Luglio magro per l’elettrico in Italia: solo 7 mila auto vendute


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Esaurita la coda degli incentivi 2025, le vendite in Italia calano a quota 7.368. Quota di mercato 5,9%.

Luglio magro per l’elettrico: BYD Dolphin Surf in testa

Luglio magro per l'elettrico

Senza aiutino statale, le auto elettriche in Italia non si vendono. È la morale che si trae dai dati di luglio, in netto calo rispetto ai mesi precedenti. E ben lontani da quelli dei principali mercati europei. In Francia, per esempio, nel mese che ci lasciamo alle spalle le EV vendute sono state oltre 44 mila, con una quota di mercato del 35%. Da noi nessun modello si avvicina alle mille immatricolazioni e le prime piazze sono ancora a favore di modelli cinesi. Con la BYD Doplhin Surf  (foto sopra) prima a quota 572 e la Leapmotor T03 a 517. Quest’ultima ha interrotto la corsa che, sfruttando il bonus statale, l’ha portata a grandi risultati nel primo semestre. La T03 resta nettamente in testa nel totale dei primi 7 mesi del 2026, con 22.358 immatricolazioni. Tesla fuori dalla top ten.

Molto più vendute le ibride plug-in: 13 mila immatricolazioni

La frenata dell’elettrico avviene in un mese in cui il mercato italiano ha avuto in generale un andamento positivo. Con 123.184 immatricolazioni totali, il mese registra un incremento del 3,9% rspetto a luglio 2025. Nel bilancio dei primi 7 mesi dell’anno, i volumi complessivi raggiungono 1.060.175 unità, +’8,9%. Continuano a vendersi molto bene le ibride plug-in, raggiungendo una quota del 10,5% in luglio , con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 7,5% di luglio 2025. E  sostanzialmente in linea rispetto al 10,6% di giugno. A guidare questo risultato è in particolare il canale del noleggio a lungo termine, che a luglio assorbe il 45% delle immatricolazioni totali di PHEV. Complessivamente, la quota dei veicoli ricaricabili nel mese si attesta al 16,4%.

  • Che cosa frena l’auto elettrica? “La paura di scegliere quella sbagliata” / VIDEO 

Visualizza commenti (16)
  1. Direi che banalmente si vede quello che gli Italiani vogliono davvero… E prendo l’auto elettrica se e solo se me la paga lo stato, altrimenti che se la tengano…

    Riflettete che ha venduto più il Diesel che praticamente non ha più offerta se non su marchi premium e cari, quindi segmento E per la maggior parte, in tutti gli altri segmenti si contano su una mano i modelli. Quindi cosa dice questo dato ? Che nonostante un offerta oramai MOLTO ampia, gli italiani sono estremamente scoraggiati da APP, colonnine care e cambio di mindset che non viene recepito rispetto a fare il pieno…

    Arriverà con i suoi tempi..

  2. antonio gobbo

    Questo calo, che avevo più volte previsto, non era difficile da immaginare, basta prendere le previsioni di vendita fatte al momento del rilascio dei bonus (55000 bev) e sottrarlo per i mesi in cui il bonus ha avuto effetto, ora l’effetto bonus è finito e l’Italia torna ai vecchi problemi di un anno fa

    1. si può leggere anche al contrario, cioè l’incentivo fatto male ora sta abbassando le vendite rispetto a quelle che si avrebbero altrimenti, oltre a mantenere drogati i listini ufficiali

      tra chi chi vorrebbe comprare, molti aspetteranno, oltre la fine dell’estate, anche notizie del prossimo bonus, avendo oramai imparato che queso governo ripete ogni volta l’andazzo dei bonus alti ed erogati a singhiozzo.. e avendo letto che Europa ha concesso altra spesa all’Italia ma vincolata al settore energia e che l’anno prossimo sarà anno di elezioni, cioè di regalini ai sudditi (fatti con i soldi dei sudditi stessi)

  3. perseo_navy

    Di fronte alla seconda grande crisi energetica in meno di 2 anni, chi si accinge a comprare un’auto nuova, avendo la possibilità di caricare a casa e sceglie un’auto a combustione senza giri di parole si getta la zappa sui piedi.

    1. quanto meno prenderei in considerazione le nuove E-REV…. altrimenti si…
      si danno veramente la zappa sui piedi.. anche se il dolore lo sentiranno tra due o tre anni almeno… (tra costi gestione e futuro maggior deprezzamento dell’usato, visto che man mano che le BEV si diffondono le ICE mostreranno che son costose “stufe con le ruote” ).

  4. In un paese in cui il governo incentiva il gasolio, il carburante più inquinante, abbassando le accise solo su quello, non ci si poteva aspettare niente di diverso, considerando che quasi tutti i media mainstream sono appiattiti sulla linea del governo.

    1. l’emergenza è abbassare il più possibile il costo del gasolio perché si riverbera direttamente su tutti i beni (materie prime/semilavorati e prodotti finiti e di consumo) in tutto ciò che acquistiamo quotidianamente, facendo aumentare pesantemente i prezzi; l’inflazione purtroppo è una scala che si sale ma poi non si scende… caso mai i successivi “scalini” diventano meno ardui.. ma i prezzi non tornano mai indietro.

