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L’auto elettrica è un problema? Uno su 5 torna indietro. Ecco perchè

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Sappiamo tutti, e lo scriviamo spesso, che senza la possibilità di ricaricare a casa il salto all’ auto elettrica può essere un problema. Sia per i costi, sia per le modalità di utilizzo quotidiano. E chi ha  “gettato il cuore” oltre l’ostacolo, optando comunque per l’EV? Beh, oggi scopriamo che uno su cinque è stato costretto a fare retromarcia, tornando al motore termico. L’ha dimostrato  uno studio americano su un campione di 14.000 “early adopters” passati all’auto elettrica fra il 2012 e il 2018. Il 18% di costoro, infatti, ha fatto mercia indietro. La percentuale sale al 20% fra i possessori di un’ibride plug in.

L’indagine choc su 14.000 californiani

I ricercatori dell’Università della California Davis hanno inviato a tutto il campione un questionario. Le risposte sono state 4.164, 1.842 delle quali arrivate da famiglie già orientate sull’acquisto della prossima vettura. Hanno poi intervistato tutti quelli intenzionati a tornare al motore termico per capire i motivi del ripensamento. E hanno esposto il risultato in un articolo pubblicato qualche giorno fa sulla rivista Nature Energy, a firma dei curatori Scott Hardman e Gil Tal.

Questo l’identikit di chi fa retromarcia

Ebbene, chi fa retromarcia è in genere più giovane, vive in una famiglia più piccola con un solo veicolo a disposizione, ha reddito più basso, è più spesso di sesso femminile, aveva utilizzato l’auto elettrica a noleggio anzichè in proprietà.

Perchè hanno cambiato idea? La risposta più gettonata è la scomodità della ricarica. In secondo luogo l’autonomia. Ma le due cose vanno evidentemente a braccetto ed entrambe hanno a che fare con una difficoltà a trovare punti di ricarica facilmente accessibili. In particolare la gran parte di costoro è sprovvisto della possibilità di ricaricare in casa, di notte, vivendo in appartamente senza posto auto.

I più fedeli? I proprietari di Tesla

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Il Model Y della Tesla

Un aspetto meno prevedibile e più curioso riguarda poi il legame tra fedeltà all’auto elettrica e fedeltà al marchio. I meno propensi al ritorno verso il temico sono i possessori di Tesla, i più propensi quelli che acquistarono la vecchia 500 elettrica prodotta da Fiat in Messico. Un modello, ricordiamolo, realizzato per ottemperare agli accordi con l’amministrazione Obama nell’acquisizione di Chrysler.

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La Fiat 500 elettrica nella prima versione, venduta solo negli Stati Uniti.

Senza ricarica a casa l’auto elettrica è un problema

In sostanza, osservano i ricercatori, hanno cambiato idea coloro che avevano avuto più difficoltà a caricare i veicoli, non disponendo di una posto auto privato.

«Abbiamo verificato _ scrivono gli autori _ che l’interruzione dell’esperienza con veicoli elettrici in California si verifica a un tasso del 20% per i proprietari di veicoli ibridi plug-in e del 18% per i proprietari di veicoli elettrici a batteria. Dimostriamo che l’interruzione è correlata all’insoddisfazione per la comodità di ricaricare, ad avere altri veicoli in casa che sono meno efficienti, a non avere la ricarica di livello 2 (240 volt) a casa, avere meno veicoli domestici e non essere maschi».

Ora la politica tragga le conclusioni

Troppo spesso gli obiettivi governativi di mobilità sostenibile si basano sul trend in accelerazione esponenziale delle immatricolazioni di auto elettriche. Ma se il 20% di chi sceglie oggi l’auto elettrica farà marcia indietro in futuro? Sarà un bel problema rispettare quegli obiettivi: ci troveremmo nel 2030 o nel 2050 con meno veicoli ad emissioni zero di quel che immaginiamo. Perciò i decisori politici farebbero bene a valutare con attenzione i risultati dell’indagine dell’Università californiana. Lo studio dimostra infatti che senza ricarica domestica l’auto elettrica è un problema tutt’altro che teorico. Al punto che automobilisti elettrici entusiasti si vedono costretti a tornare sui propri passi.

Se questo avviene in California, dove gran parte delle famiglie vive in villette di proprietà, immaginiamoci cosa potrà succedere nell’Europa delle mille città. Senza più capacità di ricarica pubblica nelle aree urbane, più posti auto e punti di ricarica nei condomini, più garage individuali o collettivi, un sistema tariffario che avvicini ogni modlità di prelievo dell’energia elettrica, la sfida dell’auto elettrica è perduta in partenza.

Come scriveva il New York Times l’altro giorno, con una vita media dei motori termici salita oggi a 12,5 anni, ci potremmo trovare con auto diesel per la strada ancora per alcuni decenni. E soltanto il 13% del circolante elettrico nel 2035, quando l’Italia, per esempio, punta al 20% entro il 2030.

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167 COMMENTI

  1. Le istituzioni internazionali citate sono una delle cause di maggior sofferenza dei popoli del mondo e sono dalla parte solo dei Gates, dei Bezos, dei Rothschild e fanno gli interessi loro. Musk fa’ bene a provarci e si dovrebbero ricaricare con impianti a rinnovabili. Ma soprattutto con gli interventi delle stesse organizzazioni che le raccomando dovrebbero costare un terzo l’essere offerte con noleggi agevolatissimi ed il lavoro. Senza lavoro chi le prende e chi le usa le auto se siamo costretti a stare a casa?! Non sembra che ci siano un incredibile mucchio di ostativi????

  2. Calcoliamo le emissione di CO2 che per un rapporto stechiomentrico dalla chimica da l’esatta misura del fossile consumato alla fonte
    Io per esempio con la mia e-Golf registro un consumo di lungo periodo di 13,1 kWh/100km, tenendo conto di un’efficienza di ricarica dell 80% e considerando che con il mix energetico nazionale ,includendo rinnovabili, la produzione di 1 kWh produce 300 g di CO2, quindi fanno 49g di CO2/100km.
    Un Golf VIII ibrido benzina eTSI ben che nelle condizioni migliori consuma 4,9 litri di benzina ogni 100km, anche quì dai rapporti stechiometrici 1 litro di benzina emette 2,34 kg di CO2, che fanno 114g di CO2 ogni 100km.
    Quindi la EV emette meno della metà della CO2, ma in realtà meno perché:
    1) il Consumo di 4,9 litri di benzina è nelle condizioni migliori quindi velocità costante , ma nell’urbano e traffico sale anche a 6 perché manca l’ottimizzazione della frenata rigenerativa
    2) Durante la vita utile della EV è ipotizzabile che l’emissione di CO2 per kWh alla produzione sarà sia destinato a migliorare come avviene costantemente di anno in anno per via di:
    a) Aumento percentuale rinnovabile
    b) Efficientamento delle centrali termiche dove in quelle turbo gas a ciclo combinato si può arrivare al 50/60%.
    Per quanto riguarda la maggior produzione di CO2 imputabile alla fabbricazione delle batterie, li secondo me si può recuperare con il fatto che la EV ha una vita media maggiore a quella di una termica, quindi se calcoliamo la CO2 emessa durante la fabbricazione su anno di vita utile dovremmo essere pari sull’aspetto dell’emissione alla fabbricazione, però su questo aspetto, già dimostrato in laboratorio come vero, attende una conferma più definitiva all’atto pratico, ma sono speranzoso.Per esempio le Tesala Model S in vendita dal 2013, ancora oggi hanno un valore commerciale significativo con chilometraggi di 300.000km, una termica va questi punto varrebbe già quasi 0 da tempo, segno che la batteria è ancora valida.
    C’è un signore in Alto Adige che mi sembra che abbia già percorso 200.000km con una e-Golf e SOH della batteria è ancora sopra al 90% , di questo passo, eventualmente passando di mano in mano, quando sarà rottamata a 400.000km a 600.000km?

  3. L’auto elettrica a batterie è un grande errore politico e tecnologico. Fino a quando tutta l’energia elettrica attualmente utilizzata non sarà prodotta da fonti rinnovabili, l’energia per la mobilità deriverà prevalentemente da fonti fossili.Produzione di enegia elettrica in Europa nel 2019 : totale fonti fossili 40%, totale rinnovabili 34%, nucleare 26%. Producendo l’energia da fonti fossili il rendimento complessivo rispetto ad un moderno motore endotermico è svantaggioso per l’elettrico. 40% circa la resa di una moderna centrale a gas, perdita in rete 8-10%, perdita nella ricarica delle batterie circa 3-5%, perdita per autoscarica delle batterie circa 5%. Questo con batterie nuove. Gradualmente questi valori peggiorano. In inverno e nei paesi freddi il riscaldamento del veicolo nelle auto elettriche è a carico delle batterie mentre nei motori endotermici viene recuperato dal ciclo della combustione. Gli altri problemi sono noti: tempo di ricarica, deterioramento delle batterie, rendimento in funzione della temperatura (le batterie temono il freddo ma anche il caldo), costi doppi o tripli rispetto ai veicoli endotermici, crollo del valore dell’usato e peggioramento grave della mobilità. Esiste poi il problema delle batterie. La disponibilità ed il fabbisogno di litio e cobalto valutati nel 2018 era: litio fabbisogno 95000 ton/a disponibilità 80 milioni di ton. Cobalto fabbisogno 148000 ton/a disponibilità 25 milioni di ton. Il fabbisogno di litio è previsto in aumento di 40 volte entro il 2040 mentre quello di cobalto di 20 volte entro lo stesso periodo. Ciò determinerà problemi di disponibilità e conseguente aumento dei costi.

      • Lei mette in fila le solite argomentazioni degli ambientalisti confutate dai fatti e dal mercato. Se quello che afferma il signor Esposto fosse vero non sarebbero necessari né incentivi né leggi che limitano la democrazia del mercato perché le EV siano un successo. Esposto eviti di dire le solite banalità degli ambientalisti da battaglia, un fondo siete dei negazionisti e terrapiattisti abbastanza tristi.

