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Leia Gabriel LUV, la Rolls-Royce delle mini car è figlia dei Bitcoin

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Il luxury urban vehicle (LUV) di Eyal Avramivich

Leia Gabriel LUV (Luxury Urban Vehicle) è il sogno meraviglioso di un imprenditore polacco di orgine israeliana, affermatosi con una “fabbrica” di criptovalute. Sarà sul mercato nel 2022, si presume a prezzi stratosferici. Ma nasce già come gadget per miliardari metropolitani.

Pensata per i miliardari metropolitani

C’è un “buco di mercato” nell’offerta di auto elettriche: una urban, piccola ma di lusso. Diciamo la Rolls Royce delle mini car elettriche. A partire dalla capostipite Renault Twizy, infatti, la categoria mini ha sempre puntato sull’economicità. Le metropoli globali, però, sono piene di facoltosi uomini d’affari che devono districarsi nel caos del traffico cittadino, ma, potendoselo permettere, non rinuncerebbero mai al lusso di un veicolo esclusivo.

Se all’uomo della strada questo può sembrare un paradosso, a Eyal Avramovich è parsa invece una straordinaria opportunità. Ribaltare la logica consolidata per creare un bisogno che ancora non c’è, in fondo è stata l’intuizione che ha fatto di Elon Musk e della sua Tesla i simboli dell’auto elettrica contemporanea.

E Avramovich? Ha creato dal nulla la sua MineBest sull’assurdo paradosso di fabbricare una moneta che non c’è: il Bitcoin. Cosa ci vuole a creare l’auto che non c’è?

Mini car? “Si, ma come un jet privato per la strada”

Eccola allora. La sua si chiamerà Leia Gabriel LUV (qui il sito Web )  dai nomi dei due figli. Arriverà sul mercato nel 2022. Il LUV (Luxury Urban Vehicle) punta a essere il più piccolo veicolo elettrico di lusso al mondo. Permetterà di navigare in città affollate con un comfort di alto livello e prestazioni da auto premium. Per esempio una velocità massima di 160 km/h. In un’intervista rilasciata alla rivista on line Electric & Hybrid  lo stesso Eyal la definisce «un  jet privato per la strada».

E’ un veicolo elegante, largo appena 90 cm, ma abbastanza alto per consentire una grande abitabilità interna e comodità inimmaginabili per i due passaggeri, posti uno dietro all’altro, come nella Twizy di Renault. Si basa su una piattaforma proprietaria ed è rifinito con pelle trapuntata, legno e display digitali.

Avranovich, un impero delle criprovalute

Chi è Eyal Avramovich? «Sono un inventore seriale e un imprenditore con molti prodotti sul mercato informatica, robotica, veicoli personalizzati e altro ancora» dice di se stesso. Di origine israeliana, ha vissuto in Israele e Cina e infine a Varsavia dove nel 2017 ha fondato MineBest. MineBest è una fabbrica (in gergo miniera) di Bitcoin, la valuta virtuale generata da algoritmi crittografici. Al momento MineBest ospita tre fattorie minerarie di criptovaluta in Kazakistan. Sono nella sostanza data centrer di grande capacità alimentati da poderose quantità di energia elettrica, tanto che la potenza si misura in MW.

Eyal Avramovich

L’idea dell’auto elettrica l’ha avuta sei anni fa quando realizzò un prototipo investendo 50 mila dollari. «Ora che me lo posso permettere _ racconta nell’intervista _ potrò trasformarlo in un prodotto industriale: ho assunto designer, ingegneri e tecnici per farlo nel modo giusto».

Spiega che l’ispirazione è arrivata in Cina, dove però l’obiettivo è sempre quello di mantenere il prezzo più basso possibile (leggi). «Io ho pensato invece a qualcosa che un cliente ricco potrebbe desiderare per il suo compleanno. Se riesci a creare un’auto abbastanza speciale e abbastanza lussuosa, quel cliente preferirà guidarla in città, al posto del suo grande SUV 4×4».

Leia Gabriel Luv su quattro ruote basculanti

Nell’intervista Avramovich spiega che il Leia Gabriel LUV sarà esclusivo non solo nel design e nelle finiture ma anche nella tecnologia, nella dinamica e nella facilità di guida (è prevista come obiettivo finale la guida autonoma). Sulle soluzioni tecniche è attualmente al lavoro un team di 10 ingegneri in Polonia; altri 10 saranno assunti a breve e si avvarranno di consulenti di spicco provenienti dall’industria dell’automotive e della partnership con alcuni fornitori di componenti cinesi. L’auto sarà poi realizzata in Cina. La mission del gruppo  è creare un veicolo con «una velocità massima di 160 km/h, con accelerazione 0-100 km/h in circa quattro secondi e un’autonomia di circa 160 km». Un’ulteriore sfida sarà quella di coniugare l’alta velocità con un baricentro così alto. Il Leia Gabriel LUV, quindi, sarà un veicolo basculante, in grado di inclinarsi come una moto per contrastare la forza centrifuga in curva. L’inclinazione sarà regolata da un sofisticato software in grado di reagire istantaneamente ai parametri di velocità, terreno e raggio di curva.

