Leapmotor fa bene ai conti di Stellantis, ma pure a quelli del Gruppo Grimaldi. L’operatore marittimo italiano negli ultimi 18 mesi ha trasportato quasi 100.000 veicoli dalla Cina all’Europa, oltre 20mila unità destinate al mercato italiano nel periodo gennaio–marzo 2026. Un vero boom.
In tre mesi 15 viaggi per 100mila auto
Leapmotor International (LPMI), la joint venture strategica tra Stellantis e Leapmotor, ha annunciato l’ampliamento della partnership logistica con il Gruppo Grimaldi. Una collaborazione in crescista come confermano i numeri: negli ultimi 18 mesi sono stati consegnati quasi 100.000 veicoli dalla Cina all’Europa, di cui oltre 20.000 unità destinate al mercato italiano nel periodo gennaio–marzo 2026.
L’operazione è stata realizzata attraverso un programma di 15 viaggi effettuati nel primo trimestre 2026, collegando la Cina a diversi porti europei (Anversa, Portbury, Valencia, Vigo, Setubal, Livorno, Civitavecchia e Gioia Tauro).
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Il programma utilizza la nuova generazione di Pure Car & Truck Carrier (PCTC) del Gruppo Grimaldi, tra cui Grande Svezia, Grande Michigan, Grande Istanbul e Grande Tianjin. Queste navi fanno parte di un investimento complessivo in 17 nuovi PCTC, ciascuno con una capacità superiore a 9.000 CEU (Car Equivalent Units).

Come abbiamo scritto le navi sono ammonia‑ready e dotate di mega batterie a bordo per il cold ironing. Vuol dire che lo sbarco delle auto avviene senza fumi di scarico.
La logistica con sei milioni di metri quadri di aree portuali
Oltre al trasporto marittimo, la partnership si basa sulla piattaforma logistica integrata di Grimaldi e su investimenti infrastrutturali strategici. Questi hub — tra cui quelli italiani e altri siti chiave in Europa — coprono quasi sei milioni di metri quadrati di aree portuali attrezzate e consentono processi di gestione dei veicoli altamente efficienti: preparazione, manutenzione e ricarica delle batterie.

L’azienda sottolinea la complessità del processo. «La produzione Leapmotor in Cina è strettamente coordinata con la capacità marittima e la disponibilità dei terminal, spesso con soluzioni su misura. Questo approccio consente a LPMI di rispondere rapidamente alla forte domanda di mercato e rafforzare il proprio ruolo nell’ecosistema Stellantis». Ma vediamo anche i numeri: «L’allineamento tra operazioni marittime e terrestri garantisce flussi rapidi nei porti europei, con picchi di oltre 5.400 veicoli per singolo scalo. La collaborazione continua tra tutti gli attori — compagnie di navigazione, terminalisti, trasportatori e autorità doganali — è essenziale per mantenere efficienza e affidabilità».
Naturalmente virano al positivo le dichiarazioni dei protagonisti Alessandro Furnò, VP Global Supply Chain & Purchasing di LPMI e Luigi Pacella Grimaldi, Automotive Intercontinental Director del Gruppo Grimaldi. C’è ottimismo sulla collaborazione sempre maggiore tra Europa e Cina: «Non si tratta solo di un accordo di servizio, ma di una partnership di lungo periodo basata sulla fiducia e sulla capacità di esecuzione condivisa. Continueremo a fornire soluzioni logistiche scalabili e su misura man mano che i volumi di LPMI raggiungeranno nuovi traguardi».
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15 viaggi di una nave che brucia olio pesante o gasolio delle peggiori qualità per portare 100.000 macchine dalla Cina……
Dove sarebbe la sostenibilità ambientale?
Sono guadagno e profitto che comandano il mondo!!!!
Poi direte meglio elettriche (se sono solo elettriche) che a combustione…ma……
Commento parziale. Dalla Cina arrivano tutte le auto, anche termiche. Per la salute dei nostri polmoni meglio che arrivino le elettriche che quelle con gas di scarico
Parliamo di centinaia di petroliere che ogni giorno portano in giro per il mondo cento milioni di barili di petrolio? E il petrolio si brucia, le auto no.
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infatti una volta che abbiamo le auto elettriche (e tutto il resto elettrificato) l’energia ce la facciamo da soli con F.E.R. nazionali (FV/geotermia/idroeletttrico/eolico etc etc) e non importiamo più miliardi di barili di petrolio ogni anno….
Del resto anche @Franco deve considerare che ad oggi molti dei (troppo pochi) italiani con auto elettrificata hanno il FV a casa o in azienda…
Nessuno dei milioni di italiani ha il pozzo di petrolio e la raffineria a casa.
certamente, commento interessante, nel calcolo della sostenibilità ambientale bisogna tener conto di tutto,
per fortuna Franco ci riporta tutti con i piedi per terra.
@franco: tu che hai fatto i conti
a quanto ammontano le emissioni di CO2 per ciascuna di queste auto
per via del trasporto via nave?
ci dai delucidazioni?
così, per conteggiarlo nelle emissioni lungo tutto il ciclo di vita del mezzo elettrico
e confrontarlo con quelle delle auto termiche
così da avere un paragone serie e non da bar.
che conti ti vengono? …