Mentre la crisi energetica spinge benzina e diesel oltre i 2 euro al litro, in Francia Lidl rilancia sulla mobilità elettrica con una promozione aggressiva: ricarica a 0,29 €/kWh (-25%) su tutte le sue colonnine, anche rapide, fino al 17 aprile. Perchè trascura l’Italia?

Lidl, una rete capillare in Francia
Lidl dispone in Francia di una rete estesa con oltre 5.500 punti di ricarica in più di 1.000 stazioni, equipaggiate con colonnine rapide fino a 180 kW e diversi punti AC. Numeri che la rendono uno degli attori più rilevanti tra quelli legati alla grande distribuzione. E a tutti gli effetti un importante operatore della ricarica pubblica, seppur limitatamente ai parcheggi del propri negozi, riservati ai clienti. Del tutto diversa la filosofia del gruppo in Italia, dove i 300 punti di ricarica targati Lidl (tutti lenti e gratuiti, ma per 30 minuti al massimo) sono concepiti più o meno come un “omaggio” alla clientela.
Viceversa, in Francia Lidl concepisce la ricarica elettrica come un vero e proprio servizio commerciale. E lo promuove con decisione. Sfruttando la promozione appena lanciata, ricaricare 50 kWh ai punti Lidl francesi oggi costa circa 14,50 euro, contro i quasi 20 euro precedenti. Il risparmio medio è quindi attorno ai 5 euro per “pieno”, con benefici concreti per chi utilizza frequentemente la ricarica pubblica.
La ricarica come leva commerciale
L’iniziativa di Lidl si inserisce in una dinamica più ampia, che sta prendendo piede in Francia: la crescente competizione tra insegne della grande distribuzione sul terreno della mobilità elettrica. Con un obiettivo evidente: attirare clienti nei punti vendita durante il tempo di ricarica.
Il caso Lidl non è infatti isolato. Anche E.Leclerc, per esempio – tra le più note catene di supermercati e ipermercati in Francia – ha recentemente lanciato una propria app dedicata alla ricarica, con programmi di fidelizzazione basati su cashback e buoni spesa. Il prezzo dell’energia diventa così un fattore chiave per orientare le scelte degli automobilisti.

Francia sì, Italia no?
Per chi non dispone di un punto di ricarica privato, iniziative come quella di Lidl in Francia rappresentano un’opportunità concreta per ridurre i costi di consumo e, in generale, per rendere l’auto elettrica ancora più accessibile. Inoltre, mostrano come la ricarica possa anche essere utilizzata come strumento di attrazione commerciale.

La domanda che sorge spontanea è: perchè la stessa Lidl, in Italia, non adotta la stessa strategia? Perchè non applica tariffe di ricarica rapida accessibili e scontate, piuttosto che offrire ai clienti ricariche sì gratuite ma lentissime e circoscritte in un tempo massimo di mezzora?
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Lidl di San Lorenzo al mare, carica a 11 kWh e per il tempo che resti parcheggiato, le prime 2 ore gratuite, poi sono 2.5 € l’ora retroattive.
Il costo è riferito al parcheggio, la ricarica è gratuita e non limitata a mezz’ora.
Speriamo che inizino anche da noi a mettere stazioni di ricarica a marchio Lidl.
I concorrenti ci sono già, ad esempio Coop Power nei supermercati Coop offre ricariche fino a 22 kW a 39 €/kWh e fino a 160 kW a 49 €/kWh
Perchè??
forse Perché in Italia ogni richiesta di allaccio di impianto diventa una via Crucis
forse Perché la struttura costi è tale che l’operazione marketing è azzerata
forse Perché il dibattito pubblico ha creato un’aura negativa attorno alle BEV
forse Perché han paura dei danni da furti di cavi e occupazione abusiva e liti tra clienti
Quando presi la BEV avevo un supermercato Esselunga con ricarica gratuita… tolta proprio per evitare lii e occupazioni infinite dai furbetti della “ricarica senza spesa” (il personale faticava a controllare, alla fine han concesso ad altro CPO, a pagamento).
Anche Coop Power non l’ho ancora vista nelle zone che frequento, tutti i loro centri commerciali medi e grandi hanno CPO nazionali.
Chissà se la crisi energetica duratura farà cambiare la fila di “Perché” che mi son venuti in mente…..