“L’eolico porta lavoro e benessere, non consuma suolo”. Parole di Giammario Busellu, sindaco di Ploaghe, paese sardo che da vent’anni ospita 51 pale di Erg, a pochi giorni dalla manifestazione dei No Watt. Un movimento che, nelle ultime settimane, si è distinto per affermazioni ridicole, come quella secondo cui “le ondate di calore sono create dagli impianti fotovoltaici”. Il primo cittadino, in un’intervista alla Nuova Sardegna, non si è limitato a dichiararsi favorevole, bensì totalmente favorevole al repowering dell’impianto eolico di Erg. E la Regione? Continua a diffondere comunicati stampa che celebrano la cancellazione dei progetti legati alle rinnovabili. Esulta anche per il metanodotto, mentre in questi giorni proseguono gli espropri lungo centinaia di chilometri: un’infrastruttura che, secondo le analisi di Arera, avrà un impatto significativo sulle bollette dei sardi, senza portare alcun beneficio ambientale.
Il sindaco che spiega alla presidentessa Todde che l’eolico porta lavoro e non inquina
Il colloquio del sindaco Busellu con il giornalista della Nuova Sardegna è illuminante sulle dinamiche politiche regionali e nazionali. «La nostra posizione totalmente favorevole in merito al repowering dell’impianto eolico di Erg è stata chiara in tutti i momenti di questo procedimento, tanto è vero che il mio predecessore, Carlo Sotgiu, lo ha spiegato alla presidente Todde in più occasioni. Quale sito è più idoneo al potenziamento degli impianti se non quello in cui esiste già un parco eolico?». Elementare Watson.

A Ploaghe non protestano, anzi: hanno vissuto nel timore di uno stop, alimentato dagli interessi dei signori del fossile che spingono hater e negazionisti a fare propaganda contro le rinnovabili. «Abbiamo avuto il timore che non venisse autorizzato l’intervento di ammodernamento del parco, con ricadute negative sia per la perdita dei posti di lavoro che dal punto di vista ambientale, visto che per un parco ormai obsoleto si sarebbe posto il tema dello smaltimento delle pale». Parole di chi conosce il problema.
Salvaguardato paesaggio, la “speculazione” è quella contro le rinnovabili a Saccargia
Per vent’anni le pale e l’eolico sono rimaste invisibili agli occhi dei No Watt, che in Sardegna sono arrivati perfino a contestare una pala collocata dentro una zona industriale. Oggi, invece, il grande scandalo riguarda un impianto con due decenni di attività alle spalle.
Il sindaco spiega la posizione pro repowering: «Siamo favorevoli alle rinnovabili senza un eccessivo consumo di suolo; nel caso dell’impianto Erg abbiamo suolo già utilizzato per l’impianto eolico presente, con la possibilità di migliorare la produzione, lasciando intatta la tutela a livello paesaggistico e ambientale. Nel repowering dell’impianto di Ploaghe il numero delle pale diminuisce e i siti di interesse non vengono intaccati».

La Basilica di Saccargia, in stile romanico pisano, è uno dei monumenti storici più conosciuti dell’isola. Ora viene usata strumentalmente dai No Watt, che denunciano uno sfregio ambientale e culturale. Il sindaco boccia anche questi pretesti: «Su Saccargia viene fatta solo speculazione. Il repowering consentirà di avere un miglioramento della produzione e garantirà la sostenibilità energetica, ma soprattutto avrà una ricaduta importante per la popolazione e per lo sviluppo del territorio, sia nel corso delle operazioni che per tutta la vita del parco».
Con il repowering si triplica la potenza: da 43 MW a 121, i No Watt contro l’eolico dei cittadini
La conversione dell’attuale parco dal punto di vista energetico è altamente produttiva: dai 51 aerogeneratori di vecchia generazione, per una potenza complessiva di 43 megawatt, si passerà a 27 turbine di nuova generazione da 4,5 megawatt ciascuna, che porteranno la capacità installata complessiva a oltre 121 megawatt. Meno pale, anche se più alte, e una produzione triplicata.

