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Le elettriche si vendono, le ibride plug-in meno

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La Ford Kuga è l'ibrida plug-in più venduta in Europa, un successo, ma in generale le vendite delle PHEV sono in calo.

Le elettriche si vendono, le ibride plug-in decisamente meno. I dati sul mercato europeo del 2°trimestre del 2022 confermano un trend ormai consolidato.

le elettriche si vendono
La performance della varie alimentazioni nel 2° trimestre (grafico ACEA).

Le elettriche si vendono: +11% in Europa, plug-in a -12,5%

Gli automobilisti europei, evidentemente, considerano l’ibrido plug-in una tecnologia di passaggio. Sempre meno necessaria nel momento in cui l’autonomia delle elettriche pure continua ad aumentare. Lo conferma l’analisi effettuata dall’Associazione europea dei costruttori, ACEA, sulle vendite nel periodo aprile-giugno 2022.

  •  Le immatricolazioni di veicoli elettrici (BEV) nella UE sono cresciute dell’11,1%, a quota 233.413. Spagna e Francia più di tutti hanno contribuito alla performance positiva, (+22,0% e +18,6% rispettivamente). Pecora nera l’Italia, (-19,6%), praticamente stabile la Germania. (-0,5%). Quota di mercato al 9,9%.
  • Le ibride plug-in (PHEV) accusano un calo a doppia cifra (-12,5% a 206.501 auto). Ad eccezione della Spagna (+11,3%), tutti i mercati chiave registrano un calo: Francia (-17,4%), Germania (-16,9%) e Italia (-6,9%). Quota di mercato: 8,7%.
le elettriche si vendono
(Credit foto: ACEA)

Crollo delle vendite di auto a metano, tiene il GPL

Tra le motorizzazioni alternative, spicca l’ennesimo crollo del metano. Le immatricolazioni di veicoli a gas naturale (NGV) nell’Unione Europea sono crollate del 62,9%, con 4.983 unità vendute nel trimestre. La debacle è dovuta principalmente al calo in Italia, che rappresenta la stragrande maggioranza delle vendite. I veicoli a GPL, invece, hanno registrato un incremento delle vendite (+7,9%), raggiungendo le 64.152 unità nel secondo trimestre. Tre dei quattro maggiori mercati della regione hanno registrato forti guadagni: Spagna (+57,6%), Francia (+21,9%) e Germania (+10,3%). In flessione invece l’Italia (-5,1%). Tengono infine le vendite di veicoli ibridi,  diminuite solo del 2,2% nel secondo trimestre dell’anno in un mercato generale in forte in forte calo. Mentre continua il crollo del diesel arrivato al 17,3%, meno di un’auto nuova su 5.

 

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72 COMMENTI

  1. Ne possiamo parlare bene o male,ibride, plug-in o elettriche pure,ma se non ci sono i soldi,non si vendono.
    Gente in cassaintegrazione a 1000 euro al mese che gira con una vecchia Polo 1.4 diesel del 2006,e non riesce ad arrivare a fine mese,sai quanto se ne sta fregando della macchina elettrica.
    E le colonnine di ricarica non ci sono,e l’autonomia delle auto elettriche è poca, in Italia c’è gente con famiglia che sta puzzando dalla fame, altro che conversione energetica,devono pensare a sistemare la situazione lavorativa, poi evoglia a comprare auto elettriche.
    Io sono più che convinto che ci sarà tanta gente che per una questione monetaria,andrà ancora con motore endotermico nel 2045.
    Perché se non può cambiare auto oggi prendendo un usato da 6/7000 euro…immaginatevi tra 15 anni con le auto elettriche che costeranno 25000 euro,magari usata 15000.
    Sistemiamo le persone,e poi le auto le industrie tutto quello che c’è intorno….le persone,esseri umani che non hanno soldi per campare,persone oneste ovviamente

      • Credimi, ho amici che veramente stanno messi male,che lavorano su chiamata,mesi senza lavoro, a questi i finanziamenti non passano,sono costretti a comprare in contanti, e comprano auto vecchie di 10 e più anni,fanno i salti mortali per portare un piatto in tavola, c’è ancora tanta gente che ragiona l’auto come un bene da tenere anche 15 anni, quando ero piccolo ricordo che il collaudo si faceva dopo 10 anni il primo,e poi ogni 5,ed era normale tenere un’auto anche 12/15 anni.
        Mio suocero ha cambiato la sua Opel Kadet dopo 25 anni, e la Opel Corsa che ha comprato 6 anni fa,la terrà ancora altri 10 minimo.
        Come fai a dire a questa gente,nel 2035 se ti vuoi comprare un’auto nuova,la devi prendere per forza di cose elettrica,e pagarla 30.000 euro.
        I vari rivenditori di auto usate faranno i milioni,e le concessionarie del nuovo chiuderanno.
        Questi che decidono per tutti,sono lontani anni luce dalla realtà che c’è nel mondo.
        Vivono nel lusso,circondati da gente piena di soldi,e non concepiscono la miseria che c’è in giro.
        Io mi ritengo fortunato, ho 2 auto,entrambe benzina,la piccola per mia moglie è una mille 3 cilindri da 65 cavalli,la mia un mini suv da città, sempre mille 3 cilindri turbo da 115 cv.
        In 2 all’anno non arriviamo a 20.000 km,
        Che me ne faccio di un’auto elettrica che costa il doppio di quanto ho pagato la mia,se i km sono gli stessi, quando li recupero quei soldi,mai.
        Spero che in questi anni riescano ad eguagliare i prezzi delle auto, e che eliminino il problema ricarica, perché mi ci vedo, nel 2045 a girare ancora a benzina

