Lettera da Shanghai/ Tre Huawei che (forse) vedremo in Europa e altre storie

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Ivone Benfatto, ingegnere e nostro lettore di lungo corso, questa volta in Cina non è di passaggio come nelle precedenti occasioni: ci vive e ci lavora. Partendo ci promise che di tanto in tanto ci avrebbe mandato da Shanghai qualche articolo su novità e curiosità della mobilità elettrica cinese. In questa prima puntata ci racconta autobus e taxi ormai tutti elettrici, gli ultimi nostalgici del motore termico, i numeri delle auto “a nuova energia” e tre modelli della galassia Huawei che potremmo ritrovare in Europa nei prossimi mesi: la Shangjie Z7, la Luxeed RX e l’AITO M9. Lo ringraziamo del contributo

Un viaggio emozionante come il primo

                                           Di Ivone Benfatto

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Ivone Benfatto con la moglie Enrica

Eccomi di nuovo a scrivervi dalla Cina.  Ho ormai perso il conto dei miei viaggi in questo Paese. Ma questo è stato emozionante quanto il primo, di circa 35 anni fa. Fino a oggi erano sempre stati viaggi di lavoro di una o due settimane, oppure vacanze di tre o quattro. Questa volta, invece, sul passaporto avevo un visto di lavoro, da convertire in un permesso di soggiorno di tre anni.

Sono a Shanghai insieme a mia moglie, che mi aveva accompagnato anche in quel primo viaggio di 35 anni fa, quando non eravamo ancora sposati. Anche lei ha un visto, da familiare al seguito, da convertire in permesso di soggiorno. Partire per la Cina con un visto da trasformare in permesso di soggiorno, a un’età non più giovanissima, è stato particolarmente emozionante, e anche eccitante pensando al futuro che ci aspetta.

Non vi annoio con i dettagli del mio lavoro. Vi dico solo che un anno fa ero andato in pensione, dopo molti anni di lavoro al progetto internazionale ITER, dedicato alla fusione nucleare. Poi, tra Natale e Capodanno, è arrivato un messaggio a sorpresa dalla Cina: «Ti andrebbe di venire a lavorare qui?». Sono seguite un po’ di trattative ed eccomi qua.

In valigia, oltre agli abiti, abbiamo portato le immancabili moka e una buona scorta di caffè della torrefazione di cui siamo clienti da molti anni. Non che a Shanghai manchino i bar con un’ottima carta di caffè, espresso compreso: anzi, moltissimi sono attrezzati con macchine per espresso e macinacaffè professionali di alto livello, spesso italiani. Però c’è un “ma”, che vi spiegherò in uno dei prossimi articoli.

Vita quotidiana a Pudong

Ci siamo sistemati in un residence di appartamenti ammobiliati, con una reception aperta giorno e notte, come negli hotel: comoda anche solo quando serve chiedere un’informazione. Qui in Cina, poi, moltissimi acquisti si fanno online e i pacchi vengono recapitati a qualsiasi ora del giorno. La reception fa salire il fattorino al piano, e il pacco ce lo ritroviamo davanti alla porta dell’appartamento, anche se non siamo in casa: una gran comodità.

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Uno scorcio di Green City, distretto di Pudong

Abitiamo nel distretto di Pudong, in una zona chiamata Green City. Dalle foto si capisce il perché del nome: è un quartiere molto verde, dove alcuni palazzi sbucano letteralmente tra gli alberi.

Sei mesi dopo: autobus e taxi ormai elettrici

Veniamo alle novità sulla mobilità elettrica rispetto al mio ultimo articolo di sei mesi fa (https://www.vaielettrico.it/un-anno-dopo-a-shanghai-la-tecnologia-diventa-uno-ststus-symbol/).

Gli autobus urbani sono elettrici a batteria: direi tutti, perché non ne ho visto nessuno diverso. In alcune zone di Shanghai circolano anche i filobus. Insomma, per gli autobus urbani l’elettrificazione è completa.

Stesso discorso per i taxi. Sei mesi fa, prendendo un taxi, statisticamente circa tre volte su dieci capitava un’auto a benzina; oggi direi una volta su venti. Tutti gli altri sono elettrici.

