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Ti regalo l’e-bike. Succede alla Logos di Modena

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Ben 100 e-bike regalate  ai dipendenti per pedalare senza sforzo fino al lavoro. E’ il dono green della Logos di Modena ai suoi collaboratori. Quando il veicolo elettrico diventa un caso di responsabilità sociale d’impresa.

La Logos di Modena, azienda specializzata in traduzioni, ha regalato 100 e-bike ai collaboratori. Esemplare azione di responsabilità sociale d’impresa con ricadute positive sull’ambiente, ma pure una storia d’amore per la bici elettrica. Tutta da conoscere: “Ho comprato per me una e-bike, anzi due: una anche per la mia compagna, per pedalare insieme. Ho visto che sono divertenti da usare, un vero passatempo “,   racconta Marcos Vergara presidente del gruppo che ci rivela l’origine di questo investimento in mobilità sostenibile: “Ho pensato: visto  che ci si diverte e ci si sposta bene  può essere  un bel regalo di Natale; poi però non tutti i collaboratori sono cattolici quindi è  diventato un regalo e basta”. Insomma non ci sarà il classico fiocco, ma le festività di fine anno saranno sotto il segno dell’ambiente per chi lavora a Logos.

Oltre l’innmoramento del presidente per l’e-bike l’investimento corrisponde alla filosofia green dell’azienda modenese: “Questa decisione si colloca nel solco di una serie di iniziative che il gruppo ha fatto in questi anni a sostegno del risparmio energetico e della tutela dell’ambiente, dall’uso delle energie rinnovabili alla introduzione di illuminazione al led”. Una scelta all’interno di un programma preesistente che permette anche la fattibilità  dell’iniziativa ovvero la messa a disposizione della stazione di ricarica con il “carburante” per i  dipendenti.

L’ e-bike valida alternativa all’auto

C’è sicuramente una ricaduta positiva d’immagine per la Logos, ma pure “la consapevolezza che l’aria che respiriamo non è una risorsa infinita e che la tecnologia delle e-bike è ormai di fatto un valido sostituto dell’automobile per gli spostamenti urbani. Questi elementi ci hanno convinto che poteva essere il nostro modo di iniziare, nel nostro piccolo, a cambiare le cose – sottolinea il presidente Vergara -. Il nostro desiderio e’ che tutti i nostri collaboratori più stretti abbiano una bicicletta a pedalata assistita e possano usarla per divertirsi oppure anche per venire a lavorare, ed in questo modo contribuire a diffonderne l’uso facendo la nostra parte all’interno della comunità in cui viviamo”. Poi 100 e-bike in una realtà come Modena hanno “un loro impatto e possono convincere altri a fare questa scelta”.

Il problema sicurezza

Il presidente ama le coreografie mobili e collettive su due ruote, il critical mass. Azione che ha fatto scoprire uno dei limiti dell’uso della bici e quindi della e-bike: la sicurezza. “Abbiamo occupato simbolicamente la via Emilia, ma diversi nostri collaboratori erano spaventati di andare in strada per i troppi morti ed incidenti  del passato, anche se oggi la situazione è migliorata”.

Pronti a pedalare, ma “con sforzo minore e superando la congestione del traffico ed evitando il problema del parcheggio“. Senza dimenticare il contributo alla salubrità  dell’aria. E la bici? E’ una  Armony Bike, modello Firenze che può garantire 70 chilometri di autonomia. Per tutte le specifiche tecniche ecco il link  

 

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