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L’elettricista mi dice che basta la presa shucko. E’ vero?

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presa shucko
Ricaricare con una normale presa? Non è vietato, ma sconsigliato.

David ci ripropone l’eterno dilemma: posso caricare l’auto in garage dalla presa shucko, come mi consiglia di fare il mio elettricista? Potete inviare le vostre domande a info@vaielettrico.it

E senza wallbox quanti km ricarico ogni ora?

presa shucko

Vi chiedo per favore aiuto.
Sto per acquistare la Megane Etech e ho contattato il mio elettricista per la wallbox in garage. Premetto che vorrei valutare di mantenere il classico 3 kw e l’elettricista mi suggerisce di mettere una presa shuko?! e non la wallbox.
La domanda è: è davvero esatto fare così e quanti km ricaricherei all’ora usando magari 2 dei 3 kw disponibili?
Grazie in anticipo David Raccanello

Il nostro consiglio? Cambi elettricista

Risposta-Fossi in lei cambierei elettricista. Scherzi a parte: la presa shucko non le dà garanzie di sicurezza assoluta per un’operazione energivora e continuativa come la ricarica di un’auto con batteria da 40 o 60 kWh, che può assorbire fra 2 e 3 kW di potenza per dieci ore continuative, ripetuta almeno un centinaio di volte all’anno. L’auto elettrica, insomma,  non è un elettrodomestico e questo farebbe bene a tenerlo sempre presente.

Almeno una presa industriale, più veloce e più sicura

presa industriale casa
La ricarica con carichino in dotazione e presa shucko, anche se a 10 Ah soltanto, è una soluzione da adottare episodicamente, ma non sistematicamente. E le permetterebbe di incamerare non più di 13-14 km di autonomia all’ora.
Se non ha intenzione di investire 1.000-1.500 euro in una wallbox, dovrebbe almeno installare una presa industriale interbloccata con la quale potrebbe caricare fino a 16 Ah, 3,7 kW di potenza, in tutta sicurezza, incamerando circa 25 km ogni ora.
Le ricordo però che con una wallbox omologata dal GSE, potrebbe beneficiare anche della offerta sperimentale lanciata l’anno scorso, che le eleva automaticamente e gratuitamente la potenza domestica a 6 kW nelle ore notturne e nei festivi. Così ogni ora potrebbe incamerare quasi 50 km.

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83 COMMENTI

  1. La questione di fondo e’ che essendo la connessione shuko un’unione tra contatto metallico maschio e femmina va da se che il risultato dipende dall’accoppiamento dei 2 membri.
    Se per il maschio si tratta di un piolo in acciaio ben visibile, diversa e’ la questione dal lato femminile, coperto da plastica e fatto di materiali che spaziano dall’ottone puro alle piu’ esotiche placcature per garantirne chi la durata operativa in fatto di inserzioni chi il miglior contatto e chi la dissipazione termica.
    Sapere poi il costruttore dell’immobile che serie/marca ha usato e’ l’ennesimo esercizio modello capriola da inserire nel computo di sicurezza della connessione. E non volete metterci la sezione dei fili che stanno dietro, la temperatura media dell’ambiente, la possibilita’ dei fili lato casa di dissipare calore, quanto hanno stretto bene le viti dietro la presa femmina…
    Insomma siamo alla sagra del cosi’ e’ se vi pare….
    Per esperienza una schuko maschio lato carichino in buone condizioni, collegata ad una schuko femmina non “allargata” da molteplici inserzioni, garantita dal fabbricante 16A, di marca non sconociuta con dietro fili ben serrati da 4mm2 () e di qualita’, in un ambiente che non superi di norma i 30 gradi in queste condizioni c’e’ da stare tranquilli.
    Poi chiaramente se qualcuno e’ vittima di un incidente e si trova su un Tank e’ chiaro che si trova piu’ al sicuro…

    • -un’unione tra contatto … maschio e femmina va da se che il risultato dipende dall’accoppiamento dei 2 membri.-

      E questo dalla notte dei tempi. ☝️

      • Data l’età vado a memoria, mi sembrava che, nell’accoppiamento, preferissi ci fosse 1 membro solo. Ho offuscate rimembranze 😟

  2. Ho letto i vari commenti, sia dei pro che dei contro all’installazione di una wallbox.
    La domanda da porsi, secondo me, è la seguente:
    Ha senso risparmiare 1000/1500€ per una WB installata, dopo aver speso decine di migliaia di € per l’auto?
    Li spendiamo in accessori estetici delle nostre auto ( cerchi fighi ) e poi risparmiamo su cosa?
    Sostituiremo l’auto ( prima o poi ), ma la WB rimarrà la stessa, quindi è un costo che viene spalmato su anni ed anni, ma ti permette di avere certe comodità aggiuntive:
    Controllo carichi per variare in modo costante la potenza di ricarica senza fare saltare il contatore, leggendo i consumi della casa.
    Possibilità di caricare a potenze superiori se hai bisogno di ripartire dopo poche ore.
    Maggior sicurezza, in quanto protetta da differenziale dedicato ( cosa che il carichino non prevede ) e connessione con morsetti e non con contatti striscianti.
    Possibilità di utilizzare esclusivamente energia proveniente dal FV per chi lo ha ( non. Tutte le WB hanno questa possibilità).
    Ci sarà un motivo se le prese industriali da 16A ( stessa potenza della schuko ) sono blu con dei PIN molto più grossi. Non le hanno fatte così per caso, altrimenti la schuko c’era già.
    Personalmente

    • Aggiungerei un particolare impagabile: con il cavo integrato colleghi l’auto in due secondi. Mentre il carichino devi tirarlo fuori dal bagagliaio e svolgerlo ogni volta. Vabbè, sarò pigro…

        • Esatto. Stavo per lanciarmi in una descrizione dettagliata dell’operatività del carichino… Poi ho lasciato perdere.
          La sua frase è il perfetto riassunto di quello che volevo dire in comode 800 battute. 😀

    • -Ci sarà un motivo se le prese industriali da 16A ( stessa potenza della schuko ) sono blu con dei PIN molto più grossi. Non le hanno fatte così per caso, altrimenti la schuko c’era già.-

      Bravissimo.