          • E come ti chiamavano…Nostradamus…🤣🤣🤣
            È quello che devono fare per poter vendere,altrimenti le vendite caleranno drasticamente
            Speriamo

          • L’avverto che qui non si contano i like. Lei è già a quota sette nelle ultime 12 ore

          • Si,lo avevo capito👍
            Purtroppo tanta gente non riesce a vedere più in la del proprio naso.
            Stanno bene loro,e credono che tutti stanno bene, soprattutto quando dicono, vedo solo BMW e Mercedes, ieri sera ci ho fatto caso, ho visto in giro auto che non producono più da 15 anni, la Lancia Libra,la Alfa 147,la Lancia Musa,la peugeot 207,le Fiat Punto sia prima che seconda serie,ovviamente ci sono anche auto nuove,ma vi posso grantire che circolano auto che forse non rispettano neanche la EURO 2 per quanto riguarda le classi di inquinamento
            Basterebbe togliere tutte queste vecchie auto per riuscire ad abbattere l’inquinamento.
            Ma non riusciamo a fare questo,figuriamoci a comprare elettrico.
            Ripeto,è limposizione che da fastidio

          • Ma quale imposizione? Non si venderanno più auto nuove termiche, ripeto nuove, dal 2035. Le auto usate, cioè quelle che già utilizza chi ha meno possibilità, potranno essere vendute e potranno circolare fino a fine vita. Poi ci sarà lo stesso un mercato dell’usato elettrico.

      • Magari quelli delle Audi, BMW, Mercedes sono gli stessi delle Tesla.
        Un mio conoscente, proprietario di azienda, ha una grossa Audi diesel con la quale va in ferie (ma sta valutando di andarci con l’ultimo acquisto: mi dice che ha ricariche gratis a vita nei supercharger), moglie e figlia due piccole Mercedes, figlio con la Jaguar, il SUV che non ricordo come si chiami, ed a gennaio ha comperato la Model S color amaranto. Splendida!
        Ovviamente villa con fotovoltaico.
        Il varco tra chi ha soldi, e ne ha sempre di più e chi non li ha, e ne ha sempre di meno, sono anni che aumenta.

      • Dipende da cosa vuoi vedere.
        Perché ovviamente una Mercedes o una BMW fa più scalpore di una Peugeot 208,
        Eppure di 208 ne hanno vendute a vagonate,una 208,come una Corsa o una Fiesta,passa innoservata.
        Prima di comprare la mia auto, non ne vedo neanche una in giro,ora vedo solo auto come la mia,perché ovviamente la mia attenzione si è spostata.
        Ma ti posso garantire che se guardi bene,vedrai molte auto in giro che ormai non producono più, come la grande punto,o magari 2 modelli prima del restyling di una determinata auto.
        Se vai a Dubai,tutti si girano se vai con la panda.
        Il mio sfogo non è contro le auto elettriche, ma contro l’imposizione,mai nessuno ha detto,vi dovete comprare solo auto BMW,o solo auto Diesel.
        Se poi te sei fortunato ad abitare dove ci sono solo persone con i BMW o i Mercedes, gente con i soldi,beato te.
        Io cerco di vedere tutte le realtà, oggi un’auto elettrica è per chi ha la villa con il box e i pannelli fotovoltaici.
        Io che abito in appartamento e non ho dove caricare,continuerò ad inquinare.

        • Al momento non hanno imposto nulla e fino al 2050 puoi girare con il termico, ovviamente dai che stai inquinando l’aria che respirano anche i tuoi figli, e non sto assolutamente parlando della CO2 visto che a noi non fa male in bassa concentrazione, ma tutto il resto che nei calcoli non lo hanno inserito visto che non fanno male al pianeta, comunque non ti preoccupare di anni davanti ce ne sono.

