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Le auto elettriche e il rogo della Felicity ACE

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Le auto elettriche e il rogo della Felicity Ace, la nave colata a picco con 3.965 auto di lusso del Gruppo Volkswagen: che ruolo hanno avuto? Vaielettrico risponde. Ricordiamo che i vostri quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it

le auto elettriche nel rogo

Le auto elettriche e il rogo…/ “Perché parlano di scarsa sicurezza delle EV?”

“Vorrei segnalarvi questo articolo apparso su Tuttosport in cui si legge:”Il problema gravissimo della scarsa sicurezza delle auto elettriche torna quindi al centro della cronaca. Con le Case automobilistiche che continuano a dichiararsi non responsabili per i diffusi incendi delle batterie delle vetture“. Sono balle, e leggerle su un quotidiano nazionale fa cadere le braccia. Luca Bottazzi.

“Vi seguo quotidianamente, con ammirazione, e sono un felice possessore di EV. Oggi però mi sono imbattuto in questo articolo che vi segnalo e che potrebbe meritare un vostro approfondimento. Ciò al fine di evitare il classico panico dei non esperti o scatenare i commenti dei detrattori della mobilità elettrica. Pierluigi.

le auto elettriche e il rogo
Qui e sopra due immagini della Felicity Ace.

Le auto elettriche e il rogo… / Una cosa vera e un’illazione

Risposta. Riepiloghiamo i fatti. La Felicity Ace, una nave mercantile che trasportava migliaia di auto di lusso, è andata distrutta dopo un incendio scoppiato al largo delle  Azzorre portoghesi. A bordo un carico di auto delle marche Porsche, Audi e Bentley e Volkswagen, alcune delle quali elettriche con batterie agli ioni di litio. E qui bisogna cominciare a chiarire, perché si è detta una cosa vera e non vera. La cosa vera: João Mendes Cabeças, capitano del porto più vicino, nell’isola di Faial, ha riferito alla Reuters che le batterie dei veicoli elettrici “mantenevano vivo il fuoco“. Aggiungendo che per estinguerlo erano necessarie attrezzature speciali. E questo è risaputo. Gli accumulatori al litio sono ben protetti e molto raramente si incendiano. Quando accade, però, per spegnere le fiamme occorrono tecniche che vanno al di là dei normali getti schiumosi usati dai vigili del fuoco per i “normali” incendi.

le auto elettriche nel rogo
Il pauroso incendio che ha distrutto la Euroferry Olympia, diretta a Brindisi.

Ma non risultano EV sulla Euroferry Olympia…

La cosa non vera. Non c’è alcuna prova che le fiamme siano partite dalle auto elettriche. La Reuters si limita a dire “Non è chiaro se le batterie abbiano innescato l’incendio… Lo stesso capitano Cabeças ha anche detto che l’incendio si stava diffondendo più vicino ai serbatoi di carburante della nave“. Quindi: occorrerà una perizia seria per stabilire che cosa ha effettivamente provocato le fiamme. Un fatto però è certo: le statistiche dicono che il pericolo d’incendio nelle auto elettriche è molto più contenuto rispetto alle auto con carburanti tradizionali. A dirlo sono numeri studi pubblicati non da interessati costruttori di auto, ma dagli stessi Vigili del fuoco e da compagnie di assicurazione. E non risultano auto elettriche nella stiva della Euroferry Olympia, la nave divorata dalle fiamme pochi giorni fa mentre viaggiava da Igoumenitsa a Brindisi. Ma molti camion a gasolio…

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20 COMMENTI

  1. Vedo nei commenti che cercate di capire chi abbia originato l’incendio. Non è questo il punto. Il punto è che se si sviluppa un incendio, qualunque sia la causa, se la nave trasporta molte auto elettriche, l’incendio diventa indomabile.
    Come si farà fra 20 anni sui traghetti per la Sardegna, che trasportano auto e persone nelle cuccette???

    • Questa è una domanda sensata ed è il modo razionale di affrontare il problema: è una criticità che va studiata e a cui costruttori, vigili del fuoco e tutti gli attori interessati dovrebbero collaborare a dare una risposta.

