Leapmotor è la volpe nel pollaio Stellantis? Chi raccoglierà i frutti del boom di vendite del marchio cinese di cui la stessa Stellantis è socia?
Leapmotor è la volpe o…/ Successo oltre le previsioni

Non c’è un modello dei marchi storici Stellantis tra le 10 auto elettriche più vendute in Europa nel 2026. In compenso c’è un’auto, la T03, di cui il gruppo guidato da Antonio Filosa ha l’esclusiva per la vendita nel Vecchio Continente, come per tutta la gamma Leapmotor. È il frutto di un accordo siglato nel 2023 quando ancora al posto di Filosa c’era Carlos Tavares. Accordo con importanti partecipazioni azionarie che cresce di mese in mese. E che tra due anni porterà al lancio di un nuovo Suv targato Opel costruito su base tecnica Leapmotor. Un po’ tutti i gruppi europei, avendo preso atto che i cinesi per ora è impossibile batterli, hanno deciso di scendere a patti con il nemico. Ma nessuno si è spinto tanto avanti quanto Stellantis, che di fatto sembra avere delegato al socio cinese il suo sviluppo nell’elettrico (e non solo). Oggi, se guardiamo i dati di vendita, vediamo che l’unica bandierina piantata da Stellantis nella Top Ten delle vendite EV è proprio targata Leapmotor, con la citata T03.
Al partner cinese lo sviluppo dell’elettrico, poco amato


A questo punto c’è da chiedersi chi ha più da guadagnare nel matrimonio sempre più stretto tra due partner. Andrea Monticone se lo chiede da tempo con gli articoli su Torinocronaca.it. “Avevamo detto a suo tempo che Leapmotor poteva essere una ‘volpe nel pollaio’ per Stellantis” scrive, “Ossia il brand cinese da portare in Europa anche come produzione, di modo da evitargli i dazi e garantirsi guadagni notevoli. Ma, a distanza di quasi due anni, il frutto di quell’investimento da 1,4 miliardi per comprare il 21% di Leapmotor e dare vita alla joint venture Leapmotor International, controllata al 51% da Stellantis, sta rivelandosi oltre le aspettative”. Monticone richiama le parole che Tavares disse all’epoca dell’accordo iniziale, ovvero “saltare sul treno prima ti investa”. Ma quel treno sembra essere molto più veloce e confortevole di quel che ci si aspettasse. Può consentire a Stellantis di concentrare gli investimenti nell’amato ibrido, lasciando al partner cinese buona parte dello sviluppo nell’elettrico.
Leapmotor è la volpe o…/ Un’offerta molto aggressiva

Ma la partita vera comincia solo ora e diventa interessante. Perché Leapmotor, dopo il successo (soprattutto italiano) della piccola T03, comincia a disporre di un’intera gamma, tutta dai prezzi molto interessanti, con altri tre modelli: B10, C10 e B05 . E ha in serbo una bella offerta anche in un altro tipo di motorizzazione in cui Stellantis non ha avuto finora grande successo. Parliamo dell’ibrido plug-in, nella versione range-extender, in cui l’auto va sempre in elettrico, ma ha anche un motore termico di supporto. Una soluzione che in Cina sta avendo grande successo e che comincia ad essere apprezzata anche in Europa. Insomma all’interno della galassia Stellantis il ruolo di Leapmotor potrebbe crescere parecchio. Oscurando molti dei 14 marchi posseduti dal gruppo guidato da Filosa. E con una presenza produttiva in Europa sempre più significativa, a partire dalle due fabbriche spagnole di Stellantis in cui Leapmotor inizierà presto a operare. A quel punto reggeranno ancora i rapporti di forza con il partner cinese? Sarà ancora la un matrimonio win-win ? E che ne diranno le reti di vendita, a loro volta sorprese da questo successo?
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L’invasione dei marchi cinesi è un bene anche per chi “mai e poi mai”, obbliga i costruttori europei a innovare i processi produttivi e migliorare il rapporto qualità prezzo dei marchi europei, a tutto vantaggio quindi dei “sovranisti dell’auto”.
E cmq i pregiudizi verso le cinesi (che ho avuto anche io e ho perso gradualmente) sono gli stessi di 20 anni fa verso le coreane Kia e Hyundai e verso le Giapponesi 30 anni prima…
Non dimentichiamoci però che l’industria automotive cinese esisteva da prima di Mao Ze Dong, ed i cui prodotti erano ben lontani dagli standar tecnologici e qualitativi di quelli occidentali.
Se la Cina ci ha progressivamente raggiunto e poi sta superando è proprio perché ha accettato di “crescere assieme a noi”, con fabbriche ed operai del proprio territorio che hanno appreso tecnologie e metodologie occidentali.
Adesso il “fratello minore” è cresciuto ed ha qualche lezione da impartirci…
Invece che chiuderci a riccio (inutile e dannoso soprattutto per noi, specialmente in questo periodo di grande fragilità economico/finanziaria) è meglio cercare si ripetere la loro mossa vincente, accettando loro aziende nei nostri stabilimenti e con nostri operai (anche per evitare forme di “schiavizzazione” che sono oggetto di indagine in molte parti del mondo ove vengono “importati” operai asiatici a basso costo e soggetti a condizioni di vita miserabili e ricattatorie… ne trovate molti casi documentati nelle principali agenzie informative mondiali).
L’importante è che i nostri governanti europei ed italiani non subiscano passivamente la forza commerciale (o peggio… si facciano “lobbizzare”) così come è già avvenuto per l’industria petrolifera.
Commentando la notizia della futura B10 rimarchiata Opel, scrivevo:
“Quindi Stellantis riconosce che i BEV di sua progettazione sono una fantozziana Corazzata Potemkin e si appecora ai progettisti Leapmotor limitandosi al ruolo di estetista dei loro BEV.”
Direi che non c’è altro da aggiungere, se non che, con la diffusione in Europa dell’auto elettrica, occorre sperare che la volpe Leapmotor si pappi una per una le galline degli stabilimenti europei di auto termiche di Stellantis che verranno progressivamente dismessi per produrre in Europa le sue auto elettriche, salvando quel che si può in termini di occupazione e livello tecnico delle maestranze.
auto costruita in Cina a costi irrisori che permette puro guadagno a Stellantis a sforzo minimo, auto che non durerà oltre i cinque anni poi la butti
Posso dire di essere disgustato dalla rozza e gretta pubblicità che Stellantis fa girare in tv sulla B10 reev hybrid? Traspare nettamente la posizione di insofferenza nei confronti dell’elettrico vero, la grossolana presa in giro delle BEV costrette a circolare con puzzolenti e scoppiettanti carretti a rimorchio per la ricarica o pale eoliche autocostruite. Ridicoli
Vista. Semplicemente ributtante. Un insulto all’intelligenza (che, oddio, in Italia in effetti… 😬)