          • L’imposizione c’è, perché dal 2035 se voglio comprare un’auto nuova,sarò COSTRETTO a comprare un’auto elettrica,oggi posso scegliere.
            E se non posso comprarla, perché non so dove caricare…(abito in appartamento),o perché costa troppo…(punto cruciale dove si deve lavorare tanto per azzerare la differenza che c’è oggi,oggi una Fiat 500Elettrica costa 10.000 euro più della variante a benzina,e parlo della versione base con la batteria piccola, altrimenti si superano facilmente i 30.000 euro)sarò COSTRETTO a comprare usato…🤷‍♂️🤷‍♂️🤷‍♂️

          • Stamattina faceva il paladino di chi non ha soldi per l’auto nuova; questa sera si straccia le vesti per chi la vuole nuova ma gli mancano 10 mila euro per la 500 elettrica. Se le chiedo come fa a sapere quanto costerà la 500 elettrica fra 12 (dodici) anni domani ci dirà che comunque è una citycar e lei vuole comprarsi una Tesla?

          • Valerio 28 Luglio 2022 at 23:18

            Mi sembra che la costrizione sia doverosa per il rispetto della salute pubblica e per il pianeta, mi sembra anche che hanno dato divieto di fumare in luoghi pubblici, e tutti contenti tranne i fumatori accaniti, potrebbero benissimo vietate le emissioni nocive, poi ognuno sarà libero di scegliere l’auto che vuole, a si dimenticavo lo stanno già facendo in molte città, e se lo estendono anche fuori città 🤷

          • Valerio 28 Luglio 2022 at 23:18
            nel 2035 non potranno essere vendute auto termiche nella comunità Europea, stia tranquillo che si potranno acquistare fuori dalla comunità, sempre che i produttori smettano prima di produrle per non mantenere due linee di produzione per i nostalgici

          • @FabioM la “Comunità europea” (CEE) non esiste più dal 2009, quando è diventata “Unione europea” (UE).

            Tredici (13) anni trascorsi e il cambio di nome e organizzazione non è ancora chiaro o addirittura conosciuto a tutti.

            Tredici (13) anni mancano al divieto di vendere auto NUOVE con motore a energia fossile nella UE: quasi da scommettere che saranno 13 anni tra ansia, angoscia e poi panico per tutti quelli che ascoltano le notizie superficialmente. I governi UE dovrebbero pensare a una serie di spot del tipo pubblicità progresso per calmare chi ha capito ravi per travi e per spiegare perché lo facciamo.

          • 31 Luglio 2022 at 15:39
            @FabioM la “Comunità europea”
            Lo so era un nome come un altro, non serve mettere i puntini sulle i per fare i professori, il concetto non cambia è cambiato solo il nome.

          • Ok non mi permetterò più di prendere spunto da un lapsus di un commentatore per fare un ragionamento più ampio. Vedi che poi faccia caldo, ci sia in giro qualche permaloso che pensa che voglia fare il professore (de ché?). Sia mai che la correttezza e la precisione prendano piede in Italia e poi nessuno vada più di mojito in spiaggia.

    • Pienamente d’accordo. Ma in Italia, qualunque sia il governo, governa sempre il partito dei ladri. E allora è la norma togliere sempre al popolo per dare troppo ad una elite dirigenziale (molto poco capace), ai troppi politici, a pensionati d’oro, per finanziare sprechi continui e, soprattutto, per sostenere un evasione fiscale da paura. Ed il popolo è talmente pecoroni che osanna i ladri. È bene che resti in mutande. Altro che auto elettrica.

      • Non sono d’accordo, mi sembra qualunquismo spicciolo. Mario Draghi non è un ladro e a mio parere ha governato benissimo, ridando prestigio al Paese: spetta a quelli che lei definisce pecoroni (tutti noi) fare le scelte giuste.

    • Io è da un po’ che lo scrivo qui, non è che tutti possano permettersi queste auto elettriche e tutto ciò che serve per caricarle.. ma qui sembra che debba essere normale DOVERSELE permettere per salvare il mondo dall’inquinamento e riempirsi di debiti per comprarle… sai cosa gliene frega della CO2 al padre di famiglia che deve mantenere una famiglia con un solo stipendio di operaio medio..

      • Infatti, lei lo ripete da un po’. Abbiamo capito. Ma siccome molti altri pensano di poterselo permettere e, facendo bene i conti, trovano che l’auto elettrica, a certe condizioni, sia anche un risparmio, purtroppo per lei continueremo a scrivere di auto elettriche e ospitare i pareri e i commenti di chi ne è entusiasta. Se ha qualcosa di più orgininale da dire, lo condivida pure con noi.

        • Oltre che un padre di famiglia, tra le varie cose che deve garantire ai suoi figli, ha in lista si il cibo e un alloggio, ma penso proprio anche un degno futuro e un mondo che non va a pezzi in cui viverlo.
          Quindi, magari ad oggi non si può permettere un’auto elettrica, ma l’argomento in quanto tale potrebbe interessargli comunque. Smettiamo di usare queste scene da libro cuore per celare il solito benaltrismo.

        • Guardi, che il signor Valerio ha parlato al condizionale, non che obbligatoriamente deve acquistare per forza un auto ! Non si è stracciato nessuna veste, dice solamente se posso, se dovrò, se voglio.