Resta invece molto lavoro da fare per elettrificare i mezzi pesanti: gli autobus extraurbani, i camion e gli autocarri. Spesso si vede all’orizzonte una leggera velatura marrone dovuta al particolato fine (PM2,5).

Gli ultimi nostalgici del motore termico

Una curiosità: qui ci si è ormai talmente abituati alle auto elettriche che la vera novità è vedere passare Lamborghini, Maserati, Porsche e altri marchi blasonati con il motore a combustione interna. Sembrano un po’ gli ultimi nostalgici del motore termico, e a volte amano farsi sentire, con qualche sgasata prima di partire.

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Li stimola anche un dettaglio dei semafori di Shanghai: al posto della luce gialla c’è un conto alla rovescia, che indica quanto manca al passaggio dal rosso al verde (e viceversa). Così si preparano a scattare non appena compare il verde. Ma a che serve accelerare a tavoletta se poco dopo il limite è di 50 o 80 km/h e la città è piena di telecamere che controllano la velocità? Più che andare veloci, l’obiettivo sembra quello di farsi notare: un po’ come la Porsche della foto, che ho ribattezzato “vestita in abito da sera”.

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Auto sempre più “europee” nello stile, ma più grandi

Sul fronte delle auto elettriche, ho l’impressione che il design stia evolvendo verso i gusti europei, naturalmente per conquistare fette di mercato sempre più ampie. A parte alcuni modelli, come i grandi SUV, gran parte delle auto che si vedono qui ha ormai linee molto simili a quelle europee.

Shanghai è una città particolare rispetto alle altre città cinesi, e ancor più rispetto all’entroterra. Una cosa però mi ha colpito: nei 15 giorni trascorsi qui da quando sono arrivato ho visto una sola volta una piccola auto come la Leapmotor T03. In genere le auto in circolazione sono di dimensioni generose.

Quante sono le elettriche in Cina e a Shanghai: i numeri

Le impressioni “da ingegnere” vanno sempre confrontate con i dati, così sono andato a cercare quelli ufficiali più recenti. In Cina si parla di veicoli “a nuova energia” (NEV), una categoria che comprende le elettriche a batteria (BEV), le ibride plug-in (PHEV) e le elettriche con range extender (EREV).

Il parco circolante. Secondo il Ministero della Pubblica Sicurezza, a fine giugno 2026 in Cina circolavano 48,97 milioni di auto a nuova energia, pari al 13,2% di un parco di 371 milioni di auto. Di queste, 33,7 milioni (il 69%) sono elettriche a batteria; le restanti, circa 15 milioni, sono ibride plug-in o range extender. A occhio, stimo che a Shanghai circa il 50% delle auto circolanti abbia la targa verde, con punte dell’80–90% in centro, nella zona delle torri, del Bund e di Nanjing Road: un valore molto più alto della media nazionale, ma coerente con il fatto che le grandi città sono molto più avanti del resto del Paese.

Settembre record: le elettriche al 67% del nuovo

Le vendite. Qui il quadro cambia completamente: nel primo semestre 2026 le auto a nuova energia sono state il 49,4% delle nuove immatricolazioni. A settembre, secondo l’associazione cinese delle auto passeggeri (CPCA), hanno raggiunto il 67% delle vendite al dettaglio, un record. Attenzione però: la quota sale anche perché il mercato complessivo è in forte calo (−28% rispetto a settembre 2025), mentre le auto a nuova energia calano meno (−16,7%). Tra le nuove energie, inoltre, crescono solo le elettriche a batteria (+18% nelle consegne ai concessionari), mentre ibride plug-in e range extender sono stabili o in leggero calo.

Shanghai. Nel primo semestre 2026 Shanghai è stata la prima città cinese per vendite di auto a nuova energia, con 148.700 unità. Un motivo pesa più di tutti: qui la targa tradizionale si ottiene tramite un’asta e costa parecchio, mentre la targa verde è gratuita. Dal 2026, però, spetta solo alle auto elettriche a batteria: ibride plug-in e range extender ne sono escluse.

