Colonnine che si spengono dalle 21 all’una di notte. Se soggiornate a Marina di Grosseto, dimenticate l’accoppiata cena e ricarica: non funziona. Bisogna aspettare la notte fonda per trovare attive le due colonnine – quelle della foto di apertura – segnalate da Antonio Pellegrini su VaiElettrico Discussioni & Consigli, il gruppo Facebook dove ha denunciato la carenza di servizi nella frazione balneare di Grosseto, una località di mare della Maremma toscana.
Nella frazione balneare colonnine a metà servizio o riservate ai soci del porto
Il funzionamento a singhiozzo delle due colonnine non è una curiosità: in una località con molte prese potrebbe essere un problema relativo, ma qui diventa il segno evidente di un disservizio in una destinazione turistica. E non solo. «A Marina di Grosseto, cinquemila macchine nel periodo estivo, queste sono le uniche colonnine di ricarica, dal 2025. L’interruzione serale per insufficienza della rete?» chiede Antonio. La domanda è sua, ma è anche quella di tutti gli e‑drivers: oltre alle colonnine, è carente la rete stessa. E così la volontà degli operatori privati viene messa a dura prova da un sistema elettrico che non regge.
A dire il vero c’è un’altra colonnina, e si trova nel porto. Un’iniziativa ottima e lodevole, ma come sottolinea il nostro lettore e si legge nella foto, è riservata «ai proprietari dei posti barca, che poi sono seicento, quindi siamo alle solite». Un sottodimensionamento del servizio, anche se a Grosseto città ci sono altre colonnine. «Ma dista dodici chilometri».

E per concludere la carrellata Antonio ci mette a disposizione la foto qui sotto, commentando: «Possiamo aggiungere anche questo repertorio archeologico, di epoca etrusca, mai entrata in funzione».

Siamo alle solite: un Paese ricco di colonnine, ma spesso vandalizzate, a volte mai avviate e in alcuni casi installate in posti improbabili.
Ma si possono investire in località deserte per 8/9 mesi l’anno
Antonio si appella giustamente al diritto alla ricarica. Ma anche gli e‑drivers si interrogano sulla sostenibilità economica di investire in località che per gran parte dell’anno restano deserte: i “non luoghi” dell’antropologo Marc Augé, più attraversati che vissuti. «Secondo voi, in una zona prettamente turistica che fuori stagione è abitata da quattro gatti, vanno a spendere centinaia di migliaia di euro per ricaricare dieci elettriche solo per il mese di agosto? A voi sembra un investimento da fare?».
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La riflessione di Manuele è legittima. Ma se mancano i grandi operatori, la soluzione è nelle mani degli imprenditori turistici che, soprattutto in un contesto di crescita delle elettriche, possono farsi carico dell’esigenza di questa fetta di visitatori. Proprio come hanno fatto i gestori del porto oppure come propone Vittorio Marletto: «qualche furgone o container per la ricarica estiva. Che poi finita la stagione balneare si sposta altrove».
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Il problema delle località turistiche stagionali (estive o invernali) è proprio la moltiplicazione delle presenze per periodi di tempo limitati: spesso le medesime hanno anche problemi di rete elettrica in generale, tanto che quando il clima si fa torrido capita spessissimo di avere blackout, incendi ed altri inconvenienti .. figuriamoci se si devono pure aggiungere colonnine di ricarica pubblica
Ove esistono zone industriali vicine o grandi centri commerciali ci sono le strutture per posizionare anche stazioni di ricarica con caratteristiche adeguate (da almeno 50kW); altrove occorre programmare una adeguata struttura di rete (con collegamenti ridondanti) per poter installare qualche punto di ricarcia più comodo per le esigenze di turisti (vicino alle attività tipiche – stabilimenti balneari al mare o lago / impianti di risalita nelle località sciistiche) ove però magari servirebbero tante colonnine AC più idonee a soste piuttosto lunghe – diverse ore – quanto mediamente durano le attività svolte. In queste località sicuramente la quota forte deve essere proposta dalle attività turistico-ricettive, in modo da fornire il servizio di ricarica quando la macchina staziona di notte oppure durante i pasti principali (due orette son normali no? )
Valida in molti casi la proposta di Vittorio Marletto: una stazione di ricarica “mobile” da posizionare nei parcheggi dedicati (analogamente a quanto veniva fatto con la telefonia mobile con apparati mobili posizionati per la stagione turistica o grandi eventi); ovviamente dovrebbero esser dotati anche di sufficienti pannelli fotovoltaici per sopperire autonomamente alla ricarica delle batterie proprio per non gravare troppo su reti elettriche in cattivo stato, non facile da realizzare con capacità sufficiente.
Sicuramente occorrerà attendere che nelle amministrazioni regionali e comunali sia chiara l’esigenza di far trovare adeguati punti di ricarica ai sempre più presenti turisti con auto elettrificate, nazionali e stranieri.