      • Tranquillo che arriverà qualcuno a dire che è perchè periti e ingegneri elettrotecnici son tutti fessi mica come l’elettricista praticone che gli fa l’impianto in nero

        • Su questo non c’è dubbio. 😀

          Ciò non toglie che in casa mia “l’impianto in nero” con tanto di quadro di servizio e due prese interbloccate (una in box e una in cortile, mi piace essere comodo…) me lo sono fatto da solo… 😉

          • Quindi l’elettricista quando dice che basta la scuko è il praticone che fa l’impjanto in nero mentre se comsiglia l’istallazione di una Wall box magicamente diventa l’esperto certificato vero????
            Non sarà mica che l’elettricista onesto consiglia quello che va bene per quell’esigenza di ricarica (che non sono tutte uguali), quindi in alcuni casi può essere che una normale presa scuko sia adatta e perciò da quella indicazione, mentre quello disonesto fa i lavori da praticone (e magari in nero) a prescindere da se monta una scuko o una wall box???
            La differenza nella sicurezza non lo fa la scelta fra scuko o wall box ma l’onestà dell’elettricista a cui ci si rivolge lo volete capire o no???
            Perché secondo voi è così complicato montare una Wall box in un box privato di una casa indipendente (dove non c’è da rendere conto neanche ad un amministratore di condominio dominio) in nero? Anzi se l’elettricista è disonesto scommetto che sia più propenso a fare un lavoro economicamente più sostanzioso perché ovviamente ci guadagna di più…
            Perciò l’equazione scelta Scuko = elettricista trafficone mentre WallBox = tecnico specializzato onestissimo non regge… ripeto ogni caso va valutato a se riguardo al decretare le necessità minime dell’impianto per essere in sicurezza (non si può dire che la wall box sia sempre indispensabile) ed in ogni caso la sicurezza la fa solo l’onestà di chi lo realizza l’impianto è non se fatto con Wallbox o scuko.

          • @Moreno: a casa mia i lavori vengono fatti tutti con fattura, se lei è abituato a fare o far fare lavori in nero, è un problema, illegale, suo.
            La sicurezza la fa sia la presa che quello che protegge presa e linea.
            Come ho già scritto, per una WB è previsto un magnetotermico differenziale dedicato a monte della linea.
            Per una presa schuko no.

          • Piccolo particolare: l’installazione in nero, senza certificazione di installatore qualificato, fa decadere l’assicurazione sugli eventuali danni all’immobile, a prescindere dal tipo di ricarica, wallbox o presa industriale che sia.

          • Moreno, se legge il mio intervento piùlungo vedrà che anch’io dico che alle giuste condizioni basta la schuko.
            Facendo l’appunto a me ha sprecato tempo e ascii… 😉😉😉

          • Andrea mi indichi dove ho scritto che io faccio fare lavori in nero??? Non abito neanche in una casa singola ma in un appartamento in condominio quindi pensi un pò….
            Però solo gli illusi possono pensare che qui in Italia tutti i lavori vengono fatti co. Regolare fattura per h tutti sappiamo cone vanno le cose….
            Quindi dire che la wall box è sicura perché PREVEDE che ci si konti un magnetotermico dedicato è una grande cavolata perché sarebbe garanzia di sicurezza se avessero incorporato il dispositivo (come lo ha incorporato il mio carichino per esempio…) non se lo indicano come necessario ma lasciano la responsabilità di montarlo ad altri…
            È proprio per questo che dico e ribadisco che allo stato attuale la sicurezza la fa o non la fa solo chi realizza l’impianto… tutto è demandato alla sua onestà sia nel caso di wall box che di carichino… tutti gli altri ragionamenti sono illusioni o peggio ancora paraculagine.

          • Aveva promesso che sarebbe stato “per l’ultima volta”. Invece, eccola di nuovo qui ad insultare.

          • @Moreno: il RCD che è presente nel suo carichino è presente anche nella WB.
            Lei non sa leggere le caratteristiche tecniche, ma si prodiga di dare consigli.
            Parla di un’Italia dove si fanno anche lavori in nero ove chi installa non si prende certo la responsabilità dei lavori fatti, mi spieghi perché una schuko con debba essere più sicura di una WB.
            Ah, visto che si fanno i lavori in nero, non riesco a capire come ci si possa fidare di un forno, o di una caldaia a metano.

          • @Moreno: ad Andrea aggiungo che quasi tutte le WB hanno incorporato un differenziale in continua da 6mA (differenziale tipo B il cui costo è enormemente maggiore del tipo A) che non è necessario da norme per il carichino e che nessun carichino (che io sappia) si sogna di incorporare.

