Home Auto Le leggende da sfatare su energia e veicoli elettrici

Le leggende da sfatare su energia e veicoli elettrici

28
CONDIVIDI

Le leggende da sfatare sui veicoli elettrici. A fare chiarezza pensa un super-tecnico inglese, Graeme Cooper, direttore del progetto National Grid – Veicoli elettrici.  

Le leggende
Graeme Cooper

La National Grid è la rete elettrica inglese, un’infrastruttura nata negli anni Venti. In questo momento nel Regno Unito il dibattito sull’auto elettrica è molto sentito, dato che il governo ha annunciato che dal 2035 non si potranno più acquistare auto a benzina o a gasolio. E le leggende proliferano.

Le leggende sul fatto che mancherà l’energia

1. La rete elettrica può davvero far fronte ad un enorme aumento del numero di veicoli elettrici collegati per la ricarica?

Ci sono due aspetti da considerare rispetto alla capacità di gestire tanti veicoli collegati contemporaneamente. Se abbiamo abbastanza energia e se abbiamo cavi elettrici con capacità sufficiente per portare quell’energia dov’è necessaria. Per quanto riguarda il primo punto, la maggiore richiesta di elettricità che abbiamo avuto negli ultimi anni nel Regno Unito è stata nel 2002: 62 GW. Da allora, grazie al miglioramento dell’efficienza energetica come l’installazione di pannelli solari, la domanda è diminuita di circa il 16%. Anche se accadesse l’impossibile e passassimo tutti ai veicoli elettrici dal giorno alla notte, la domanda aumenterebbe solo del 10% circa. Quindi continueremmo a utilizzare meno energia rispetto al 2002, nel range delle fluttuazioni di carico gestibili“.

2. Qual è il problema, allora, al di là delle leggende?

Le leggende
La ricarica dai pali dell’illuminazione, già diffusa in GB con tecnologia Ubricity.

Più complicato è il problema di quando effettivamente si verifica quella domanda di energia. Ce n’è bisogno tutta in una volta o nei diversi giorni e durante la settimana? Di solito il picco serale è tra le 18 e le 20. E ciò potrebbe coincidere con le persone che tornano dal tragitto giornaliero e collegano le loro auto. Se vogliamo fornire infrastrutture ed energia sufficienti nel modo più economico possibile, idealmente non dobbiamo sovraccaricare quel picco serale. Ma bisogna gestire meglio questa domanda. Con questo in mente, recentemente la task force energetica EV del governo ha raccomandato che tutti i futuri caricabatterie per auto siano ‘smart by design’. Ciò significa che non importa a che ora torni a casa e colleghi la tua auto. La carichi, ma si fermerà durante quel picco serale, quando l’energia è più costosa e la domanda più alta“.

“Le colonnine servono soprattutto in autostrada”

3. E sul tema dei cavi?

Rispetto alla capacità necessaria dei cavi per fornire la potenza ai punti di ricarica dei veicoli elettrici, il sistema di trasmissione di National Grid è in continua evoluzione. Ed è adeguatamente robusto per far fronte alle previsioni sulla diffusione dei veicoli elettrici. Detto questo, è probabile che siano necessari alcuni investimenti mirati per garantire luoghi appropriati in cui  ricaricare. Anche se lontani da casa”.

Le leggendeLe colonnine devono essere soprattutto sulle autostrade per dare garanzie a chi viaggia su lunghe distanze. E per garantire che la mancanza di reti di ricarica non interrompa il viaggio. Fortunatamente ci sono già molte infrastrutture elettriche proprio accanto alle autostrade, le linee  sono spesso lì accanto per motivi pratici. Bisogna poi considerare che il passaggio all’elettrico non avverrà all’improvviso, ma gradualmente nei prossimi anni”.

4. Sicuri che quel che si sta facendo non è spostare le emissioni nocive dai tubi di scappamento delle auto alle centrali elettriche?

Dall’inizio della rivoluzione industriale fino al 2017, la cosa più “inquinante” che abbiamo fatto come paese è stata la produzione di elettricità. Tuttavia, il modo in cui generiamo energia si è evoluto e il nostro sistema energetico sta diventando sempre più verde.

Le leggende L’anno scorso, il 2019, è stato un anno da record e l’elettricità è stata generata per lo più da fonti pulite rispetto ai combustibili fossili. Con la crescita dei parchi eolici onshore e offshore e la chiusura di un certo numero di centrali a carbone, il trasporto è ora la cosa più inquinante nella nostra nazione”.

