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L’Ecobonus a due ruote? Si perde nei computer del Mise

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Quando finirà il calvario-rottamazione per gli aspiranti beneficiari dell’Ecobonus  sull’acquisto di motocicli e ciclomotori elettrici? A dispetto del “tutto bene, tutto risolto” proclamato la settimana scorsa dal sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco, la soluzione dell’inghippo burocratico-tecnologico è ancora lontana. E il contatore degli Ecobonus a due ruote nel sito del Mise, continua a ristagnare: dei 10 milioni di euro stanziati, ne sono stati utilizzati poco più di 300 mila.

Come ci  segnalano numerosi lettori (vedi i commenti al precedente articolo), infatti, la procedura si blocca nel momento in cui i concessionari cercano di registrare on line i dati dei vecchi ciclomotori Euro 0 ritargati e da rottamare. Il motivo? A quanto risulta c’è un problema di comunicazione fra le piattaforme informatiche del Ministero dello Sviluppo economico (Mise), erogatore degli Ecobonus, e quella del Ministero dei Trasporti depositario delle pratiche di registrazione dei ciclomotori ritargati.

Un’illustrazione tratta dalla sezione Ecobonus del sito del Ministero Trasporti.

Soluzione in due emendamenti al Decreto Crescita

Il governo ha promesso di risolvere il problema, ma i tecnici dei due ministeri non  ci sono ancora riusciti. Per semplificare le procedure, è necessario anche un piccolo ritocco alla norma che identifica i mezzi rottamabili. Non più i riferimenti vincolanti alla classe di emissioni indicata sul libretto, ma l’unico requisito di una data di immatricolazione pre Euro. Il ritocco dovrebbe arrivare da un emendamento al testo di conversione in legge del “Decreto Crescita”. L’emendamento non è ancora stato depositato. Lo sarà a giorni, quando il provvedimento, appena licenziato in commissione, approderà per la discussione alla Camera.

Maglie allargate per gli incentivi

Un secondo emendamento, questo invece già presentato e fatto proprio dal Governo, allarga agli Euro 3 la platea dei vecchi ciclomotori e motocicli rottamabili ed estende il diritto all’Ecobonus a due ruote da 3.000 euro a tricili, quadricicli (microcar) e motocicli di potenza superiore  agli 11 kW. E’ l’emendamento a cui si è riferito Dell’Orco la scorsa settimana.

Michele Dell’Orco è il sottosegretario ai Trasporti.

Ma il tempo stringe

Entrambi gli emendamenti sono comunque legati all’iter di conversione in legge del Decreto Crescita. Entro la settimana dovrebbe iniziare la discussione alla Camera, poi il testo passerà al Senato. I tempi sono molto stretti perché il termine massimo per l’approvazione definitiva è fissato al 30 giugno. Dopodiché decadrà. Il Governo ha già dichiarato che, per accorciare l’iter, porrà la fiducia.

Alla prossima puntata

13 COMMENTI

  1. Ma questi fenomeni dei ‘tecnici dei due ministeri’ sono al corrente che i loro colleghi ‘tecnici della regione’ già da anni calcolano la tassa di circolazione ai motocicli NON appartenenti alle classi Euro 1,2,3,4 come EURO 0 ?
    No, dico, magari avessero bisogno di una dritta per questa complicatissimo problema….

    Che dire, speriamo bene …
    Siamo nelle mani di Dio….

  2. Francesco, io ho ordinato un Askoll es3.
    Ambedue abbiamo ordinato una moto Italiana ma è tutto fermo…
    Che tristezza ….

  3. Proposi io l’incentivo del 30% con contributo max di 3000 euro… e per la cronaca, nella relazione che inviai alla Capogruppo M5s Dal Zovo in Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia c’erano anche le moto di potenza superiore, guidabili con patente A2 o A3. Adesso a quanto pare saranno incentivate anche quelle, benissimo dico, ma voi tutti lettori di Vaielettrico non conoscete il colmo dei colmi? Anche io ho un vecchio Ciao Piaggio, ormai non ce la fa più diciamo, 34 anni… volevo rottamarlo, contento di aver dato una buona idea, che tutti potessimo goderne, finalmente la rivoluzione elettrica a due ruote… e indovinate? Il sistema si blocca, vado in Motorizzazione, mi spiegano che è impossibile aggiornare dati che non esistono nelle omologazioni originali… Mi pare si chiami legge di murphy… Francesco hai ragione ad arrabbiarti, sono 2 MESI che sono a conoscenza del problema, anche la Dal zovo chiede lumi ai colleghi nei Ministeri… Ho il sospetto che il vero problema sia la società Invitalia, controllata al 100% dal Ministero dell’Economia, quindi pubblica, che ostacoli una soluzione, troppe lobby, troppi interessi politici per far cadere il Governo…
    E a chi verrebbe data la colpa? Al Governo Gialloverde, gli danno degli incapaci, ma se avete avuto occasione di parlare al telefono con quelli che gestiscono l’Ecobonus (Invitalia appunto) sapreste con chi si a da fare, incompetenti, insofferenti e maleducati, lo ho comunicato anche alla Dal Zovo, affinche ci siano chiarimenti. Attendo anch’io con IMPAZIENZA una soluzione!

    • Suvvia Christian, che sia un complotto per far cadere il governo mi sembra improbabile. Ma che da qualche parte, a Roma, ci siano dei pasticcioni è fuori di dubbio. Come ho scritto nel pezzo, però, dovrebbero metterci una pezza. Tu e Francesco non dovete perdere la speranza.