    • La fotosintesi clorofilliana, una sorta di fotovoltaico naturale, immagazzina la CO2 nella sostanza vegetale di giorno, ma inverte il ciclo di notte, il bilancia della cattura è comunque leggermente favorevole, ma solo perché a livello annuale, la CO2 viene fissata nella sostanza vegetale tronco e foglie. Poi però, alla morte della pianta, questa sostanza vegetale si decompone e riemette la CO2 nell’atmosfera catturata durante la vita della pianta stessa, idem per il fitoplancton dei mari.
      A livello di ere geologiche il bilancio torna positivo , ma solo perché la sostanza vegetale, se sepolta, può trasformarsi in carbone e petrolio, in pratica con i fossili stiamo riemettendo la CO2, che le piante avevano catturato in milioni di anni.
      Immagazzinare nuovamente in carbone e petrolio tutta questa CO2 emessa bruciando fossili non è più possibile se non in ere geologiche, ne è pensabile compensare l’emissione delle CO2 solo con le piante, il tasso di cattura è troppo basso. Chiaro che piantare piante o salvaguardare gli ecosistemi è una giusta scelta, ma lo è è per altri motivi invece non potrà risolvere il problema della CO2 in atmosfera, non almeno in tempistiche che possano essere utili per l’umanità di oggi.

      • Parte del fitoplancton cattura CO2, non solo per la fotosintesi, ma anche per la formazione di gusci carbonatici che, con la morte dell’organismi, si depositano sul fondale oceanico (salvo fenomeni di parziale dissoluzione), sottraendo CO2 al sistema oceano-atmosfera. Il ciclo di seppellimento e trasformazione in sedimenti carbonatici è molto più veloce. Inoltre, all’aumento del tenore di CO2, e quindi dell’acidità delle acque, oltre che della temperatura, stimola la formazione di gusci carbonatici più grandi e più spessi… nel cretaceo, con temperature medie di 10-15°C superiori alle attuali, tenori di CO2 anche 3-4 volte superiori ad oggi, esistevano animali a guscio carbonatico enormi… E’ la natura che si riequilibra. Più che la CO2, dalle città vanno tolti gli inquinanti chimici veri (ossidi vari, idrocarburi aromatici, diossine, ecc.), il particolato, il traffico…

        • Si va bene, ma i fenomeni che descrivi agiscono su scala temporale di ere geologiche, qui invece stiamo causando una variazione della concentrazione
          e della CO2 ad una velocità molto più elevata, paragonabile a quella che si può aver verificato in corrispondenza di catastrofi naturali che hanno causato estinzioni di massa, come la caduta del meteorite di 66 Milioni di anni fa, dubito che gli ecosistemi compreso l’umanità sapranno adattarsi una variazione così repentina, diciamo che nel dubbio sarebbe meglio non sottovalutare e non tentare la sorte.

          • I microrganismi planctonici vivono da pochi giorni a qualche settimana, si evolvono rapidamente in risposta agli stimoli ambientali (in un anno ci sono decine di generazioni, con un tasso di mutazioni genetiche elevatissimo, considerando anche i numeri) e la deposizione di carbonati sui fondali oceanici è definitiva, appena questi precipitano sotto il livello di compensazione. Negli ultimi 30 anni il mondo si è inoltre “rinverdito”, con una biomassa vegetale che è aumentata in alcune zone considerevolmente (lodice la NASA: https://earthobservatory.nasa.gov/images/146296/global-green-up-slows-warming). Per concludere, ben venga la riduzione dell’inquinamento, degli idrocarburi fossili, delle auto in città, dei centri commerciali con 28°C in inverno e 18°C in estate, e quant’altro; ma lasciate in pace la cara e buona CO2, che non fa male a nessuno ed anzi, è alla base della vita, più dello stesso ossigeno, che dalla stessa CO2 deriva. Ho cominciato a seguire questo sito per documentarmi e capire, ma se c’è una cosa che non riesco a digerire, sono le ideologie e i fanatismi, le prime hanno il vizio di essere un freno, i secondi di essere ciechi.

  4. Sono un possessore di macchina elettrica e non tornerei mai sul termico. Certo ho la fortuna di avere un posto macchina con ricarica. E’ necessario aumentare la diffusione dei punti di ricarica, inoltre le case automobilistiche dovrebbero prevedere la ricarica a induzione o una cosa simile, ciò per rendere più comoda la ricarica. L’idrogeno è il futuro, però per ora la produzione del combustibile è molto più energivora della ricarica elettrica. Quindi andiamo avanti con l’elettrico e poi passeremo alle nuove tecnologie.

  5. secondo me le macchine ad idrogeno non vedranno mai la luce, questo per molti motivi mail il più predominante riguarda la sicurezza, considerato che non è possibile prevenire le perdite in quanto la molecola dell’idrogeno è talmente piccola che riesce a passare attraverso le molecole dell’acciaio

  6. Forse è un po rischioso comprare adesso una macchina elettrica ora che stanno studiando l’idrogeno che potrebbe essere la macchina del futuro. Già a fine anno Stellantis farà uscire i primi veicoli commerciali a idrogeno.

    • Perché sarebbe rischioso comprare un tipo di auto a cui quasi non devi fare manutenzione, per aspettare un tipo di motore tradizionale a cui cambiano solo il carburante e che sarà da manutenere? Sadismo motoristico?

  7. È solo un modo diverso di viaggiare, se dopo 4 ore di viaggio ti fermi a pranzo e ti fai un giro con la tua famiglia è tutta salute, quando ritorni dopo ti puoi fare altrettanto km, e sei arrivato a Napoli partendo da Milano.
    È così scandaloso? Io penso di no.

  8. E’ il concetto ad essere sbagliato ci si deve chiedere quante volte farei Roma-Brescia in un anno, una due volte all’anno? Se quelle volte ci metto un paio d’ore per ricaricare in più pazienza, se invece la faccio ogni giorno prendo diesel.

  9. Il tempo di ricarica e l’autonomia sono i talloni d’Achille … Se parti dalla provincia di Roma e vuoi andare in provincia di brescia come fai ? Quanto dura il viaggio sapendo i tempi di ricarica ?

    • Dipende da molti fattori: auto utilizzata, rete di ricarica utilizzata, temperatura, quante persone a bordo.
      A solo titolo di esempio, potenzialmente meno di 6 ore? A bordo di una VW ID.3 77 kWh, con una tappa di ricarica di circa 50 minuti a metà strada.

  10. Il risultato dello studio è abbastanza prevedibile per i motivi piuttosto semplici:
    1 – fra il 2012 ed il 2018 le auto elettriche disponibili sul mercato erano sostanzialmente Tesla e Leaf prima serie.
    2 – Le Tesla (in quegli anni praticamente solo S e X) sono molto costose, quindi con proprietari in possesso di ville con garage senza problemi di ricarica a casa. In più si tratta di auto con grande autonomia, prestazioni eccellenti ed accesso alla rete supercharger….. Non è quindi una sorpresa che abbiano una clientela con pochi ripensamenti.
    3 – La leaf prima serie aveva pochissima autonomia e non aveva accesso ad una rete capillare di ricarica rapida.
    4 – La prima 500 elettrica era un bidone, progettata al risparmio solo per motivi politici….. nessuna sorpresa quindi se i (pochissimi) clienti sono scappati a gambe levate.
    5 – Le PHEV sono anche queste fatte per motivi politici… costano più di una ibrida, ma data l’autonomia in elettrico reale molto limitata, non hanno vantaggi rispetto ad una ibrida, a meno che non si possa ricaricare gratis al lavoro, e che questo non sia troppo lontano da casa.
    Ho una Model 3 long range, e non tornerei mai al mio vecchio diesel, perchè la differenza nelle prestazioni e nel costo di esercizio è abissale: però posso ricaricare a casa, e la Model 3 non è certo una macchina economica…..

  11. Dopo a er letto i commenti mi sembra che la soluzione trovata consiste nel buttare l’acqua sporca con il bambino.
    Ovvio che chi acquista un veicolo elettrico deve ricararlo, ma questa è una preparazione che bisogna avere prima non dopo.
    È paragonabile a colui che acquista un auto e poi si accorge che non gli sta in box perché è troppo lunga.
    Quindi il problema non sono le macchie elettriche, ma la superficialità di coloro che le hanno acquistate senza prima aver cosiderare le cose basilari.
    Io ho un veicolo ibrido plugin e lo ricaricarico tranquillamente in box, percorre circa 70 km e da zero ci impiega 3 ore con una erogazione di 3 kw/h., per cui nessun problema, ho risolto aumentando la potenza del contatore a 6 kw/h.

  12. L’auto elettrica di massa è una gran minchiata, parte dei problemi sono stati elencati in questo articolo. Non sarà la mobilità elettrica a rivoluzionare i nostri spostamenti su gomma. Non comprei questa tipologia di macchina nemmeno con una pistola puntata alla tempia.

  13. Purtroppo non basta avere un parcheggio come recita l’articolo ma occorre anche una presa di corrente in loco che praticamente nessuno dispone in piu pet la ricarica domestica occorrono moolte ore praticamente la notte , insomma per farla breve i “geni” si sono solo preoccupati di vendere i veicoli il resto fan spallucce 😂.

  14. I tempi di ricarica e l’autonomia sono due fattori di competizione con il motore termico se non risolvono questi non ci sarà nessun futuro per l’auto elettrica

  15. Magari ci stanno pensando già ma per ovviare ha questi problemi la strada è solo la standardizzazione. Bisognerebbe avere tutti i tipi di auto che vogliamo ma con un solo tipo di batteria in modo che i rifornitori quando arrivi per fare rifornimento ti tolgano la tua e te ne diano una già carica che vale per qualunque tipo di automobile magari quelle più potente ne avranno insomma Chi è abituato a fare il pieno in 5 minuti non accetterà mai di farlo in 5 ore sarebbe una cosa assurda.

