L’IA fa esplodere le emissioni: ecco i dati di Google, Microsoft e Amazon

emissioni Google, Microsoft e Amazon


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L’espansione dell’IA fa esplodere consumi elettrici ed emissioni di CO2, compromettendo la traiettoria della decarbonizzazione a livello mondiale. Lo certificano i nuovi dati di sostenibilità pubblicati da Google, Microsoft e Amazon. La corsa ai data center trasforma le Big Tech americane nei principali attori del mercato energetico. Sempre più critico, ora,  gestire la crescita della domanda energetica.

I data center diventano protagonisti del mercato elettrico

Fino a pochi anni fa le grandi aziende tecnologiche erano considerate soprattutto tra i principali acquirenti di energia rinnovabile, impegnate a compensare le proprie emissioni attraverso contratti di fornitura verde. Oggi il quadro è cambiato radicalmente.

emissioni Google, Microsoft e Amazon

Fino a pochi anni fa le grandi aziende tecnologiche erano considerate soprattutto tra i principali acquirenti di energia rinnovabile, impegnate a compensare le proprie emissioni attraverso contratti di fornitura verde. Oggi il quadro è cambiato radicalmente.

La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa ha trasformato Google, Microsoft e Amazon in autentici colossi dell’elettricità. I loro data center richiedono quantità enormi di energia per alimentare modelli di IA sempre più complessi e servizi cloud utilizzati da milioni di aziende nel mondo.

Secondo le stime della banca d’investimento Jeffries, i tre gruppi controllano oltre la metà della capacità elettrica destinata ai data center negli Stati Uniti. Un peso tale da influenzare non solo il mercato dell’energia, ma anche le strategie di sviluppo delle reti e delle nuove centrali.

Emissioni in crescita nonostante gli obiettivi climatici

I nuovi rapporti di sostenibilità confermano una tendenza evidente: le emissioni di gas serra continuano ad aumentare.

emissioni Google, Microsoft e Amazon
Storico delle emissioni di gas serra in milioni di tonnellate CO2 equivalenti.

Nel 2025 Microsoft ha registrato un incremento del 25% rispetto all’anno precedente, il maggiore dalla pandemia. Amazon ha segnato un aumento del 16%, mentre Google è salita del 18%, superando i livelli precedenti al Covid.

La causa principale è la rapida espansione delle infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Microsoft oggi consuma quasi quattro volte più elettricità rispetto al periodo pre-pandemia, mentre Google ha più che raddoppiato il proprio fabbisogno energetico.

Questi numeri rendono sempre più difficile rispettare gli ambiziosi obiettivi climatici fissati dalle stesse aziende: Microsoft punta a diventare carbon negative entro il 2030, Google vuole raggiungere il net zero nello stesso anno, mentre Amazon si è data tempo fino al 2040.

Non solo elettricità: pesano le nuove infrastrutture

L’aumento dei consumi elettrici rappresenta soltanto una parte della questione. I rapporti mostrano infatti che la quota maggiore delle emissioni non deriva direttamente dall’energia utilizzata dai data center.A pesare maggiormente sono le cosiddette emissioni Scope 3, cioè quelle generate lungo la catena di fornitura: produzione di acciaio, cemento, componenti elettronici, server, trasporti e costruzione delle nuove infrastrutture.

Nel caso di Microsoft, oltre il 40% delle emissioni complessive è legato ai cosiddetti “capital goods”, cioè agli investimenti in nuovi edifici e apparecchiature. Anche Google registra valori analoghi.

In altre parole, la costruzione fisica dei nuovi data center genera oggi una quantità di CO₂ paragonabile, se non superiore, a quella prodotta dal loro funzionamento.

Raddoppiare gli sforzi nelle fonti rinnovabili

Le aziende sostengono che senza gli investimenti in energia rinnovabile, efficienza energetica e acquisti di elettricità a basse emissioni il loro impatto climatico sarebbe ancora maggiore. Tuttavia la crescita della domanda di servizi IA rischia di compensare parte dei benefici ottenuti, un fenomeno spesso associato al cosiddetto paradosso di Jevons, secondo cui una maggiore efficienza porta anche a un maggiore utilizzo della tecnologia.

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La sfida, insomma, non riguarda soltanto il software: il futuro dell’AI dipenderà sempre di più dalla capacità di produrre energia pulita in quantità sufficienti.

PER CAPIRE:

  • Emissioni Scope 3: Sono le emissioni indirette di gas serra generate lungo tutta la catena del valore di un’azienda, ma non prodotte direttamente dalle sue attività o dall’energia acquistata. Per molte imprese rappresentano la quota più rilevante dell’impronta climatica.
  • Paradosso di Jevons: È il fenomeno per cui un aumento dell’efficienza nell’uso di una risorsa può portare a un suo consumo complessivo maggiore, anziché minore. Questo accade perché la maggiore efficienza riduce i costi e incentiva un utilizzo più diffuso della risorsa. Il concetto, formulato nel XIX secolo dall’economista William Stanley Jevons, è spesso richiamato nel dibattito sulla transizione energetica.
  • Unità di misura dei gas serra: Le emissioni di gas serra si esprimono generalmente in CO₂ equivalente (CO₂e), un’unità che consente di confrontare gas diversi in base al loro potenziale di riscaldamento globale. Le quantità sono indicate in chilogrammi (kg CO₂e), tonnellate (t CO₂e) o milioni di tonnellate (Mt CO₂e), a seconda della scala considerata.
  • LEGGI anche: “Il cambiamento climatico è qui. Basta discuterne, affrontiamolo” e guarda il VIDEO

 

Visualizza commenti (1)
  1. chat.deepseek.com : cinese, basso consumo (0.26Wh/prompt), ed alimentato quasi completamente dalle rinnovabili.

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