      • Certo che c’è un motivo. Sono fatti per essere usati in ambienti ostili e con forti sollecitazioni, per uno attacca e stacca frequente e anche sotto carico. Il mio carichino sta collegato nella stessa shuco da due anni e viene spento ed acceso da un interruttore in assenza di carico. Mica sono tutti fessi

        • Sono fatti per garantire un contatto perfetto ed un funzionamento prolungato limitando al minimo le dispersioni sotto forma di calore.

  3. Io ho ricaricato esclusivamente con la shuko per un periodo di circa 2 mesi in attesa dell’installazione della wallbox. Lo trovo scomodo perché prima o poi ci si troverà ad avere bisogno di fare un pò più di km del solito e ci sarà bisogno di ricaricare con una maggiore velocità. Io consiglio di avere la possibilità di fare un pieno in una notte. Con la wallbox poi non ci si deve preoccupare di superare la potenza disponibile del proprio contratto e si può impostare la ricarica solo da impianto fotovoltaico. Oppure si può farla partire all’orario migliore per la propria tariffa e attivare il preriscaldo dell’auto. Insomma tutta un’altra cosa

  4. Un obiezioneche mi ha posto l’elettricista quando gli ho parlato di installarmi una presa industriale interbloccata al posto della wallbox:
    Ok cosi sei sicuro lato presa, ma lato spina?
    Li ti rimane sempre la normale spina schuko del carichino che ha gli stessi limiti della presa a muro schuko.
    Sbaglia? grazie per chi mi chiarisce questo punto

      • grazie!
        Esiste un articolo in cui si parla dei vari carichini presenti sul mercato?
        Cosi da valutare quelli che hanno connettore per presa industriale e la limitazione di potenza di carica..(ideale sarebbe 1kw)

        • Vaielettrico ha scritto di questo dispositivo che ha un connettore intercambiabile sia per presa industriale sia shucko. E’ costoso, ma permette di ricaricare in sicurezza in garage pur senza wallbox, sia in mobilità episodicamente con qualsiasi presa shucko. Su Amazon trova carichini con connettore alla presa industriale fra 250 e 300 euro

          • Esatto: ci sono alternative più economiche alla Juice Booster 2 ed altrettanto valide, a parer mio.
            Io ad esempio ho optato per il cavo ZENCAR, con relativa presa industriale installata nel mio box; il tutto mi permette di caricare in sicurezza anche a potenze piuttosto alte con una spesa relativamente contenuta: quel cavo su Amazon si trova a circa 500€, trifase fino a 11W, oppure monofase fino a 7,4 kW a circa 210€ + il lavoro di installazione della presa industriale nel box, che io ho ovviamente fatto fare ad un elettricista di fiducia.
            Da quando ho questo cavo mi trovo benissimo e mi permetto di consigliarlo perchè secondo me è un ottimo compromesso tra il carichino shuko e la classica wallbox (per la quale tra acquisto ed installazione bisogna comunque mettere a budget almeno 2000K, se si trova l’installatore onesto).

          • Nella mia risposta precedente… ovviamente alla fine della risposta intendevo 2000€ .. non 2000K, che sarebbe stato un tantino esagerato 🙂

          • Avevamo intuito, comunque grazie per la precisazione. Però se arrivasse questo maledetto incentivo dell’80%…..

          • Io spesi per la ZAPPI 957,40€ e 315,00€ per l’installazione, canala esterna diretta da contatore a garage, circa 8 metri, 5 curve, con foratura di 25cm di cemento armato, cavo da 6mm2 e cavo per sensore CAT5e.

  5. La vostra risposta è imbarazzante, non degna del sito. E Moreno che commenta, non solo questo articolo, ha pienamente ragione. Non si comprende perché vi comportate così o forse a pensar male…
    Anche io ho chiesto a numerosi elettricisti e TUTTI rispondono uguale.
    Se volete dimostrare che una presa schuko non sostiene 10 ampere (non dico 1) per ore e ore, attendiamo dettagli e vi preghiamo di far ritirare le prese schuko dal mercato.
    Peraltro tutti i caricatori in commercio hanno le varie protezioni. E come stradetto, se l’impianto è a norma (alcuni parlano addirittura di cavi da 4mm quadri, senza senso) il valore di 10 ampere è assolutamente utilizzabile. I 16 ampere sono al limite.
    10 ampere ovvero 2,2 kw consentono una ricarica in 10 ore di circa 21 km ovvero più di un terzo della media delle auto elettriche in circolazione!

    • Sia più educato e meno arrogante, tanto per cominciare. Legga i commenti di altri lettori che la pensano esattamente come noi. Detto ciò a casa sua faccia come le pare. Ma noi non ce la sentiamo di consigliare qualcosa che possa essere “al limite” e magari utilizzato senza nessuna verifica sull’impianto a monte.

      • Sono molto educato. Siete voi che rispondete di cambiare elettricista. Se io fossi l’elettricista in questione vi farei causa! Inoltre ho scritto al limite per i 16 ampere e non 10. 10 ampere per una schuko non sono IL LIMITE! Stranamente voi però consigliate la wallbox mentre se un elettricista serio e certificato autorizza voi sconsigliate! Ma vi leggete o risponde qualche altra persona non leggendo quello che viene scritto? Ripeto, fate ritirare le schuko allora, aspetto la notizia domani.

          • Va bene alzo le mani. Si commenta da solo. Argomentazioni sotto lo 0. Facendo così perdete solo ed esclusivamente credibilità. Non avete mai e dico mai risposto sul tecnico. Poi non lamentatevi.

          • Se lo può dimostrare anche con un video sono qui. La perdita è del 10% quindi assolutamente non quel valore che lei scrive. Salvo che la renault abbia altri assorbimento quale riscaldamento o altro attivi mentre carica.