IndicatoreValore
Auto “a nuova energia” (BEV + PHEV + EREV) circolanti in Cina48,97 milioni a fine giugno 2026
…di cui elettriche a batteria (BEV)33,7 milioni (69%)
…di cui ibride plug-in e range extendercirca 15,3 milioni (31%)
Quota sul parco auto cinese (371 milioni)13,2%
Quota sulle nuove immatricolazioni, 1° semestre 202649,4% (5,2 milioni su 10,5)
Quota sulle vendite al dettaglio, settembre 202667,0% (record)
Auto “a nuova energia” circolanti a Shanghaicirca 1,5 milioni a fine 2024, il 71% elettriche a batteria
Vendite di auto “a nuova energia” a Shanghai, 1° semestre 2026148.700, prima città cinese

Fonti: Ministero della Pubblica Sicurezza cinese (parco circolante e immatricolazioni), CPCA (vendite di settembre 2026), dati municipali di Shanghai (parco a fine 2024), classifica 中汽数研 (vendite per città).

Dalla Cina all’Europa in 8–12 mesi

Dalle esperienze precedenti ho notato che tra l’uscita di un nuovo modello in Cina e la sua commercializzazione in Europa passano di solito 8–12 mesi (vi ricordate la XPENG P7+? https://www.vaielettrico.it/la-cina-sette-anni-dopo-4-le-auto-elettriche-si-coprano-alloutlet/). Per questo, tra le novità e curiosità che vi racconterò, ci sarà ogni tanto anche qualche modello appena uscito qui, per avere un’idea di cosa potrebbe arrivare da noi.

“I miei primi 20.000 km in Xpeng G6: sono entrato nel futuro”

Comincio con Huawei, un marchio che avevo già citato nell’articolo di sei mesi fa. Una precisazione: Huawei non costruisce direttamente le auto. Fornisce l’elettronica di controllo, la guida assistita e l’infotainment, e di fatto “equipaggia” auto prodotte da costruttori storici (li trovate indicati nelle tabelle), riunite nell’alleanza HIMA (Harmony Intelligent Mobility Alliance).

Huawei, onnipresente nei centri commerciali

Come avevo già scritto, in Cina le auto le ho sempre viste negli showroom dei centri commerciali, mai in concessionari come quelli che conosciamo in Europa. In tutti i grandi magazzini di Shanghai che abbiamo visitato in questi giorni, al piano terra ci sono gli showroom di tre-sei marchi diversi, e Huawei era sempre presente: una testimonianza dell’aggressività con cui sta proponendo i suoi veicoli, in Cina e non solo.

Lungo Nanjing Road, la via pedonale dello shopping nel centro di Shanghai, verso la parte sud c’è una piccola piazza con un altro showroom Huawei. Questo, in particolare, si trova accanto a un grande schermo che manda a ciclo continuo le pubblicità di vari prodotti, tra cui quelle dei marchi automobilistici concorrenti: nella foto potete vedere sul grande schermo la pubblicità di due nuovi modelli BYD, proprio a fianco dello showroom Huawei.

L’auricolare che traduce in simutanea

Sono poi tornato nello stesso showroom Huawei che avevo visitato lo scorso febbraio. Questa volta, però, non c’era con me il collega cinese che nelle occasioni precedenti mi accompagnava e mi faceva da interprete. Ho provato a cavarmela da solo con l’ultimo gadget per le traduzioni che si trova ormai sul mercato: degli auricolari che traducono in tempo reale.

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L’ipad con le prenotazioni dei test drive

La qualità della traduzione lascia un po’ a desiderare ma, conoscendo il contesto della discussione, ci si capisce.

Ho trovato una commessa che, munita di tablet, passava velocissima alla pagina con le informazioni giuste per rispondere alle mie domande.

Alla fine le ho chiesto se fosse possibile fare un test drive come passeggero: mi ha risposto che per i modelli esposti non era possibile, anche perché lei è ancora in formazione e non è autorizzata a guidare le auto per i test drive.

Ha anche aggiunto che quella di un test drive da passeggero è una richiesta tipica degli stranieri che visitano lo showroom!

Due  sportive e un SUV “in cui si sale”

Nelle foto vedete tre modelli. La Shangjie Z7 e la Luxeed RX hanno un’impostazione decisamente sportiva. E c’è anche un tocco di made in Italy: la Shangjie Z7 Ultra monta freni Brembo e pneumatici Pirelli P Zero.