    • La batteria è il cuore di un’auto elettrica: non è possibile avere “tutti i tipi di auto che vogliamo” se le batterie sono standardizzate. Cinque ore per ricaricare? Si, a casa di notte, mentre lei dorme. Mi dica se trova qualcuno che viene a farle il pieno di benzina in garage fra mezzanotte e l’alba.

      • Con un motore termico non serve qualcuno che venga casa di notte a fare rifornimento in 8h, basta fermarsi 2 minuti ad uno dei numerosissimi dstributori automatici aperti 24/7. E ripartire con un pieno che garantisce almeno 6/700 km di autonomia certa e con un costo kilometrico molto simile. Se poi il costo riguarda lintero ciclo di vita dell’auto, allora non c’è paragone un auto elettrica ha un costo di percorrenza infinitamente più elevato. Al di là della moda non c’è nessun vantaggio nel possedere un auto elettrica.

  16. È inevitabile che una fetta di acquirenti cambi idea. Penso succeda anche negli acquisti di tutti i giorni.
    Oggi vanno tanto di moda i suv, poi… quando chiedi all’amico: “quanto fa con un litro” compare la smorfia che ti fa capire che quell’evoque fa a malapena dodici km. La seconda domanda è relativa alle gomme…
    e anche lì c’è un mezzo pianto.
    Poi, metà di quelli che hanno tirato fuori 40k per il Land Rover lo vendono su AutoScout24 e si prendono un t roc pagandolo la metà (come anche la cilindrata).
    Va da se’ che l’elettrico non è per tutti e il cittadino medio ci penserà mille volte prima di dare dentro la sua panda o la sua punto da 10k per spenderne il doppio etichettandosi come ambientalista. C’è sicuramente una fetta di mercato che ha “osato” un po’ troppo presto (stiamo parlando della California, comunque uno stato dieci anni avanti all’Italia sotto certi aspetti).
    La nostalgia verso una tdi resta comunque quando ti domandi cosa ne sarà del tuo elettrico tra 10 anni con l’obsolescenza galoppante degli attuali cambi di rotta.
    800v …. litio ai polimeri… super condensatori… batterie allo stato solido ecc..
    I grandi gruppi lo hanno capito e ci stanno dando ciò che va di moda cioè suv con un sacco di cavalli e pronto alla super ricarica per poi trovarci alla colonnina a comprare energia elettrica da loro con un risparmio esiguo.
    Bello l’articolo della c zero…(sto sconfinando 😅😅) ma se torno dal lavoro con il 5% della batteria e metto sotto carica l’auto… vado in casa e mia figlia si becca un febbrone da cavallo come la porto al pronto soccorso? Aspetto 5 ore che l’auto si carichi oppure chiamo un taxi in piena campagna? Ecco, appunto, forse sarebbe il momento che il buon Draghi pensasse che se vogliamo elettrificare dovremmo avere a richiesta 6kw al contatore e 12 su richiesta istantanea con un autoveicolo elettrico. Invece… pnrr alla mano… finiranno nelle colonnine amministrate dalle solite lobbi. Che bella l’Europa: ci presta soldi per digitalizzare e per diventare più green … Il giorno prima che arrivino il ministro Cingolani cambia molte idee sulle quali prima era intransigente. Sto commento sembra un minestrone…
    per sintetizzare: come possiamo programmare un elettrico con tutte queste variabili impazzite che girano e sovvertono i nostri progetti? Capisco quel 20%che cambia idea.

  17. Penso che la mobilità elettrica sia solo un graduale passaggio dal petrolio all’idrogeno solo per dare la possibilità alle nazioni che lo producono ( Usa , Russia , Inghilterra , Arabia Saudita ecc ) di non perderci tanto visto che con i profitti dell’oro nero controllano il mondo e la finanza mondiale . Pensate a cosa sarebbe successo se si fosse passato direttamente all’idrogeno…….. Usa e Russia avrebbero perso influenza nel mondo , le cosiddette 7 sorelle sarebbero fallite , intere nazioni armate fino ai denti avrebbero perso le loro uniche entrate e ci stava la seria possibilità di scatenare una TERZA GUERRA MONDIALE . Questo mio pensiero e supportato anche dal fatto che alcune potenti famiglie come i Rockefeller e i Rothschild sia siano sbarazzate di interessi nel campo petrolifero VANTANDOSENE dopo averlo inquinato per anni . Il dittatore saudita sta pensando anche di vendere i propri pozzi potendo contare su una quantità di sole e spazio per produrre energia solare a buon mercato per produrre idrogeno che passerà inevitabilmente anche dall’Italia come già è stato anticipato da REPORT , quindi se volete investire fatevi sentire cerco SOCI ….

  18. Stefano gli incentivi non sono per nulla come dici, è vero che tolgono introiti allo stato ma nel caso delle auto elettriche senza rottamazione è praticamente solo l’Iva di acquisto, incentivando lo stato si assicura il 60% del guadagno che ha la concessionaria che altrimenti non avrebbe perché non le venderebbe (già così è difficile venderle se uno si fa i conti giusti) per cui per lo stato è in ogni caso un guadagno.
    L’utente allettato dall’incentivo compra senza forse non lo avrebbe fatto e non credo avrebbe preso altro.
    Ancora peggio per chi rottama se non ci fosse l’incentivo si tirerebbe avanti fino a che veramente non si è a piedi e significa, indipendentemente dal prendere una elettrica o termica, tenere auto in circolazione che pur se non fatiscenti sono alla fine e senza una profonda manutenzione hanno emissioni si a limite di legge ma scandalose, io ho cambiato perché all’ultima revisione pur se passata ho parlato con l’addetto e i valori erano osceni e di sicuro la prossima revisione avrei dovuto cambiare molte cose per avere un’auto in ogni caso vecchia e non più affidabile.
    Poi che si prenda elettrico o termico poco importa l’importante è togliere dalla circolazione auto inquinanti a questo serve l’incentivo e allo stato non costa realmente nulla.

  19. L’eletrico ha già dimostrato tutti i suoi limiti , tante problematiche , dietro c’è una lobby di interessi economici che nulla ha a che vedere che la riduzione dell’inquinamento sono altre le fonti di locomozione alternative , solo che ci sono troppi interessi economici dietro……..

  20. …… i governi devono rispettare le imposte versate dai cittadini e dedicarle a ben altro a iniziare dalla sanità…per dirne una…se uno vuole un auto se la compra e se la paga in base alle sue esigenze e possibilità.
    Bisogna smetterla una volta per tutte con bonus incentivi ecobonus,in quanto sono semplicemente imposte versate dai cittadini per cause certo futili…

    • L’inquinamento fa 60.000 morti all’anno solo in Italia. La crisi climatica potrebbe rendere il Pianeta invivibile per i nostri figli e i nostri nipoti. Sono cause futili?

      • L’inquinamento prodotto dalle auto influisce per circa l11% dell’inquinamento totale. Inoltre anche le batterie agli ioni di litio non è che siano proprio così ecologiche… Giusto per essere precisi dato che lei (giustamente e fa anche bene) riporta sempre dei dati concreti quando si parla dei vantaggi dell’elettrico.

        • E il trasporto su strada in generale influisce per il 24%. Le sembra poco? Tenga cnoto, poi, che mentre le emisioni di tutti gli altri settori sono in costante calo da due decenni, quelle dei trasporti continuano ad aumentare. Questo cosa significa? Significa che gli altri settori stanno già facendo qualcosa, il trsporto non ha ancoa fatto nulla o quai

          • Buona sera signor degli Esposti, capisco che lei, creando un sito sull’elettrico, ne difenda a spada tratta le sue qualità celando gli aspetti negativi. Bisogna anche avere l’onestà intellettuale che lei riporta dati alquanto imprecisi se non fallaci. L’inquinamento stradale su gomma, dunque auto private, tir e trasporti pubblici hanno un incidenza annua all’incirca del 15% ( il trasporto privato arriva al 5-7%). Il vero inquinamento in Italia lo produce il riscaldamento , al primo posto con il 35% circa e il terziario con il 25%. L’inquinamento antropogenico incide ,ma molto meno di quanto si pensi al livello globale. La soluzione per ridurre la C02 è tanto semplice quanto banale.
            Piantare alberi che riducono la CO2, aumentano l’ossigeno e la qualità dell’aria e dulcis in fundo riducono localmente sia l’umidità che la temperatura. E perchè tutto questo non viene fatto? Perchè ad un gruppo ristretto di persone non conviene poichè non avrebbero i loro lauti guadagni, semplice mio caro Watson

          • Diffidare di chi ha in tasca la soluzione facile, tipo “elementare caro Watson”. Funziona solo nei film

  21. L’endotermico ha ancora vita lunga;basti pensare al prossimo monocarburante biosintetico che porterà l’efficienza dei propulsori in direzione 70%! Significa che,con un 1000cm³,avremo oltre 200cv con un consumo medio di 40/50 km/l e poi si continuerà a migliorare. Il futuro lo detteranno come sempre le competizioni;vedi F1 dal 2025. Endotermico turbo con ers e kers[già presente con le pulegge “frizionate”negli organi ausiliari “intelligenti”(alternatore,ecc)dei nostri veicoli];questo il futuro prossimo. Il futuro remoto,dipenderà dallo sviluppo,modo per ottenerlo ed utilizzo dell’idrogeno. Si potrà usare come carburante diretto dell’endotermico,spostando di fatto,ancora più avanti l’elettrificazione totale,che di suo,non riesce ad accontentare tutto il mercato e le necessità. Ho 51anni e anche se cambiassi ancora 20 auto(?!?),morirò con il mercato auto ancora in mano all’endotermico. E non ho parlato di un’eventuale abbassamento dei costi(se voluto per proteggere il prodotto!)di produzione e utilizzo del carburante per propulsori endotermica! Ciao ciao ciao elettrico…!!!

