Tre diverse autonomie dichiarate per tre diverse tipologie di viaggio: in autostrada, in città e in extraurbano. E’ l’alternativa al dato ufficiale WLTP che ci propone Alberto per informare gli utenti sull’ “autonomia vera delle auto elettriche”. Ma dire la verità, aggiunge, «sembra che non faccia comodo». Per scriverci: info@vaielettrico.it.
“Perché è una vicenda strana? Prima che entrassero i nuovi standard, non ricordo quanti anni fa, anche sulle termiche ci si lamentava della differenza tra il dichiarato e l’effettivo, che era quasi un 30%. Ad esempio, sul mio Berlingo 29 km/litro, ma facevo fatica a farne 20.
Anche con la benzina a volte ho consumato il doppio
Poi anni fa, quando i limiti erano simbolici, sulle autostrade ho fatto diverse volte un percorso di poco oltre i 300 km con un’auto a benzina, con un CX molto favorevole. Sempre con serbatoio pieno pieno (circa 60 litri), se avevo fretta e correvo arrivavo alla fine sulle ultime curve che si accendeva la riserva. Ma mi capitava di dover fare lo stesso percorso, ad andatura sui 130 perché carico, ed allora consumavo il primo quarto e poco più di metà del secondo quarto, cioè consumavo la metà e forse anche meno.
Questo esiste da sempre e giustamente voi parlate di maggiori attriti che oltre i 100 all’ora sono maggiori quelli dell’aria che tutti gli altri, almeno così mi insegnavano. Poi i motori termici comunque tendono a consumare sempre non avendo il recupero, anche in città. Nelle auto elettriche il recupero della frenata in modalità risparmio aiuta a risparmiare al di là del fatto che quando si è fermi non si consuma.
Tre dati basterebbero per dire la verità
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In autostrada questi vantaggi rispetto al termico non ci sono. La soluzione molto semplice sarebbe dare i 3 consumi distinti invece che combinati … Anche perché le due tecnologie sono totalmente diverse e quindi non capisco perché quello che è stato messo a punto negli anni per una debba andare bene anche per l’altra. Ma al solito, le soluzioni semplici che dicono la verità sembra che non facciano comodo„. Alberto Cordioli
Non esiste una verità sola (e nemmeno tre): ogni viaggio ha la sua autonomia
Risposta- Dubitiamo fortemente che la sua soluzione – dichiarare tre consumi diversi nelle situazioni standard autostrada, urbano ed extraurbano – equivalga a “dire la verità”. Quale verità? Poniamo che il dato di consumo autostradale sia certificato a 130 km/h. Pensa davvero che un driver possa percorrere tratti di 100 o 200 km alla media massima consentita dal codice?
Quando mai le è capitato di non aver mai dovuto togliere il piede dall’acceleratore? Quando mai ha iniziato e concluso un viaggio ai due caselli autostradali, senza percorrere alcuni km in città per entrate in autostrada e altri per raggiungere la sua destinazione? Bene che vada, con traffico scarso e più del 90% del percorso in autostrada, la media finale sarà compresa fra i 100 e i 115 km/h. Provare per credere. E il carico, la temperatura esterna, il dislivello da affrontare possono sempre essere gli stessi?
La strana vicenda dell’autonomia dei veicoli elettrici in autostrada
Come dice giustamente il professor Massimo Ceraolo nell’articolo, «non esiste
l’autonomia “vera” o “reale» e «Ogni viaggio ha la sua autonomia vera». Di solito lo si capisce dopo un settimana di utilizzo dell’auto elettrica. Dopodichè si impara a considerare consumi e autonomia WLTP come un parametro di riferimento generico, ben sapendo che in condizioni reali svantaggiose, come l’autostrada o il freddo intenso, si può fare molto peggio.
Solo un simulatore intelligente può calcolare l’autonomia
O anche un po’ meglio, circolando sempre in città. E se proprio l’esperienza da sola non basta a superare l’ansia da autonomia, con poche decine di euro ci si può dotare di strumenti intelligenti come ABRP o PCC che pianificano e monitorano ogni percorso partendo dai dati reali di consumo prelevati direttamente dall’auto su cui sono installati.
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Appurato che nell’uso urbano o simile l’auto elettrica va addirittura “meglio” di quella a pistoni, rimane l’autostrada.
Dove il WLTP, pur con tutti i suoi, vantaggi, non è oggettivamente in grado di dare un responso utile.
Attenzione: ho parlato di “utile”, non di “attendibile”.
Fornire al contrario un dato su un ipotetico “consumo a 130” restituirebbe un dato magari tecnicamente “non impeccabile” ma di sicuro utile.
Se infatti è vero che ben difficilmente in un ipotetico viaggio si riesce a stare tutto il tempo col contachilometri a 130, non serve d’altro canto un enorme sforzo di astrazione per ipotizzare che fornendo quel dato si darà una condizione teoricamente realistica, tutto sommato oggettiva e uguale per tutti i veicoli in grado di raggiungere i 130 km/h e che soprattutto delinea con precisione una situazione del tipo “peggio di così non può andare, nel mondo reale sarà presumibilmente meglio”.
Cosa che il WLTP non riesce assolutamente a spiegare nel contesto autostradale, ormai dovremmo esserne tutti convinti credo.