Qui vi racconto un aneddoto personale. Quando ho mandato queste foto ai parenti, un mio cognato mi ha risposto: «Guarda che tu non hai più l’età per le auto in cui si scende: a te servono auto in cui si sale!». Per accontentarlo gli ho mandato le foto del terzo modello, l’AITO M9, un’auto in cui si sale davvero: basta toccare la portiera in un punto preciso e questa si apre da sola, senza dover tirare la maniglia, mentre alla base esce un predellino che facilita la salita.

Guardando le tabelle, però, anche la M9 ha prestazioni da auto sportiva, pur essendo un SUV decisamente mastodontico. Una nota: dallo scorso settembre il marchio AITO è passato sotto la gestione diretta del costruttore Seres, con Huawei nel ruolo di fornitore di tecnologia; la M9 resta comunque nella famiglia HIMA ed è esposta e venduta negli showroom Huawei.

Le schede tecniche: Shangjie Z7

Shangjie Z7 (尚界 Z7)Berlina-coupé – versione fotografata: Z7 Ultra
CostruttoreSAIC Motor (Shanghai), marchio Shangjie, alleanza HIMA; piattaforma Huawei Tuling
CarrozzeriaBerlina-coupé di 5,04 m; esiste anche la Z7T shooting brake
PowertrainRWD: 1 motore posteriore 264 kW (359 CV). AWD (Ultra): 170 + 264 kW = 434 kW (590 CV), 760 Nm
Velocità massima220 km/h (RWD); 239–242 km/h (AWD)
0–100 km/h3,44 s (AWD)
Batteria81 kWh LFP oppure 100 kWh NMC (CATL); architettura 800 V
Ricarica30→80% in circa 12 minuti; circa 200 km in 5 minuti (dichiarati)
Autonomia CLTC (stima WLTP)Max 732 km (≈ 590–620) · Max+ 905 km (≈ 730–770) · Ultra AWD 791 km (≈ 630–670)
Prezzo in Cina219.800–299.800 ¥ (≈ 27.500–37.500 €); Z7T 229.800–309.800 ¥
In vendita dal22 aprile 2026

Le schede tecniche: Luxeed RX

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Luxeed RX (智界 RX)SUV-coupé
CostruttoreChery, marchio Luxeed, alleanza HIMA; piattaforma Huawei Tuling
CarrozzeriaSUV-coupé di 5,02 m, 5 posti
PowertrainRWD: 1 motore posteriore 277 kW (377 CV). AWD: 160 + 277 kW = 437 kW (594 CV)
Velocità massima251 km/h
0–100 km/h3,6 s (AWD, modalità Boost)
Batteria81 kWh LFP oppure 100 kWh NMC; architettura 800 V
Ricarica30→80% in circa 15 minuti (dichiarati)
Autonomia CLTC (stima WLTP)RWD 81 kWh 702 km (≈ 560–600) · RWD 100 kWh 852 km (≈ 680–720) · AWD 753 km (≈ 600–640)
Prezzo in Cina259.800–389.800 ¥ (≈ 32.500–48.700 €), sei versioni
In vendita dal28 settembre 2026

Le schede tecniche: AITO M9

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AITO M9 (问界 M9)SUV di grandi dimensioni – nuova generazione
CostruttoreSeres, marchio AITO, alleanza HIMA
CarrozzeriaSUV di 5,29 m (5,40 m la versione Ultimate), 5 o 6 posti
PowertrainElettrica (BEV) a 800 V; range extender (EREV): 1.5T + 2 motori, 497 kW; Ultimate EREV: 2.0T + 3 motori, 664 kW (890 CV)
Velocità massima251 km/h (Ultimate)
0–100 km/h4,5 s (BEV); 3,99 s (Ultimate)
BatteriaBEV: 120 kWh (CATL)
RicaricaArchitettura 800 V al carburo di silicio; tempi di ricarica ufficiali non disponibili
Autonomia CLTC (stima WLTP)BEV 750 km (≈ 590–630) · EREV solo elettrico 340–422 km (≈ 270–350), complessiva fino a 1.405 km
Prezzo in Cina479.800–659.800 ¥ (≈ 60.000–82.500 €)
In vendita dal27 maggio 2026 (nuova generazione; la prima risale a dicembre 2023)

Autonomie CLTC dichiarate dai costruttori; tra parentesi la mia stima per il ciclo europeo WLTP (coefficiente 0,80–0,85 per le auto basse, 0,78–0,84 per il SUV). Prezzi in euro convertiti a circa 8 yuan per euro, solo come riferimento: in Europa i listini saranno più alti per dazi, omologazione e tasse.

