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Le batterie della mia MG posso usarle come accumulo?

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La MG ZS EV, elettrica cinese con batteria da 77 kWh di capacità.

Le batterie della mia MG ZS EV sono utilizzabili anche come accumulo per usi diversi dall’auto? Ce lo chiede Fiorenzo, un lettore. Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i quesiti vanno inviati alla mail info@vaielettrico.it .

le batterie della mia MGLe batterie della mia MG sono da 77 kWh..

“Grazie alle vostre info, io e mia moglie ci siamo decisi al passaggio elettrico acquistando una MG ZS EV  con batterie da 77kWh. Abbiamo un impianto da 4,5 kW e un fotovoltaico da 3,6 kW senza  accumulo. L’inverter SolasEdge Hdwave SE3680H accetta una corrente DC massima di 10,5A e può erogare in AC fino a 16A. Visto il tipo di utilizzo dell’auto, vi chiedo se esiste un modo per impiegare l’auto in alternativa ai sistemi di accumulo tradizionali. Sarebbe un altro modo per rendere ancora più vantaggioso il passaggio all’elettrico. Cordiali saluti“. Fiorenzo Mazzarella

Le batterie della mia MG…/ Ecco la situazione

Risposta. La domanda è più che legittima: accumulatori di queste dimensioni e capacità sarebbero utilissimi anche per per un utilizzo statico. Con la possibilità di dare l’energia alla rete, alla casa o a qualsiasi altro utilizzatore in qualsiasi luogo. Anche in situazioni di emergenza, come i black-out e le calamità naturali, che purtroppo si susseguono con sempre maggior frequenza. Le Case auto ci stanno lavorando e qualche modello offre già questa possibilità. A settembre vi abbiamo raccontato  il test fatto dallo YouTuber Matteo Valenza con la Hyundai Ioniq 5 (sopra il video): illuminare una tenda in un luogo isolato a 1.600 metri. E, sempre con l’energia stivata nell’auto, arrostire le salamelle su una griglia elettrica. Il tutto con un semplice adattatore con cui ci si si collega alle batterie, come se si avesse a disposizione un generatore.

le batterie della mia MG
L’allaccio nel vano di carico della ricarica bidirezionale nel pick-up Ford F 150.

Hyundai e Ford sono già ad utilizzi sui veicoli di serie

Un’altra marca che ha già reso disponibile questa tecnologia su un veicolo elettrico di serie è la Ford, ma solo per il pick-up F 150 in vendita negli Stati Uniti. L’idea in questo caso è di supportare i professionisti nel loro lavoro, evitando loro la necessità di trasportare generatori inquinanti e rumorosi per alimentare gli utensili. Con una potenza in uscita fino a 9,6 kW di potenza, l’F150 con la sua batteria da 131 kWh può anche alimentare una casa per tre giorni senza restrizioni. O anche fino a 10 giorni, con il supporto di eventuali pannelli fotovoltaici e razionamento. Al momento, però, non ci risulta che la sua MG sia dotata di ricarica bidirezionale. Programmi in questo senso sono stati annunciati dal Gruppo Volkswagen, per i veicoli basati sulla piattaforma MEB, e ancor prima dalla Nissan. La stessa Fiat svolge da tempo una sperimentazione con la 500 a Torino Mirafiori.

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14 COMMENTI

  1. L’uso come alimentatore di emergenza senza dubbio è un vantaggio non indifferente per le auto che lo consentono: in estate c’è sempre la possibilità di blackout programmati (o meno) causa incremento consumi x climatizzazione (oltre che i problemi di approvvigionamenti energetici del periodo). Un uso come accumulatore fisso, x utilizzare di notte quanto prodotto dai pannelli fotovoltaici di giorno, lo vedo “sprecato”: la durata della batteria ne verrebbe molto compromessa (ulteriori 360 cicli anno) e dubito che il costruttore riconosca sempre i 160000km come sostituzione in garanzia del pacco.
    Io penso sempre ai 1000 cicli carica/scarica effettivi (che secondo me i produttori usano come base x i suoi calcoli; una carica completa ogni 3 giorni, quindi su 8 anni della garanzia, i 1000 cicli tornano). Utilizzando di notte il pacco x usi diversi (scariche cmq parziali e non complete) i 1000 cicli si raggiungerebbero forse anche in metà tempo.

