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Lobby anti elettrico sempre più scatenata

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La Toyota continua a puntare sull'idrogeno, con la Mirai, ma con scarso successo.

Lobby anti elettrico sempre più scatenata. La Toyota si conferma tra i più attivi, ma notizie inquietanti arrivano anche dal fronte dell’idrogeno, con i vari colori. 

lobby anti elettrico
L’idrogeno (qui un distributore) è un’alternativa praticabile per le auto?

Lobby anti elettrico, parola d’ordine: prendere tempo

La parola d’ordine è: fermare l’elettrico o, quantomeno, ritardare il più possibile l’uscita di scena delle auto tradizionali. Al Salone di Monaco è uscita allo scoperto, un po’ a sorpresa, la Renault, chiedendo che la UE slitti dal 2035 al 2040 la fine della transizione. La solita Toyota, invece, continua a lavorare anche sotto traccia, soprattutto negli Stati Uniti. Pochi giorni fa il New York Times (qui l’articolo) ha rivelato che Chris Reynolds, un dirigente Toyota, si è recato a Washington per incontri riservati con lo staff del Congresso. Scopo: sottolineare l’opposizione dell’azienda alle misure proposte dall’amministrazione Biden per promuovere l’elettrico. Sostenendo che gli ibridi e l’idrogeno dovrebbero svolgere un ruolo più importante nella transizione. Non è un episodio isolato. La filiale indiana di Toyota ha criticato duramente l’obiettivo dell’India di passare al 100% di veicoli elettrici entro il 2030. Per motivi simili la società ha citato in giudizio il governo messicano. E in Giappone la Casa si oppone alle tasse sul carbonio.

Da Toyota donazioni ai politici negazionisti

La cosa più grave è che un’analisi delle donazioni a politici mostra che la Toyota sostiene gli esponenti con opinioni radicalmente anti-ambientaliste. L’associazione no-profit Citizens for Responsibility and Ethics a Washington (CREW)  ha scoperto che la Casa giapponese è stata tra i maggiori donatori per i repubblicani che hanno contestato il risultato delle Presidenziali del 2020. Il Times riporta che almeno 22 di quei legislatori negano che i cambiamenti climatici siano causati dall’uomo. L’emergere della notizia ha indotto Toyota ad annunciare che avrebbe interrotto le donazioni. E a precisare, tramite il portavoce Eric Booth, di non essere contraria agli EV. “Condividiamo il fatto che i veicoli completamente elettrici sono il futuro. Ma non si presta attenzione a ciò che accade tra oggi, quando il 98% delle auto e dei camion venduti sono alimentati almeno in parte a benzina, e quel futuro tutto elettrificato“. Serve maggior realismo, insomma, anche per mantenere i veicoli accessibili in termini di prezzo.

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Chris Jackson: dimissioni dalla lobby per l’idrogeno.

E a Londra si “pente” il n.1 della lobby per l’idrogeno

Un’altra storia interessante arriva da Londra, dove il n.1 di un gruppo di pressione per l’idrogeno, Chris Jackson, si è dissociato e dimesso. Motivo: la preoccupazione che l’idrogeno blu, prodotto dal gas naturale, possa fungere da “blocco” per protrarre l’uso dei combustibili fossili. La vicenda è raccontata nei dettagli dal sito ArsTechnica. Le compagnie petrolifere propagandano i presunti vantaggi dell’idrogeno ottenuto dal gas naturale, ammettendo che non è a zero emissioni. Ma sostenendo che il suo utilizzo aiuterebbe a costruire domanda e infrastrutture. Il tutto mentre i costi dell’idrogeno verde, prodotto rinnovabili, vengono ridotti. Il fatto è che questa transizione non sembra  così indolore e il sito cita un recente studio secondo cui l’idrogeno blu potrebbe essere peggiore per il clima del carbone.  È la goccia che ha fatto traboccare il vaso per Jackson, che ai è dimesso scrivendo su Linkedin:  “La transizione energetica non può essere raggiunta con un proiettile d’argento e l’idrogeno verde da solo non può risolvere tutte le sfide del mondo. Ma mentre potrebbe non esserci una sola risposta ‘giusta’, ci sono risposte che sono sbagliate“.

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30 COMMENTI

  1. Toyota nel mondo occidentale continua a fare le peggiori dichiarazioni sul tema auto elettriche ma intanto in Cina vende già oggi la Corolla Plug-in Hybrid e la CH-R EV (Full electric BEV – con battreia da 54kWh).

