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Lizard, il gozzo-lucertola che imbarca innovazione sulla tradizione

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Alimentare a motore elettrico una barca della tradizione è il lavoro del cantiere campano SerraYacht dove hanno adattato un gozzo alle nuove esigenze. Una sfida iniziata 5 anni fa e ancora tutta da vincere.

Una lucertola marina che naviga grazie anche ai raggi solari. E’ Lizard che nonostante il nome straniero è una barca italianissima pensata, realizzata e commercializzata dal cantiere SerraYacht, 40 anni di tradizione nautica in Campania.  Il frutto dell’adattamento di un gozzo ovvero tradizione ed innovazione come ci spiega il rappresentante del cantiere Marcello Serra: “Nel 2012 abbiamo voluto impegnarci su Lizard, un gozzo di 7,30 metri a propulsione totalmente elettrica. La nostra idea di base era quella di costruire una barca elettrica che potesse navigare non solo in acque chiuse ma anche in mare, con una buona autonomia e con un costo che non la rendesse solo un esercizio di stile molto lontano dal poter essere commercializzato”.

C’è, giustamente, voglia di business, ma i tempi nel 2012 non erano ancora maturi seppure  Marcello e famiglia persistano nell’avventura: “Oggi Lizard ha più di 300 ore di navigazione, sempre con lo stesso pacco batterie, e non ha mai dato nessun problema”. Bisogna crederci, nell’elettrico.

Per la pesca al traino più di 12 ore di autonomia

Va bene la resistenza del gozzo/lucertola ma l’autonomia? ” Alla velocità di circa 8 nodi abbiamo 3 ore, a 6 nodi sale a circa 6 ore mentre alla velocità di traina Lizard può navigare ininterrottamente per più di 12 ore. Senza rumore, senza inquinare”. Il giovane della famiglia Serra sottolinea i vantaggi ecologici – si può ricaricare anche utilizzando pannelli fotovoltaici –  e quelli per i pescatori che possono lavorare sereni per l’autonomia garantita, senza dimenticare il risparmio economico sul carburante e il vantaggio di poter pescare senza provocare rumori e con manovre più dolci. E’ il costo? “Sono 35 mila euro + IVA con tutti gli optional ad iniziare dal  verricello elettrico per continuare con cuscineria completa, impianto stereo, strumentazione…”.

Il limite alla vendita è culturale

Offrire Lizard sul mercato è stata un’impresa e secondo Marcello il vero limite è quello culturale. “C’è tanto interesse, ma non è reale ovvero mirato all’acquisto. Tante domande,  difficili da tramutare in fatturato. Siamo stati pure sconsigliati da alcuni ingegneri di fama, ma noi siamo più che soddisfati dei risultati anche rispetto alle attese di quando ci siamo imbarcati in questa impresa”. E’ questione di fede e lo scrivono pure in un loro dépliant i Serra: “Nel tempo abbiamo sperimentato l‘esistenza di limiti tecnologici all’utilizzo della propulsione elettrica in ambiente marino, tuttavia i limiti maggiori risiedono nello scetticismo che aleggia intorno a questo tipo di applicazione. Noi invece ci crediamo“.

L’obiettivo della famiglia Serra, nonostante i cinque anni spesi in questo fronte commerciale/culturale, è di rendere Lizard:”Una barca da diporto accessibile economicamente, al numero maggiore di diportisti”. Secondo Marcello vi è anche un problema più generale di comunicazione ed approccio al mercato: “Si parla o di progetti ipertecnologici da milioni di euro, oppure dedicati a piccole barche che possono muoversi a 3/4 nodi al massimo. Entrambe queste soluzioni non solo sono assolutamente fuori mercato, ma gettano un’aura di impossibilità sull’applicazione della propulsione elettrica nel mondo della nautica”. Quindi? “Puntare ad un prezzo commercialmente accettabile, un compromesso tra tecnologia e fruibilità. L’interesse può aumentare quando si vedono navigare queste barche, non bisogna fermarsi a pubblicare i render sulle riviste. Anche se, recentemente, rispetto a qualche anno fa,   qualcosa si muove è necessario organizzare eventi, fiere, manifestazioni”.

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