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Le citycar EV costino meno, avverte Jato, o la Cina ci invade

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OPPOSTI ESTREMISMI / Piccole cinesi e piccole europee: la Hong Guang Mini EV parte in Cina da 3.700 euro, la Fiat 500 parte da 26.900. Contenuti diversi, ovviamente, ma la sproporzione è enorme e il rischio è che...

Le citycar EV costino meno. Il rischio, in caso contrario, è che i costruttori cinesi facciano un sol boccone del mercato europeo, avverte Jato Dynamics.

le citycar EV
La forbice nel prezzo medio tra auto elettriche e auto tradizionali in Cina, Europa e USA (fonte: Jato Dynamics). La differenza è enorme.

Le citycar EV: solo in Cina prezzi competitivi

Continua a far discutere un report pubblicato da una società di consulenza autorevole come Jato. Il focus è sulla dinamica dei prezzi: le auto elettriche europee sono in genere molto care, spesso inavvicinabili per le masse. Per continuare a fare profitti e annacquare il costo delle batterie, molti big (Volkswagen in testa) hanno puntato tutto sui Suv. Rimandando la produzione di citycar a batterie al 2025 e oltre, quando il costo delle celle scenderà. In Cina è accaduto l’opposto: col passare degli anni le EV sono divenute sempre meno costose, con una media dei prezzi ormai vicina a quella delle auto tradizionali. Dal 2011 un calo addirittura del 47%. Tutt’altro trend in Europa(+28%)  e negli Stati Uniti (+38%). Oggi, i consumatori in Cina possono acquistare un veicolo elettrico nuovo di zecca per l’equivalente di soli 3.700 euro“, avverte Jato. In Europa la più economica è la Dacia Spring, a 19.900, prezzo che in Italia scende sotto i 10 mila solo rotttamando una vecchia auto.

le citycar EV
Il calo del prezzo medio delle EV in Cina, quasi dimezzato in 10 anni (fonte: Jato).

La piccola Hong Guang è già la 2° EV più venduta al mondo

In realtà qualche campanello d’allarme sta scattando anche all’interno delle Case. Il report cita Ye Qi, membro del consiglio per la sostenibilità di Volkswagen, secondo cui i produttori europei rischiano guai se non affronteranno il problema- prezzo. “Se non creano veicoli elettrici più convenienti, corrono il rischio di perdere il loro vantaggio sul mercato interno a vantaggio dei concorrenti cinesi“. Ma l’impressione è che il focus dell’industria europea sia altrove, verso veicoli più costosi. Un’analisi di Forbes cita invece Koketso Tsoai, analista auto di Fitch Solutions, secondo il quale il boom del mercato delle piccole auto elettriche in Cina è legato all’impegno nello sviluppo di una tecnologia di batterie più economiche. E il successo di citycar come la Hong Guang MINI EV, la seconda elettrica più venduta al mondo, consente di accumulare un’esperienza che potrebbe rivelarsi uno straordinario vantaggio competitivo. In Europa questa macchinetta si chiama FreZe Nikrob EV, e i primi esemplari hanno cominciato a far capolino in Spagna, Francia e anche Italia.

la citycar EV
La copertina dello studio di Jato: “EVs: Una sfida sui prezzi”

L’elettrico deve diventare di massa, ma a questi prezzi…

Felipe Munoz, analista auto di JATO Dynamics, conferma che gli europei devono agire rapidamente per portare sul mercato auto elettriche a prezzi accessibili. Ma ammette che al momento è quasi impossibile farlo in modo redditizio. Non caso i maggiori costruttori stanno abbandonando la produzione delle piccole elettriche. A cominciare dalla Renault, che non sostituirà la Twingo ZE con un’altra auto di queste dimensioni. Faranno partire la gamma EV con la nuova Renault 5, un modello di taglia maggiore. Non a caso la stessa Fiat è riuscita a lanciare la versione elettrica della 500 solo facendone un’auto Premium. Con prezzi ben più salati rispetto alla concorrenza del cosiddetto segmento A. “Ma se gli europei non faranno nulla al riguardo, il segmento sarà controllato dai cinesi“, insiste Munoz. E torna in mente quel che disse qualche tempo fa Carlos Tavares, CEO di Stellantis: “Non riesco a immaginare una società democratica dove non ci sia libertà di mobilità, perché è solo per le persone benestanti e tutti gli altri useranno i mezzi pubblici“. O le utilitarie elettriche cinesi?

