Le auto cinesi non entrano negli USA? Il Messico ringrazia…

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Ora i “muri” al confine con il Messico servono anche ad evitare che le auto cinesi entrino nel mercato statunitense. Le economiche EV cinesi, ma non solo le elettriche, stanno conquistando quote di mercato in Messico anche perchè bloccate al confine dagli USA, tra dazi, restrizioni tecnologiche e tensioni politiche. 

Si tratta di un vero e proprio caso, raccontato dal Wall Street Journal, che mostra bene il nervosismo crescente dell’industria automobilistica statunitense. Nei concessionari messicani si trovano infatti sempre più modelli elettrici, ibridi ma anche tradizionali endotermici prodotti da marchi come BYD, Geely, Great Wall e Xpeng, a prezzi impossibili da eguagliare per i costruttori occidentali. Auto che gli USA non vogliono, ma che arricchiscono il mercato locale.

Auto Geely in un concessionario di Ciudad Juarez, al confine tra Messico e Usa

Secondo i concessionari locali interpellati dal Wall Street Journal, molti clienti messicani stanno progressivamente abbandonando marchi storici americani come Ford e Chevrolet proprio per orientarsi verso i prodotti cinesi, molto meno cari.

Il punto interessante è che non si tratta soltanto di auto elettriche: nei piazzali messicani, in attesa un giorno di passare il confine, si vedono anche SUV termici e pickup benzina di grandi dimensioni. Migliaia di auto con tecnologie avanzate che i clienti americani al momento non possono acquistare ma che iniziano a fare gola agli stessi messicani.

Gli USA vogliono blindare il mercato

Per frenare “l’ondata cinese”, Washington sta reagendo con una linea molto dura. Gli Stati Uniti hanno già imposto dazi elevati e restrizioni sui software e sulle tecnologie connesse alle auto cinesi.

Ora alcuni senatori americani propongono addirittura misure ancora più drastiche: vietare anche il transito negli USA alle auto cinesi acquistate in Canada o Messico. L’obiettivo è impedire che i marchi cinesi trovino scorciatoie produttive in Nord America. Una preoccupazione concreta, considerando che diversi costruttori cinesi stanno già investendo in Messico e valutano nuove fabbriche nel continente.

Compreremo solo auto cinesi? A questi prezzi…

Europa: no allo scontro frontale

A differenza degli Stati Uniti, l’Europa sembra seguire una strategia più pragmatica. Bruxelles ha sì introdotto dazi sulle auto elettriche cinesi, ma allo stesso tempo sono già diversi i Paesi comunitari che stanno cercando di attirare investimenti industriali da parte dei produttori asiatici.

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Il pick-up BYD Shark ritratto sulle coste messicane

L’idea è evitare uno scontro frontale e trasformare almeno parte della produzione cinese in occupazione locale e filiera europea. Resta però il nodo centrale: i costruttori cinesi continuano a beneficiare di economie di scala e supporti industriali enormi, mentre i marchi europei e americani devono affrontare costi produttivi più elevati.

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