La Linktour Alumi prova a stravolgere l’impostazione tecnica dei quadricicli elettrici e introduce soluzioni tipicamente automotive come il monoscocca in alluminio e la batteria cell-to-body.
La Linktour Alumi non è il solito quadriciclo elettrico. Basta guardarla e dare uno sguardo alla scheda tecnica per capire che il costruttore cinese ha voluto stravolgere il settore e per farlo ha guardato alle quattro ruote di categoria superiore. Prima di scoprire le cinque differenze che la distinguono dai competitor, iniziamo da nome. Alumi richiama infatti il materiale utilizzato per la scocca: l’allumio. Lo stesso delle lattine, e non è un caso, perché è proprio il costruttore a parlare di filosofia “From Can to Car”, cioè “dalla lattina all’auto”. Una parte dell’alluminio impiegato proviene infatti da materiale riciclato post-consumo, con un processo produttivo che richiede fino al 95% di energia in meno rispetto alla produzione di alluminio primario.
Distribuita in Italia da ATFLOW, società del Gruppo Autotorino, sarà disponibile sia come L6, guidabile dai 14 anni con patentino AM e velocità limitata a 45 km/h, sia come L7, che raggiunge i 90 km/h ed è guidabile dai 16 anni con patente B1.
Design futuristico e monoscocca in alluminio
La prima differenza è impossibile non notarla. La Alumi rinuncia completamente alle forme retrò, tondeggianti e un po’ giocose che caratterizzano molte microcar. Le sue linee sono invece tese, geometriche e decisamente futuristiche, con gruppi ottici integrati nella carrozzeria, superfici scolpite e una firma luminosa molto personale. L’impressione è quella di un veicolo uscito da un film di fantascienza.
Anche le dimensioni contribuiscono a renderla diversa: è lunga 2,68 metri, larga 1,50 e alta circa 1,80 metri, mentre il bagagliaio offre una capacità di 320 litri, un valore decisamente generoso per la categoria.
Se il design è ciò che colpisce per primo, è la struttura a rappresentare la vera novità tecnica. Qui troviamo la seconda differenza, una grande differenza: la Linktour Alumi è infatti costruita attorno a una monoscocca portante in alluminio, una soluzione tipica dell’automobile ma praticamente inedita tra i quadricicli, dove dominano ancora i telai tubolari in acciaio saldato. Secondo il costruttore questa scelta permette di ridurre il peso fino al 45%, aumentando contemporaneamente rigidità e sicurezza.
Interni tecnologici e batteria Cell-to-Body
Gli interni cambiano completamente registro rispetto all’esterno. Se fuori prevale un design molto audace, nell’abitacolo si è scelto un approccio più sobrio, ma senza rinunciare alla tecnologia.
Davanti al guidatore trova posto un display digitale da 5 pollici, mentre gli allestimenti superiori integrano al centro della plancia uno schermo touchscreen da 10,25 pollici, compatibile con Apple CarPlay wireless e Bluetooth. Una scelta apprezzabile è quella di mantenere anche i comandi fisici della climatizzazione.

La terza caratteristica distintiva riguarda la batteria. Anziché essere semplicemente fissata al telaio, è integrata direttamente nella struttura del veicolo attraverso una soluzione Cell-to-Body (CTB), tecnologia che Linktour dichiara di introdurre per la prima volta nella categoria dei quadricicli L6 e L7. Secondo l’azienda questa soluzione migliora del 10% l’efficienza complessiva del veicolo, aumentando anche lo spazio disponibile nell’abitacolo.
La versione L6 utilizza una batteria LFP da 7,2 kWh, abbinata a un motore sincrono brushless a magneti permanenti da 6 kW nominali e 12 kW di picco, per un’autonomia dichiarata di 120 chilometri nel ciclo WMTC.
La versione L7 adotta invece una batteria da 12,96 kWh, un motore da 10 kW continui e 23 kW di picco, con uno scatto da 0 a 50 km/h in 5,5 secondi in modalità Sport e un’autonomia dichiarata di 180 chilometri. La velocità massima raggiunge i 90 km/h, rendendo possibile affrontare anche percorsi extraurbani. Importante specificare come i cicli omologativi cinesi siano decisamente generosi quando si parla di autonomia.

Comfort di guida superiore alla media
Una volta al volante emergono altre differenze. Assetto, accelerazione e comportamento dinamico rimangono quelli tipici di un quadriciclo elettrico, ma la Alumi convince soprattutto per il comfort. L’abitacolo è ben isolato dai rumori e il sedile, particolarmente imbottito, rende la marcia più piacevole anche sulle strade cittadine meno curate. Non sono le sospensioni, che restano inevitabilmente piuttosto sostenute, a fare la differenza, quanto la qualità della seduta.
Versioni e prezzi
La quinta differenza la troviamo quando parliamo di posizionamento qualità/prezzo. I quadricicli Linktour hanno prezzi in linea a quelli della concorrenza, ma con caratteristiche tecniche nettamente superiori. La gamma Linktour Alumi arriverà nelle concessionarie italiane entro settembre attraverso la rete di ATFLOW (gruppo AutoTorino) e sarà articolata in sei versioni.
Per i quattordicenni la famiglia L6 comprende tre allestimenti. Si parte dalla Alumi, proposta a 9.450 euro, poi la Alumi Plus, in arrivo entro la fine del 2026 a 11.990 euro, che aggiunge il climatizzatore con aria condizionata e il display touchscreen da 10,25 pollici. Al vertice della gamma c’è la Alumi Pro, proposta a 12.990 euro, con una dotazione ancora più ricca.

Chi invece cerca prestazioni superiori può scegliere la famiglia L7 Elite, omologata come quadriciclo pesante. Sulle versioni Elite la dotazione cresce ulteriormente con accesso keyless, regolazione elettrica degli specchietti, gestione remota tramite app dedicata – che permette di controllare stato della batteria, posizione del veicolo, finestrini e climatizzazione – oltre a una dotazione di sicurezza che comprende ABS, EBD, Brake Assist ed EPS (servosterzo elettrico).
La versione d’ingresso Alumi Elite costa 12.990 euro, mentre la Elite Plus, anch’essa prevista entro la fine del 2026, sale a 13.990 euro. Al top dell’offerta si colloca la Elite Pro, proposta a 14.990 euro.
Per tutta la gamma la messa su strada costa 600 euro, mentre le tinte metallizzate Nero Stellato, Verde Germoglio e Grigio Roccia richiedono un supplemento di 500 euro.







