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Le infinite vie elettriche di Alkè: dalla cura del verde allo street food

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Veicoli elettrici per la manutenzione del verde pubblico e per la raccolta dei rifiuti, utilizzati in agricoltura o come furgoni per la street food  versione pizzeria o gelateria mobile. Si vedono in giro anche nelle spiagge dell’Adriatico o negli hangar militari.  La versatilità è la chiave del successo dell’azienda padovana Alkè che da 20 anni lavora sulla propulsione elettrica e da 5 ha rottamato i motori a scoppio.

Circolano nella residenza reale di Kensington Palace, si muovono nel Palazzo Reale di Copenhagen e tra i viali alberati di Brdo, la sede principale del governo sloveno per gli incontri diplomatici. Ma non è finita: i veicoli Alkè sono guidati anche dai rangers dell‘Australian National Botanic Gardens di Canberra. Un’eccellenza mondiale della mobilità elettrica che ha sede a Padova dove da 20 anni si lavora sull’elettrico. E, come sottolinea a VaiElettrico  Lamberto Salvan, business development manager, si parte da lontano: “Siamo una delle aziende europee più “vecchie” in questo settore e da 5 anni non produciamo più endotermico, abbiamo tagliato ogni linea diesel e a benzina“. Dei veri precursori.

La storia industriale risale “agli anni ’90 quando abbiamo iniziato nella manutenzione del verde e dal 2000 abbiamo investito nei veicoli elettrici – così il manager sottolinea i passaggi aziendali -. Un processo di innovazione continua: oggi garantiamo anche la diagnosi remota del veicolo”. Tecnologia riconosciuta a livello internazionale: “I nostri mercati di sbocco sono Australia, Medio Oriente, Africa e siamo presenti a Singapore e Corea” ma i fornitori “sono al 90% italiani grazie al distretto dell’automotive”.

I veicoli ad uso pubblico si vendono bene perché “la tendenza è convertire le flotte delle municipalizzate in veicoli ad emissioni zero.Garantiamo l’autonomia di 100/150 km – sottolinea Salvan -, ma abbiamo anche soluzioni per aumentarla: la batteria a sgancio rapido che si cambia in 5 minuti o le batterie al litio con carica batterie che ricarica in un 1 ora e mezzo ovvero durante la pausa pranzo”. Caratteristiche tecniche vincenti in un mercato che privilegia l’impatto zero sull’ambiente e la mancanza di rumore. Stesso discorso per la raccolta rifiuti dove l’assenza di rumore è un vantaggio sui concorrenti con motore a scoppio. Qualità apprezzate anche negli ospedali e in tutti gli ambienti di lavoro. A iniziare dalle industrie alimentari o  nella vendita ambulante degli alimenti: lo street food che oggi fa tendenza.

Altre nicchie di mercato per Alkè sono quelle agricole, militari, della protezione civile dove si utilizzano i veicoli in assetto off road.  Sono molto richiesti nei vigneti biologici toscani dove le emissioni zero ben si sposano con le peculiarità e il prestigio delle colture. Il marchio Alkè è stato adottato anche da protezione civile, polizia, vigili del fuoco, per esempio, ma non solo, per gli spostamenti all’interno di hangar e magazzini dove non si possono utilizzare i veicoli diesel e benzina. Sono stati comprati anche dagli stabilimenti balneari della Riviera Adriatica dove ancora una volta il carattere ecologico è l’elemento che fa la differenza.

Dopo questo lungo elenco, senza dimenticare la versione antideflagrante da utilizzare nei luoghi a rischio esplosione, è chiaro che la carta vincente di Alkè è la capacità di rispondere alle più diverse esigenze dei clienti e l’aver individuato le nicchie di mercato dove la mobilità elettrica è spesso obbligatoria.

Quanto costano? Il prezzo varia dai 20 ai 28 mila euro + IVA, cambia a seconda dall’allestimento e dai piani di carico. Per quanto riguarda l’autonomia da Alkè parlano mediamente di 70 km, una giornata di lavoro, mentre il costo di una carica parte  da 1,5 – 2 euro. Si rispetta l’ambiente e si risparmia sul carburante.

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