          • Per arrivare ai motori di oggi,con basse emissioni e altrettanti consumi,per non parlare delle prestazioni, oggi con un 1.000 di cilindrata ci hanno tirato fuori 155 cv.
            Ci sono voluti 150 anni di evoluzione, certo,le 2 guerre non hanno aiutato, le varie crisi monetarie,ovviamente la tecnologia di oggi è 100 volte superiore a quella anche di 50 anni fa.
            Ma voler fare questo cambiamento drastico,in soli 13 anni.
            È vero,le auto elettriche di 3 o 4 anni fa,sono già vecchie in confronto a quelle di oggi,la tecnologia fa passi da gigante,ma 13 anni,neanche 1 decimo degli anni che ci sono voluti per arrivare ai motori endotermici di oggi.
            Ma voglio essere ottimista,tra 13 anni,ci saranno citycar con 400 km di autonomia, e berline con 800 km di autonomia.
            Colonnine di ricarica nei parcheggi, distributori di carburante convertiti per auto elettriche,ogni 100 metri parcheggi con colonnine di ricarica(preferibilmente tutte attive e funzionanti).Autogrill con 20 e più postazioni di ricari ultra veloce a 300 kw ora.
            13 anni🤔🤔🤔🤔
            Qualcuno dirà, ma non servirà, perché tanti continueranno a girare con le auto a motore…🤦‍♂️🤦‍♂️🤦‍♂️😆😆😆

          • Valerio 29 Luglio 2022 at 20:25

            Stia sereno i motori elettrici sono più di 150 anni che li producono e li ottimizzano soprattutto per il comparto industriale è per questo che sono già così efficienti e tecnologicamente avanzati, le batterie sono molti decenni che evolvono e lo continueranno a fare.

            Per quanto riguarda l’autonomia ci sono già citycar con autonomie poco sotto ai 400km ma servono realmente, secondo me no , serve ottimizzare le risorse e non impegnare materie prime rate su un unico mezzo solo perché si vuole autonomie assurde, io punterei più sulla velocità di ricarica in modo che se uno vuole fare lunghe tratte non perde eccessivamente tempo, e con stazioni distanti al massimo una 50ina di km così ce ne per tutti.
            Tutto il resto è solo paura del nuovo, perché l’essere umano è molto ripetitivo e ha paura dei cambiamenti, ma in questo caso ci si deve arrendere per il bene del pianeta e dei suoi abitanti.

        • Visto che non posso rispondere ai suoi commenti,le rispondo qui,non vado predicando nulla,non sono il paladino di nessuno,io guardo la realtà dei fatti,e a quanto pare non ha capito cosa volevo dire.
          Oggi,vado in concessionario,e se voglio un’auto nuova,ma non ho tanti soldi,bene o male,una citycar,con 10.000 euro,con qualche offerta la compro,se poi le esigenze sono diverse,una utilitaria semestrale con 12/13.000 euro la compro.
          Nel 2035,sarà così???
          Sono ottimista come persona,lo spero,ma oggi,con le problematiche di oggi,la vedo dura.

      • Ripeto,il problema non è l’auto elettrica in se per se,ma l’imposizione.
        Una famiglia media,che a stento può permettersi una sola auto, e magari anche piccola,tipo una Ford Fiesta.
        Non ci pensa minimamente a comprare un’auto elettrica.
        Il problema non se lo pone neanche, perché sa,che nel 2034, sarà costretto a dover comprare un’altra auto a motore endotermico,e tenerla il più possibile.
        Mia sorella ha perso il lavoro, ha una Yaris diesel del 2008,va dicendo che deve arrivare al 2038 con quella auto.
        Spero,che tra 15 anni, ci si possa comprare una Panda elettrica a 12000 euro,con almeno 400 km di autonomia, e la futura Focus a 25000 euro,con 800 km di autonomia, nomi e prezzi presi da un giornale di settore.

        • Valerio, secondo me il problema è che vedi il futuro con gli occhi dell’oggi.

          Oggi, la mobilità elettrica non è per tutti. Prezzi, colonnine, ansia, mi sta bene.

          La tua valutazione sull’opportunità di acquisto di un’auto a motore termico nel 2034 risente di questo:

          Secondo te quanto costerà la benzina nel 2034? Quanti distributori ci saranno in giro? Quanti ce ne saranno nel 2044? E viceversa, quanto costerà l’energia elettrica? E come sarà la situazione dei punti di ricarica? Che tipo di auto a motore termico pensi di trovare nel 2034?

          Io non ho certezze, però credo che nel 2034 non sarà conveniente acquistare un’auto termica.