Di conseguenza trovo che sì, sarebbe un dato molto utile da fornire. Ma anche il consumo a 110 e 120 per dirla tutta.
E anche con 24, 0 e -5 gradi. E anche con quattro passeggeri e bagaglio. E, perché no, con il portasci sul tetto (condizione peraltro più gravosa all’andata, in salita). Siamo a una decina di autonomie diverse. Forse è più semplice usare il cervello.
Ma anche la simpatia, valù. 😛
A me indicare un solo dato WLTP sembra solo un grosso regalo concesso alle case automobilistiche che hanno la “scusa” di proporre un valore unico che è irrealistico quasi sempre e comunque ottenibile in condizioni “standard” quantomeno improbabili rispetto alla normale guida su percorsi reali (oltre che con allestimenti semplificati al massimo per ottenere quello che è comunque il limite massimo).
Io sarei favorevole a metter per iscritto tre situazioni “tipiche”, ossia Urbano Extraurbano ed Autostrada anziché un valore unico (comunque calcolato) che dice tutto e niente; tenendo presente che il consumo “urbano” differisce tantissimo tra città molto caotiche ed altre con percorsi più scorrevoli, tra ore di punta ed altre meno intasate, tra autostrade a 3 corsie ed altre (come quelle che percorro solitamente io, a due sole corsie) che somigliano più ad una “tangenziale tra città” con velocità reali sempre sotto i 100kmh tanto che grossa berlina o SUV o utilitaria alla fine si arriva tutti negli stessi tempi ma con consumi che dipendono più dall’uniformità di guida e la capacità di anticipare rallentamenti e sorpassi (per non uscir di corsia all’ultimo secondo con forti accelerazioni e successive frenate).
Faccio alcuni percorsi uguali tutto l’anno, ho avuto 7 turbodiesel prima della BEV ed alla fine quest’ultima per il mio modo di interpretare la guida è risultata più uniforme delle altre nelle varie situazioni; a capodanno ho viaggiato con un bel freddo ed alla fine il consumo all’arrivo è stato quasi identico a quello estivo (da 10.6 son “salito” a 11,0kWh per 100km esatti di spostamento, tanto che ho fatto la foto al cruscotto perché quasi incredulo pure io, nonostante la PdC attiva. Va precisato che in vita mia son sempre stato attratto dalla guida fluida -ma briosa! – e questo aiuta tantissimo con vetture che possono recuperare energia in rallentamenti mentre con le termiche è tutta sprecata o addirittura a carico dei freni. 45000 km fin qui percorsi ci han convinto (metto anche i familiari, in particolare la moglie) che si sta decisamente meglio adesso, anche se ogni tanto capita di doversi “adattare” per ricaricare quando siamo fuori dalle zone più conosciute o attrezzate.
Sicuramente credo che ogni automobilista debba fare un serio esame di consapevolezza su come guida e quali risultati può oggettivamente ottenere dalla propria vettura o trasporli su quella “agognata” ; se dismetto un veicolo di 15 anni fa e ne compro uno moderno ma più pesante e “regolato” nelle emissioni posso facilmente restare deluso dalla differenza tra il WLTP dichiarato e quanto riesco a fare…se non mi impegno nella guida… che il più delle volte coincide con la semplice corrispondenza con la conduzione richiesta dal CdS oltre che spesso dal buon senso).
Forse la futura guida autonoma delle vetture intelligenti ci dimostrerà che sia in città che nei lunghi trasferimenti autostradali quello che conta è comportarsi in modo da rendere fluida la percorrenza di tutti, senza prevaricarsi con accelerazioni e sorpassi azzardati… Lo sanno pure le formiche (con i loro minuscoli cervelli) che devono adattare il loro ritmo di marcia alla scorrevolezza disponibile…🐜🐜🐜🐜😉
il ciclo EPA e WLTP non possono essere perfetti ma i vecchissimi test e dachi che venivano dichiarati 30 o 40 anni fa erano molto poù vicino ed un dato empiriche che a qualcosa di applicabile alla realtà; quando si parlava di consumi rilevati a 40-90-130 km/h erano tutti test fatti a velocità costante, su banco a rulli con veicoli appositamente predisposti per questi test praticamente un abisso poi sul dato reale. Tornare indietro anche no, dare chiare informazioni agli utenti invece si, bisogna migliorare su quest’aspetto.
// La soluzione molto semplice sarebbe dare i 3 consumi distinti invece che combinati \\
Quindi bisognerebbe tornare a quando (prima dell’introduzione del ciclo NEDC, ormai anch’esso abolito) i costruttori dichiaravano i consumi 90/120/urbano ? 🤔
// le due tecnologie sono totalmente diverse e quindi non capisco perché quello che è stato messo a punto negli anni per una debba andare bene anche per l’altra \\
Quali sarebbero i cicli di omologazione ottimizzati per rilevare i consumi dei veicoli dell’una e dell’altra tecnologia ???
Infatti il ciclo WLTP è identico per ogni tipologia di motorizzazione. Si tratta infatti di comparare i consumi sullo stesso percorso. Supponendo che le necessità di mobilità restino le stesse anche cambiando auto