“Non considerate solo il prezzo d’acquisto”

5. I veicoli elettrici sono molto più costosi degli equivalenti benzina e diesel. E queste non sono leggende…

No, non sono leggende, è vero che i prodotti basati su nuove tecnologie tendono ad essere più costosi all’inizio. Ma man mano che diventano più mainstream e aumentano i volumi, i prezzi in genere scendono. I costi delle batterie stanno già calando, il che aiuta. Prevediamo una riduzione del costo iniziale dei nuovi veicoli elettrici nei prossimi anni. Quanto all’usato, l’aumento dell’offerta dei modelli elettrici arriverà sul mercato tra circa tre anni. È importante guardare non solo alla spesa iniziale per l’auto, ma al “costo totale durante il suo ciclo di vita”. Considerare quanto mantiene bene il suo valore e i suoi costi di gestione. Sembra che i veicoli elettrici si stiano deprezzando meno rispetto alle auto a benzina e diesel…E sono più economici da gestire. La ricarica costa molto meno della benzina o del gasolio, se si carica al momento giusto del giorno o della notte. Hanno anche meno parti mobili e costi di manutenzione inferiori”.

6. La batteria del mio cellulare vanno sostituite dopo due anni. Non è che finiremo con le batterie per auto che rovinano e inquinano il paesaggio?

Le leggende

La tecnologia agli ioni di litio nei nostri telefoni cellulari non è dissimile da quella di un veicolo elettrico. Ciò che li differenzia è che le auto dispongono di sistemi di gestione dell’alimentazione, che proteggono la salute a lungo termine delle batterie. La maggior parte dei produttori offre garanzie di sette o otto anni, o circa 160 mila km. Ma ci si aspetta che durino effettivamente più a lungo e sopravvivono all’auto stessa. Anche se una batteria non è più adatta per l’uso in auto, non finisce nella discarica. Può essere riciclata o avere una seconda vita come unità di accumulo di energia per case o aziende“.

7. I veicoli elettrici non vanno abbastanza lontano con una sola carica, non sono fastidiosi e scomodi?

In realtà solitamente l’autonomia di un EV si esaurisce intorno ai 300-400 km… La maggior parte delle persone non ha bisogno di un’autonomia superiore. Dopo aver percorso questa distanza, la maggior parte di noi ha bisogno di un pit stop. Statisticamente la prima auto di una famiglia fa in media circa 59-60 km al giorno e ogni seconda auto ne copre circa 17. Il problema non si presenta neanche per chi fa viaggi più lunghi. Molti di noi si fermano dai 15 a 20 minuti in una stazione di servizio, per prendere un drink e magari andare in bagno, o fare rifornimento di benzina o gasolio. È il tempo necessario per alimentare il veicolo elettrico tramite i caricabatterie ultra-rapidi già disponibili. Per questo National Grid ha proposto di posizionare le colonnine ultra-rapide in autostrada e nelle principali super-strade, una almeno ogni 50 miglia”.

Volkswagen

—Leggi anche: le leggende sull’elettrico secondo VW (e secondo noi).

 

28 COMMENTI

  1. Una inesattezza è che dice che sembra che i veicoli elettrici si stiano deprezzando meno dei benzina e diesel…non è assolutamente vero, la rapidità di evoluzione purtroppo le svaluta anche molto velocemente. Con gli ev costa di più voler sempre avere l’auto nuova, conviene tenerla.

    • Andrea, ha prove di quel che dice? Ha sotto mano valutazioni reali delle EV di seconda mano, raffrontate ad auto termiche equivalenti? A noi non risulta che il mercato dell’usato elettrico abbia oggi numeri sufficienti a ricavare statistiche attendibili. Tenga poi presente che nell’articolo si parla di Regno Unito, dove le auto termiche saranno messe al bando nel 2035; questo sicuramente svaluta l’usato.

  2. Altro errore è dire che IN MEDIA la prima auto di famiglia fa 60km/gg… Certo ma quando vai in vacanza 1 volta all’anno ti spari 1000km per andare in Puglia e una elettrica std (non la Tesla da 68Keuro) fa 200km in autostrada con clima acceso. In agosto anche meno. 4 soste da 1h vuol dire mezza giornata in più di viaggio! Ma la sosta pesa di più sulle medie distanze dove 1h di pitstop rende 1 volta e mezza la durata del viaggio (da 2 a 3h si sentono!). Come seconda auto l’EV è perfetto ma come prima non va ancora bene…