    • Hai tutta questa voglia di continuare a pagare 300€ di tagliando, cambiare olio e filtri, cambiare la cinghia di distribuzione, litigare con le rigenerazioni dei filtri dello scarico, preoccuparti del liquido di raffreddamento, continuare ad usare motori a combustione che in quanto tali emettono comunque schifezze nell’aria? I gusti sono gusti…..

    • Perche` allora non ti vai a leggere “Il mio amico carburatore” invece di venire a qua a scrivere delle fregnacce che sono solo nei tuoi sogni?

  22. Sol futuro elettrico delle automobili sono del parere che esse dovrebbero essere dotate di pacchetti batterie intercambiabili standardizzate, l’utente compra l’auto priva delle batterie, quindi sottoscrive un contratto di noleggio delle stesse, le quali in ordinario uso vengono ricaricate a casa o presso le colonnine pubbliche, durante i lunghi viaggi o per ragioni di rapidità esse possono essere sostituite con batterie cariche presso appositi punti all’uopo allestiti in aree di servizio autostradali o in grandi strade di comunicazione, in questo caso l’utente pagherà la differenza tra la carica del pacchetto montato e la carica del pacchetto lasciato+ la tariffa prevista per l’intervento di sostituzione. Ovviamente quanto prospettato prevede accordi tra le varie case costruttrici.

  23. Visto che l’auto normalmente si tiene con la batteria tra un minimo del 20% ed un massimo dell’80% potrebbero bastare 6kW.
    Una soluzione potrebbe essere quella di cui si vocifera ovvero poter avere l’aumento sul proprio contatore nelle ore notturne senza costi aggiuntivi.

  24. Le tabelle citate sono i rimborsi km che adottano le aziende, con la vecchia auto GranModus tale valore era calcolato in 0.41€ quindi l’auto che ha percorso 225k km avrebbe speso 94k€, nella realtà ho speso meno di 40k€ (compreso l’acquisto dell’auto le manutenzioni e bollo+assicurazione) con un costo km di 0.18€ ben diverso da quello tabellato.
    Le tabelle le lascio a chi vuol crederci e non farsi i conti reali.
    Una 208 diesel in 10anni con 250k km fatti avrà un costo totale di circa 41k€,.
    Una e208 sempre in 10 anni con 250k km avrà un costo totale di 45k€.
    Per entrambe ho tenuto conto di sconti di incentivo rottamazione di costo bollo+assicurazione cambio gomme manutenzione, interessi sul finanziamento per l’acquisto, costo carburante 1.4€/l gasolio, 0.18€/kWh (quello che pago io) rendimento di carica 85% in realtà è un po’ più basso.
    Mi dispiace ma tutti mettono tabelle ma nessuno da i conti veri.
    Dimostratemi realmente il contrario non con affermazioni o articoli senza dati e calcoli reali.
    Mi dispiace ma nessuno è

    • Le tabelle tengono conto del costo complessivo di quel veicolo al km compreso di tutte le spese che si devono sostenere, non solo del carburante che ci mette nel serbatoio, legga cosa dice quattroruote al riguardo. Tenga conto di manutenzione bollo assicurazione tagliandi revisioni sostituzioni bombole ecc ecc e vedra` che i costi alla fine non sono come li evidenzia lei che semmai si fa i tagliandi in casa.

  25. Buongiorno, mi riscaldo d’inverno e mi rifresco d’estate con le pompe di calore. Non ho i pannelli solari. Pertanto ho già una potenza in Kw pari al massimo consentito per le utenze domestiche, che approntai anche per allinearmi all’eventuale acquisto di una auto elettrica. Ma nonostante abbia già una buona base di partenza ancora non basta: Sono 5 anni che seguo il mercato delle auto elettriche e solo adeguare la linea elettrica(voltaggio 400 volt) dal contatore al garage ,che dista 30 metri dal contatore ENEL costa 3000 euro + 2000 di wally box. Quindi per avere una potenza di ricarica di almeno 11Kw devo sborsare 5000 €. E non ho ancora comprato l’auto NON credo alle potenze di 1.5/2.0 Kw( cioè la normale presa elettrica del box auto) per ricaricare una batteria da 70/90 KW. In 12 ore si ricaricano 18/20 Kw sufficienti per percorrere solo 70/100 Km troppo pochi per me. Con 5000 euro ho acquistato una ottima auto diesel usata. Con 15000€ ho comprato una auto full hybrida a benzina nuova. Si dica cosa mi devo inventare? per giustificare l’acquisto di una buona auto elettrica, che pur incentivata costa 30/40mila euro+5000 di impianto di ricarica domestico. Grazie.

    • Ci sono wall box che costano anche solo 500 euro e possono essere configurate per monofase o trifase oppure da 2kW fino a 11kW di potenza erogata.

  26. Roberto sinceramente non capisco come tu possa fare questa affermazione.
    Fai un esempio concreto con un’auto identica Peugeot 208 bluhdi contro bev.
    il punto di pareggio non esiste e vince a mani basse il diesel.
    Io i conti li ho fatti e anche bene, alla fine ho preso una c3 diesel ma il concetto è lo stesso.
    Per cortesia rispondimi con numeri non con affermazioni così poi vediamo i miei.

  27. Sicuramente siamo in fase iniziale per i BEV, ma non bisogna dimenticare che un BEV ha un costo di produzione inferiore dell 40% e costi di manutenzione inferiori del 20% rispetto ad un ICE con riferimento ad una percorrenza di 250 mila km. Per questi motivi tutti i costruttori si convertiranno, è un’inevitabile legge di mercato. Se poi si aggiunge la facilità ad ottemperare alle normative anti inquinamento, si intuisce che la strada è ben delineata. Quindi, si assisterà alla graduale soluzione dei problemi di ricarica. Occorre anche cambiare approccio: oggi facciamo il pieno e viaggiamo fino alla riserva; col BEV dobbiamo imparare a caricare appena possibile, per quel tanto che basta a raggiungere la prossima stazione di ricarica.

    • se il costo di produzione di un auto elettrica è inferi del 40% il costruttore dovrebbe fare dei prezzi più bassi per i clienti che già si trovano ad affrontare le difficoltà di un cambiamento. Il mio parere è che non ci sia una reale volontà di virare dal termico al elettrico, i costruttori e i petrolieri cercano di mungere la vacca fino all’ultima goccia

    • Pur non essendo un’automobilista trovo che è molto pacato e ragionata la sua opinione che condivido pienamente.Io però non faccio testo, perché i guidatori, salvo rare eccezioni, quando si mettono alla guida si trasformano in persone impazienti, nevrotiche e maleducate per cui non so sé diventeranno improvvisamente pazienti e dare modo che tutto ciò che concerne le ricariche di sia adeguato alla nuova concezione di automobile.

    • Sono d’accordo eppure se ne parla pochissimo. Neanche si stesse cercando di vendere auto con reattori nucleari…

      • Buon giorno Sandro e Pedro, chi di voi due conosce tutta la filiera dell’idrogeno? Quando dico la filiera intendo da dove viene ricavato, che tipo di energia si utilizza per produrlo, con quali rendimenti, come si trasporta e come viene distribuito. Ma soprattutto fra quanto tempo e a costo di quali investimenti. Ricordo, per chi non lo sapesse, l’unico distributore Italiano in funzione si trova a Bolzano e da troppo tempo si sta pensando di costruirne uno nei pressi di Milano. Il ministro Roberto Cingolani vorrebbe che si investisse su questo vettore ma tutti, tranne ENI, la pensano in modo diverso, almeno in Italia.

        • Forse e` perche` ha un rendimento inferiore ed e` molto pericoloso? Prima di fare affermazioni bisognerebbe informarsi eppoi parlare.

    • L’Idrogeno non esiste in natura, va prodotto consumando energia elettrica e viste le dispersioni, fatto 100 l’energia elettrica iniziale, alle ruote te ne resta si e no 25, che senso ha? Si spreca meno a caricare una batteria.
      Si ipotizza di produrre Idrogeno quando le fonti rinnovabili producono quando non c’è domanda , va bene, ma l’Idrogeno che se ne ricaverebbe sarebbe poco e sarebbe tutto utilizzato per gli usi dove le batterie non possono arrivare, tipo aviazione,navi e acciaierie.
      Io credo che invece l’Idrogeno sia utilizzato come alibi per ritardare l’adozione di tecnologia già oggi disponibili per tutelare i profitti di certi centri economici, con relativa propaganda denigratoria che fa presa sui naturali timori dei consumatori nell’adottare nuovi tipi di consumo.

  28. Se non avessi avuto la possibilità di caricare a casa mai avrei acquistato un auto elettrica .
    Nonostante da anni stessi aspettando il momento giusto,
    Solo ora che le autonomie sono di tutto rispetto e i prezzi sono diventati accessibili in relazione ai costi di ricarica casalinghi che sono anche nelle situazioni più sfavorevoli più convenienti, ho deciso di fare il salto.
    Per quanto mi riguarda non credo che tornerei ad un endotermico ,per quanto mi riguarda anche se per ora ho percorso solo 7000km la mia esperienza è totalmente positiva sto per piazzare i pannelli con inverter già predisposto per la ricarica auto, avendo la possibilità di ricaricare anche di giorno, più autoconsumo di così.

    • Purtroppo abbiamo una rete elettrica che fa pena! 3,5kw monofase contro altri paesi che hanno più di 8Kw trifase per utenza casalinga! Poi in Italia si produce molta energia da fonti fossili, quindi il problema permane! Si inquina un sacco per estrarre il litio e produrre batterie per poi utilizzare energia “sporca” per caricare le elettriche.

      Non sono un sostenitore del nucleare, sono neutro. Ma consiglio la visione di questo video in inglese https://www.youtube.com/watch?v=EhAemz1v7dQ

  29. E ci voleva un articolo per dire che l’autonoma è mediocre e i tempi di ricarica sono enormi? Ne riparliamo tra 10 anni e forse ne varrà la pena

  30. Valter. Penso che se non viene comperata un ‘auto elettrica ci sono diversi problemi uno è il costo che parte da 25 o30 mila euro poi l’autonomia che se uno deve fare un viaggio lungo perde delle ore per caricare l’auto, poi trovare le colonnine e per ultimo le sette sorelle che con il petrolio fanno miliardi.

