Logistica: il 61% delle aziende tedesche pensa al camion elettrico

Aziende tedesche vogliono camion elettrici



Le aziende della logistica tedesche mostrano un atteggiamento positivo verso i camion elettrici, ma con importanti contraddizioni che emergono appena si entra nel merito operativo. Secondo una ricerca dell’Öko-Institut il 61% delle imprese dichiara di essere disposto ad acquistarli, anche se questa percentuale si dimezza quando si introduce l’orizzonte del 2030.

Per il 77% degli intervistati, i veicoli elettrici diventeranno uno standard entro quattro anni: un balzo enorme rispetto al 5% registrato nell’indagine del 2021.  Ma la maggior parte delle aziende che dispongono di un deposito (67%) non conosce la capacità di connessione alla rete elettrica del proprio sito, né il prezzo dell’energia che paga. Le intenzioni di transizione sono quindi positive, ma non accompagnate da una reale conoscenza tecnica e infrastrutturale del tema. E questo rappresenta un ostacolo concreto alla diffusione dei camion elettrici.

Pensiero positivo sui camion elettrici e addio all’idrogeno

I risultati dello studio  mostrano un’accelerazione netta nell’accettazione dei camion elettrici, pur evidenziando che la diffusione dipende ancora da conoscenze più solide su costi, infrastrutture e regolamentazioni. In sintesi: Il 61% delle aziende intervistate sta già valutando l’acquisto di camion elettrici.  Il 77% si aspetta che diventino standard (25%) o almeno parzialmente utilizzati (52%) entro il 2030. Rispetto alla precedente indagine del 2021, si tratta di un aumento significativo: allora solo il 5% prevedeva che i camion elettrici sarebbero diventati lo standard entro il 2030.

studio aziende logistiche su camion elettrici
La tabella con i numeri più importanti dello studio

Le statistiche di vendita, come abbiamo scritto, confermano il calo di fiducia verso l’idrogeno registrato nello studio. Meno della metà delle imprese si aspetta che i camion fuel‑cell diventino uno standard, o almeno parzialmente utilizzati, entro il 2030.

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Il sentiment positivo verso l’elettrico si scontra però con un evidente deficit di conoscenze da parte degli imprenditori. Meno di un terzo del campione è stato in grado di classificare correttamente l’esenzione dal pedaggio per i camion elettrici, nonostante in Germania siano  esentati dal pedaggio nazionale. Un dato sorprendente, considerando l’impatto economico diretto di questa misura.

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La mancanza di consapevolezza emerge anche sul fronte dei costi: più della metà delle aziende (61%) non ha mai confrontato il costo totale di proprietà di un camion elettrico con quello di un diesel. E ben due terzi delle imprese che dispongono di un proprio deposito non conoscono la capacità di connessione alla rete elettrica disponibile nei loro siti. Un ulteriore segnale della scarsa conoscenza del fenomeno, che rischia di rallentare la transizione.

I problemi? Mancano le colonnine, ma l’elettrico vince

Il rapporto, frutto di 204 interviste e luglio e agosto 2025 agli imprenditori,  evidenzia che, per la grande maggioranza dei veicoli, i tempi di fermo sono sufficienti per garantire una ricarica regolare. Tuttavia, l’infrastruttura di ricarica continua a rappresentare un ostacolo rilevante: una azienda su due indica la mancanza di punti di ricarica pubblici come motivo per non acquistare camion elettrici, mentre circa tre quarti delle aziende dotate di un proprio deposito non intendono investire in infrastrutture di ricarica interne. Solo pochissime aziende utilizzano già camion elettrici: dieci imprese — circa il cinque per cento del campione — li impiegano attualmente.

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Positivo il dato che il 28 per cento delle aziende prevede di introdurre camion elettrici a batteria entro il 2030. I biocarburanti dovrebbero essere impiegati da circa un’azienda su dieci entro la stessa data. Tutte le altre tecnologie di trazione e carburanti alternativi interessano non più del cinque per cento delle aziende. I veicoli elettrici sono considerati la soluzione più realistica e matura per la transizione, mentre le altre tecnologie restano marginali nei piani operativi delle imprese.

