
Per la zona Bolgheri ovviamente non si può pensare di attraversare i pregiati vigneti e lo storico viale con linee aeree e tralicci: basterebbe interrare le linee (nb parallela o quasi al tracciato della nuova SS! Aurelia già ci sono centinaia di km di scavi in corso con posa di grandi tubi…. non sarebbe difficile sfruttarne parte del tracciato per nascondere in sicurezza le linee elettriche provenienti dal potenziale parco eolico in mare (e si risparmierebbe pure qualche milione d’euro di spese ! ) se poi venisse concretizzato il parco eolico; disturberebbe per il periodo costruttivo la frequentazione di balene, delfini etc visto che sarebbe nel “santuario dei cetacei ” del mar Ligure (tra le isole toscane) ma poi ne costituirebbe efficace barriera protettiva, dovendo spostare le linee di navigazione.
@ale&C
Signori, non capisco tutto questo “rumore” e tutta questa meraviglia.
Il “panettiere del paese”, il barista e il calzolaio sono gli stessi che, SENZA COMPETENZE SPECIFICHE SULLA MATERIA, hanno convintamente votato “NO” all’ultimo Referendum, insieme a molti di voi e a molti studenti del Liceo di Mattia, sperando di dare una spallata alla Meloni.
Per cui, se gli “INCOMPETENTI” vi sono andati bene quando si trattava di “difendere la Costituzione” (ma per favore!), adesso ve li tenete anche quando si oppongono al vostro parco eolico, alla TAV e a tutto l’altro che dovrebbe finalmente modernizzare questo Paese!
Buon proseguimento.
Non so se definirli terra piattisti o altro un eolico piazzato a 60km e lo riescono a vedere, non sanno che la terra è tonda, o meglio grossolanamente sferica?
Preferiscono il fossile e le inondazioni al posto di un’elica che gira spinta dal vento per proteggere il viale del tramonto?
Proteggerlo da cosa?
Se fosse per me lo costruirei a 3km non a 60….
Magari un qualche indice EROEI o LCOE dell’impianto avrebbe potuto fornire qualche dettaglio in più sul senso di realizzarlo o meno, coi GW a spanne si vince facile.
Che poi si possa fare entro il 2030 è tutto un dire, tra ponti sulo stretto, tav e tante altre cose, alla data prevista bisogna aggiungere ameno un possibile fine lavori mai, magari con un bel buco nei bilanci da colmare, quello si da lasciare in eredità alle nuove generazioni.
Sul Parco Eolico ATI-Gorgonoa ci sono quintali di documenti, regolarmente depositati e pubblici. Può cominciare a studiarsi queste 32 pagine: file:///C:/Users/mdegl/Documents/Downloads/Parere_n_57_SC-PNIEC_del_5_9_24-ID_VIP_10168%20(5).pdf. Oppure, per completezza, le osservazioni di Italia Nostra qui https://www.italianostrarcipelagotoscano.it/un-grande-parco-eolico-off-shore-nellarcipelago-toscano/
Non è un’opera pubblica, quindi il richiamo a Tav e Ponte sullo Stretto è il più classico degli argomenti fantoccio. Il progetto è interamente finanziato da un privato non certo misterioso: il principale gruppo industriale italiano, cioè l’Eni.
“Perché la terra dei cachi e’ la terra dei cachi.”
(Elio e le Storie Tese, 2000)
Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.
Agnellus balat sub dominio lupi.
werewolf? there wolf!
Ecco la domanda che mi ponevo alla prima lettura della notizia di questo ennesimo comitato no-green (che purtroppo significa, che gli piaccia o meno “si-fossile”):
“L’approdo dei collegamenti a terra (con cavidotti interrati) è previsto a Rosignano Marina, una ventina di chilometri più a Nord.”
20 lm più a nord. Ma a sentire loro è come se il parco eolico imponesse il sorvolo del Viale dei Cipressi da uno zig zag di infiniti tralicci di elettrodotti, uno per cipresso. Siamo messi così, che ci vuoi fare…
Chiunque abbia percorso il famoso Viale dei Cipressi(io l’ho fatto più volte ma lo lo si può fare anche con StreetView) avrà notato che parallelamente ai cipressi, a qualche metro di distanza, corrono (alti e schietti?) pali della luce, pali della linea telefonica e che in più punti il viale è attraversato da cavi di varia natura.