          • @Riccardo: un video per 4 dati non mi è sufficiente 😁 aspetto che si riescano a mettere in rete degli ologrammi 😜. I dati che ho misurato io sulle ZOE che ho avuto sotto mano sono ben meglio di quelli che si possono leggere in rete. Anche perchè quelli in rete sono relativi alla serie Q che caricava in AC anche a 43kW.
            La ZOE succhia (dato prelevato da CanZE) 6-700mA solo ad “accenderla” 0,7A @400V sono 280W e già con questi siamo al 18,66% di perdite a 1,5kW. Poi c’è l’efficienza dell’alimentatore che aumenta con la potenza di carica. Comunque ripasso che dalle mie misure ho visto anche il 70% di efficienza di carica a 1,5kW (un po’ di più di 1,5W giacchè a 1,5kW la carica si blocca), circa il 90% sopra i 2,5kW (device current a 12,6A) e “PocoAffidabile” 97-98% a 22kW, dico “PocoAffidabile” perchè le misure che ho fatto avevano temperature di batteria di inizio e fine carica molto diverse, tanto per dire un paio di volte ho calcolato anche un assolutamente improbabile 103% di efficienza.
            Poi dalle testimonianze di Guido? Sandro? Moreno? chi ha Tesla riporta efficienze del 90% anche a basse correnti di carica. Dati precisi da altri utenti con altre vetture non ricordo di averli letti. Non vedo perchè non credere a questi dati però io parlo per la ZOE col motore Renault (non Continental). Ricordo che per Renault il motore è parte integrante e fondamentale del caricatore di bordo Chameleon.

          • Specifico: per caricare a circa 1,5kW ho impostato la ZAPPI a 7,8A.
            A meno non caricava, magari di notte quando la 230V sono 230V…

  6. ai tanti che raccontano di ricaricare da anni con la shuko senza problemi ricordo che ne basta uno di problema per dar fuoco alla casa! Con una spesa ridotta, installando una presa industriale, riducete ampiamente questo rischio

    • Buonasera Roberto. Posso dirle che lavoro nel campo ed ho avuto anche una ditta di installazioni di impianti elettrici con tanto di iscrizione a camera di commercio e abilitazione a rilasciare dichiarazioni di conformità. Tanto per sottolineare che so di cosa si parla. Premesso questo le garantisco che un ” carichino” con spina shuco è progettato per una ricarica continuativa dell’auto anche durasse 1000 ore. Ovviamente la controparte, ovvero la presa deve essere in condizioni perfette, quindi scordiamoci adattatori, ciabatte e simili. E soprattutto la linea di alimentazione deve essere opportunamente dimensionata. Lo ho già scritto, per quanto mi riguarda ho installato una presa shuco di ottima qualità nel mio parcheggio con tutte le protezioni del caso, visto che dista 45 m dal contatore Enel ho piazzato una linea da 10mmq anche in previsione, non si sa mai, di un futuro upgrade di potenza. Per ora uso il carichino con contatore da 3,3 kW con soddisfazione per caricare la Twingo ZE da due anni e mezzo, tutto perfetto. Prima che ritorni quello che mi ha chiesto come ho fatto ad infilare il cavo da 10mmq dentro la shuco: il cavo arriva nella scatola dove c’è un interruttore differenziale magnetotermico da 16A, da lì partono due spezzoni da 4 mmq lunghi una ventina di cm per collegare la presa. Tutto lì. Se siete convinti che sia indispensabile la wallbox compratela pure, ma ciò non è assolutamente la verità, è una soluzione come altre. Per chi non lo sapesse la gestione della parte di potenza la fa l’elettronica dell’auto, il carichino o la wallbox collegano banalmente i fili della 230 direttamente alla presa della macchina. Poi c’è una parte di comunicazione digitale che serve a stabilire a che potenza caricare ed altre cose ma si tratta solo di segnali digitali a bassa tensione e potenza. Fate come volete ma consapevolmente

      • Spero usi il suo carichino ad almeno 14A altrimenti, proprio con Twingo (Zoe, Megane) le va via più energia in entropia che nella batteria. Per altre non metto il naso ma su Renault col Chameleon (che carica a 22kW) non ho dubbi.

      • proprio perchè del settore dovrebbe sapere che una presa industriale è un upgrade poco costoso sopratutto dopo il lavoro che ha già fatto sul suo impianto. Un upgrade che la mette al sicuro da inutili rischi. Come dice lei stesso per il suo impianto ha installato una schuko di “ottima” qualità. E perchè? Visto che le schuko hanno tutte gli stessi criteri di omologazione non ne bastava una qualunque?
        Probabilmente lo ha fatto perchè sa che stiamo parlando di carichi prolungati per lunghi periodi di tempo che possono portare ad un surriscaldamento del contatto che col tempo può causare una “cottura dei materiali”
        Anche solo la maggiore superfice di contatto di una presa industriale aiuta a ridurre le temperature della presa evitando “cotture” dei materiali.
        Lei è un esperto e sa quel che sta facendo, non sovraccaricherà mai il suo impianto e sa come riconoscere eventuali segni di usura della presa schuko, ma non è scontato che lo sappia fare chi si fida dell’elettricista praticone che non ha idea di che tipo di carico andrà a gravare sulla linea limitandosi all’equazione Schuko <= 16A.