  31. Vorrei aggiungere che loro pagano la materia prima molto meno di noi, un pieno di elettrico in America fatto da colonnine tesla super charge costa 6 euro e impiega circa 45 minuti 55kw, un pieno di elettrico fatto da noi da colonnina enel x impiega circa 1 ora e 24 euro di spesa, una bella differenza se fanno marcia indietro gli americani allora noi?

    • Scusi, Marco, il suo confronto è molto approssimativo. I Supercharger Tesla sono una rete chiusa riservata agli utenti Tesla. I costi sono sostanzialmente simili in tutto il mondo. La rete Enel X è aperta: dovrebbe confrontare le tariffe con reti analoghe americane, per esempio Elettrify America https://www.vaielettrico.it/giovanni-palazzo-litaliano-di-electrify-america/. Peraltro Enel X, come altri operatori italiani, propone abbonamenti flat a prezzi molto più convenienti.

  32. Io possiedo una Kona EV. Sono molto soddisfatto e non tornerei al motore a scoppio. Tuttavia, mi sono reso conto di dover rinunciare all’uso della mia Kona perché non ci sono sufficienti colonnine fast sul territorio.Se voglio fare un viaggio o una gita devo preventivare ore di permanenza nel luogo designato. Spesso questo non è possibile. Auspico una maggiore diffusione delle colonnine fast in tempi brevi.

  33. Ci sono molte considerazioni da fare tra cui la situazione economica complessiva. Senza tecnologie davvero economiche emissioni zero é un’illusione. Auto da 10.000 euro come la 600 di una volta. Superbatterie a carica veloce e asportabili per ricarica domestica. Rete di ricarica pubblica diffusa. Ma soprattutto lavoro per potersele comprare. Con i milioni di precari che ci sono oggi si andrà a piedi o in bicicletta che é altrettanto verde e fa’ pure bene alla salute.

  34. Io ci credo, ora sta alle amministrazioni pubbliche renderlo possibile, la ricerca troverà nuovi sistemi di ricarica anche nelle città.

    • Non sono d’accordo se il trasporto merci fosse su rotaia sarebbe già un abbassamento di inquinanti e avremmo un aumento di posti di lavoro facendo dei magazzini ricezione meci nelle stazioni più grosse e il conferimento tramite
      piccoli mezzi con consegne anche in più orari della giornata

      • Io sono d’accordo con te, ma se i corrieri come SDA, DHL, GLS, eccetera, non hanno mai fatto nulla in questa direzione, e addirittura poste italiane ha praticamente quasi abbandonato le rotaie, un motivo ci sarà, o costa troppo, o la burocrazia è impossibile, d’altra parte avere un vagone merci su ogni treno circolante che scarica e carica in automatico in ogni sstazione, non è roba impossibile.

  35. Penso che un Paese come l’Italia che punta al 30% di autoelettriche entro il 2035, in realtà non stia puntando proprio a nulla, é solo una facciata per mostrare un po’ di attenzione al green che va tanto di moda. Tutti parlano di ambiente, nessuno agisce realmente per cambiare le cose. Se si volessero realmente cambiare le cose bisognerbbe puntare al 100% di auto elettriche entro il 2030. E non solo Auto, tutto ciò che oggi va a combustibili fossili dovrebbe andare a batteria entro al massimo 10 anni. Bisogna tappezzare il territorio di colonnine elettriche per la ricarica. Ripeto, in realtà non frega niente a nessuno, si qualche comune ha messo le colonnine elettriche per darsi una immagine ma solitamemte solo come ottimo strumemto da campagna elettorale. È tutto un chiacchericcio, una moda, ma impegno zero. 30% entro il 2035…ridiocolo.

  36. Di certo se non hai un posto dove caricarla di notte, e non hai un impianto fv. l auto elettrica non conviene. ha ragione il giornalista a scrivere così. anche io ne ho una elettrica piccola, comperata in un giorno di pazzia.. Un domani che compero casa con impianto fv. allora la ricompro.

  37. Eccolo qua, finalmente un articolo dove si può finalmente sbizzarrire! Tu che hai tutte queste fonti e sei così preparato sulla Norvegia, dimmi un po’: qual’è la percentuale di auto elettriche vendute in quel paese? Saprai anche che, a parte la Model 3, le altre auto in testa alla classifica hanno dei range ridicoli (eTron, Leaf, eGolf). Dev’essere proprio un popolo di imbecilli… o sarà invece che hanno capito che nell’utilizzo quotidiano non serve avere 800 km di autonomia se ne fai al massimo 40?
    No scusa, mi sono sbagliato ed ora che i Norvegesi leggeranno il tuo commento torneranno tutti ai dieseloni da 1.500 km di autonomia profondamente terrorizzati dal rimanere con la batteria scarica per strada.
    Ti consiglio di documentarti meglio quando parli di un paese… e non leggere il primo articoletto che trovi chissà dove.

    • Vero, ma se abiti a Milano, fai 40 km al giorno, vivono al lavoro non hai colonnine, a casa vivi in un condominio e l’auto la devi parcheggiare in strada e neppure lui ci sono colonnine neppure vicinanze… Diciamo che la persona che compra l’auto elettrica deve avere dei prerequisiti, altrimenti questa diventa un pensiero aggiuntivo al lavoro stressante… E sto parlando di Milano, non di un paesino sperduto tra le montagne.
      In più questa è la tua unica macchinari hai deciso di fare una gita fuori porta di qualche centinaio di km… Beh, non la fai senza pensieri.

        • Letto, grazie. Non lo nego, è vero, sparse per Milano le colonnine sono davvero tante e di occasioni per dare una ricarica rapida ce ne sono (al netto di chi occupa abusivamente i parcheggi dedicati), ma faccio due considerazioni.

          La prima, anche io sono di Milano, ma la mia zona e i negozi dove faccio spesa non prevedono ancora zone di ricarica auto. Ce ne è una Lidl a 1 km da casa mia che però è conveniente solo per poche cose e ci andiamo molto di rado per starci una ventina di minuti. Inoltre le colonnine sono solo 2 e il numero di persone che fa la spesa e che ci abita è enorme perché il quartiere è grande. Penso che tra pochi anni quelle colonnine potrebbero non essere più sufficienti. Nell’articolo si parla anche di lavorare in Bicocca, zona nuova e in continua evoluzione. Milano è grande, ma non tutte le zone sono allo stesso livello. Tra Mecenate e Rogoredo la zona è in espansione e probabilmente tra 10 anni sarà perfetta per l’elettrico, ora no. Per questo lasso di tempo opto per una full hybrid che probabilmente tra 10 anni cambierò con una elettrica.

          Seconda considerazione. L’articolo parla di una Zoe, quindi presumo di una seconda auto per la città. Non penso che utilizzi una Zoe per fare i lunghi viaggi di centinaia di km. Beato lui che può permettersi una seconda auto. Personalmente non me la posso permettere, quindi, come giustamente dice l’articolo che stiamo commentando, chi possiede solo un’auto difficilmente opterà ora per una elettrica, a meno di andare su una Tesla, che sfortunatamente è per ora fuori portata.

          Io sono consapevole che con l’elettrica poi con gli anni si risparmia tantissimo, ma per avere un’auto elettrica come unica macchina (quindi con anche una buona autonomia) senza avere un’auto da dare dentro per prendere gli incentivi, il gap di prezzo è ancora molto molto alto.

          Giuro che la Model 3 mi ha attirato tanto, ma ho dovuto desistere, erano troppi troppi soldi e facendo i calcoli non avrei mai pareggiato la differenza di 30.000 € in 10 anni.

          Secondo me l’auto elettrica non è il presente per tutti, ma solo per alcuni che hanno determinate condizioni. Spero di sbagliarmi, ma per ora ne sono convinto.

          • Tutto giusto Davide. Mi consenta però due osservazioni. Se lei percorre 40 km al giorno non le servirà tantissima autonomia. Le basteranno rabbocchi occasionali. La Renault Zoe con batteria da 50 kWh ha 400 km di autonomia e non è proprio una city car. Può affrontare tranquillamente viaggi abbsatanza lunghi, tipo vacanze. Anche Nissan Leaf con batteria da 62 kWh può fare la stessa funzione con dimensioni anche più generose. Sono auto che, incentivate, stanno fra i 25.000 e i 30.000 euro.

    • Il commento era in risposta a quello di Enzo.
      Approfitto per invitarvi a prendere in considerazione una gestione dei commenti un po’ più efficiente: questa davvero non si può vedere…

    • Magari la percentuale di proprietari di box auto in Norvegia è superiore, ci hai pensato? Hai notato che in Norvegia hanno acquistato solo auto con batterie enormi? Le tu fonti cosa dicono?

  38. Questo 20 per cento sono quelli che già non dovevano comprarla perché non era l’auto adatta a loro. Poi sembra che abbiano una sola auto in famiglia quando invece adesso tutti hanno praticamente la propria. A mio parere chi acquista l’auto elettrica dovrebbe avere la ricarica a casa ed avere anche una seconda auto termica da usare per i viaggi più lunghi, a meno che abbia un budget più elevato e possa acquistare una Tesla. In tal caso non torni più indietro.