Un’altra immagine della Hong Guang Mini EV

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18 COMMENTI

  1. Scusate ma come possiamo in Europa produrre auto che costano come le auto cinesi? In Cina viene usata la formula 996 che significa lavorare dalle nove del mattino alle nove di sera per sei giorni a settimana, e secondo voi senza mettere dazi possiamo competere con un mercato simile?? Prima ci renderemo conto che la globalizzazione estrema e senza regole sara la nostra rovina prima staremo meglio.

  2. Suv suv e ancora suv, basta! È un tipo di auto che non mi piace termico o elettrico che sia. Quanto all’articolo è la pura verità. Il pensionato che adesso gira sulla Idea o sulla Agila o andrà a piedi o prenderà una cinese ultraeconomica. La Fiat ,che non esiste più , una volta sapeva fare le utilitarie, tra poco non farà più nemmeno la Panda. E per tornare al mo incipit … Qualcuno mi sa dire perché non esistono EV decappottabili, cabrio o anche solo col tetto apribile ? Ho una DS3Cabrio di 6 anni e vorrei passare all’elettrico ma non c’è proprio niente che mi piaccia! Scusate lo sfogo…

    • C’è la 500 elettrica. Fra l’altro non perde di autonomia andando a 110km/h con la capote abbassata rispetto a capote chiusa e clima acceso

  3. Prima di un mio commento vorrei puntualizzare che la macchinina cinese non è un auto ma un quadriciclo ,come un golf cart e con dotazioni di sicurezza per quel tipo ti prestazioni , per cui non comparabili con una omologazione auto .
    Detto questo la Dacia Spring è Cinese per cui non possiamo compararla con le auto nostrane .
    A parte TESLA , la tecnologia delle batterie è in mano asiatica , l inventare capacita di produzione batterie in europa sarà impossibile , faremo battery pack ma non di piu .
    Pensare di fare concorrenza alla Cina sarà altrettanto difficile anche perchè vedo comunque sovvenzioni statali dietro questa attività considerata strategica .
    Voglio fare un esempio , come mai l unita esterna dei condizionatori è fatta in cina e non puo essere fatta in europa ?
    Qui troviamo FERRO / Scambiatore di Calore / Motore con Ventola e una piccola centralina .
    Lavoro manuale minimo , trasporto .
    Se i materiali costano lo stesso perche eliminando il trasporto , comunque compriamo cinese ??

  4. In Cina non ci sono gli standard europei per quanto riguarda sicurezza e qualità costruttiva, le piccole elettriche sono scatolette di tonno con una batteria, 4 ruote e 4 sedili. Per entrare nel mercato europeo dovrebbero riprogettare sistemi di sicurezza che farebbero lievitare i costi. A quel punto poi il design farebbe la differenza. Le cinesi sono orribili oppure scopiazzate. Dubito che avrebbero tutto questo successo. Già nel mercato sono presenti marchi di automobili low cost come Dacia o DR ma non mi sembra che abbiano monopolizzato le vendite. Per noi il prezzo non è tutto

    • Mmm, sono d’accordo che probabilmente non comprerei la Hong Guang Mini per i motivi da te citati, anche se ne permettessero la vendita. Hai visto però la Byd Dolphin e il relativo prezzo? Ne venderebbero a migliaia in Italia e in EU a migliaia al mese. Insomma, sono d’accordo col la tesi dell’articolo.
      Peraltro un design anche appena decente sarebbe sufficiente e molte case cinesi hanno assunto designer europei.
      In sintesi, le case auto europee si devono dare una mossa o permettono un ingresso trionfale ai cinesi. Una volta sul mercato e con una qualità sufficiente dimostrata, cosa gli impedira di penetrare in tutti i segmenti. KIA docet

  5. Ok, è vero che la Cina può invaderci però confrontare la 500 con la Hong Guang Mini EV non ha senso perché quest’ultima è una minicar ovvero un quadriciclo, non è un’automobile.