      • Come con le auto a metano e GPL.
        Si procederà con delle nuove procedure, comunque sia sono più sicure delle ICE, poi vedremo i risultati delle indagini.

  2. Di tutti i siti che ho trovato che hanno seguito la vicenda, il più aggiornato mi pare questo: https://www.maritimebulletin.net/2022/02/16/mol-car-carrier-on-fire-abandoned-atlantic/
    Questo sito tiene la notizia costantemente aggiornata, con tutti i bollettini ufficiali man mano che escono, con informazioni molto precise.
    Per quanto riguarda il bollettino “OFFICIAL STATEMENT – #4 21st February, Singapore” si legge: “EVs are probably the cause, and the main problem during salvage operation
    Burning […] As has now become known, numerous electric cars on the ship make extinguishing work more difficult. It is unclear whether the EVs are the cause of the fire. As the Wall Street Journal citing information from the Dutch company SMIT Salvage, which was commissioned to rescue the ship, there are also numerous electric vehicles on board the Felicity Ace, which are also said to have caught fire. […] How many electric cars are on the ship is currently unclear.” e cita a sua volta una fonte [ https://california18.com/burning-car-freighter-electric-cars-on-board-make-extinguishing-difficult/3487062022/ ] che dice “The fire broke out on a level above the main deck on Wednesday and is said to have spread quickly. The crew was no longer able to extinguish the fire due to the heavy smoke development”.

    Quindi, riassumendo:
    – non si sa quante elettriche esattamente fossero a bordo ma pare ce ne fossero parecchie
    – non si conosce ufficialmente la causa dell’incendio. Si sospetta (“probably”) che possa essere stato originato dalle batterie agli ionio di litio, ma non c’è una conferma ufficiale (“cause unclear”)
    – le batterie delle auto elettriche, insieme col forte fumo, hanno complicato lo spegnimento dell’incendio

    Io non escludo che qualche lavoratore abbia voluto sentire il rombo di qualche supercar e, visto che a bordo c’erano le Lamborghini Aventador, magari ha voluto provare proprio questa. Sospetto questo modello perché la Aventador è stata costruita – volutamente, questo lo dico io – per lanciare fiammate dalla marmitta e già diversi proprietari di auto hanno fatto danni divertendosi a sparare fiamme dal posteriore (trovate i video su YouTube). Capisco che qualcuno possa pensare che la causa sia l’auto elettrica, ma nessun brand di quelli citati – vado a memoria – ha sofferto di “autocombustione” delle batterie, quindi serve la dovuta prudenza.

    Auto elettrica colpevole o innocente? Secondo me ha un 50% di probabilità.

    • > Io non escludo che qualche lavoratore abbia voluto sentire il rombo di qualche supercar

      Tutte le auto vengono configurate in modalità logistica/trasporto: giri motore castrati, prestazioni castrate, elettronica funzionante ridotta al minimo per preservare la batteria 12V.
      Ergo, la causa del buffone/maranza di turno che vuole fare le sgasate per sentire rombare il motore (probabilmente per compensare qualche suo deficit) è secondo me facilmente escludibile.

  3. Una delle ultime “perle” di Quattroruote riportava che quasi un milione di Tesla Model 3 era stato richiamato (RICHIAMATO) per un problema alle cinture di sicurezza.
    Il problema consisteva nel fatto che se disattivi manualmente il cicalino che ti dice che non le hai allacciate e poi non scendi dalla macchina aprendo la portiera, al viaggio successivo (cioè quando rimetti la marcia SENZA ESSERE SCESO) il cicalino non si resetta e quindi non ti dice più di indossarle.
    Questo è il GRAVISSIMO problema di sicurezza segnalato nel corpo dell’articolo ma non nel titolo: la mancata RI-notifica di indossare le cinture di sicurezza a chi ha MANUALMENTE e DELIBERATAMENTE spento la segnalazione: cioè lo 0,x % dei possessori.
    E il “RICHIAMO” è consistito nel consueto aggiornamento OTA notturno, per cui NESSUNO se ne è accorto.
    Ma quattroruote lo chiama RICHIAMO e PROBLEMA DI SICUREZZA, dato che parliamo di una Tesla.