  39. Buonasera a tutti. Purtroppo per come la vedo io, allo stato attuale della vita quotidiana per come la viviamo, ed allo stato attuale della tecnologia per come la conosciamo, l’acquisto di un’auto elettrica per quanto mi riguarda è fuori discussione per i motivi più semplici esposti sia nell’articolo che da diversi commentatori. Autonomia insufficiente, carenza di infrastrutture, tempi di ricarica, impossibilità di ricaricare a casa, (a volte) costi di acquisto (nonostante tutti gli incentivi) troppo alti. In un articolo analogo inoltre ho trovato insensato il paragone tra un motore termico ed uno elettrico, paragonando il deterioramento e la perdita di capacità delle batterie con la rottura del motore. Il motore è il motore in entrambe le vetture, e per entrambe so può rompere o meno, ma le batterie le paragono più al serbatoio, ed un serbatoio in 20 anni di possesso della stessa vettura ha sempre mantenuto i suoi 55litri con la solita autonomia di ~970km. A riguardo dubito che le stesse batterie abbiano la stessa capacità per lo stesso periodo di tempo.
    Per i miei bisogni di autonomia e spazio interno l’unica auto esistente nel parco auto che offre il mercato è la Tesla. C’è un problema non indifferente: ha un costo di acquisto decisamente fuori budget, partiamo da 90.000€. Ok, ecoincentivi e quant’altro scendiamo a 80.000? Roviniamoci, 70.000€. Trovo auto delle medesime dimensioni ad un costo decisamente inferiore e con il resto posso pagarmi le varie spese per il mantenimento. Ultimo, riguardo le vacanze, come detto da un compagno commentatore, mi spiace ma mi vedo in totale disaccordo. Purtroppo, in riferimento alla vita quotidiana come la conosciamo, dover aggiungere (per non dire sacrificare) tempo per ricaricare l’auto, equivale a stress aggiunto a ciò che dovrebbe essere il nostro tempo di ricarica interiore. Programmare una vacanza anche in relazione alla ricarica del mio mezzo, cercando di ridurre a zero qualunque tipo di voglia extra per via del dubbio “ci sarà da ricaricare?” oggi come oggi per me non vale il rischio.
    Dico tutto ciò a malincuore, perché purtroppo la società ci ha portati a vivere sempre col cronometro in una mano ed una scatola di tranquillanti nell’altra, ed in tutto questo dobbiamo aumentare il nostro prenderci cura del nostro pianeta. L’auto elettrica è ancora un sogno per tanti ed un lusso per pochi. Spero che la situazione evolva in fretta perché anche il 13% entro il 2035 sarà un’utopia.

    • Veramente la Tesla Model 3, prezzo base, costa 49.500 euro al lordo degli incentivi (ai quali ha diritto)

      • La Model 3 è un’auto stupenda, ne vorrei avere una, ma 50.000 € per un’auto che al concessionario (ci sono stato, l’ho provata e ho parlato direttamente con il venditore) mi garantisce 380km di autonomia (poco più di 400 se ricaricata tutta), con un bagagliaio capiente, ma scomodo per la bocca di ingresso piccola, non è propriamente economica e alla portata di tutti.
        Puntando sul modello con più autonomia il prezzo si alza di 7000€ aggiuntivi.
        Gli incentivi? Solo se si hanno macchine usate da dare dentro… Ma non sempre la si ha.
        Come ho già detto in altre occasioni, l’auto elettrica prima o poi la comprerò, ma per tanti non è ancora il momento.
        In qualsiasi caso viaelettrico per fortuna che c’è, perché mi piace per gli articoli e i dibattiti che ne nascono. Parlarne è il giusto inizio per cambiare le mentalità. ☺️

  40. Fino a ieri i problemi di autonomia e di ricarica non si potevano nominare. Chi si mostrava perplesso, era trattato un po’ come un terrapiattista (uno che crede e diffonde fake news) e un po’ come un malato di mente, la sua diagnosi ufficiale era l’ANSIA. Infatti, ad eccezione di VaiElettrico, quasi nessun media parla(va) di problemi di ricarica e problemi di autonomia ma ANSIA da ricarica e ANSIA da autonomia. Questo è il termine ufficiale utilizzato da tutti i media e dagli stessi produttori di auto per raccontare una paura infondata dell’acquirente, trattato come uno sciocchino che si informa sui siti delle fake news, prontamente smentito da sorridenti possessori, ex-malati psichiatrici anche loro che, dopo essersi lasciati conquistare dall’auto elettrica, sono guariti, hanno visto la luce e hanno scoperto che i loro timori erano totalmente infondati e che gli alieni non esistono. I loro racconti cominciano con “pensavo fosse un problema l’autonomia, invece era un calesse”. Meno male.

    Arrivati a questo punto, i fan delle auto elettriche, offesi nel loro orgoglio, si apprestano a rispondermi con un commento di fuoco. Occhio, i miei interventi sono sempre supportati dalle fonti. Occhio, che poi fate figuracce! Questa volta vi anticipo e vi lascio con questa chicca: “Ansia da autonomia? Neanche per sogno! […] Rekkevideangst o, in italiano, ansia da autonomia. Ecco come i norvegesi chiamano il timore di non poter arrivare a destinazione con una vettura elettrica. Ginge, però, non conosce questa parola. Semplicemente, si diverte al volante della sua e‑Golf.” (fonte: https://www.volkswagen.it/it/auto-elettriche-e-ibride/scopri-la-mobilita-elettrica/id-magazine/lifestyle/norvegia-il-paese-delle-auto-elettriche.html )

    • Accidenti! Che paura, Enzo!
      Interventi supportati dalle fonti!!
      Mamma mia! Vado subito a nascondermi sotto al letto.
      :-))
      Quanto le piace esibirsi, Enzo. Perché non cerca un palcoscenico per farlo invece di far passare le sue performance per opinioni?

  41. Il problema non è una novità. La California non è nemmeno il territorio che più ne risente. Pensate alle grosse città ad alta intensità abitativa.
    La soluzione è rappresentata dalla tecnologia dello scambio di batteria, attualmente portata avanti solo da poche case tra cui spicca per qualità costruttiva e tecnologia la cinese Nio

    • Abbiamo spiegato più volte, e diffusamente, che lo scambio rapido delle batterie (battery swap) è una soluzione impraticabile, a meno di non standardizzarle. Ma vorrebbe dire fare auto elettriche tutte uguali.

  42. Se potesse provare a fare una sessione ad una colonnina fast di Ionity e o Enel Via Flex resterebbe sorpreso della semplicità e dalla praticità del rifornimento, io stesso non me l’aspettavo, la mia e-Golf accetta massimo solo 40 kW, ed è comunque una potenza notevole, pari a 10 utente domestiche alla massima potenza, se ci pensa è una tecnologia sorprendente, dovrebbe esplodere tutto, invece tutto si svolge in silenzio e senza fenomeni di surriscaldamento di cavi o prese nonostante l’elevato flusso di corrente.
    Per non parlare dell’auto, io da sempre abituato a farmi i tagliandi ed eseguire delle piccole manutenzioni al motore, ancora non riesco a capacitarmi che funzioni un’auto che va a batterie, ogni tanto devo aprire il cofano per vedere se è tutto vero ed è uno spettacolo, orami mi sono studiato diverse schede tecniche e conosco a cosa serve ogni particolare presente.
    Per dire che non è vero che le EV sono senza anima, ce la possiamo mettere noi l’anima e la passione per un prodotto comunque derivante dall’ingegno umano.
    Bisogna che però queste colonne Fast diventino di più e soprattutto presso la maggior parte delle aree di servizio autostradali perché è in autostrada che ce n’è più bisogno.
    E poi è si è importante poterle ricaricarle a casa.

  43. basterà introdurre lo standard intercambiabile dal benzinaio e le macchine elettriche saranno parificate alle benzina in quanto a tempi di rifornimento e finirà la storia del tempo di ricarica, le auto saranno vendute senza batteria, consegnate con la mini carica solo per arrivare dal benzinaio a fare il primo cambio pack e costeranno quindi meno delle termiche così, poi arriveranno le infrastrutture sotto asfalto che manterranno la carica in marcia, le carrozzerie fotovoltaiche e l’attuale motore arcaico a benzina o diesel sarà solo un lontano ricordo per tutti.

    • Manca ancora l’autonomia…… Io con la mia auto a seconda della velocità posso fare da 1100 km o più ad 80 km/h a 370 km a 180 o 470 a 160……
      Quando una elettrica da non più di 30.000 per un’auto di segmento c farà 500 km a 140 km/h in autostrada a pieno carico ed in pieno inverno…. Se ne potrà parlare….

  44. L’auto elettrica per me è ancora un auto del mio futuro, ma non può essere del mio presente. Sto cambiando auto e prenderò una full hybrid perché più versatile e penso che sia il primo passo per fare qualcosa nelle mie limitate capacità.
    L’auto elettrica è ancora oltre le mie possibilità o, in caso di costi contenuti, non soddisfa le mie esigenze per via dell’autonomia.
    Le ibride plug-in invece per me sono inutili, un mercato alternativo che produrrà solo più danni che benefici, perché chi le compra spesso non capisce che le deve ricaricare, altrimenti spende e inquina di più. Forse sbaglierò, ma le ibride plug-in mi sanno tanto di mercato nato da costruttori che non hanno le capacità e la conoscenza di un marchio come ad esempio Toyota per fare lavorare in sinergia motore termico ed elettrico per diminuire i consumi e quindi hanno messo in produzione una soluzione alternativa che non ha reali vantaggi.
    L’elettrica invece è la giusta strada, ma ad ora, come dice giustamente l’articolo, non è per tutti…
    Ma in tutto ciò spero un giorno di possederne una anche io.

