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LiBER, il progetto sulle batterie a Faenza (27 gennaio)

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LiBER
Il progetto sulle batterie

LiBER per realizzare battery pack per l’automotive e la movimentazione industriale in Emilia-Romagna (leggi anche). Questo il cuore del progetto che vede insieme partner pubblici e privati. Tra questi Lamborghini, Toyota, SEA, Manz, Cineca, Studio Pedrini.

Il progetto vede in prima fila l’Università di Bologna ( il capofila Centro Interdipartimentale per la Ricerca Industriale – Meccanica Avanzata e Materiali e il Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale ICT), Romagna Tech e NIER.

Per conoscere i risultati di ricerca di questo gruppo di lavoro l’appuntamento è fissato al 27 gennaio a Faenza – alle 14.30 alle 17.30 nella sede faentina del Tecnopolo di Ravenna in via Granarolo 62 – dove si discuterà delle ricadute dell’innovazione sostenibile in Emilia-Romagna. Oltre al progetto LiBER si presenteranno anche i progetti  Acmec (ambito dell’automazione dei sistemi di produzione) e FireMat (sui nuovi materiali compositi per il settore trasporti e costruzioni).

LiBER: batterie made in Emilia-Romagna

Il programma di LiBER prevede la realizzazione di sistemi tecnologici completi di battery pack per l’automotive e la movimentazione industriale in Emilia-Romagna. Nel concreto ha realizzato battery pack costituiti da un numero rilevante di celle cilindriche (tra 1.000 e 10.000), a partire da moduli di base prodotti con un processo automatizzato e qualificato.

Più in specifico: “Il progetto mira alla costituzione di un presidio scientifico e tecnologico in Emilia-Romagna con tutte le competenze necessarie a sviluppare e produrre battery pack per applicazioni automotive. Tali competenze saranno messe a disposizione anche di altri settori emergenti quali l’ambito industriale, agricolo e civile“.

Ricerca, ma non solo: “Una ricaduta importante del progetto sarà il soddisfacimento del crescente fabbisogno di sistemi di accumulo avanzati da parte dei diversi settori produttivi della regione, attualmente coperto da prodotti provenienti dall’estero“.

Si punta al riuso e al battery swap

A leggere il progetto non ci ferma solo alla progettazione e produzione di batterie, ma si punta pure a “una soluzione vantaggiosa per la sostituzione batteria (battery swap)“. Un elemento interessante anche per le macchine da lavoro che possono cambiare il pacco nel cantiere e allungare l’autonomia fino a coprire il turno di lavoro.

Un altro obiettivo è legato “al riutilizzo del battery pack e second life delle celle“. Una risposta al problema dello smaltimento.

Il programma

battery pack
Il programma del workshop dove si parlerà anche di batterie

Per saperne di più su LiBER – co-finanziato nell’ambito del Programma Operativo Regionale Fondo Europeo Sviluppo Regionale (POR FESR 2014-2020) della Regione Emilia Romagna e dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) – si trovano tante notizie sul sito di progetto. A questo link

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3 COMMENTI

  1. E bello vedere che le menti italiane puntino dove lo stato è assente e con gran enfasi, di fatti il problema di fondo non è il comparto produttivo ma chi abbiamo messo al governo che non da una cippa e rema contro a prescindere per proteggere i poteri forti del mondo

  2. Finalmente! Sono molto contento qui da noi partiranno progetti importanti per la produzione ed il recupero delle batterie.
    Una risposta concreta a chi crede ancora che le batterie delle automobili si debbano smaltire.

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