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Le 74 slide del Tesla Battery Day, per approfondire

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Elon Musk durante il Tesla Battery Day del 22 settembre scorso.

Le 74 slide del Battery Day sono state messe on line dalla Tesla. Dando la possibilità di approfondire gli annunci fatti da Elon Musk il 22 settembre.

Le 74 slide che riassumono una grande sfida

Qualche giorno dopo la presentazione Musk con un tweet si era detto deluso dell’accoglienza dei media al Battery Day. Giudicando superficiale il taglio che la maggior pare della testate aveva scelto, senza nascondere una punta di delusione. Ora Tesla nella sua sezione CONTRIBUTION ha messo in rete le slide alla base della presentazione di Musk, dando modo a tutti di giudicare.

le 74 slide del Tesla battery day
Una delle slide che introducono la presentazione del Tesla Battery Day

Tra i tanti annunci fattiquello che aveva più colpito era stato soprattutto uno. Ovvero il fatto che entro tre anni ka Casa di Fremont sarà in grado di mettere sul mercato un modello entry level che costerà in America 25 mila dollari.  Poco pù della metà del Model 3 attuale. Questo soprattutto grazie ai progressi delle batterie. Le nuove celle 4680, più grandi e più tozze delle attuali 2170, avranno una nuova chimica, con più nichel e senza cobalto. Saranno più semplici da produrre e richiederanno processi produttivi molto meno costosi.

Tesla sventa un tentativo di sabotaggio

Tesla, intanto, apre un altro fronte, licenziando un altro dipendente considerato infedele, accusato di avere volutamente sabotato una linea di produzione. Bloomberg News ha rivelato che è stato Al Prescott, vice-president responsabile degli Affari Legalil, a comunicare la notizia con una mail ai dipendenti.

le 74 slideIl fattaccio sarebbe avvenuto a metà settembre, quando i team denomina IT e InfoSec hanno scoperto un’azione di sabotaggio che ha costretto a interrompere la produzione. Sono intervenute le squadre della Sicurezza interna, riuscendo a risolvere il problema e a far riprendere la produzione delle vetture a pieno regime. Il dipendente incriminato si sarebbe difeso prima addossando le responsabilità a un collega, poi tentando di distruggere un computer che conteneva le prove del misfatto. Per poi confessare il tentativo di sabotaggio, con l’inevitabile epilogo del licenziamento.