          Perché ad esempio, data la situazione, non si faranno ulteriori investimenti nei motori termici. Praticamente (per il mercato di massa, almeno) i motori in vendita nel 34 saranno gli stessi che ci sono ora. Ma in 3-4 anni dagli annunci dei produttori, mi aspetto che arriveranno sul mercato le auto dei segmenti A e B che al momento scarseggiano.

          Nel 2034 si prevedono 4 milioni di auto elettriche in circolazione, circa il 10% del parco auto attuale. Quindi non dovrebbe esserci difficoltà a rifornirsi. Però dal 2035, se tutte le auto in vendita saranno elettriche, diciamo che ogni anno si sostituiranno 1,5 milioni di auto con l’elettrico. Nel 2045 ci saranno 19 milioni di auto elettriche su 40 milioni di auto attuali.

          Ma ho letto che per il 2050, l’attesa sia che il numero di veicoli privati scenda a circa 24 milioni. Quindi, e’ probabile che nel 2045 rifornirsi di benzina (o forse di un costoso e-fuel) sara’ complicato.

          • A dire il vero, cosa mi dà oggi un auto termica nuova rispetto alla mia vecchia, nulla sempre carburante brucia, sempre tagliandi esosi con oli esausti, io ho fatto una valutazione lunga un anno e il risultato è stato se devo ( perché l’auto non è più riparabile) cambiare auto non prenderò mai una termica o un auto con doppia propulsore, di fatti dopo decennio è successo che l’auto della moglie non fosse più riparabile, e ho fatto il passo, dopo un anno riconfermo quello che ho detto dopo un mese di utilizzo, non tornerò più alla vecchia tecnologia assurda,costosa, inquinante, rumorosa, puzzolente,

      • Se non gli interessa di sua figlia, che la fatta a fare, nessuno lo ha obbligato, mentre ha l’obbligo di darle un futuro il migliore possibile, e la qualità del vita rientra in quest’obbligo

    • Ovviamente, ma neanche le termiche tanti non se l’è posso permettere ( neanche usate ) ma nessuno se ne mai preoccupato 🤷
      E guarda caso ora tutti si preoccupano, molto coerenti 🤦

        • Per fortuna io ho ancora i genitori che un piatto di pasta me lo danno, e un bel orto così non mancano neanche le verdure, perdere il lavoro ci vuole meno di un secondo e se entrambi si lavora nella stessa ditta è fatta, io fortunatamente lo trovato abbastanza in fretta, mia moglie è ancora disoccupata, quindi si so di cosa stai parlando e non serve fare il professore.

      • Fabio M.
        L’evoluzione e l’innovazione vanno velocissimo, questo lo so.
        Ma per l’autonomia, questo è, e sarà sempre un grande problema,anche perché le colonnine non basteranno mai,e poi il buon 70%di quelle che ci sono,sono lente,per non parlare di quelle che non funzionano.
        Anche perché, tanta gente che riesce a fare il viaggetto in estate, lo fa con una utilitaria,e una utilitaria elettrica di oggi,riesce a fare forse 200 km in autostrada
        Anche ad avere colonnine di ricarica ogni 20 km in autostrada, un viaggio dal Piemonte fin giù in Calabria, ci si deve fermare almeno 5 volte per ricaricare.
        Il viaggio della speranza.
        Per me,autonomia e infrastrutture,devono crescere di paripasso.

        • Mi deve spiegare cosa intende per autonomia, di solito TUTTI i mezzi quando finiscono il carburante ci si ferma a riempire, quindi ad oggi ogni mezzo esistente nel pianeta ha autonomia inlimitata, la percorrenza media dei cittadini è di 40 km al giorno, io sono tra quelli che ne fa 60 km, poi rientro a casa e la usa la moglie un alta 10 ina di km e al suo rientro la usa mio figlio altra 30ina e non ho volutamente preso un auto con mega batteria, perché impegnare materie prime e denaro per due tre volte al anno, non ha nessun senso e ho optato per un auto da 190km quando si scarica la ricarico, anche se sono in viaggio, se ho urgenza come tanti professano e devo fare 1500km uso i mezzi pubblici treno o aereo 🤷

  2. Sulle plug-in è stata operata una campagna diffamatoria notevole, colpevolizzando il metodo di immatricolazione piuttosto che il cattivo utilizzo dell’auto (e l’errata incentivazione).
    La plug-in è stata acquistata per le flotte e come auto aziendale, scelta estremamente errata in questo settore, la plug-in è la tipica auto da fare casa-lavoro e caricarla in garage, dove il motore termico deve essere usato solo “nelle occasioni”, non tutti i giorni, altrimenti diventa un’ibrida e un’ibrida costa meno.
    Dico che l’errore è nello stato nel non aver saputo inquadrare la tipologia, non doveva esserne agevolato l’acquisto alla aziende e doveva essere proposto un modello di incentivo che premiasse l’uso corretto.

