L’Etiopia ce la fa: la transizione all’auto elettrica è già realtà

etiopia auto



L‘Etiopia ce la fa: dopo essere stato il primo Paese al mondo a bandire i motori termici nel 2024, ha già elettrificato quasi il 10% del suo parco auto circolante. Il confronto con l’Italia, ferma a meno dell’1%, è impietoso. Ma anche Francia e Germania si fermano a cavallo del 3%.   

Il salto elettrico: già a batteria l’8,3% delle auto circolanti

Quando nel 2024 il governo etiope annunciò il divieto di vendita e importazione di auto a benzina o diesel, molti esperti prevedevano un clamoroso fiasco. Ma oggi i fatti li smentiscono. Secondo i dati più recenti, circa 115.000 veicoli elettrici sono già in circolazione, una cifra che rappresenta l’8,3% del parco auto nazionale.

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La svolta è, in larga parte, trainata da una maggiore capacità di generazione elettrica da fonti rinnovabili come l’idroelettrico. L’inaugurazione della grande diga Grand Ethiopian Renaissance Dam sul Nilo azzurro con una capacità di 6 GW, non solo copre il fabbisogno elettrico dell’intero Paese, ma consente di esportare energia in tutti quelli limitrofi.

Uno dei fattori che sta convincendo gli automobilisti etiopi è il costo estremamente basso dell’elettricità rispetto ai carburanti fossili: ricaricare un veicolo elettrico costa in media l’equivalente di circa 4 dollari al mese, contro spese per carburante di circa 27 dollari per i veicoli tradizionali. Tutto questo in un Paese in cui il reddito medio mensile è di appena 50 dollari.

La sfida si sposta sull’infrastruttura di ricarica

Parallelamente, il governo ha imposto che nuove costruzioni e concessionarie prevedano la predisposizione di punti di ricarica, sebbene molte delle colonnine esistenti siano ancora di tipo lento. L’espansione delle infrastrutture, pur andando avanti, resta una delle principali sfide per sostenere una diffusione ancora più ampia degli EV. Circa il 45% della popolazione vive in villaggi isolati, privi di collegamento alle rete elettrica.

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Tuttavia la scelta di imporre il passaggio alla mobilità elettrica è praticamente senza alternativa: l’importazione di prodotti petroliferi costa ogni anno circa 6 miliardi di dollari e rischia di portare l’Etiopia alla bancarotta. Ora che la maxi centrale idroelettrica sul Nilo azzurro è in piena attività, il governo spera di affrancarsi velocemente dai carburanti fossili mettendo in strada 500.000 Ev entro il 2032.

La transizione non è solo legata al consumo individuale: la politica etiope sta stimolando lo sviluppo di attività di assemblaggio locale di veicoli elettrici, grazie a condizioni fiscali favorevoli sull’importazione di kit CKD rispetto ai veicoli completi, creando così qualche spazio iniziale per un’industrializzazione del settore. Per ora non c’è una produzione completamente autonoma, ma la collaborazione con costruttori stranieri indica un percorso interessante per il medio termine.

Un modello per il resto dell’Africa

Il successo della transizione in Etiopia è il frutto di più fattori concomitanti: l’assenza di risorse fossili da sfruttare, una motorizzazione privata ancora embrionale, la mancanza di una filiera nazionale consolidata nell’automotive tradizionale a contrastare il cambiamento, la prospettiva dell’autosufficienza energetica grazie alle fonti rinnovabili, idroelettrico in primis.

Ma molti altri Paesi Africani sono nella stessa situazione e più d’uno sta adottando il modello Etiopia. Nigeria e  Kenya hanno già attirato l’attenzione dei costruttori asiatici che si apprestano ad investire in impianti di assemblaggio e in alcune linee produttive di veicoli elettrici. Il Marocco che già ospita impianti produttivi di Renault, Stellantis, BYD si appresta a ricevere un investimento da 6 miliardi di dollari per una gigafactory del gruppo Gotion High-Tech, e diverrà il primo hub africano di Tesla. L’obiettivo di Rabat al 2030 è produrre un milione di auto elettriche da esportare verso l’Europa per l’80%.

Nigeria e Marocco sono anche tra i Paesi che hanno trainato il boom africano delle nuove installazioni solari. Un nuovo rapporto di Global Solar Council rileva che il continente africano ha installato circa 4,5 GW di nuova capacità fotovoltaica nel 2025, con un aumento del 54% rispetto all’anno precedente. Lo stesso rapporto stima una crescita ulteriore, fino a circa 10 GW all’anno entro il 2029.

  • LEGGI anche: Marchesini (Confindustria): “Europa terza potenza se risolve il rebus energia” e guarda il VIDEO

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