    • Ulteriori 360 cicli all’anno? Chi riuscirebbe a scaricare 77KWh in una notte? Al massimo una casa “normale” può pensare di utilizzare 10 KWh in una notte con condizionatori accesi, sicuramente sarebbe accettabile e inciderebbe poco sulla vita della batteria, considera anche che le potenze in gioco sono molto piccole se rapportate all’uso automotive.

  2. In realtà, vado a memoria e non ho ricontrollato, mi pare che l’F150 per la ricarica bidirezionale (V2H) richiede una wallbox specifica di Ford e Sunrun (Ford Charge Station Pro) che, fino a qualche mese fa, ancora non era stata rilasciata ma solo annunciata (e comunque solo negli USA). Ma, ripeto, potrei sbagliarmi…

    L’auto dovrebbe invece già funzionare per quelle case americane che hanno l’attacco per essere alimentate da un generatore esterno. In quel caso collegando l’auto a quella presa in teoria dovrebbe funzionare già tutto (ma credo manchi ancora l’ufficialità).

  3. Anche se fosse possibile, ci sarebbe da adeguare l’impianto perché in caso che la rete toglie alimentazione, la linea di casa non deve erogare energia in rete, perché diviene pericoloso per che deve fare manutenzione, di fatti oltre alla sperimentazione, ci sono un bel po’ di norme da sistemare e ovviamente gli impianti domestici devono esser adeguati in tal senso.

    • ci sono dei banali contattori che già si usano per i gruppi elettrogeni

      la logica è questa la rete è presente il contattore fa entrare energia dalla rete
      la rete non è presente il contattore commuta sul generatore di emergenza, che sia un’auto un impianto fototovoltaico un’auto elettrica o quant’altro

        • più che autorizzati serve un impanto elettrico a norma
          che i maggneto termici ,il contattore e il defferenziale
          siano dimensionati per proteggere persone ,cavi e impianto

          il contattore sgancia la rete e attacca un generatore elettrico
          che sia uno a benzina/diesel
          un impianto fotovoltaico con btteria
          o un’auto con vth Vehicle To Home

          non importa ,
          perchè il contattore isola la rete dal generatore e viceversa

      • Sono certo che a renderla operativamente, disponibile per primi saranno i paesi europei confrontabili con il nostro FR DE GB. Sfortunatamente data la grande esperienza che ogni italiano ha sulla capacità del nostro paese di pianificarla e portare realmente a termine una ualunque soluzione, non si riesce nemmeno a mettere le colonnine per segnalarne una su migliaia, mi aspetto che presto parleremo di come funzionano negli altri paesi e poi aspetteremo come sempre per arrivare anni dopo .

    • È il motivo per cui la PowerWall Tesla per essere usata come antiblackout necessita di accessorio aggiuntivo conforme alla legislazione italiana, nonostante potrebbe nativamente farlo (come avviene in stati esteri): non deve dare corrente nel caso venga interrotta tramite interruttore generale ma soltanto in caso di caduta esterna, a monte del contatore.
      E l’impianto deve reggere.. se prelevi 6kW di rete + 6kW di batteria, l’impianto deve essere adeguato per i 12.

      • Non ho ancora l’inverter quindi parlo solo avendo letto i manuali. Ma se l’inverter è da 6kW, io avevo capito che preleva 6kW totali, mixando il consumo da rete /FV / batteria, non sommandoli, o sbaglio?

        • il mix energetico dipende dall’apparato
          il mio piccolo voltronic ibrido ad esempio
          carica le batterie al massimo con 1500 W
          ma ne può prelevare altrettanti , sommandoli al fotovoltaico e alla rete per una potenza massima di 3,2 kw

          se poi aggiungi che molti di questi inverter possono essere messi in parallelo fino a 9 unità
          i limiti sono solo nei cavi ,AC e DC
          e dei relativi magneto termici messi per proteggerli

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