    • Quoto in tutto. Per altre situazioni la mia impressione è stata la medesima. Ad esempio nei documenti che ho dovuto presentare per la pensione c’era un foglio da far timbrare in banca col mio IBAN, l’avevo già inserito on line, in banca me l’hanno timbrato senza controllare … poi controllo, il foglio è intestato … INPDAP, ente chiuso nel 2012!!! Mi hanno fatto presentare la ricostruzione di carriera (INPS fa l’estratto conto contributivo che è il documento finale di riferimento), da consegnare al provveditorato, io avevo già tutto ma se non l’avessi avuta sarei dovuto andare a farmela fare al …. provveditorato.
      Mi è arrivato il libretto del nuovo motociclo, al rigo (V.9) non c’è la classe EURO ?!?!?!?!

  4. Complotto no, però è un classico delle opposizioni far sfigurare chi è al Governo, anche se una proposta è positiva, si vota contro, sempre e comunque, anche se così si danneggia tutto il Paese. Comunque presto ci saranno delle buone nuove, chi in Invitalia fa il “pasticcione” verrà presto “silurato”, non faccio nomi ma ve lo garantisco! Altro che “il cervellone” del Mise che non funziona! Io la speranza non la perdo per così poco, sono un imprenditore, molto combattivo! Ho già avuto a che fare con inefficenze varie con la pubblica amministrazione, sono stato pure io per un periodo (8 anni) amministratore di un ente di diritto pubblico, so cosa vuol dire! Comunque sia la “pezza” proposta da Diego De Lorenzis per risolvere il problema è pronta e mi è stato garantito già approvata al Senato. Su coraggio, bisogna pensare positivo, quest’estate tutti in giro con la moto elettrica!

    • Speriamo che finalmente si sblocchino anche tutti i motocicli che son antecedenti alle Euro 1,2,3,ecc, cioè gli Euro 0 !
      Siamo sicuri che la “pezza” sia risolutiva, e che venga applicata correttamente e soprattutto, mi vien da dire, con onestà e senza furbizie ?

    • Comunque Christian anche secondo me c’è del marcio
      In non ci credo che sia stato solo un errore di programmazione e/o valutazione.
      Se così fosse vorrebbe dire che il lavoro è stato svolto da perfetti incapaci. E intendo tutta la ‘linea produttiva’ : responsabili,analisti,programmatori,tester. Possibile che nessuno si sia accorto che inserendo una targa Euro 0 il sistema si bloccava ? E poi, anche quando il ‘portale’ è stato messo on-line e si sono evidenziati questi problemi, possibile che ci voglia tutto sto tempo per sistemarlo ? Se fosse solo un problema del software sarebbe risolvibile in 5 minuti ,e qui invece stiamo parlando di mesi !!
      Mi spiace, ma io la storia del ‘pasticcione’ non me la bevo.

      • Carissimo Vittorio, nessuno se ne è accorto all’inizio per il semplice motivo che non vengono fatti gli “stress test” ai programmi per ovvi motivi di costo. Poi una società pubblica come Invitalia, che ha i bilanci in rosso… (dati pubblicati!). Purtroppo questa società (ed è stata creata per questo) gestisce quasi tutte le agevolazioni alle imprese e alle startup innovative oltre a fornire supporto tecnico ed operativo alla pubblica amministrazione in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico e provvede all’attuazione degli accordi di programma dei progetti finanziati dell’Unione Europea. E pensare che Invitalia è l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a.!! Personalmente, come imprenditore spero di non aver mai bisogno di loro! Già come privato condivido con tanti altri questa brutta esperienza con l’Ecobonus. Però potevano realmente pensarci a trovare una soluzione più in fretta, sono già passati 2 mesi da quando il fatto è venuto fuori, si sa però che la pubblica amministrazione ha i sui tempi… biblici! Personalmente la “colpa” la do a chi gestisce gli incentivi dell’Ecobonus, e non per motivi politici, dato che non sono iscritto a nessun movimento o partito ne lo sono mai stato. Feci a suo tempo una proposta ed una breve relazione per incentivare le mobilità elettrica anche a ciclomotori e motocicli, gli unici ad essere interessati sono stati gli M5s, altri non mi hanno semplicemente risposto. Da noi in Friuli Venezia Giulia c’erano incentivi per auto elettriche ed ibride, per bici a pedalata assistita, ma ciclomotori e motocicli sempre dimenticati… Ho semplicemente chiesto se si potesse ampliare la platea dei beneficiari con la proposta del 30% e i famosi 3000 Euro, che è pure piaciuta e ne vado orgoglioso, nulla più.

  5. riquoto in tutto christian nel senso che non è una opposizione a questo governo ma una opposizione a qualsiasi cambiamento. Chi è incappato a suo tempo con la legge dell’autocertificazione? DPR 445/2000. Beh, era un po’ poco specificata, poi un DPR non è legge. Allora specifichiamo meglio con la Legge 183/2011. Eravamo a posto? Quando morì mio padre nel 2008 per diverse pratiche mi chiesero il certificato di morte, certo il dpr 445/2000 … Quando morì mia madre nel luglio 2012 mi chiesero l’autocertificazione … e il certificato di morte. Un gran passo in avanti con la semplificazione. E ad oggi, l’amministrazione, quante volte ci chiede dati di cui già dispone, sempre legge 183/2011 !!!!

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