“Il costo? non interesserà nè a me nè ai futuri clienti”

«Quello che posso dire _ aggiunge Eyal _ è che metterò tutte le caratteristiche che voglio in questa macchina. Deve dare la sensazione al guidatore che non si senta niente di meno che su una Bentley. Qualunque sia il costo per noi e il prezzo per il cliente, lo faremo».

Il veicolo sarà personalizzabile al 100% per il cliente. Sarà inizialmente commercializzato in Corea del Su e in Giappone, ma il passo successivo sarà l’Europa.

Il Covid-19 non l’ha fermato, anzi. «La differenza tra noi e le grandi aziende _ dice infine _   è che non abbiamo burocrazia, quindi possiamo fare ciò che vogliamo e permetterci di correre rischi che alcune grandi aziende non possono correre».  «Ho una visione e niente mi impedirà di metterla sulla strada» è la sentenza conclusiva.

 

7 COMMENTI

  1. Per una volta non sono felice di conoscere un nuovo imprenditore che si butta nella mobilità elettrica. Questo signore fa i quattrini divorando MW per “le miniere” (?!) di bitcoin (e scusate se la ritengo una fesseria) poi concepisce una vettura elettrica che sarà venduta in 50 pezzi l’anno. Business di successo si ma socialmente inutile al 101%
    Forse non merita di essere citato da Vaielettrico

    • Forse prima di parlare di fesseria bisognerebbe documentarsi (studiare?) almeno un po’. Giudicare cose che non si conoscono non è mai costruttivo.

      • Neanche giudicare i commenti senza averci riflettuto 2 secondi è costruttivo. Il succo è che non concepisco che si sprechi energia (=inquinamento) per un’attività che non produce ne beni ne servizi fruibili dai più. E comparando l’attività da cui prende le risorse per fare un’auto elettrica che impatterà in maniera insignificante nell’ambito della mobilità sostenibile mi fa vedere un bilancio energetico, chiamiamolo così, fortemente negativo.
        Che poi il bit Coin sia un potente mezzo finanziario, in questo ambito, lo trovo irrilevante, se stiamo parlando di sostenibilità.

    • Vaielettrico cerca di informare su tutto ciò che riguarda la mobilità elettrica, senza censurare alcuna notizia perchè “socialmente inutile”. Possiamo condividere il suo giudizio sull’iniziativa automobilistica di Avramovich ma vorrei ricordarle che tantissimi hanno detto più o meno lo stesso quando Musk lanciò le sue Tesla. I fatti hanno dimostrato che proprio Tesla è stato il detonatore del boom dell’auto elettrica. Come fenomeno sociale, in primo luogo, oltre che come filiera tecnologica.

      • Forse mi sono spiegato male. E forse ho fatto un commento un pò “off topic”. Non contesto l’auto. Mi andrebbe anche bene che la faccia per i miliardari. Non è un problema, anzi..magari induce qualcuno a comprarsi questa anziché un bestione da 2 km/L. Contestavo il business complessivo. come avete giustamente criticato quel suv elettrico elefantiaco di quella start up americana di cui non ricordo il nome, per lo stesso motivo contesto questo signore e le sue attività “minerarie”. Anche questa è inefficienza energetica..e anche forte. Tutto qui. E lungi da me chiedere censure. Fate benissimo a riportare anche queste notizie (che ho letto..quindi l’ho trovata a suo modo interessante). Ho fatto solo le pulci al lato sostenibile della cosa. Del resto su un precedente articolo riguardante le petroliere elettriche ci siamo trovati Lei ed io a posizioni invertite 🙂 La discussione è anche più divertente on i cambi di fronte no ? Cari saluti

  2. Il mio commento era riferito alla prima parte del suo, nel quale giudica una fesseria l’uso di elettricità per produrre Bitcoin. Sprecare energia? Bisognerebbe parlare di “Proof of work”, di crittografia, di privacy, del fatto che le più brillanti menti scientifiche del pianeta stiano lavorando al progetto ecc. ecc. “Non produce ne beni ne servizi fruibili dai più”? Solo perché i più sono troppo pigri per informarsi? E’ successo lo stesso con l’avvento di Internet ma forse qui siamo di fronte a una rivoluzione addirittura superiore. Condivido il resto del commento e sono d’accordo ma anche questo “prodotto”, se mai vedrà la luce, avrà la sua nicchia di mercato.

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