    • non si riesce a spiegarlo ai talebani.. 🤷‍♂️

      se mando una lettera a vaielettrico lamentando che la mia bev ha poca autonomia in autostrada a 140/150kmh, che la ricarica alle colonnine mi costa uno sproposito ecc,
      tutti correrebbero a scrivermi che non si usa così.
      stessa identica cosa per le plug-in: come spiega bene ivano con la sua skoda, utilizzata in modo CORRETTO, il termico non è praticamente mai in funzione.

      essendo talebani però..

    • Rispondo a Simone ma anche ad Ernesto.
      E’ vero che sono stati fatti errori incentivando l’acquisto delle plug-in da parte di utilizzatori che era ovvio che non le avrebbero utilizzate al meglio. Un utilizzo pessimo che ha portato a considerazioni pessime su auto che, se usate bene, hanno una loro logica (soprattutto con un’offerta BEV non ancora matura ed articolata).
      Inoltre, vale per ogni auto ma, in particolare, per una plug-in, è fondamentale conoscere con precisione come si sono usate le vecchie auto precedenti e come si userà l’auto nuova, molto prima dell’acquisto. Perché “usarle bene” questo vuole dire: le mie necessità d’uso sono adatte alle caratteristiche a zero emissioni dell’auto, con rarissime situazioni non consone all’uso totalmente in elettrico. Sono oltre 20 anni che faccio statistiche sull’uso delle mie auto e, quando ho scelto la mia Octavia Combi iV, io sapevo al metro e nel numero la tipologia e la frequenza dei miei viaggi e le loro caratteristiche di percorso. L’ho acquistata con la forte convinzione che sarebbe stata perfetta per me e, nel contempo, un ottimo succedaneo della BEV che avrei voluto ma che non c’era per i miei bisogni (ad un prezzo umano). E così è stato, anche al di sopra delle mie attese, come ho documentato in questo sito. Oggi, 2022, faccio normalmente oltre 70 Km di autonomia media, estate ed inverno, ho un consumo del termico di 0,72 l/100Km (139,83 Km/l), un consumo dell’elettrico di 13,62 kWh/100Km, un consumo combinato dei due motori di 18,01 kWh/100Km (o 49,42 Km/l se si preferisce questa unità di misura). In quasi 2 anni (13.151 Km a ieri) ho speso 201 Euro di benzina (quasi tutti in situazioni di emergenza non prevedibili) e 265 Euro di corrente. Tutto ciò perché le mie necessità di utilizzo mi fanno usare l’auto in elettrico per il 93,1% dei viaggi e l’82,1% dei Km a zero emissioni. Esattamente come previsto!
      Però, e non so se sia vero per tutte le marche perché l’ho verificato solo sulla mia, Skoda ha aumentato a dismisura il prezzo dell’auto, che già costava non poco di listino all’uscita, quasi due anni fa.
      Qualche giorno fa ho fatto “un giro” sul sito della Skoda Auto Italia, usando per curiosità il configuratore per “riacquistare” nuovamente la mia auto.
      Due anni fa, l’Octavia Combi iV PHEV costava di listino 42.000 euro in configurazione Style predisposta per il debutto italiano dell’auto (la mia è stata la seconda Octavia PHEV ad arrivare in Italia), praticamente full optional. Mancavano solo sospensioni attive, head-up display, portellone apribile passando il piede e poco altro di marginale. Il resto c’era praticamente tutto, comprese banalità come volante riscaldabile e sedili massaggianti (mai usati).
      Inoltre, oltre agli incentivi statali, Skoda e concessionaria mi hanno fatto sconti aggiuntivi tali da pagarla, alla fine, poco più del 50% del prezzo di listino. Pesante comunque, ma fattibile.
      Oggi, se non ho fatto errori col configuratore, l’auto come dotazione di serie ha pochissimo se paragonata alla mia e, configurata come la mia, arriva ad un prezzo di listino di 47.500 Euro! Oltre a ciò, gli incentivi sono più bassi di due anni fa e, credo, non essendo più un’offerta lancio, non penso che ci sarebbero grandi sconti aggiuntivi.
      Oggi non potrei permettermela e, anche se potessi, a questo punto, soprattutto col mio utilizzo, varrebbe davvero la pena di pensare ad una Model 3, anche se non è una wagon. Io ho fatto fino ad oggi 21,8 Km al giorno di media (viaggi lunghi ed imprevisti – tre – compresi). Come sono un utente ottimale per la mia PHEV, così sarei un utente ottimale anche per una BEV, soprattutto se dotata di supercharger “della casa” (per le emergenze: uno non le vuole, ma ora so che capitano).
      Con prezzi così lievitati (+5.500!), la mia non è più concorrenziale e, pur essendo una grande auto (per il mio uso perfetta), a chi mi ha chiesto un suggerimento per l’acquisto non l’ho consigliata. Anche perché io sono un utente molto particolare come abitudini/necessità di utilizzo. E come pignoleria e costanza nell’utilizzo. Soprattutto se non si hanno le mie necessità di carico e se non serve una wagon (che comunque ora esiste, MG credo, anche per le BEV).
      Non so se questa situazione valga anche per altre marche, ma non mi stupisce che le vendite delle plug-in siano in flessione, anche al di là delle campagne denigratorie conseguenti agli errori sugli incentivi che hanno portato all’errato utilizzo.