      L’urgenza europea (e mondiale) è abbandonare quanto prima il trasporto “su gomma” con veicoli a gasolio e passare a forme non solo “pulite” ma soprattutto economiche e rinnovabili; alcuni paesi si stanno seriamente impegnando, altri, come il nostro, cercano di resistere al cambiamento ma è inevitabile altrimenti saremo distrutti (in tutti i sensi… economico e climatico).

      E pensare noi italiani che annoveriamo non solo uno dei primi imprenditori a proporre l’auto elettrica, poi sviluppata in Cina nel 2009 !!

      https://www.vaielettrico.it/lauto-elettrica-in-cina-lho-portata-io-nel-2009/

      Vorrei qui ricordare un altro ingegnere italiano visionario che sperimentò sistemi molto innovativi di motorizzazione, che ovviamente non ha avuto affatto credito (nè finanziario nè morale..) ed avrebbe potuto farci essere i primi nel mondo, con prodotti da vendere alle altre nazioni…

      https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2026/08/03/news/addio-al-professor-riccardo-lanzara-progetto-il-camion-ad-ammoniaca-1.100902408

      E’ un altro grande inventore toscano (come lo fu a suo tempo padre Eugenio Barsanti, inventore del motore a scoppio ben 14 anni prima del “ciclo di N. Otto” con una vicenda che ricorda un po’ quella del telefono di Meucci vs Bell.

      Purtroppo in Italia non c’è spazio per l’innovazione.. si fa fatica pure a dimostrare cose evidenti nei fatti di tutti i giorni….

  5. In Francia sono attivi incentivi per le EV e c’è il malus per le termiche sopra i 108 g/km (50€), a salire (centinaia e poi migliaia di euro per auto). Questo per i privati. Per flotte e auto aziendali non saprei.

    1. Daniele Sacilotto

      Aggiungi che in Francia vai al supermercato e mentre fai la spesa ricarichi l’auto al costo della ricarica domestica italiana, se non addirittura meno…

    2. in Francia per loro fortuna hanno un governo più attento al raggiungimento degli obiettivi e ne beneficiano pure le vendite di NEV (e tantissimi modelli Renault…
      https://www.automobile-magazine.fr/toute-l-actualite/article/52704-marche-automobile-on-narrete-plus-les-electriques-carton-plein-pour-renault )

      Hanno sicuramente grossi problemi con il mantenimento dei livelli d’esercizio delle centrali nucleari (cosa per altro uguale in tutta Europa, basta leggere di tutte le centrali “nuculari” [™️>R.S. ] delle nazioni lungo il Danubio, che in certi tratti son arrivati alla disperata soluzione di “scavare” con l’esplosivo per deviare abbastanza acqua agli impianti !! ).

      Purtroppo ogni trimestre e semestre abbiamo la conferma che gran parte degli acquirenti di veicoli passerebbe molto, molto volentieri ai motori elettrici (o elettrificati, come E-REV/reev e nuovi plugin a lunga autonomia) ma il problema è prevalentemente la bassissima capacità di spesa.
      Una semplice “occhiata” alle prime 10 vetture in classifica vendite in Italia, Francia e Germania (con cui tanto amiamo confrontarci.. perdendo come nel calcio ! ) dimostra la grande disparità che abbiamo con gli altri paesi “industrializzati” come noi.

    3. Per questo motivo piuttosto me ne vado a mettere residenza negli Usa, in Francia stanno a adottando politiche da Korea del Nord

      1. Eraldo, ricordato che i francesi sono orgogliosi e non gradiscono i vincoli del ciuffo non più arancio di quel paese che tu proclami la patria della libertà.
        Ti stai dimenticando della politica da camicie nere e SS tedesche degli anni ’30 che il ciuffo non più arancio sta applicando in quel paese?
        Lo sai che appena arriverai lì ti cacceranno a pedate se gli stai sulle pa..e?

      2. ti consiglio di aspettare il 2029 … così (oltre ad essere magari pure in pensione) non rischi un ulteriore quadriennio di Trump… che è ben piazzato nella scia di Kim Youn Un quanto a pensiero democratico 😂

      3. Ivone, Francia

        Se decide davvero di trasferirsi negli Stati Uniti, un consiglio pratico: prima di partire sottoscriva polizze con massimali adeguati per assistenza medica, infortuni, responsabilità civile e previdenza. Là nessuna di queste è garantita d’ufficio, e i massimali che in Europa ci sembrano generosi coprono siè e no un ricovero.

        Poi magari torni a raccontarci di quale dei due Paesi ha le politiche più nordcoreane.

        1. Già vissuto negli Usa Ivone, polizza sanitaria mi costava 30k $ anno copriva praticamente tutto (anche in Cina mi costava quasi l’equivalente in euro perché anche lì la sanità è a pagamento) con la differenza che lo stipendio era notevolmente più alto . Po qui in Italia con il 46% di trattenute in busta pago comunque per avere visite senza liste di attesa e detrai quasi il nulla . Aggiungo visto che il pick up l’ho preso negli usa al prezzo di listino che già aveva uno sconto importante pagando in contanti non aprendo linee di credito, la cifra rimanente ho detratto il 50% in quanto mezzo d’utility che serviva per andare a lavoro trovatemi quanto detraete per l’auto e relativi costi da noi qui

          1. Aggiungi anche qualcosa per procurarti armi da fuoco. Si sa mai che tocca difendersi.

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