    • Quattroruote andrebbe boicottato.

      Povero Gianni Mazzocchi, aveva costruito una bella, anzi ottima rivista, che ora ha perso ogni forma di obiettività sull’altare degli interessi di parte.

  4. Su quattroruote riportano che le dichiarazioni del capitano Cabeças lasciano pochi dubbi al fatto che il fuoco sia partito dagli accumulatori di alcune auto elettriche – ben diverso da quanto scritto su questo articolo dove si parla di inizio vicino ai serbatoi della nave. Due interpretazioni diametralmente opposte….

    E nelle ultime righe dell’articolo quattroruote lancia la sua visione del futuro dove chi costruirà auto elettriche farà sempre più fatica a trovare qualcuno disposto ad assicurargli il trasporto intercontinentale.

    Della serie: gettare ombre e delineare scenari fortemente negativi sul futuro dell’ elettrico è una missione.

    Era una buona rivista, fin da bambino la acquistavo (c’erano ancora Gianni Mazzocchi la Clotoide e lo Sterring Pad) e purtroppo dopo tanti anni per evitare il vomito ho dovuto sospendere, e prima ancora ruoteclassiche.

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    Sarebbero state le batterie agli ioni di litio a scatenare l’incendio della Felicity Ace e la conseguente distruzione di quasi 4 mila vetture del gruppo Volkswagen. Al momento non ci sono conferme ufficiali, ma le dichiarazioni di João Mendes Cabeças, capitano del porto dell’isola di Faial, nell’arcipelago delle Azzorre, lascerebbero ben pochi dubbi sulle cause del rogo: il fuoco sarebbe partito dagli accumulatori di alcune auto elettriche all’interno della stiva del bastimento partito da Emden (Germania), con direzione il porto di Davisville (Rhode Island).

    No comment da Wolfsburg. Per ora da Wolfsburg hanno preferito non rilasciare dichiarazioni in merito alle cause del rogo, limitandosi ad affermare come sia ancora troppo presto per fornire delucidazioni sull’intera vicenda. Tra l’altro, lo stesso Cabeças ha evidenziato, poco dopo la notizia dell’incidente avvenuto al largo delle isole Azzorre, come le attività di spegnimento del rogo abbiano richiesto l’intervento di personale e attrezzature specialistiche proprio per la presenza di batterie agli ioni di litio. In ogni caso, bisognerà attendere le perizie di esperti e autorità inquirenti non solo per conoscere i motivi dell’incendio ma anche per quantificare le perdite.

    Danni milionari. Secondo alcune stime, il valore dei 3.965 veicoli a bordo (almeno 1.100 Porsche, 189 Bentley e la restante parte dei marchi Volkswagen, Audi e Lamborghini) varia tra almeno 400 milioni di dollari (355 milioni di euro al cambio attuale) e 500 milioni. Ovviamente, l’eventuale danno è coperto da polizze assicurative, come da prassi nel trasporto di merci per via marittima. Tuttavia, il gruppo dovrà comunque sostenere dei costi supplementari: secondo la società di analisi del rischio Russell, l’incendio rischia di generare perdite supplementari per 155 milioni di dollari. Inoltre, se fosse confermato che la causa del rogo è da addebitare alle batterie agli ioni di litio, le conseguenze le pagherebbe l’intero settore automobilistico: i costruttori rischiano di incontrare numerose difficoltà nel trovare compagnie disponibili ad assicurare i trasporti intercontinentali di auto elettriche

    • Noi abbiamo riportato la notizia della Reuter. Per chi non lo sapesse è la più prestigiosa agenzia di stampa del mondo

  5. Tuttosport? E voi date retta a cialtroni pallonari che parlano di auto? Già fan pietà quando parlano di sport! Su, dai, seppelliteli con una risata!

  6. In italia i poteri “forti” ed il governo non vogliono le auto elettriche, lo hanno dimostrato più volte, e tutta la stampa, e devo dire proprio tutta, agevola questa politica evidenziando, ingigantendo ogni pecca o dubbio sull’elettrico.