  2. ci sono fatti e annunci… i fatti sono che Toyota sviluppa l’elettrico da molto prima che VW ne facesse questione di vita o morte. Da anni la gamma Toyota per persone (commerciali esclusi) non ha praticamente diesel a listino in Italia, rinunciare al best seller RAV 4 a gasolio qualcosa è costato di sicuro a Toyota.
    Non mi sembra che Audi abbia annunciato che nel 2022 rinuncia a Q3, Q5, etc a gasolio… semplicemente li vendono finché generano utili significativi, per essere green c’è tempo.
    Tesla non produce utilitarie elettriche, VW anche nel 2022 guadagnerà molti più soldi con gasolio che con elettrico, mentre oltre il 50 % delle Toyota saranno delle ibride.
    Questo solo per dire che non bisogna essere Talebani dell’elettrico, personalmente sono favorevole ma molto spaventato dei costi, cerco di osservare e capire, ma certi estremismi proprio non li condivido.

    • vero che da anni toyota sviluppa l’elettrico molto prima degli altri … ma c è un errore di fondo … sviluppa l’elettrificazione da anni prima degli altri che è cosa positiva ma ben diversa … peccato che da anni si sia fermata a quello … aveva fatto un passo in avanti molto prima degli altri … ma come gli altri si è fermata a quello… infatti fa di tutto per contrastare le auto elettriche

  3. Se guardiamo in casa nostra vi consiglio di leggere l’editoriale di settembre della rivista mensile del Volante per capire quanta dura ostilità hanno le varie lobby del petrolio e dell’auto tradizionali verso il nuovo, cioè l’auto trazione elettrica e ad idrogeno. Concordo che questi soggetti difendono a denti stretti la loro posizione (di rendita) e dei problemi del pianeta se ne fregano altamente.

    • Proprio oggi ho letto l’editoriale di cui parli. Ci si aspetterebbe da un direttore di rivista specializzata che almeno usasse argomentazioni un pò più raffinate e difficili da smentire rispetto alle solite 3 cavolate messe in croce che nemmeno ripeto perchè le sanno anche i muri, invece ha scritto una pagina di banalità da bar che fanno sudare freddo. Non comprerò più Al Volante, questo è sicuro.

    • Evito di perdere tempo a leggere tale editoriale, ma lasciami indovinare i punti salienti:
      * produrre le batterie è causa di inquinamento
      * le batterie non si possono riciclare
      * la corrente (per le sole auto elettriche eh!) viene prodotta unicamente da centrali a carbone
      * le auto elettriche sono più pesanti, dunque consumano di più i freni e ciò causa maggiori emissioni di particolato
      * le batterie vanno cambiate di frequente
      * come faccio a guidare ogni giorno per 1500km di filato trainando 2t di rimorchio?

      • *Produrre le batterie inquina comunque e sempre meno della produzione di un termico come dimostrato da ogni studio (e parlo di MIT, Bicocca, Oxford ecc)
        “Si da il caso invece che le batterie vengono riciclate oltre il 92% per esempio per fare accumuli fotovoltaici
        *Quindi solo le EV sono alimentate da fossili??? Ma sei serio? Quasi tutte invece sono rinnovabili. Mentre la benzina è green, vero?
        *Le EV sono più presenti ma non usano i freni, mai sentito parlare della frenata rigenerativa? Quindi sono le termiche che emettono.
        *Vero, cambio la batteria ogni giorno. A parte il fatto che spesso sono garantite per circa 10 anni, Tesla perde il 10% dopo 320.000 km. C’è chi ha fatto 1 mln di km, conoscenti che superano i 400k.
        *È uno scenario reale? Perché con un auto non trascini solitamente 2 t.

      • esatto sempre la solita solfa non supportata dai fatti e dai dati adatta solo per le persono ignoranti … che purtroppo rappresentano la maggioranza su questo argomento

  4. Siamo tutti noi che facciamo la differenza, se noi non comperiamo veicoli inquinanti loro non li producono, è la Lecce del mercato domanda e offerta, se nessuno chiede non ha senso produrre, ci sta per qualche anno nella fase di transazione ma è tutta a nostra coscienza, le scuse ( e ma non fai 1000km) non sono accettate, neanche con il 90% delle auto non li fai.

    Quindi la questione di fondo vogliamo lasciare una buona casa ai nostri figli e nipoti se sì si deve cambiare, il no non ha senso perché un buon padre di famiglia tiene alla salute dei figli.