        • Su questo ha ragione. Il discorso però è che non si tratta del carichino che non è sicuro ma dell’uso che se ne fa. Se opportunamente utilizzato il carichino è sicuro quanto la wb. E preciso che la Twingo la carico sempre a 16A, in momenti in cui non ho altri carichi importanti connessi

  7. Noi utilizziamo una resa SHUKO, per la ricarica della nostra SMART ED, praticamente da 10 anni, è pur vero che il 98% delle ricariche avviene con 7.5Amp, (carica lenta, meno stressante per le batterie al litio). Solitamente la durata della carica è intorno alle 7 – 8 ore; in inverno, la notte, nelle rimanenti stagioni, durante il giorno, quando il F.V., ha la massima erogazione.
    Ero stato tentato anche io, tentato di installare una presa industriale, tuttavia, poiché la SMART ED, ha una autonomia limitata dallo spazio delle batterie, che hanno preso il posto del serbatoio carburante, mi è già capitato di effettuare delle ricariche parziali, presso le abitazioni di amici o parenti. Come potete ben immaginare, la presa SHUKO, è sicuramente più di uso comune, rispetto ad una presa industriale.
    Per questo motivo, principalmente, non sono intervenuto sul dispositivo, per modificarlo con una presa industriale.
    Saluti Piero

    • D’accordo ma stiamo parlando di una Smart con autonomia di 1/4 rispetto a Megane e-tech che invece si presta tranquillamente a fare viaggi

      • L’autonomia dell’auto non c’entra nulla con le esigenze di ricarica domestica non finirò mai di ripeterlo…
        Conta solo quanti km si fanno al giorno perché è quello che consumi durante il giorni che ti serve rimettere in batteria….
        Puoi avere anche una batteria da 200 kWh ma se fai solo 20 km al giorno ne avrai consumati al massimo 4 o 5….
        Quindi equazione Megane = doppio bisogno di potenza rispetto a Smart non vale…
        Perché se con la Smarr fai 100 km al giorno (l’autonomia lo permette tranquillamente) mentre con la megane ne fai solo 30 è con la start che ri serve molta più potenza per poter ricaricare in autonomia in casa….
        Ed il viaggio saltuario m, tipo nel finesettimana, non spostano il discorso perché non è che poi il lunedì ti serve la batteria al 100% se nella quotidianità fa pochi km… il pieno lo fai a step durante tutta la settimana: tipo ogni giorno recuperi io 20%.

        • Le esigenze possono variare all’improvviso, ad esempio si potrebbe cambiare lavoro e trovarsi a fare molti km in un giorno oppure un familiare bisognoso di cure potrebbe costringerci a fare molta strada ogni giorno per andare a trovarlo. Io consiglio di ricaricare quotidianamente o quasi i km percorsi, ma allo stesso tempo di poter effettuare un pieno in una notte o anche meno soprattutto se l’auto elettrica è l’unico mezzo a disposizione. Se c’è un emergenza l’auto deve essere carica

        • @Moreno, uffa, è una Renault, Smart non so, ma Renault non carica proprio a 7,5 A (1,5 kW @, 200Vac) e sotto i 2,5kW il 30% se ne va nell’aria.

    • il 98% delle ricariche avviene con 7.5Amp, (carica lenta, meno stressante per le batterie al litio)
      State sprecando un mucchio di corrente in dispersione. lo sapete? Anche a 13A non stressate un bel niente…

  8. Mah….qui di esperti ed elettrotecnici mi sa che ce ne sono pochi. Soprattutto quelli che misurano l’energia in kW……
    Sarebbe utile che invece di chiacchiere e sensazioni ci fosse un bel servizio di Vaielettrico che spiegasse, appoggiandosi magari a esperti del settore, se ci sono limitazioni ad usare una Schuko per ore a 13A (3 kw) o fino ai 16A nominali. Che spesso è quello che fa un forno.
    Anche io ricarico spesso per tutta la notte a 13 A e non ho mai sentito il cavo o la presa calde: e la linea è servita da cavi da 4 mm2. Dieci ore sono quindi 30 kWh, che al netto delle perdite del trasformatore, garantiscono 200 km di autonomia, quasi sempre sufficienti per tutte le necessità quotidiane.

    • Dove sarebbe il forno che funziona 10 ore tutte le notti tutto l’anno? Forse dal panettiere, che ovviamente avrà prese industriali. Le ricordo che negli edifici sottoposti alla Prevenzione Incendi è obbligatorio ricaricare solo con impanti di ricarica fissi; un motivo ci sarà

          • La normativa prevede una presa fissa (che non vuol dire per forza wall box) mel caso di realizzazione di una Stazione di ricarica o infrastruttura di ricarica per veicoli alimentati ad energia elettrica…
            E che cos’è è specificato al punto 2.12 che recita: Un’infrastruttura elettrica, incluso il punto di ricarica, che per la sua realizzazione richiede una nuova connessione alla rete di distribuzione elettrica o una modifica della connessione esistente.

            Quindi amche questa sua info è fuorviante perché l’obbligo di utilizzare una presa fissa (che può essere amche una presa industriale) c’è solo nel.momemto in cui si va a realizzare una nuova connessione (aprire una nuova linea) o a modificare una esistente… perciò se si utilizza l’piamto esistente perché già idoneo (ed ovviamente che sia idoneo va verificato… questo è ciò che fa realmente la sicurezza) nessun obbligo c’è.

          • -mel caso di realizzazione di una Stazione di ricarica o infrastruttura di ricarica … che cos’è è specificato al punto 2.12-

            Tra l’altro, e sarebbe motivo di interessante approfondimento, riporto alla vosta attenzione il particolare di gusto tutto italiano, volto a confondere le acque nello stagno della gente comune.

