Le supercar resteranno termiche, parola di Mate Rimac


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Le supercar resteranno termiche, parola di Mate Rimac, imprenditore croato che possiede la Bugatti, oltre al marchio che porta il suo nome.

Come gli orologi svizzeri, roba da super-ricchi

Le supercar resteranno termiche
Mate Rimac, proprietario della Bugatti, rilevata da VW Group.

Rimac a soli 38 anni è un personaggio molto ascoltato nel mondo dell’auto. È riuscito a creare un piccolo gruppo produttore di supercar mantenendo la base in un Paese di nessuna tradizione come la Croazia. Intervistato dal network americano CNBC, ha usato un’espressione evocativa per spiegare la situazione attuale. Parlando di una “fase da orologio svizzero”. Con i facoltosi acquirenti che rifiutano l’elettronica ad alta tecnologia delle auto elettriche a favore della meccanica sofisticata e dei dettagli artigianali delle supercar a benzina. La Ferrari ha dunque sbagliato a proporre la sua prima elettrica, la criticatissima Luce? Parrebbe di sì, a sentire Rimac, che vede in futuro un mercato mondiale dell’auto di massa dominato da veicoli elettrici a basso prezzo. In gran parte made in Cina. Mentre nel top del mercato i miliardari vorranno auto vecchia scuola, con rumore e fascino emotivo.

Le supercar resteranno termiche: e la Ferrari Luce?

E qui arriva il paragone con gli orologi. Il mercato di massa è stato conquistato da prodotti digitali e intelligenti. Ma i ricconi si baloccano con oggetti super-raffinati (e costosi) prodotti con l’inimitabile capacità meccanica svizzera. “Il segmento superiore, come le auto sportive e verso l’alto, rimarrà a combustione per molto tempo, esattamente come gli orologi”, ha detto Rimac. “Solo il 5% degli orologi è prodotto in Svizzera, ma è lì che viene realizzato il 90% dei profitti. Un Apple Watch o qualsiasi tipo di Smartwatch può fare molte altre cose. Ma nessuno pagherà 200.000 dollari per questo”. Non a caso la Ferrari stessa non prevede una conversione totale della produzione all’elettrico. L’ ad Benedetto Vigna ha spiegato più volte che la Luce è una sfida in un terreno nuovo, secondo una tradizione a innovare della Casa di Maranello. Ma al momento non sono previsti altri modelli EV.

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Visualizza commenti (24)
  1. Alessandro D.

    Mah…
    Io continuo a pensare che nel successo pressochè nullo delle c.d. automoibili sportive elettriche ci sia anche un grosso problema di prodotto.
    E in tutta onestà il lamento di Rimac non lo capisco tanto, visto che ha abbondantemente contribuito a creare l’inutile paradigma dell’auto elettrica buona solo a farti venire il vomito nello 0-100.

    E non era nemmeno così difficle capire da che parte andare.
    Sopra la città di Fiume, in località Grobnik, c’è uno dei circuiti più belli d’Europa, una pista da uomini veri e non da giravolanti metrosessuali che schiacciano il pedale fra una chicane e l’altra.
    Fai un’auto elettrica per andare forte lì, senza per forza avere 1000 cavalli.
    Poi ne riparliamo se non interessa a nessuno.

  2. Per me si tratta solo di generazioni, anni fa le signore giravano tutte con la pelliccia ora è socialmente “riprovevole”, le attuali generazioni di ricconi sono ancora abituate ai loro inquinanti e rumorosi motori domani magari le nuove generazioni troveranno “riprovevole” usare qualcosa che oltre che obsoleto è anche sporco.

  3. Quello di Rimac sugli orologi è un paragone che ho usato spesso anch’io per descrivere l’attuale differenza tra una supercar termica e un elettrica.
    Quanto sei disposto a pagare un Rolex e quanto un Garmin? Il Rolex è l orologio della vita che darai ai tuoi figli il Garmin quello di tutti i giorni che cambierai tra 4/5 anni.
    Attualmente l’obsolescenza tecnologica spaventa chi acquista un auto elettrica.
    In merito a Ferrari è alla Luce devo dissentire le deduzioni dell’articolo. A mio avviso Ferrari ha molto chiaro questo concetto sulle super car ed è per questo che ha prodotto la Luce, un auto 5 posti che non ha nulla della supercar. Chi si è sentito deluso da Ferrari deve ripensare alla scelta proprio nell ottica descritta da Rimac.
    In effetti sono le Rimac delle macchine inutili visto che un cinese ti può replicare un prodotto migliore solo usando una batteria più densa.
    Cosa riserverà il futuro non è chiaro. Ma al momento ha ragione Rimac.