      • Quindi se io dico “dovremmo elettrificare il parco circolante” , allora secondo te io son automaticamente a favore degli allevamenti intensivi ?
        Non può essere che la comprensione dei problemi vada oltre la mobilità senza tuttavia trascurare la questione dirimente in codesta sede ?

      • Enzo, non scadere nel benaltrismo. Le emissioni da allevamento vanno ridotte tanto quanto quelle dei trasporti. Il problema è che inquiniamo troppo (CO2, NOx, particolato, metano, ammoniaca, ossidi di zolfo.).
        Questo è un sito in cui si discute di trasporti e in particolare auto. Credo che i lettori assidui siano consapevoli delle emissioni derivanti dagli altri comparti e magari, senza necessariamente sbandierarlo, hanno o stanno riducendo le emissioni da riscaldamento (per esempio anche accedendo al bonus 110%) e magari anche mangiando meno carne. Il concetto di fondo è cercare di dare ai nostri figli una casa migliore. Meglio ribadirlo

      • prima di tutto fare una cosa non esclude l’altra … seconda cosa non è necessario non mangiare piu carne ma basterebbe tornare ad una alimentazione sana che prevede anche la carne … oggi la media nazzionale supera gli 80kg di carne procapite annua … basterebbe dimezzare questo consumo sconsiderato per tornare a livelli “salutari” per il nostro organismo e dimezzando i consumi gli allevamenti intensivi non avrebbero piu senso per la stragrande maggioranza … in oltre si libererebbero terreni da coltivare che passerebbero da una produzione di mangime per gli allevamentia a produzione per le persone riducendo cosi anche il continuo bisogno crescente di terreni coltivabili e diminuendo di conseguenza il disboscamento.

  5. Articolo molto interessante che testimonia ancora una volta la collusione fra interessi di parte e mondo politico. Importante è conoscere , quindi un grazie a vai elettrico!

  6. Boicottare Toyota e tutte le case che pensano solo al loro fatturato e non alla salute della gente e del pianeta. Questo dobbiamo fare.

    • Boicottale tutte allora….fammi un esempio di qualche casa “virtuosa” e attenta al pianeta e non al profitto (una onlus praticamente).
      Non rispondere “Tesla”, perchè saresti veramente banale.

      • … vero .. ma puoi essere profittevole anche con una produzione “tendente” al responsabile … cito Tesla non per banalizzare perche produce elettriche … ma per considerarla un esempio dal punto di vista della gestione … adesso Tesla è un esempio estremo che non andrebbe nemmeno bene perche ha rischiato grosso spesso pero il concetto è che le società non hanno paura di non essere profittevoli …. non vogliono aumentare gli investimenti su riceca e sviluppo abbassando gli utili … vogliono mantenere i loro bei prodotti sicuri che gli permettono di sfornare auto nuove che nuove non sono con ivestimenti inferiori al 2-3% degli introiti … per decenni le macchine nuove sono state modifiche di quelle vecchie … la maggior parte delle volte prese per il culo … modello nuovo aveva 10 pulsantini nuovi o prima che arrivasse tesla macchine con display in bianco e nero da 4 pollici … modello nuovo con display 4,5 pollicci e tutti ad osannare il progresso tecnologico quando sulle macchine AD ESEMPIO venivano montata tecnologia vecchia di 20 anni minimo … sveglia sveglia … l unico discorso che posso accettare è quello sul sound perche posso capire che dopo una vita di abitudine il nostro cervello associa il rombo alle prestazioni … anche se nei fatti poi una elettrica silenziosa a parita straccia qualsiasi termica

  7. Toyota però sulle elettriche non è ferma: l’ultimo investimento è di ben 13.6 miliardi di dollari solo per le batterie elettriche, puntando a produrre batterie per 200GWh, pari a 240 GWh previsti sia da VW che da Ford; senza considerare la ricerca già in atto per le batterie a stato solido (sulla quale però ha ammesso di essere indietro, i primi test su strada pubblica sono previsti solo ad Agosto 2022) e senza considerare che proprio Toyota pare sia stata scelta per costruire l’auto elettrica di Apple già dal 2024 [ https://www.macrumors.com/2021/09/02/apple-car-toyota-visit-2024-production/ ].

    Il problema potrebbe essere legato al degrado delle batterie: al momento Toyota sta cercando di risolvere il problema, le sue batterie hanno vita breve e Toyota punta ad investire per avere batterie che limitino il degrado del 10% in 10 anni, un risultato che Tesla sembra avere già raggiunto fin dalla nascita.