    • Mi sento di fare una ulteriore osservazione a questo commento: se devo fare 1000 km una volta all’anno e tutti i giorni o quasi viaggio da solo, in 2,3 o 4 e magari per 80 km/giorno… bè, mi conviene avere una auto media o anche piccola elettrica. Quel che risparmio nei costi ordinari di gestione e carburante lo posso perfettamente mettere nel noleggio di una auto di segmento elevato per fare i miei 1000 km 2 volte all’anno. Se poi vado ad analizzare ulteriormente, spesso la soluzione volo + noleggio per l’ultimo miglio… è ancora + conveniente. E se ho molti bagagli? bè, anche quelli si possono spedire.
      Il problema reale è che compriamo le auto sulle esigenze della vacanza (2-4 gg/anno) ma ci andiamo in giro tutti i giorni ad auto vuota.
      Ovviamente, tutto questo è un mio parere personale… ma temo che funzioni abbastanza bene, a giudicare da quante UP, ordinate tra ottobre e dicembre sono state immatricolate a gennaio

    • E inesatto che in autostrada ci si impiegherebbe 1 ora per caricare, perché è ovvio che in autostrada non metteranno caricatori lenti, ma quelli super veloci tipo ionity da 350Kw in grado di caricare dal 20 a 80% in circa 5 minuti al costo di circa 30/40 euro che sicuramente sono meno di quanti km se ne possono fare con una normale benzina o diesel, se poi si vuole risparmiare le colonnine autostradali offrono 3 diverse capacità di ricarica Lenta , veloce e super veloce, e ovvio che se si sta 20/30 minuti fermi si puo risparmiare la metà di 30/40 euro ed addirittura alcuni contratti Enel pagando una tantum una cifra all anno la ricarica può essere gratuita ( tipo Tesla )

      • Il problema è che non sono molti i veicoli compatibili con i 350 Kw…. La Zoe, per esempio, fa pagare 1’000 e rotti franchetti per l’opzione “ricarica rapida” che ne supporta 50…

        • 350 kw nessuna auto la supporta ma in futuro sulle autostrade questa e quella che installeranno per ricaricare max 5 minuti per tutte le ricariche giornaliere la casa e il luogo perfetto dove caricare a costo bassissimo, quelle da città sono solo per rabbocchi e autostrade sono velocissime

          • Vero, la wallbox casalinga è l’opzione migliore, sia per la praticità che per i costi, però, a parte che non tutti possono averla, per i viaggi lunghi con l’EV servono autonomia (reale) e potenza della ricarica massima supportata…

  3. Mi inserisco nella discussione perché in auto quasi tutti i giorni percorro circa 90km, ma più volte all’anno, percorro tratti autostradali lunghi anche 6 o 8 mila km in più giorni Max 15 g, con tratte fino a 900km in un giorno. Il volo più affitto non è quasi possibile, poiché mi sposto su più nazioni nell’arco di poche ore. Ora dover affrontare un viaggio simile con auto elettrica significherebbe più giorni in giro più soste in hotel con un aumento di spesa di circa 1/3 di più, che potrei quantificare in circa 1000 euro di aggravio, rispetto al mio SUV diesel da circa 15km/l in autostrada. Un ibrida già provata mi mantiene sui 11/12 km/l con costi superiori di consumi co2 e carburante. L’elettrico al momebto é una trovata speculativa industriale con bollette x ricarica allucinanti.

    • Ammetterà, Marcello, che il suo è un caso molto particolare. Il 90% degli automobilisti un viaggio di 6-8 mila km in 15 giorni l’avrà fatto si e no una volta nella vita. Quindi trovo curioso che lei definisca una “trovata speculativa” una soluzione di mobilità sostenibile non adatta a lei, ma più che compatibile con le esigenze della stragrande maggioranza dell’umanità.

    • Con 90 km al giorno e quelle casistiche, immagino una ogni 3 mesi, per fare un medione, credo che per 15 gg 4 volte l’anno sia ancora conveniente muoversi in elettrico quasi tutti i giorni e noleggiare l’auto a gasolio in quelle occasioni.
      In media, una auto elettrica carica circa 12 km/h mediante la presa domestica, magari di notte, diciamo dalle 22 allle 06. In pratica Lei potrebbe caricare da casa, se può, ovviamente, ed assolvere l’uso di 300 giorni l’anno. per i rimanenti 60 il “problema” ha la soluzione del noleggio, come dicevamo sopra.
      Probabilmente, la tematica vera, specie per chi vive nelle grandi città, è l’avere un box dove poter caricare l’auto a “tariffa domestica”. Chiaramente le altre soluzioni hanno un delta costo aggiuntivo, che però mi pare riescano ad essere vantaggiose ugualmente.

  4. Il problemi ci sono:
    Le auto con percorrenza 300 400 km sono molto care rispetto alla corrispettiva categoria termica.
    Le case produttrici spesso dichiarano percorrenze con ciclo NEDC quindi distante dalla realtà e pericoloso per l’utente che acquista auto con autonomie appena sufficienti.
    Consumi esosi per velocità di crociera autostradale.
    Non ci sono incentivi allo sviluppo di colonnine in luoghi ricettivi per le aziende interessate ne per infrastruttura ne per costo energia.
    Non esiste uno standard di pubblicizzazione , prenotazione e pagamento ne europeo ne nazionale delle colonnine pubbliche.
    Tecnologia non ancora affermata e esposta cambi di “paradigma” nel medio periodo.