    Abbiamo visto trasmissioni televisive pilotate ed inguardabili, titoli assurdi, articoli vomitevoli.
    La loro tecnica è: una bugia ripetuta tante volte alla fine diventa una verità.
    Poi la maggioranza delle persone non ha tempo di approfondire e capire meglio le cose come stanno, leggono un titolo, sentono una notizia dopo cena, e l’informazione finisce li.

    In italia l’elettrico troverà ancora respiro quando il vile affarista e la sua ciurma di menzogneri bustarellati se ne andrà ed arriverà, non dico uno sfegatato dell’elettrico ma una persona normale che applica il buon senso cercando di fare gli interessi del pianeta e della salute delle persone.

    Se in italia il vento continuerà ad tirare contro l’elettrico e le rinnovabili resteremo indietro, diventeremo il ricettacolo delle ice usate scartate dai paesi virtuosi e tutto l’indotto industriale italiano legato a settori come auto, moto, componentistica ecc ne soffrirà è molto in quanto il mondo non obbedisce a 4 politici marci che fanno il bello ed il cattivo tempo in una penisola quadrimare……….e li si purtroppo ci saranno serissimi problemi occupazionali.

  7. Pierluigi e Roberto
    è innegabile le batterie al litio COSTRUITE ed IMPIEGATE MALE sono pericolose.
    ma si può costruirle ed impiegarle BENE !
    Ad esempio, tutte le auto vendute da Tesla in Europa sono arrivate tramite tramite traghetti visto che sono state prodotte in USA e Cina, chiaramente senza che ci sia stato mai alcun incendio.
    Se ormai è acclarato che sul traghetto Euroferry Olympia non fossero presenti auto a batterie per l’altro traghetto non si sa nulla di preciso.
    Infine:
    Vorrei chiedere se IATA permette il il trasporto negli aerei passeggeri benzina in quantità superiore a 5 litri ?
    Chissà come mai la garanzia assicurativa si chiama “furto ed incendio” ?

  8. Chiusura articolo: “ma tanti camion a gasolio”.. da quando il gasolio è diventato così pericoloso?
    Ricordo che da giovine provavo ad accendere la nafta con un fiammifero, ma non c’era verso.
    Diverso invece buttarla sulle fiamme.. allora si che prendeva.
    Trovo entrambi (tuttosport e questo articolo) faziosi.
    l’unica cosa giusta è aspettare cosa diranno le indagini, allora si punterà il ditino..
    Ps: non ho mai visto auto termiche spente prendere fuoco per autocombustione.
    Quando succede è sempre per cause elettriche

    • Si il cerino nel gasolio si spegne, e qualcuno dice pure nella benzina a serbatoio pieno raso e con pochi vapori della stessa.

      • interessante che ci sia sempre il caprone di turno che non ha mai provato ma dice che è una balla..
        facciamo così: essendo caprone, prendi un piatto (recipiente qualsiasi aperto) e ci metti un po’ di gasolio. poi ci butti un fulminante (fiammifero) e guardi se prende fuoco. attendo esplosioni..
        PS: nella benzina, sono proprio i vapori a prendere fuoco immediatamente, infatti anche un serbatoio completamente vuoto è pericoloso per la presenza di quest’ultimi

  9. Questi problemi dovranno essere affrontati a livello normativo, non solo sulle navi. Se i normali estintori e gli sprinkler presenti nei garage non sono efficaci per le auto elettriche, occorre che i regolamenti per i garage, sulle navi o in terraferma, si evolvano velocemente per trovare un rimedio.
    Segnalo che una ditta austriaca ha presentato un apparecchio estintore speciale per auto elettriche, che riesce a raffreddare il pacco batterie evitando che l’incendio si propaghi a tutte le celle.
    Ricordo che la IATA proibisce il trasporto negli aerei passeggeri di batterie al litio superiori ai 100 Wh.
    Insomma, prendiamo atto che un problema esiste davvero, al di là del singolo caso. Non chiudiamo gli occhi ed affrontiamolo, per favore.

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