Ovviamente questi nulla tolgono all'”iconica bellezza”,non rompono il “fragile equilibrio ambientale” come delle pale poste a 55Km di distanza!
La mia impressione è che finita la battaglia dei sindaci contro il 5G (non se ne sente più parlare) sia incominciata la battaglia alle rinnovabili.
ecco cosa succede quando si da il diritto di parola a chiunque, come il panettiere di paese o il calzolaio o il barista avesse una qualche competenza per esprimersi su questa materia..
avanti cosi, che tanto le nostre imprese già pagano poco l’energia.. a che gli servono le rinnovabili
Massimo tutti quei MW sono misurati quando pannelli e pale eoliche girano al massimo oppure tengono gia’ conto del cosidetto Capacity Factor! Senza questo dato non sono in grado di valutare l’articolo. Grazie mille.
E’ possibile scaricare la relazione generale del “Parco Eolico Offshore-Atis” dal sito “mite-gov.it”.
E’ un documento di sintesi, di 35 pagine, che prevede l’installazione di 48 aerogeneratori da 18 MW, con diametro pari a 250 m e altezza del mozzo dal pelo libero dell’acqua di 157 m.
La produzione netta di energia prevista, P50 (10-anno), è pari a 1860.5 [GWh/anno].
Il Capacity factor netto, P50 (10-anno), ipotizzato è pari al 24,4%.
Considerando un consumo medio della famiglia italiana di 2700 kWh/anno, è in grado di fornire energia a circa 690.000 famiglie, pari agli abitanti della città di Torino e dei comuni della cintura…
La distanza degli aerogeneratori dalla costa è maggiore di 50km, non visibili a causa della curvatura della terra.
Perché non paghiamo a questi amministratori un viaggio a Vienna, una splendida capitale che ha giusto qualche “Viale dei cipressi”? Scoprirebbero che è circondata da centinaia di pale eoliche e penso capirebbero che qualcosa gli stia sfuggendo.
Comunque, di fronte a tanto scetticismo, ci vogliono campagne di sensibilizzazione: progetti e render chiari, che spiegano la fattibilità, che fanno vedere l’opera compiuta e il reale impatto… Secondo me si spenderebbe meno investendo in comunicazione, che in ritardi dovuti a vari comitati NoEolico.
Poi in quella zona, qualche chilometro più giù, si sono viste (abbattute da poco) le torri di Piombino (Torre del Sale) e quelle andavano bene: valli a capire sti grulli!
No Roger, serve decidere ed essere consistenti sulle decisioni prese.
Un paese prigioniero dei vari comitati di pastori della Baronia o di intellò di capalbio è un paese burla.
La situazione è molto difficile. Far cambiare le vecchie idee e’ sempre difficilissimo. Da anni in classe ai miei studenti di liceo scientifico parlo delle rinnovabili e delle auto elettriche, dei risparmi in bolletta, dei km gratis, del non inquinare, del costo dell’energia di paesi rinnovabili e del nostro…. Ne parlo ai vicini, colleghi, e ogni tanto qualcuno si lascia convincere e dopo un solo mese di impianto fotovoltaico attivo…. Ti dice perché non l’ho fatto prima! Ma la maggior parte della gente rimane ancorata a falsi miti.
Nel mio Appennino i comitati del no lottano contro i progetti Parma A e Parma B (quest’ultimo bloccato un mesetto fa) e provo inutilmente a spiegare e parlare…. Voce e tempo perso.
Però almeno, quando poi si lamentano delle bollette e del prezzo dei carburanti…. Rispondo con enfasi….. pagate e state zitti!
Il problema che molti non capiscono e’ legato alla perdita di competitività economica con l’energia cara…. Oltre a pagare tutto di più, Le multinazionali investono in altre nazioni e di conseguenza caleranno i posti di lavoro….