  3. Gli incentivi possono essere una misura emergenziale o per avviare il volano delle vendita, ma non potranno mai essere strutturali, men che meno per li Stato Italiano che vanta un debito pubblico mostruoso. A mio parere si può arrivare a normalizzare il mercato, non solo dell’auto, facendo in modo che chi lavora possa guadagnare il giusto e permettersi quindi anche acquisti importanti.
    Certo bisogna diventare un paese normale anche per ciò che riguarda la speculazione. La guerra in Europa esiste anche per Austria, Germania, Spagna, ecc. Tuttavia i carburanti costano molto meno, addirittura il metano attorno all’euro, ed anche i generi di prima necessità hanno costi in linea con le disponibilità degli acquirenti. Il mercato dell’auto non è a sé stante, ma si regge sulle stesse situazioni che governano il tutto. La vendita di bev o phev, che sono le più costose, sono inevitabilmente le prime a risentire del calo delle vendite, le elettriche meno perché ci ha disponibilità compra ugualmente ma con più oculatezza. Tutte le rivoluzioni sociali hanno sempre richiesto i loro tempi, chi vivrà vedrà se il limite imposto della Comunità Europea è realistico o irrealizzabile. Ricordate i famosi piani quinquennale della defunta Unione Sovietica? Per la cronaca sono convintissimo che l’elettrico sia l’unica strada percorribile, meno convinto delle tesi di ritiene i dubbiosi dei beduini da isolare. Graxie

    • l’Italia ha un debito pubblico mostruoso ..
      vero ..
      gli incentivi non possono diventare strutturali
      vero , meglio abbassare l’IVA

      sulle elettriche e molte termiche ;però l’incentivo è SEMPRE inferiore all’IVA da versare

      per lo stato è meglio
      meglio incassare poco con gli incentivi ?
      o incassare NULLA senza ?

      comunque l’elettrico è l’ultimo giro per sovvenzionare l’automotive e mantenere una certa occupazione ,sempre più in calo “grazie” all’automazione (anche senza l’elettrico)
      con l’elettrico , le norme antinquinamento non hanno più senso di esistere
      un’auto elettrica se ben tenuta e se il mercato creerà un aftermarket paragonabile a quello del termico
      POTRA’ CIRCOLARE SENZA BADARE A NORME per il prossimo secolo
      vabbè ..
      ho esagerato un pochino , sposteranno il problema dall’inquinamento alla sicurezza attiva e passiva

      tutte cose però che potrebbero essere implementate in aftermarket , su qualsiasi auto che hanno una guda assistita di livello 2
      guardate quello che fa Openpilot di Geoge Hotz

      e soprattutto guardate la Corea
      dove metà del fatturato automotive ..
      arriva da AFTERMARKET !!!
      dove spesso le filiere produttive si mischiano

  4. Mi pare che in Italia tutte le auto siano state vendute in numeri minori. Siamo alla canna del gas (e no non siamo ricchi da poterci permettere una canna del gas…) e piuttosto che comprare un auto nuova quei soldi li mettiamo da qualche parte in attesa di tempi più duri. Un altro segnale dell’andazzo brutto verso cui stiamo andando a mio parere

  5. Le ibride plug in sono una risposta ottimale a chi vuole utilizzare i pregi dell’elettrico e del motore tradizionale, permettendo consumi e costi bassissimi in città, una svolta ecologica dove conta e senza incorrere in tutte le limitazioni dell’elettrica (necessità di programmazione per i viaggi, autonomia ecc), di cui in parte ci si accorge anche con una plugin, ad esempio come carenza e malfunzionamento colonnine di ricarica o loro totale assenza, inciviltà di chi parcheggia sulle postazioni di ricarica, compresi i possessori di bev.

    Detto questo, l’articolo secondo me può risultare fuorviante, senza dubbio le elettriche vendono di più e credo sia anche normale, nel secondo trimestre le phev vendono 206.000 pezzi contro i 233.000 bev, nonostante l’evidente calo in sostanza dire che si vendono “decisamente” meno mi sembra una forzatura.
    Vorrei far notare una cosa, nel primo trimestre 22 le elettriche hanno venduto circa 320.000 pezzi contro le 237.000 phev.
    se vogliamo essere onesti quindi bisogna anche rilevare il calo sul trimestrale di circa 90.000 unita bev vendute contro le 30.000 phev in meno che quindi al momento mostrano una costanza maggiore.

    Un’ultima considerazione, siamo a 4/500.000 auto bev o phev vendute a trimestre contro i due milioni e due diesel benzina o ibride non ricaricabili.