  45. Chi ha rinunciato all’auto elettrica dopo averla utilizzata, non fa molto testo in questo momento storico evolutivo per la mobilità elettrica in senso lato, per almeno due ragioni: un’evoluzione continua e rapida delle soluzioni meccaniche, fisiche e chimiche, l’arrivo sul mercato di nuove forme di mobilità sostenibile.
    A mio parere l’automobile, quella del nostro immaginario, non è adatta alla mobilità sostenibile, alla cosiddetta mobilità di massa (lavoro, scuola, spesa, vacanza, ecc.). L’auto è sinonimo di libertà, che mal si concilia con la disponibilità di quanto serve per la sua gestione. Sarà per questo che Tesla vince su ex Fiat, perché quest’ultima, come altri, hanno puntato ad auto di medie-piccole dimensioni, ai giovani e alle donne, a coloro che invece vorrebbero proprio libertà di movimento e azione. Chi guida Tesla, non lo fa per andare a far la spesa, accompagnare i bambini, andare in vacanza, saltando da un B&B a un campeggio.
    Andando ancora più a fondo, è proprio l’auto come noi la concepiamo, che non è sostenibile, per non dire l’auto così come è costruita ora, dove il 50% del peso e il 75% del volume, è realizzato utilizzando gli idrocarburi. Pensiamo solo alle gomme e all’asfalto, un bacio mortale fatto e rifatto quasi interamente di idrocarburi, il cui disfacimento inquina pesantemente le nostre città, come poche altre fonti inquinanti.
    Se vogliamo la vera sostenibilità, allora bisognerà puntare su altre forme di mobilità di massa, sia quelle collettive (più treni, tramvie, tunnel, monorotaie, nuove tecnologie magnetiche, pneumatiche, ecc.), sia quelle individuali (mezzi piccoli, o addirittura a guida autonoma, con tante stazioni di scambio e rifornimento, dove tutto è elettrico e controllato, dove non sarà più necessaria la patente…). Le città vanno ripensate, non con le colonnine per ricaricate le auto, ma con strutture di mobilità intelligente.
    Poi, fuori dalle città, anche strade e autostrade, macchine private e qualsiasi altra cosa ci viene in mente di individuale. Le città però, vanno ripensate, e con esse la mobilità elettrica.

    • quando la scelta sarà elettrico o a piedi ti adeguerai, quando le nuove leggi ti leveranno la macchina termica per divieto totale di vendita e circolazione verrai comunque a miti consigli come tutti.

      • poiché nonostante anche il suo commento sia offensivo verso chi non la pensa come lei, ma in linea con la linea editoriale, il mio non lo era, anche se parimenti offensivo, ed ovviamente è stato cassato, le dico: Ci sono molti giovani come me, ho 31 anni, che siamo appassionati di motori termici, non compreremmo mai, neanche obbligati un’auto con cambio automatico, si figuri una elettrica, e certamente mai usermo im mezzo pubblico. Sappiate che siamo prontissimi ad andare a pagare le nostre tasse nei mokto Paesi del mondo, i quali non hanno alcun obiettivo di riduzione delle emissioni rispetto ao livelli del 2005. Io stesso mi trasferirò in Russia, nel 2022, e potrò finalmente coronare il moo sogno di acquistare una Mustang 5.0 V8 cambio manuale, qui impossibile per via delle tasse e accise che tanto acclamate.

        • Lei Stefano sa benissimo perchè il suo commento è stato cassato. E non è perchè fosse in contrasto con la “linea editoriale”. Quello succede in Russia dove lei ambisce a trasferirsi. Buon viaggio.

          • Sinceramente baratto volentieri le libertà democratiche per un bel V8 aspirato. E sono assolutamente serio.

    • non inquina? chiuditci in garage a motore acceso, vediamo quanto resisti con diesel euro 6 “bluff tech”, e comunque te lo potrai tenere quanto vuoi, allo scattare delle nuove leggi che vietano la circolazione, come uscirai il naso fuori te lo leveranno

  46. L auto elettrica è un morto che cammina ,ma non sa ancora di esserlo, scivetevelo a lettere cubitali in bagno sullo specchio , il futuro è IDROGENO con o senza motore ELETTRICO…più in fretta vi entra in testa e più in fretta renderemo il mondo più pulito altro che prese elettriche 🤣🤣🤣🤣😂😂😂

  47. Se include i paesi scandinavi ci credo che le cifre sono quelle ma davvero vuole paragonare la Svezia o la Norvegia con l’Italia? La sua suscettibilità sta nel non accettare un certo scetticismo di fondo e assai diffuso che non ha nulla a che vedere con la qualità del prodotto elettrico ma con vari e reali problemi oggettivi. Le dirò di più, tra un paio di anni usciranno le prime auto con batterie allo stato solido che promettono tempi di ricarica più celeri e un’autonomia maggiore del 30-50%, spero di non sbagliarmi. Io avrò speso migliaia di euro per una vettura in un certo senso “già vecchia”, non trova? Sarà facile rivenderla? Non la sto attaccando, cerco di argomentare in maniera seria sperando di non essere frainteso

    • Io e Mauro Tedeschini abbiamo fondato Vaielettrico perchè crediamo nell’auto elettrica. Ovvio che non condividiamo un “certo scetticismo” e anzi facciamo di tutto per dimostrare che è infondato. Ma non ci dica che non lo accettiamo. Queste pagine sono piene di interventi di lettori scettici come e più di lei; e anche di lettori decisamente contrari. Nussuno viene cassato, se ragiona ed esprime con educazione le sue opinioni. Del resto, mi dica: perchè avrei scritto l’articolo che stiamo commentando se fossi impegnato in una “crociata” ideologica pro elettrico? Venendo al merito delle sue osservazioni. Chi usa abitualmente l’auto elettrica sa benissiomo che è sbagliato pensarla come una qualsiasi auto termica. Non si va a ricaricare, come si va a far benzina. L’auto elettica va ricaricata mentre si fa qualcos’altro. Mentre si pranza, mentre si visita una città, mentre si è al cinema, mentre si fa la spesa al supermercato. Ovviamente mentre si dorme o mentre si lavora. Cioè tutte le volte in cui l’auto è ferma (il 95% del tempo in media). Usandola così, il problema dell’autonomia e della velocità di ricarica passa in secondo piano e riguarda solo i viaggi a lunga percorrenza. Quanti ne facciamo in un anno? Il 90% di noi, non più di due o tre all’anno. E in quelle occasioni, due ore in più di tempo sono un problema così insormontabile?
      PS: di batterie allo stato solido abbiamo parlato decine di volte (qui l’ultima https://www.vaielettrico.it/batterie-alla-stato-solido-quantum-scape-ha-fatto-il-miracolo/). Non scommeterei che siano la panacea di tutti i mali

      • Usata in un certo modo può avere senso, nessuno lo nega. Così come ha dei costi di gestione relativamente molto bassi. E l’ho scritto all’inizio. L’unica cosa che obietto è che allo stato attuale delle cose alla maggior parte della popolazione italiana non conviene acquistare un auto elettrica, vuoi perché non possediamo un garage o lo possediamo in un condominio in cui c’è un unico contatore e nessuno dei condomini è disposto a pagare per me l’energia consumata durante le ricariche (è il mio caso, in più sono anche in affitto). Ma di problematiche ce ne sono anche altre. A me piace anche viaggiare in macchina e lo vedo da me che le infrastrutture sono pochissime e che siamo ancora all’inizio. A 45 anni mi piacerebbe davvero contribuire alla riduzione delle emissioni per un mondo più pulito ma anche di non complicarmi la vita eccessivamente. Spero che mi capisca.

        • Buona sera Roberto, in merito alla sua frase “alla maggior parte della popolazione italiana non conviene acquistare un auto elettrica” avrei una domanda a tal proposito. Se domani i carburanti raddoppiassero o triplicassero il loro prezzo, oppure se i prossimi governi decidessero di imporre una tassa che raddoppierebbe il prezzo delle termiche, cosa farebbero gli Italiani? Quest’ultima opzione non è così remota, è già stata adottati dai paesi come la Norvegia anni fa per disencivare l’acquisto delle termiche.

          • Buonasera Marco,
            Stia tranquillo che non succederà qui in Italia. Come già precedentemente scritto, trovo sbagliato paragonare l’Italia ai paesi scandinavi per un’infinità di ragioni che non sto adesso a spiegarle. Sebbene facciamo tutti parte della comunità europea ci sono stati che si impegneranno a voler mantenere una certa volontà decisionale. Ma se per assurdo dovesse succedere quello che dice lei nei prossimi anni sarebbe una catastrofe. Tanta gente non ha soldi e tanti altri non hanno più neanche un lavoro. Detto questo apprezzo comunque il suo intervento, educato e predisposto al confronto

        • La maggior parte di chi la usa, si accorge con sorpresa di essersi complicato la vita meno di quel che credeva. Ma lei dove abita?

          • Abito a Bologna ma essendo originario del sud trascorro del tempo (più o meno lungo) anche lì. Non so adesso dove abita e quanto conosce il sud Italia, in ogni caso direi che c’è una certa differenza con il settentrione

          • Abito a Bologna anch’io. Qui non si può dire che non ci siano colonnine. A meno di 200 metri da casa mia, in zona universitaria, ne conto almeno 4. Al sud, è vero, la dotazione è molto inferiore, e anche la penetrazione delle auto elettriche è minore. Ma vedrà che nel giro di pochi anni le cose cambieranno. Torno un attimo sul tema delle tasse sui carburanti. In Italia non auentano da anni. Ma i prezzi della benzina sono aumentati del 7,3% negli ultimi due mesi e quelli del gasolio dell’8,4%. Nessuno si lamenta. Quelli dell’elettricità sono aumentati del 3,8% dal primo aprile, ma erano calati nel corso del 2020.

  48. Le stazioni di ricarica a pagamento in giro devono abbassare il prezzo del kwh: non è pensabile pagare 44 centesimi a kwh per 7-8 km di autonomia perché si traducono in costi in linea se non superiori ad esempio al GPL e poco competitivi con il diesel… Inoltre spesso si trovano colonnine occupate o auto in sosta selvaggia davanti alle colonnine specie quelle gratuite. 3 volte su 3 ho beccato un “pirla” che ha lasciato la smart attaccata a l’unica presa funzionante della recharge gratuita di LIDL… Deve anche cambiare l’educazione e la coscienza del fatto che le prese a pagamento sono un bene “comune” non di proprietà e quindi una volta fatto il pieno vanno lasciate disponibili per altri utenti.