    • Certo, ho scritto che si tratta di macchine diverse e accostare Wuling e 500 è un’estremizzazione. Che però serve a esemplificare due tendenze: chi punta sul prezzo, con una scatoletta, chi sull’immagine è tutto il resto. Ma c’è una grande fetta di pubblico che l’immagine non se la può permettere…

      • Articolo molto interessante Mauro con sintesi e spunti da far riflettere più di un giornata.
        Puntiamo al Premium ok….e la massa!
        Basterà per le grandi case il segmento Premium per mantenere gli attuali livelli occupazionali?
        Leggevo che qualcuno parla di standard europei più elevati. Vero! Ma potrebbe permettersi l’Europa di limitate l’accesso alla mobilità privata a milioni di cittadini solo in virtù della sicurezza?! ( che poi se tutti si rispettasse i limiti e norme sulla circolazione tanti dispositivi elettronici neppure avrebbero ragione di esistere).
        La rivoluzione verde non dovrebbe essere basata su veicoli alla portata di tutti…invece dei soli suv a batteria da 2.5 tons!! Ben venga la Cina!
        Ri-complimenti sia per l’articolo e anche per il tuo approccio professionale nelle risposte.

      • Aggiungerei che soprattutto nelle grandi città avremmo un gran bisogno di queste “scatolette” a basso costo. Vistoche devono muoversi a 40 max 50 km orari non hanno bisogno di 10 airbag, centinaia di sensori, luci da astronave, sistemi multimediali da studio audio video.
        Fronzoli per lo più superflui. Servono auto alla portata di tutti come prezzo per la massima diffusione fra la popolazione e per abbattere drasticamente i veleni che soffocano le città. Ben venga l’invasione dei cinesi se le case europee non ci daranno auto con queste caratteristiche.

        • Marione, se il mercato richiederá scatolette senza fronzoli c’è sempre la possibilitá di omologarle come quadriciclo leggero anziché come autovettura. E da questo punto di vista i costruttori europei non sono stati a guardare (vedi modelli come la Ami).

    • Stx, se ho capito bene la FreZe Nikrob ha l’omologazione europea (come automobile non come quadriciclo) che ne ha fatto aumentare il prezzo, non molto più basso di quello della Dacia Spring.

  6. Concordo al 1000%. Ottimo articolo, ottima analisi, tutto assolutamente condivisibile. L’articolo mi è piaciuto molto, dal sottotitolo fino all’ultima parola. Bravo Mauro, brava VaiElettrico.

    P.s: ho visto i piani di Stellantis pubblicati a luglio. Sono poco innovativi, non sembra voglia posizionarsi come leader del mercato. Tutto già visto. Nonostante questo sembra puntare (anche) alle citycar con autonomia fino a 500 km e tecnologia a 400 volt. Stellantis mi aspetto riuscirà ad abbassare i prezzi ma senza brillare mai, né tra le citycar low cost né tra le premium

  7. Sinceramente bella lettera, giusto che i prezzi scendano, ma il rientro per la tecnologia dove lo mettiamo, li lo stato fa da padrone, qui qualche bonus e se ne lava le mani, io punto sempre ove possibile su prodotti nazionali, ma io non lo comprerei mai un auto cinese sarà quel che sarà ma in caso di problemi che si fa, lo vedo con altri prodotti, sparisce assistenza e garanzia.

  8. Secondo me, tempo 5 anni e saremo invasi, altro che segmento A, i cinesi ci invaderanno con auto che costano la metà in tutti i segmenti, con buona pace delle case automobilistiche europee

    • Concordo in pieno. L’unica variabile secondo me è la loro capacità produttiva : prima hanno una prateria nel mercato interno, quindi non resterà molto per l’Europa. A meno che non costruiscano localmente (probabilmente in est Europa?)

  9. In teoria l’allarme lanciato da Jato è condivisibile ma in pratica si scontra con la dura realtá dove i costruttori europei stavano gradualmente ritirandosi dal settore delle citycar giá con i modelli termici.. Francamente la vedo grigia a meno di un sostegno statale alle Case come del resto succede in Cina che ha l’ulteriore vantaggio del costo della manodopera. A parte questo mi sembra un pó forzato paragonare il prezzo di un’auto come la FreZe Nikrob (diventerá la nuova Smart ??) con quello della Dacia Spring che sempre utilitaria è ma con ben altre caratteristiche.

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