            La circolare dei pompieri, per definire “che cosa è un punto di ricarica”, si rifà ESPLICITAMENTE al D.L. 6 dicembre 2016, n. 257 che all’Art. 2, comma 1, unto D recita testualmente

            “punto di ricarica di potenza standard: un punto di ricarica,
            che consente il trasferimento di elettricita’ a un veicolo elettrico
            di potenza pari o inferiore a 22 kW, ESCLUSI I DISPOSITIVI DI POTENZA PARI O INFERIORE a 3,7 kW, che sono installati in abitazioni private”o il cui scopo principale non e’ ricaricare veicoli elettrici, e che non sono accessibili al pubblico.”

            Di conseguenza, piaccia o no, in forza di tale D.L. si è autorizzati a pensare (mai la certezza, mi raccomando, MAI!!!) che fino a 3,7 kW/16A da un punto di vista puramente normativo non siamo in presenza di un punto di ricarica ma di qualcos’altro. (decidete voi: una presa, un rubinetto elettrico, una valvola, una tapparella, un annaffiatoio, un paio di sci… Sentitevi liberi)

            Ribadisco: sarebbe cosa da approfondire.

      • Il commentatore ha ben specificato che dietro la presa shuko ha cavi da 4mm2.
        Il diametro dei fili lato muro che vanno al contatore/scatole derivazione e la qualita’ dell’abbinata presa-spina fa la differenza nel considerare una shuko adeguata o no con carichi fino a 16A.
        Se analizziamo le norme una shuko sarebbe a norma coi 16A, poi starei attento al lavoro da elettricista che magari vi ha fatto l’amico a tempo perso in garage

        • Le shuko sono a norma con i 16A, il problema nel caso delle ricariche è la durata delle stesse.
          Caricare per ore nel corso degli anni può portare alla “cottura” dei materiali.
          Le pese industriali sono pensate apposta per non avere questo problema.
          Aggiungiamoci anche che la qualità delle shuko può essere molto varia a seconda del produttore.
          il punto principale però è che installare una presa industriale è una spesa tutto sommato contenuta e ci mette al riparo da un rischio inutile. Poi uno può continuare a usare le shuko quella volta che è in giro e ne ha bisogno, nel 99% dei casi non succede nulla, ma basta quell’ 1% per dar fuoco alla casa!

    • Nella realta’ la presa domestica “da 16A” non e’ da 16A continuativi (o nominali), indipendentemente dalla sezione del cavo con cui e’ cordinata. Apparentemente con la diffusione della ricarica elettrica, questo aspetto e’ diventato evidente e forse la normativa ci sta lavorando a regolarla. La corrente continuativa (probabilmente a temperatura ambiente) e’ indicata attestarsi attorno agli 8-10A.

      Alcuni riferimenti
      https://www.plcforum.it/f/topic/249540-portata-reale-presa-16a/
      https://www.plcforum.it/f/topic/198492-portata-continua-prese-da-16a/

  9. Allora: se posso…
    Fermo restando che limitandosi ad una ricarica ad un massimo di 10 ampere l’utilizzo di una Schuko (che diamo per correttamente installata anche a livello dei cavi) sul lungo periodo si può ritenere sostenibile, bisogna ovviamente vedere quali sono le necessità del nostro amico. Il quale ha acquistato una Megane, di conseguenza una vettura che come minimo ha 40 kW di batteria. Non pochissimi. Personalmente non mi farei spaventare più di tanto dalla cosa, e provvederei ad aumentare la potenza del contatore ad un onesto 4,5 kW. (180€ di spesa una tantum se non ricordo male, più una quota fissa aggiuntiva tutto sommato trascurabile in bolletta). Se infatti ipotizziamo otto ore di ricarica notturna, il nostro amico David a buon senso può contare su un “tesoretto” quotidiano di circa 15-16 kW. A lui capire se gli sono sufficienti, ma occhio e croce stiamo parlando di un centinaio di chilometri di autonomia al giorno. Sperando di non scatenare un flame, rimango dell’idea che la wallbox sia comunque la soluzione strutturalmente migliore. Detto questo, probabilmente nessuno più di me può essere favorevole all’idea della presa interbloccata😂 che però, giova sempre ricordarlo, ha senso solo ed esclusivamente se dall’altra parte c’è un caricatore dotato di spina industriale. Perché se il mio caricatore ha la schuko e io lo attacco alla mia interbloccata tramite un adattatore va da sé che siamo punto e a capo. D’altro canto poter disporre di una presa in grado di erogare in tutta sicurezza sedici ampere e poi non usarli tutti e 16 concettualmente è un po’ uno spreco. di qui il consiglio di alzare a “quattro e mezzo” giusto per stare dalla parte del frumento ed essere sicuri che con la macchina in carica a 3,7 kw ho ancora quegli 800 watt che mi consentono di dormire tranquillo ( teniamo sempre presente che una casa tra frigorifero ed elettrodomestici in stand by l’un per l’altro “vive” con una richiesta costante di 200/400 watt circa). Così facendo il nostro amico si mette nella condizione di poter ricaricare qualcosina di meno di 30 kW nelle 8 ore notturne. Si tratta di una possibilità che forse non gli servirà tutte le volte, ma è la classica cosa che quando ti serve e non ce l’hai quanto meno ti girano le scatole. Tutto questo senza voler considerare l’eventualità che il nostro amico abbia preso la Renault Megane con batteria da 60 kw. In questo caso se non si vuol finire a fare l’ennesimo filmato su YouTube dove si inveisce contro l’automobile perché ci mette 26 ore a caricarsi, è decisamente opportuno mettersi nella condizione di poter ricaricare almeno a 16 ampere. Tralasciamo infine il discorso dispersioni, che a 10 Ampere sappiamo essere tutt’altro che trascurabili. Non che a sedici ampere si passi dalla notte al giorno, ma almeno le cose migliorano anche su questo versante. Volendo coniugare comodità e sicurezza con una spesa relativamente contenuta, io mi muoverei in questa direzione