Settembre, mese di sconti

Per seguire un po’ i fatti locali, leggo un quotidiano in lingua inglese. In un articolo ho letto che a settembre ci sono state diverse campagne di promozioni e sconti sulle auto, che hanno fatto aumentare le vendite. I dati della CPCA lo confermano: rispetto ad agosto più 5% il mercato totale, e più 7,8% le auto a nuova energia. Aanche se, come avete visto più sopra, il confronto con settembre dell’anno scorso resta negativo.

Alla prossima (e vi lascio con una domanda)

È tutto per oggi. Alla prossima occasione, con altre novità e curiosità da Shanghai sulla mobilità elettrica: qualche nuovo modello che potremmo vedere in Europa nei prossimi mesi, ma anche la vita di tutti i giorni in una città sempre più elettrica.

Domanda ai lettori: e voi, preferite le auto in cui si “scende” o quelle in cui si “sale”? E quale di questi tre modelli vi piacerebbe vedere per primo sulle nostre strade?

  • LEGGI anche: “Auto elettriche cinesi: la grande “purga” è iniziata (ma per noi cambia poco)” e guarda il VIDEO

Visualizza commenti (1)
  1. Ringrazio il mitico Ivone (con una, anzi due punte di sana invidia 😉) per i suoi reportage di questa meravigliosa avventura; ovviamente vivere nelle megalopoli cinesi significa fare un salto nel futuro visto che secondo il calendario cinese tradizionale, al “nostro” 2026 corrisponde l’anno 4723 ! Ed in tante cose ce lo dimostra….
    In Italia neppure i famosi semafori col “conto alla rovescia” siamo riusciti ad introdurre (e dire che li avevo notati in Turchia qualche decennio fa ! ).
    A parte le auto full-size (che si adattano bene solo in new towns in stile cinese o americano… non certo nei nostri centri urbani con piante medioevali e strade un po’ arruffate attorno) invidio davvero l’attenzione a facilitare la vita delle persone (almeno quelle “benestanti” che frequentano le aree più centrali delle città; forse nelle campagne un po’ più remote si ritorna rapidamente ai tempi di Mao Ze Dong ? ).
    Che la Cina sia uno degli epicentri mondiali della tecnologia avanzata non c’è affatto da meravigliarsi; quello che è invidiabile è quel modo tutto loro di puntare alla praticità della tecnologia e non alla sua versione più “gigante” e stupefacente (vedi sviluppi di I.A. che loro portano avanti con sistemi “aperti” e molto più economici rispetto ai corrispondenti sistemi made in U.S.A,), anche se c’è molto meno da “invidiare” per certi aspetti di controllo e governo della popolazione, del territorio proprio e di quelli di confine…

    Se dovessi fare una domanda ad Ivone chiederei più dettagli di come vengono attualmente gestite le ricariche di così tante NEV in circolo (se ci sono code visibili o tutto si svolge fluidamente , magari grazie alla più diffusa capacità di sfruttare app di prenotazione, visto che da noi anche i quarantenni a volte li vedo “anziani” nell’uso di tecnologie attuali e non futuristiche).
    Altra cosa che mi piacerebbe è magari qualche sua opinione su vetture di segmenti un po’ più “italiani” (seg. B/C ) ; delle nostre “regine del mercato seg. A/b ancora penso sia presto, in attesa di miglioramenti sostanziali sulla densità gravimetrica delle prossime batterie in produzioni definitive e non prototipali.

    Per quanto riguarda la sua domanda su auto “in cui si scende / si sale” ovviamente in Europa ora dominano i SUV anche nelle categorie minime; son sicuramente più comode, con buona visibilità e sensazione di sicurezza, magari ottime anche su terreni difficili (4×4 o no, l’altezza aiuta.. lo so anche col mio crossover RWD dopo 5 anni di fuoristrada AWD). E’ anche vero però che per chi viaggia tanto in autostrada sarebbero molto migliori le berline o anche SW basse e filanti e… di massa ridotta !
    Un salutone virtuale ad Ivone e consorte con l’augurio di godersi al massimo questa splendida avventura 👋👋

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