Eppure il 39 per cento delle imprese non ha avuto alcun coinvolgimento con i camion elettrici. Le motivazioni principali riguardano l’autonomia ritenuta insufficiente, la mancanza di redditività e la scarsa disponibilità di infrastrutture di ricarica. Si  citano altri fattori: condizioni operative difficili, dubbi o rifiuto della tecnologia e dimensioni aziendali troppo ridotte per sostenere gli investimenti necessari.

Gli elementi a favore e le forme di acquisto

Le aziende che hanno già preso in considerazione i camion elettrici a batteria indicano come principali motivazioni l’interesse generale verso il tema, la fattibilità e i possibili scenari di utilizzo. Vengono citati anche aspetti economici, orientamento al futuro, obiettivi climatici e ambientali, l’impatto del pedaggio per i camion e le richieste dei clienti. Un altro elemento rilevante riguarda le modalità di acquisizione: il leasing risulta la formula più popolare per un futuro approvvigionamento di camion elettrici.

Un quarto delle aziende logistiche lo sceglierebbe mentre circa un quinto prenderebbe in considerazione l’acquisto tramite finanziamento. Il noleggio con riscatto è interessante per il 15 per cento delle aziende, mentre i modelli di noleggio semplice attraggono il 13 per cento.

Aziende tedesche vogliono camion elettrici
Un camion elettrico Volvo

Solo un’azienda su dieci valuterebbe l’acquisto diretto senza forme di finanziamento. Infine, il sei per cento delle aziende che hanno considerato i camion elettrici afferma che l’acquisto non è affatto un’opzione. Le aziende preferiscono in modo netto modelli di finanziamento che garantiscano flessibilità economica ed evitino investimenti iniziali elevati. Per questo l’acquisto diretto di camion elettrici senza forme di finanziamento risulta meno interessante. Secondo gli autori, produttori e operatori logistici trarrebbero vantaggio dalla disponibilità di opzioni di leasing e finanziamento più accessibili e a bassa soglia.

Il nodo della ricarica in azienda

Per quanto riguarda le condizioni operative dei siti, oltre due terzi degli intervistati (68 per cento) gestiscono un deposito proprio, nella maggior parte dei casi di proprietà dell’azienda. Lo studio mostra inoltre che l’11 per cento delle aziende con un proprio piazzale ha già investito — almeno in parte — in infrastrutture di ricarica per camion. Tuttavia, la maggioranza (73 per cento) non ha attualmente alcun piano per installare punti di ricarica nel deposito principale.

Aziende tedesche vogliono camion elettrici
Il camion refrigerato da 12 tonnellate eTGL di Man Ricarica in azienda

Le aziende mostrano scarso interesse per investire in infrastrutture di ricarica proprie, e questo si collega direttamente a un altro dato rilevante: la maggior parte delle imprese che dispongono di un deposito (67 per cento) non conosce la capacità di connessione alla rete elettrica del proprio sito. Inoltre, la maggior parte non è in grado di indicare il prezzo dell’energia elettrica che paga. Secondo gli autori, questa mancanza di informazioni implica che meno della metà delle aziende con un deposito sia realmente in grado di valutare in modo corretto i costi dei camion elettrici.

Il messaggio dei ricercatori è chiaro. Esiste e cresce l’approccio positivo sulla transizione all’elettrico, ma con pochi piani operativi e conoscenze sul tema. Le aziende “early adopter”  accelerano la diffusione delle innovazioni: testano, individuano problemi, forniscono feedback ai produttori e dimostrano al mercato che la tecnologia può funzionare su larga scala. E’ importante quindi entrare presto in contatto con la tecnologia per ridurre le riserve. Consigli operativi: sviluppare nuove soluzioni basate sulla cooperazione, come infrastrutture di ricarica per aziende senza deposito o modelli di finanziamento dedicati alle imprese più piccole. Lo studio si può scaricare da qui.

  • LEGGI ANCHE: Via a Milence, primo hub di ricarica per camion in Italia e guarda il VIDEO

 

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