    • Non farti ingannare dai proclami di Toyota… loro sono a favore di tutto quello che non è utilizzabile oggi: sono 20 anni che puntano sul cavallo palesemente zoppo (per quanto riguarda le automobili) dell’idrogeno ed ora è il turno delle batterie allo stato solido… è semplicemente un modo più raffinato e meno evidente per ritardare il più possibile la transizione…
      Infatti affidare tutto su tecnologie ancora non pronte (magari saranno molto migliori delle attuali ma non prima di 20 anni… anche le batterie allo stato solido esistono già da svariati anni ma prima che saranno pronte per una produzione di massa a costi vicini alle batterie utilizzate oggi ci vorranno 20 anni…) equivale a dire di restare ancorati all’ibrido (è questo il vero intento di Toyota) finché queste tecnologie non sono attuabili, cioè per altri 20 anni… infatti Toyota investe senza problemi miliardi sulle batterie allo stato solido (che verranno utilizzate fra 20 anni) ma non fa neanche 1 modello di auto full elettrica com la tecnologia realmente utilizzabile oggi perché il loro principale interesse è salvaguardare e far durare il più possibile il mercato delle ibride… per quel mercato il progetto di un auto a batterie solide o ad idrogeno non crea alcun problema perché tanto entrambe non sono utilizzabili in realtà mentre l’uscita di modelli a batteria al litio sono un grosso problema perché quelli possono uscire già oggi non fra 20 anni…

    • Se confrontati ai 50-70 miliardi (da qua al 2025-2030) delle varie Ford, GM, ecc, sembra poco.
      Se confrontate con piani di passaggio a solo EV di Volvo, Audi e soci, ancora peggio.
      Poi non si può pretendere che i giapponesi, con la loro cultura del non perdere la faccia a qualunque costo, cambino completamente idea e producano solo EV. Diciamo un buon passo nella direzione già intrapresa da molti altri?
      Dovrebbe essere più facile per loro in futuro dire “abbiamo alzato gli investimenti”. Passa in sordina rispetto a “abbiamo rivisto i nostri piani e le fuel Cell le venderemo nel 2040”

    • 13.6 miliardi di dollari da qui al 2030, quando invece Tesla ne investe a tonnellate da sempre, vedi ad esempio la fabbrica di Berlino. Occhio ai proclami de “io ce l’ho più lungo di tutti voi messi assieme”

  8. Per non parlare dei nostri talenti nazionali: l’inqualificabile ministro della transizione energetica, tutto il centro destra, il presidente del consiglio.

    Da mie tristi esperienze ho capito (purtroppo) che gli interessi dei politici e dei petrolieri sono più importanti della vita delle persone (e se ti ammali e muori è colpa tua in quanto molti stanno ancora bene), ma qui se ne fregano di tutto, del pianeta e di ogni cosa che metta a rischio i loro interessi.

    Che siano puniti come meritano, che portino a casa quello che danno via: car maker, petrolieri e politici compiacienti.

    • anche io fino una settimana fa reputavo il ministro della transizione ecologica uno messo li per cercare di confondere le acque, molto subdolo per non dire inadeguato … ancora adesso non mi piace per niente … pero ha detto una cosa importante e intelligente per la quale è stato attaccato in maniera indiscriminata senza capire nemmeno di cosa realmente parlava. Ha detto che il nucleare di quarta generazione basata sulla fusione nucleare magnetica è il futuro sul quale puntare insieme al resto ed è stato additato per quello che vuole riportare il nucleare in italia … Bisogna sapere che anche se si parla di nucleare la tecnologia usata nelle centrali odierne è completamente diversa da quella citata da Cingolati. E una tecnologia dalle grandi prospettive dove oggi bisogna investire x non rimanere in dietro, dove aziende italiane producono componenti essenziali dove siamo tecnologicamente avanzati. Il discorso è uscito perche ultimamente si sono fatti grandi progressi in questo settore dove l’italia è un paese essenziale allo sviluppo.

      • la correggo Simone. La notizia è uscita perchè una società partecipata da Eni in collaborazione con il Mit di Boston, annuncia di aver sperimentato un sistema di confinamento magnetico ad alta temperatura che rappresenta una parte della tecnologia che potrebbe rendere realizzabile in futuro la fusione nucleare. Ma è già in avanzata fase di costruzione il reattore internazionale a fusione Iter, che pur adottando una tecnologia di confinamento diversa, cioè magneti a superconduzione a bassissime temperature, può ottenere lo stesso risultato. Lo dico per chiarire quanto incida la potenza di una lobby nel promuovere una soluzione o un’altra presso l’opinione pubblica.

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