  5. Ma le auto a pannelli solari di cui siera accennato l’anno scorso? Per il tragitto casa lavoro sarebbero ottime

  6. Ho letto con interesse il contributo di tutti.
    Mi sembra però che nessuno abbia considerato sul tema dei costi di gestione degli EV il problema delle accise sui carburanti.
    Una volta che la conversione agli EV sarà significativa, pensiamo davvero che lo stato possa rinunciare ad incassare le accise? I più vecchi ricorderanno il super bollo sui diesel introdotto negli anni 80 quando ancora c’era una differenza di costo significativa tra la super e il gasolio. Cosa ci aspetta per gli EV?

    • Quindi, se ci fosse la possibilità di avere una mobilità pulita, noi rinunceremmo per
      i mancati introiti delle accise?

  7. Certo che non rinunceremo ad una tecnologia pulita, la mia domanda era semplicemente con cosa lo stato sostituirà il mancato gettito delle accise sui carburanti? Dunque è questo che occorre sapere prima di fare calcoli di convenienza economica.

    • In Italia l’Oms stima ci siano circa 1,4 morti l’anno ogni mille persone causati dall’inquinamento dell’aria: siamo sull’ordine di 80.000 morti l’anno. L’inquinamento nelle nostre città è molto legato traffico veicolare. La riduzione dell’uso di auto a combustione porterà a una riduzione dell’inquinamento e quindi di malati e morti per inquinamento e riduzione delle relative spese sanitarie. Mi piace pensare che parte del mancato introito di accise sia compensato dalla riduzione di spese sanitarie per l’inquinamento. A essere sincero non ho fatto i conti per stimare quanto questo possa valere: volevo richiamare l’attenzione sull’aspetto dei morti e malati causati dall’inquinamento, tema spesso taciuto in questi dibattiti.

      • Certo, sono sicuro anch’io che il fisco sarà ben lieto di compensare i mancati introiti delle accise con un taglio sulla ricchissima sanità italiana. Ce lo aiguriamo tutti.

        • Magari, se l’aria fosse più pulita, ci si ammalerebbe meno e lo Stato spenderebbe meno per la Sanità…

    • Farà sicuramente una conversione riprendendosi i soldi mi pare più che sensata come cosa. A tutto ciò, in questo parco auto di elettriche penso che molti rivenderanno la tesla (quando succederà fra molti anni) , anche perché diciamo che la più stupida ossia la model 3 ha circa 306cv se nn erro, che sarebbero equivalenti a circa 225kw e facendo un rapido conto ne escono fuori di bollo ben 800€ l’anno. Vien da sé che la gente se la venderà e si comprerà quelle più umane, tipo la Zoe la leef la egolf, insomma quelle che hanno meno cv, e sarebbe anche normale come cosa. La mia era una parentesi di valutazione del bollo e niente più

  8. Se guardate i dati che vengono dalle blackbox montate sulle auto degli assicurati unipolsai vedete che gli italiani percorrono 43 Km al giorno, quindi anche la piu infima EV sarebbe sufficente. Il vero problema è che si tende a scegliere davvero l’auto in funzione di quei 2-3 viaggi all’anno > 500 km.
    Qui i dati delle blackbox che mi sembrano molto aderenti a quello che osservo nella quotidianità delle persone che conosco (io viaggio molto al di sotto della media con 4000 km/anno). http://www.unipolsai.com/sites/corporate/files/pages_related_documents/cs_osservatorio-unipolsai-2018.pdf

  9. Mi è sembrata molto intelligente la recente pubblicità della E-Smart : chi si sognerebbe di usare un’auto elettrica per andare al polo o sul Machu Pichu?
    Usandola in città invece ne godi tutti i vantaggi.
    Chiaramente il concetto è estremizzato ma rende bene. È evidente che oggi un’auto elettrica non possa sostituire in tutto e per tutto una termica ma non è un caso se tutte le grandi marche stanno correndo ai ripari con le nuove versioni ibride plug in. Ad oggi sicuramente il miglior compromesso.
    Fra una decina d’anni poi vedremo a che punto sarà arrivato lo sviluppo dell’elettrico.
    Se, come credo, si terranno ritmi di sviluppo pari a quelli della telefonia mobile, beh credo che nel 2030 l’autonomia dei veicoli elettrici sarà un non problema.
    La rivoluzione elettrica è iniziata. E sarà inarrestabile.
    A meno di un nuovo rivoluzionario carburante od un sistema di teletrasporto stile Star Trek.

Comments are closed.