«Sosteniamo il repowering di Erg con estrema convinzione e non da oggi. Abbiamo appoggiato il progetto in tempi non sospetti in un documento, sottoscritto con il Comune di Nulvi, in cui fin dall’inizio abbiamo sostenuto le ragioni del repowering. I nostri concittadini sono favorevoli, il repowering avrà un impatto economico importante per tante aziende locali: a Ploaghe aziende importanti saranno coinvolte nei lavori. Il parco esiste da più di 20 anni e la popolazione lo conosce, fa parte del territorio. Siamo stati attenti alle questioni ambientali, in misura approfondita. Le nostre valutazioni nascono da un’analisi attenta, studiata senza superficialità e ponderata nel tempo».
I No Watt manifestano contro le pale in nome del popolo, ma i cittadini vogliono il parco eolico. Denunciano il colonialismo e poi calpestano i diritti delle persone del posto, come nel paese di Ittiri, dove hanno pesantemente insultato i residenti colpevoli di aver snobbato la loro manifestazione. La Regione? L ‘Ad di Erg Paolo Merli: «il progetto è stato autorizzato nel 2022 dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. La decisione è stata impugnata dalla Regione Sardegna». Ma «l’ultimo atto è stato il tribunale amministrativo che ha deciso a nostro favore, costringendo la Regione a rilasciare il permesso».
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Il solito sindaco testardo e idealista che non capisce che bisogna saltare sul carro dei vincitori e non sul carro dei buoni!
“la Sardegna non è una colonia energetica…” secondo Todde & c.
allora deve spiegare bene bene bene come un gasdotto e raffinerie di idrocabruri importati a carissimo prezzo (e disfacimento ambientale ) possano costituire una “liberazione” per il popolo sardo….
L’Italia sta distruggendo le proprie capacità industriali proprio perché ha troppi legami con i costi degli idrocarburi (che a breve finiranno fuori controllo !! ).
SE la Sardegna vuol davvero Non essere una “colonia energetica” deve autorizzare quanto prima la sua Autosufficienza da F.E.R. cominciando proprio dai rewamping degli impianti esistenti ed aumento di quelli già piazzabili in zone industriali.
Magari deve resistere alla tentazione di diventare esportatore netto in pianta stabile a favore di altre regioni continentali già industrializzate, per evitare un eccesso di presenze sul territorio a favore di altri … ed in modo da mantenere attrattività per posizionare manifatture industriali/artigianali/trasformazione alimentare di prodotti locali… una bella Z.E.S. AUTOSUFFICIENTE insomma….
I pochi, rumorosissimi contestatori son più “incursori” del nemico che propinano disinformazione a favore di lobbies che già troppi danni hanno causato in Sardegna.
https://aforismi.meglio.it/storia.htm?id=237c5
.. oltre al lavoro e all’energia autarchica, l’impianto porta compensazioni economiche al Comune..
le norme sono cambiate in questi anni, e questo progetto è in ballo da tanti anni, per cui non sono sicuro delle percentuali che hanno contattato, ma se in fase di progetto hanno deciso il 3% del fatturato della vendita energia (nuove norme), sarebbero 630.000 € all’anno a rinforzare il bilancio Comunale o a finanziare opere specifiche di pubblica utilità
Ottimo questo sindaco e gli abitanti che lo sostengono, perchè non è possibile avere questi “fenomeni” teleguidati che si organizzano per venire da fuori a prendersela persino con un repowering (aggiornamento di un parco eolico) e in un Comune che non è il loro
avevo letto dell’iter lungo e travagliato (per via del tentativo della regione di fermarlo, forse sventato, vedremo) di questo progetto
>>> le vecchie turbine:
– mozzo a 50 metri da terra e la punta superiore a 76 m
– 51 turbine da 0,85 MW ognuna, ammassate tra loro
– resa annua netta 1872 ore , cioè capacity factor 21,3%
>>> le nuove turbine:
– mozzo a 107-114 metri da terra e la punta superiore a 180 m
– 27 turbine da 4,5 MW ognuna, ben distanziate
– resa annua netta 2469 ore , cioè capacity factor 28,2%
>>> produzione annua energia
— ora, 80,5 GW-h
— dopo, 300 GW-h
>> costo progetto circa 1400 €/KW potenza ( 170 milioni )
PS: gli aerogeneratori sono lontani molti km dalla Basilica di Saccargia, nonostante le pale più alte, saranno dei puntini all’orizzonte; il nuovo progetto ha aumentato la distanza rispetto ad adesso dalla basilica
Punto primo, non su chi sia R.S. Io sono di Ploaghe. Punto secondo, le vecchie pale eoliche sono state posizionate in territori ad alta vocazione agricola con scempio del suolo senza eguali con la VIA di allora fatta da un perito agrario non abilitato e altri compagni e parenti di cordata. Le nuove, paradossalmente, andranno ad impattare in modo ancora più pesante: meno pale non vuol dire meno danno. Punto terzo, molte giacciono a pochi passi da siti archeologici importanti e sarà tutto da vedere come la ERG curerà e valorizzerà questi siti, come hanno dichiarato ad Aprile all’Agenzia giornalistica ANSA. Punto quarto, nel tempo i ploaghesi hanno maturato una loro coscienza sulla questione e non è vero che il sindaco attuale sia sostenuto da tutto il paese. Tutt’altro. Infatti non ha mai indetto una assemblea pubblica sulla cosa perchè scoprirebbe che le interviste pro-ERG sono sue esternazioni con sott’intesi di non difficile “interpretazione”. Osilo docet! Punto quinto, come questo intervento porterà lavoro? Quali imprese, quali maestranze, quali tecnici, quali vantaggi se per giunta non si tratta di “energia autarchica” perchè il paese non ne avrà nessun vantaggio economico sulle utenze domestiche ed industrilai Infine, ciascuno è libero di difendere il proprio territorio nel miglior modo possibile. E, se per la prima volta, non siamo più “locos, pocos y malunidos”, magari bisognerebbe esserne contenti. P.S. Se vi capita andate a vedere i bilanci del gruppo ERG e delle consociate operative in Sardegna, si faranno delle scoperte meravigliose.