  10. Premetto che sono ormai tre anni che ricarico tranquillamente la piccola e-up dalla classica e nota spina tedesca e senza alcun tipo di problema naturalmente occorre fare alcune considerazioni
    A) le elettriche hanno credo tutte la possibilità di scegliere almeno tre modalità di ricarica casalinga pertanto basta scegliere una ricarica massima di due kWh e vi posso garantire che sia il cavo di ricarica che la spina anche dopo ore e ore non risulterà nemmeno tiepida.
    B) l’impianto naturalmente vuole prima controllato e a norma i cavi di alimentazione della spina devono essere di diametro adeguato.
    C) sembra che sia sempre indispensabile fare ricariche veloci ma salvo qualche raro caso di solito una notte quando si fa la nanna la ricarica lenta è più che sufficiente per l’uso del giorno dopo
    D) la ricarica lenta è più efficace e danneggia molto meno il pacco batterie.

    • 2 considerazioni.

      > D) la ricarica lenta è più efficace e danneggia molto meno il pacco batterie.

      In realtà non ci sono studi che dimostrano che la ricarica a 6 kW è peggiore di quella da 2. Il discorso delle ricariche ad alta velocità vale per le ricariche da 50 kW in su che io sappia

      Piuttosto, mi pare ci sono studi che affermano che la ricarica a 2 kW ha una dispersione maggiore di una da 7, motivo per cui ricaricando a 2 si finisce per sprecare più kW e quindi pagare e inquinare di più. Ma sto andando a memoria e potrei sbagliare.

  11. Se vuole mantenere i 3KW avere una wallbox decente significa non rischiare di far saltare la corrente e sfruttare al massimo i KW disponibili cosa che con il carichino non può fare, a meno che non ce ne siano di evoluti che prevedono anche la possibilità di usare pinza amperometrica per misurare il carico totale ma, se ci sono, costeranno comunque un sacco e necessitano comunque dell’intervento dell’elettricità per portare la pinza ed il relativo cavo dal contatore al “carichino”

  12. Mi spiace, ma anche voi dite delle cose inesatte.. Io da circa 2 anni ricarico regolarmente dalla presa schuko(certo ho un impianto nuovo e recente) e non ho mai avuto problemi, tant’è che l’acquisto di una wallbox non mi ha mai sfiorato,né tantomeno il cambio dell’ettricista… Ciao a tutti.

    • Poi dite che io faccio alluooni inappropriate…
      Siete sempre ad accusarmi che vi insulto quando dico che fare semllice pubblicità alle wall box dicendomi che la wall box è sicura perché richiede la consulemza di un elettricisra poi quando un elettricista la sua consulemza la da ma non è quella che vorreste voi che rispondete??? “CAMBI L’ELETTRICISTA”!!!!!
      Viva la coerenza!!!
      Poi chi vi scrive vi indica chiaramente che vuole restare con i 3 kW e voi che gli dite? A 3,7 kW ricarica 25 km all’ora o ancora meglio con la wallbox ricarica a 6 kW…. ma se vi ha detto che vuole restare a 3 kW??? Non vi sfiora l’idea che per superarli, che sia con cambio contatore o a gratis dovrebbe cambiare il suo impianto elettrico e magari non vuole fare quella spesa?!?!

      Poi, quando un utente presenta la sua esperienza di 2 anni di ricarica attraverso presa scuko ecco che subito che parte la profezia di un immenso incendio che distruggerà tutta casa o quanto meno il garage…
      Ma se uno ricarica a bassi amperaggi, tipo a 8 A come faccio io da 20 mesi, dopo aver controllato di avere cavi più che sufficienti (nel mio caso da 2,5 mm) perché dovete fare dell’inutile terrorismo??

      Se uno si è correttamente rivolto ad un professionista che a differenza mia è vostra conoscenza bene lo stato di quel impianto specifico (ed anche le esigenze di ricarica, inteso come amperaggio ed ore a disposizione) ed ha consigliato che la presa scuno non rappresenta un problema su che base voi sentenziate che va cambiato il professionista in questione???

      Vi nascondete dietro alla scusa che sconsigliare l’uso del carichino perché rappresenta un pericoloso “fai da te” ma poi guarda caso non vi sta bene neanche quando è uno specialista a dare il via libera!!!!

        • Vai continuamo a fare terrorismo!!!!
          Questo articolo riguardava un signore che non ha controllato se il suo impianto era adeguato (neanche dopo che si è ritrovato la presa così per 3 volte) non di un impianto fatto bene che comunque non regge perchéla scuko non può farlo…
          E comunque questo sarebbe un incendio che ha distrutto garage e macchina????

          Continuate a nascondervi dietro la acusa della sicurezza….
          Il giusto consiglio è quello di far controllare da un professionista (se non si è in grado di farlo da soli) che l’impianto nella sua totalità (presa + fili utilizzati) sia adeguato per l’utilizzo che se ne vuole fare!!!! Questo è ciò che serve per avere sicurezza, non di fare terrorismo “minacciando” scenari apocalittici! Quello serve per far acquistare la wall box anche a chi non ne avrebbe bisogno!