    • Avevo una plug in (BMW), ora ho un’elettrica (Tesla). Era molta più l’ansia prima nel cercare colonnine per fare quei 30 km in elettrico e non bruciare benzina che ora. In 4 mesi più di 8.000 km senza nessuno stress e senza garage.

      • Ognuno ragiona giustamente a proprio modo.

        Certo 30km in elettrico sono pochissimi, forse era anche l’auto ad essere sbagliata, visto che ora ci sono plugin che di km ne fanno anche 100 in elettrico.

        Io parto con 45-50 km di autonomia che risponde perfettamente alle mie esigenze quotidiane e avere un motore termico dà la tranquillità di andare dove si vuole quando si vuole, altro che ansia!

      • Entrambe situazioni non standard, mi pare di capire.
        Una plug-in con 30 Km di autonomia non è certamente il meglio disponibile, in particolare se hai un utilizzo per cui ti creava ansia doverla ricaricare, immagino, spesso (quindi scelta non mirata in partenza, visto che fai 2.000 Km/mese).
        Tesla, nel contempo e per ora, è certamente il meglio per le BEV, in particolare per la sua rete di ricarica.
        Certo che hai la fortuna di poter scegliere tra situazioni non male dal punto di vista economico. Beato te! Messi così, si cade sempre in piedi, anche sbagliando la prima scelta!

    • esatto!
      tutti con la macchina pagata dallo stato.
      non ci sono abbastanza soldi? chiediamo all’europa.. 🤦‍♂️

    • Sono il 100%, tutte le auto hanno una batteria…a parte gli scherzi, le plug in mi aspetto che entro 2-4 anni non siano più significative. Chi la compra oggi deve valutare bene la tenuta dell’usato.

  6. GPL: in flessione l’Italia (-5.1%) ma è il tipo di alimentazione che perde di meno, tutte le altre questo mese perdono molto di più (e infatti BEV -20%). Il fatto che il resto d’Europa continui a comprare auto elettriche mentre noi siamo al palo dà il quadro netto della differenza di salari tra le diverse anime europee.

    In Europa la crescita delle elettriche non procede poi così velocemente: era al 9.1% ad inizio anno, al 9.9% oggi, siamo buoni, arrotondiamo e diciamo pure che guadagna 1 punto percentuale anziché 0.8. Se ogni 6 mesi guadagna un punto, quindi 2 punti percentuali l’anno, nel 2035, tra 13 anni, avrà guadagnato 26 punti percentuali rappresentando il 36% del venduto e non il 100%. A me sembra di cogliere un rallentamento: a fine 2018 in Europa il dato delle BEV era 1.4%, quindi la crescita era più sostenuta (se fosse stata di un punto a semestre com’è adesso, oggi saremmo a 8.4% e invece siamo a 10%: quindi negli anni passati siamo cresciuti di più).

    L’aumento dei prezzi delle BEV (e delle PHEV) ha raffreddato gli animi, facendo diminuire parzialmente l’interesse. E nel frattempo, quando i cinesi vogliono venire a vendere le loro elettriche qui, li teniamo fermi al pit box per anni con la scusa dei tempi di omologazione …

    • Beh, abbiamo un ministro e tutta la sua truppa che continua a gridare al pericolo giallo, al fatto che se passiamo all’elettrico ci vendiamo mani e piedi alla Cina, che noi siamo per la “neutralità energetica” (la più grossa caççata che potesse uscire dalla bocca di un ministro), che ti aspettavi?
      Il modo per aiutare i salari bassi c’è, sono gli incentivi, ma se li disegnamo con il solo scopo di aiutare le vendite della Tonale… tralaltro, quante ne hanno vendute con questi aiutini?

      • Ne ho vista una al mare! Tra l’altro placidamente posteggiata davanti a una colonnina di ricarica. E no, non era plugin. Volevo fare la foto per mandargliela con WhatsApp al signor Massimo in modo che avesse un ulteriore immagine di repertorio proprio con la nuova Alfa Romeo Banale come l’ho ribattezzata io, ma proprio in quella è arrivato l’aitante proprietario tatuato palestrato ed abbronzato e se ne è andato via agile e scattante.

  7. Le ibride plug in sono un’inutile e costosa complicazione che solo un governo come il nostro poteva incentivare con un prezzo di acquisto superiore all’elettrico.

    • Ti do piena ragione, ma con il governo appena eclissato, che ha remato contro in tutti i modi la transazione, cosa ci potevamo aspettare, e prima eravamo tutti agli attestati domiciliari 🤷
      Diciamo che siamo bravi a stare ancora seduti e non per terra.

    • Le plug-in non vengono spinte in vendita, chi le ha fatte pensava solo a casi particolari, per bene pubblico. Il full electric e’ bello ma manca corrente, tranne se si associa un pannello solare certificato, sono migliaia di pezzi fermi, e non per problemi di incentivi.

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