  4. Non sono d’accordo con l’opinione seppur autorevole del manager croato. È una questione tecnologica legata alla densità energetica delle batterie. Oggi non è possibile fare supercar elettriche leggere e con grande autonomia a causa della densità delle batterie, quando verrà risolto quel problema anche la F1 sarà completamente elettrica.

    1. E tutto da vedere cosa vuole la clientela di quel segmento se la vogliono termica gliela devi dare termica, se la vorranno a pile ne faranno a pile; il cliente è prima di tutto

      1. Davide Isidoro P

        si ma esiste anche il marketing: prima del common rail il diesel era la motorizzazione di chi macinvava chilometri, poi l’hanno montato pure sulla smart…questo per dire che con le giuste soluzioni si può vendere tutto: basta volerlo…

    2. Davide Isidoro P

      diciamo pure che le batterie attuali pesano: ho provato in pista la Porsche Taycan 4 Cross Turismo che è una gran macchina tanto che la considero la GT definitiva ma quando la si spinge al limite si sente il peso…

  5. Bisogna vedere se consentire legalmente solo a pochi extra-ricchi di possedere un’auto termica sarà una cosa socialmente accettabile… il paragone con gli orologi sembra dapprima azzeccato, ma a pensarci… il motivo per cui si sta transitando all’elettrico è per avere macchine più intelligenti o economiche? Il motivo di fondo (almeno dove la transizione è accettata e accompagnata) è il clima. E qui torno al dubbio di apertura del post.

    1. Non c’entra nulla i”socialmente accettabile” è già scritto che i prodotti di nicchia anche dopo il 2030 verranno prodotti e venduti con motori ICE senza restrizioni applicate alla massa. Giusto? Si lo vedo giusto che perché se ordino un’auto da 500k-1000k-3500k € produco reddito e do da vivere a tante di quelle aziende e dipendenti che hai voglia con auto da 10k dalla Cina

      1. Milioni di auto da 10.000€ vs qualche centinaio da 500.000€ chi dà da vivere a chi? a voi il verdetto.

      2. Non sapevo di questa deroga, e comunque mi pare ingiusta. Permettere ai super ricchi di continuare a inquinare mi pare proprio una scelta iper-capitalista, degna di un universo da Marchese del Grillo (nel quale purtroppo viviamo).

        1. Fino a 1000 veicoli anno di produzione le case saranno esentate al 100% dal target della riduzione co2. Ferrari, Lamborghini, Pagani, Marcos, McLaren e Koenigsegg, Pininfarina,Hennesey,Aston Martin …….ed altre decine

          1. Alessandro D.

            Si ma 1000 auto in tutto all’anno. Non che hai un bonus di 1000 auto l’anno da giocarti. 😉

        2. Edwin Abbott

          La riprovazione sociale o addirittura l’illegalità hanno mai fermato i ricchi dal concedersi qualsiasi piacere?

          Passata la “moda” delle ragazzine, se l’opinione pubblica incomincia a scocciare troppo con questa pretesa di vivere in salute, andranno su qualche isola lontana di amici, dove con i loro V8 potranno fumigare gli spettatori appositamente assoldati per assistere alle loro sgasate all’aperto, mentre loro indossano maschere filtranti NBC e respirano miscele d’aria pura aromatizzata.

          1. Diglielo a quello del mega yacht che ha un serbatoio da 1400000 litri di gasolio e ai suoi compagni possessori di altri n mega yacht con capacità simili dove ci infili dai due ai tre milioni di euro a botta a ci stiamo a scervellare sul paradigma auto elettrica si o no CO2 si co2 no euro 5-6-7 ?

        3. Chi è ricco viaggia anche in elicottero o jet privato e inquina a dismisura come quei pochi che fanno le gite nello spazio per diletto…

    2. Dubito che chi compra auto del genere lo faccia per il clima.
      Avrei dei dubbi anche per chi ad esempio compra Tesla, conoscendo alcuni che ce l’hanno

      1. Io anche avendo una elettrica non l’ho mica presa pensando al clima l’ho presa solo perché me ne serviva una non avendo le mie a disposizione

  6. Edwin Abbott

    A parte chiedere all’oste se il vino Bugatti è buono, non so se serva osservare che c’è ancora gente che va a cavallo, quelli che parlano latino, quelli che fumano e perfino quei quattro gatti che hanno tutta l’intenzione di superare la crisi climatica incolumi.

    Nicchie per passione e per esclusività sono sempre esistite. C’è perfino chi non sopporta di essere ricco o ricchissimo senza che nessuno lo sappia. Che cosa c’è di meglio per loro di qualcosa di costosissimo, unico, chiassoso e magari socialmente sconveniente? Andare sulle isole degli amici a giocare con i bambini è passato di moda. Ci vuole qualcosa di più sobrio.

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