          • Lei è proprio ossessinato. Ma se lo trova divertente, faccia pure. Noi continueremo a consigliare la massima prudenza.

          • Vero anche che bsogna vedere come sono costruite la presa e la spina Schuko in questione.
            Se di marca nota e affidabile e fatte con materiali adeguati possono reggere tranquillamente.
            Se di fabbricazione “cinese” delle più scarse non mi fiderei (quelle vste nella foto onn mi hanno ispirato gran che).
            Per prova tempo fa ho caricato non dalla Schuko ma da una banale spina italiana a 10 Ampere ma di marca Bticino serie Magic (quelle classiche) , dopo 4 ore di carica i contatti della spina erano appena appena tiepidi, e la presa era fredda.
            Inoltre misurando la caduta di voltaggio alla presa con la ricarica attivata ero sotto il 4%, caduta di tensione che si raccomanda di non superare per evitare surriscaldamenti.
            Ovviamente montare una presa industriale fa sentire molto più sicuri e il costo di presa e spina da 16 ampere è limitato (qualche decna di euro)
            Io ho strafatto e ne ho montata una da 32 monofase per 3,3 KW così dormo tranquillo.

      • @Moreno: a parte che chi scrive non indica chiaramente che vuol rimanere nei 3kW ma che “…Premetto che vorrei valutare di mantenere il classico 3 kw…”.
        Dovresti averlo capito, anche questa è una Renault, anche fosse una Twingo e facesse solo casa-bar-caffè-casa, caricare a 8 A come fai tu è assurdo, ASSURDO. Con una Renault, se vuoi rimanere nei 3kW è quasi obbligo avere una WB col carico dinamico. Altrimenti un 4,5kW e carichino settato a 15A (che poi normalmente con la caduta di tensione siamo sui 3kW). Se vuoi rischiare con una SCHutzKOntakt CEE 7/4, verifica almeno che la presa non sia una Schuko universale o Bipasso-Schuko (10A-16A-Schuko) che hanno dei contatti non certo come le prime, a tulipano, ma a mollettine con poca superficie di contatto. La Legrand fa una presa Schuko apposta per ricarica auto elettrica, ti costa come 1/2 carichino. E qui torniamo al fatto che una spina CEE sia fortemente raccomandabile. Il mio NIU lo carico con una spina europa da 10A, per tutta la notte, ma non è una Renault, la mia ZOE ha la sua WB col carico dinamico e sono rimasto coi 3kW.

        • Daniele CL il tuo discorso l’ho capito ma trovami un solo riferimento nella risposta della redazione all’aspetto che tu evidenzi…
          Dove si parla di dispersioni? Dove viene fatto un solo accenno all’efficienza?
          Io non ne trovo alcuna mentre si dice che ricaricare 100 km al giorno è troppo poco senza sapere quanto ne fa chi gli chiede consiglio e continui e ripetuti riferimenti alla sicurezza!!!

          Ripeto per l’ultima volta che io non sono contro l’istallazione delle Wall kx e tanto meno all’utilizzo di una presa industriale al posto di una scuko e che il tuo punto di vista riguardante l’efficienza lo comprendo e condivido ma non sono quelle le indicazioni che da la redazione nelle sue risposte ed è questo voler far apparire la ricarica senza wallbox pericolosissima a prescindere da tutto e tutti che combatto e che non accetto.
          Guarda caso chi scrive alla redazione si scorda sempre di indicare la cosa fondamentale, cioè i km che percorre…
          Siccome io non credo che sia così complicato per la redazione, se solo volesse, chiedere questa info attraverso email (visto che ha ricevuto la domanda tramite email come non può avere il contatto per farlo?) perché continuare a fare a ripetizione sempre gli stessi articoli con la stessa impostazione dove una vera risposta non la si potrebbe dare visto. He mancano le info fondamentali per darla??? Forse perchè così si è in qualche modo “autorizzati” a poter indicare sempre e comunque la wall box?

          • Rivoltiamoci anche contro tutti i costruttori (Renault di sicuro) che, pur non avendo WB in catalogo, scrivono nei loro manuali che il carichino è solo per utilizzo occasionale. E, ripeto, Renault di sicuro perchè non solo non ha WB ma neanche contatti o altro da offrire, io sono il “consulente ricarica” del mio venditore che ogni tanto mi dirotta qualche cliente per le informazioni del caso.
            PS1: mi avverte prima e mi chiede il permesso, consulenze gratuite, da un anno non è più nel settore BEV ma è sulle ibride per cui è da un po’ di tempo che non “consulenteggio” più.
            PS2: la linea editoriale è chiara e lampante : WallBox o carichino + presa CEE. Che poi dipenda da interessi pubblicitari…allora quanti articoli potrebbero essere segnalati come i click-bait.
            Quanti non si sono mai fatti male ad aver lanciato la propria auto al massimo in autostrada, chi non l’ha fatto almeno una volta? Ma tu lo diresti a tuo figlio: “Ma sì, per una volta, prova a vedere quanto fa. Ma sta attento ai tutor.”

          • Nessun interesse pubblicitario, solo cautela massima quando si parla di energia elettrica.

  13. La redazione ha già detto tutto! Le consiglio inoltre di far controllare lo stato dei cavi a monte dell’eventuale presa industriale… meglio se da un’altro elettricista!

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