  49. Il problema principale che eolico ( che ricordo quello vero funziona giorno e notte) e solare è l’invasività del territorio. Si è fatto uno studio che se si potesse mettere tutte le pale eoliche in Europa , si venderebbe energia al resto del mondo. Non per niente UK copre con il fabbisogno di elettricità con il 40 per cento con eolico. Idroelettrico è saturo , penso invece di abbinarlo con il solare galleggiante. Se si vuole si fa tutto, se non si vuole non si fa niente

  50. Io a proposito di elettrico mi faccio una domanda la cui risposta è in parte nell’articolo sopra citato, ma che a quanto pare qualcuno non legge. Facciamo un esempio pratico Milano dove le macchine sono per la maggior parte per strada, mi spiegate come soddisfare la necessità di ricarica di decine di migliaia di auto parcheggiate per strada? Non parlatemi di colonnine perché ce ne vorrebbero migliaia e soprattutto ruberebbero posti ai già scarsi parcheggi…..temo che il futuro ecologico tanto decantato dovrà probabilmente passare per altre soluzioni o tecnologie oggi non disponibili che permettano la ricarica in tempi umani, immaginatevi in autostrada ad agosto a ricaricare l’auto anche solo per 20 minuti, ma non solo in pochi come accade oggi ma con la ressa tipica di un distributore di benzina durante le partenze, l’ultimo arrivato andrà in ferie a Settembre…..

  51. Signor Degli Esposti, non sia suscettibile per cortesia. Alcune auto elettriche sono una figata e nettamente più conveniente nella gestione dei costi rispetto alle termiche, nessuno vuole negare questo. Deve però ammettere che siamo ancora all’inizio della cosiddetta “rivoluzione elettrica” nel campo della mobilità almeno qui in Italia. Sono ancora pochissimi gli acquirenti di auto elettriche nel bel paese così cone lo sono in Germania (che prediligono le Ibride plug in), in Austria, in Spagna. Viaggio molto e cerco di tenermi informato. Non mi permetto di denigrare le auto elettriche e rimango a bocca aperta davanti ad alcune di loro, come la Model 3 performance o la Kia GT ma in tutta onestà se lunedì dovessi recarmi da un concessionario per comprare un auto non sarebbe un’elettrica. Sono sicuro che già tra un paio di anni le cose saranno Abbastanza diverse. La saluto e le auguro buon 1° maggio

  52. Se si vuole un pianeta più pulito si va verso le elettrico. Certo le case automobilistiche forse preferisco il giochino euro 0,1 e a seguire all’infinito. Tesla Superfast è un bacio on esempio. Come tratti di strada e parcheggi con pannelli solari al posto dell’asfalto. Se si vuole si fa tutto, se non si vuole non si fa niente. Ma l’Italia e l’Europa non hanno il petrolio

  53. Il vero problema che evidenzia l’articolo non è riconducibile direttamente alla mobilità elettrica ma alla scarsa preparazione e intelligenza dell’acquirente e probabilmente la poca preparazione e forse disinteresse del venditore. Lamentarsi di non poter ricaricare a casa, dopo aver acquistato l’auto elettrica, equivale a dire che il signor Mario Verdi di Trapani si lamenta del fatto che per ricaricare la sua nuova fiammante auto a idrogeno deve recarsi al più vicino distributore a Bolzano. Qui la volpe è stecchita prima ancora di arrivare all’uva.

    • Ni, ci sono storie anche qui su vaielettrico di persone che a casa non ricaricano ed hanno una elettrica. Ci sta che anche nella eco-gender-friendly (e non lo dico con intenti denigratori, facciamoci a capire) un quinto di chi compra un’elettrica si sia sbagliato dall’inizio o scopra che gestire una elettrica non è solo rose e fiori

  54. Io sono stracontento della mia elettrica, non tornerei alla termica… però senza poter caricare a casa sarebbe scomodo

  55. Lo studio californiano è emblematico: senza stalli di ricarica “per le strade delle città” o “ricarica wireless”, da inventare, le EV sono ferri da stiro destinati ad essere superati in corsa da altre tecnologie. Stop.

    • Lei, se permette, stravolge il senso dell’articolo e dell’indagine. Se ribaltassino i numeri cosi: l’82% di chi ha acquistato un’auto elettrica, confermerà la scelta anche in futuro, cosa direbbe? Quanti sono quelli che dopo un diesel ricomprano un diesel, dopo il metano ricomprano il metano e così via? A volte sembra proprio di parlare con il muro. Sottolineare un problema che c’è (la ricarica domestica) non toglie che l’auto elettrica sia un’espreienza positiva per la stragrande maggioranza di chi l’ha fatta. E’ così difficile capirlo?

      • Il problema non si pone “come esperienza positiva”, sulla la quale sono d’accordo, ma di una realtà per il momento non percorribile. Non è che guidando una Ferrari, la cui esperienza è sicuramente positiva, che posso pensare di estendere l’offerta per questo mezzo a tutta l’umanità! Vedremo che fine faranno le varie VW ID …l’unica sostenibile è la 500 EV per la città.

  56. A mio pare invece la tecnologia EV già oggi sufficientemente matura per molti usi, come seconda auto sicuro, ma anche come prima auto se si accetta un qualche “Disagio” per le più lunghe percorrenze mitigabile a man mano che si diffonderanno le fast.
    Invece ho il sospetto che i carburanti così detti green e auto a idrogeno siano più a finalizzati per salvare un certi centri economici.
    Quando quel “Matto” di Elon Musk è partito a fare auto EV nel 2012, la Volkswagen taroccava le sue centraline per imbrogliare i test di omologazione.
    Abbiamo anche il problema del fattore tempo, calcolano che l’atmosfera terrestre può accettare ancora 600 Gton di CO2 , il modo si sta avviando più velocemente possibile verso una catastrofe naturale, quello che possiamo fare noi piccoli consumatori è adottare le tecnologie attualmente presenti in commercio a costi ragionevoli.

    • A mio avviso invece, il problema su scala globale entra relativamente con l’adozione dell’auto elettrica. Se analizziamo la situazione su scala “nazionale” si, l’auto è la soluzione determinante e risolutiva (perdona il gioco di parole), ma guardando su scala globale ci sono milioni di cose da fare più importanti; stop al carbone, pochi ca**i; nel 2021 il carbone dovrebbe essere solo quello dolce da regalare il 6 gennaio ai bambini. Stop immediato alla deforestazione, che sia per gli allevamenti o per altre colture. Stop alle nuove estrazioni petrolifere e riduzione delle già in atto (visto che bloccare tutto dal nulla è realisticamente impossibile).

  57. A mio avviso è ancora troppo presto per passare all’elettrico di massa o si trova il sistema di ricaricare da remoto o, almeno in Italia, non se ne viene a capo.
    Trovo molto più interessante il progetto dei nuovi carburanti green già in sperimentazione in formula 1

    • Buona sera Enrico, sono ignorante in materia di carburanti green, mi saprebbe dire quanti chilogrammi di CO2 vengono emessi per ogni litro di carburante green prodotto? Ovvio che se per produrre un litro di questo carburante emetto 100kg di CO2 credo che non ne valga la pane, anzi….

  58. Mi sembra impossibile, tra quelli che conosco io nessuno ripeto nessuno è tornato indietro.

    E’ come con il metano, quando passai al metano dopo qualche settimana decisi di sostituire appena possibile anche la seconda auto……e così feci.

    Vorrei conoscerli questi qua che ripassano al termico, vorrei proprio conoscerli.

    Ma siamo sicuri che sia tutto vero e non si tratti del solito articolo sovvenzionato dagli amici dei petrolieri?

      • Ma come si permette lei di dirmi come si permette?
        La mia ipotesi non è rivolta a vaielettrico ma a coloro che hanno fatto studio.

        A me sembra impossibile che il 20% delle persone voglia ritornare al termico.
        Di persone che hanno l’auto elettrica non ne conosco una sola e sono tutte entusiaste.

        Si ricordi che io sono pro elettrico al 100%.

          • La smetta di prendermi in giro, ha capito benissimo che la mia ipotesi/critica era rivolta a chi ha fatto lo studio e non a chi lo ha ripreso per farci un articolo.

          • Non la prendo affatto in giro. Sono serissimo: non confonda l’articolo con la notiia che riporta.

          • Difatti io mi sono permesso solo di fare ipotesi sull’attendibilità della notizia (che mi sembra lunare ascoltando i feedback di coloro che la possiedono nel mio giro di conoscenze) non sull’articolo.
            Modifichi pure la parola articolo in notizia, quando ho scritto articolo pensavo all’articolo originario da chi avete preso spunto.

  59. Ho due auto, una Toyota ibrida e un’elettrica. Quando cambierò l’ibrida sostituirò anche quella con un’elettrica. Non vedo l’ora di non dover più andare dal benzinaio e di evitare tagliandi costosi. Per quanto i costi di manutenzione di una Toyota siano già meglio di quelli della Fiat Punto che avevo prima alla quale mi hanno sostituito un numero di iniettori stratosferico. ..ma ne ha così tanti!? 😉

  60. La vecchia 500 elettrica era anche poco affidabile.
    Troppi guasti e scarsa autonomia possono aver inciso sull’opinione dei proprietari.

  61. Qui si parla della California, dove passando da un pick-up 5.0 a benzina col carburante a 50 centesimi al gallone si compara l’elettrico coi suoi “limiti”. Qui in Italia con l’elettrica spendo la metà rispetto al viaggiare a gasolio, ma da noi il gasolio non costa 50 centesimi al litro. Ovvio che in quel caso converrebbe viaggiare a carburante fossile…….

    • In realtà non conviene in nessun caso viaggiare a combustibile fossile perché i danni ambientali e sanitari li paghiamo comunque sempre noi di tasca nostra.

    • solo un appunto: i V8 americani sono in stragrande maggioranza 5.7/6.2/6.4. Il 5.0 lo fa solo la Ford, che faceva anche il 4.6, e lo sta sostituendo con il 3.5 V6 turbocompresso.

  62. Articolo molto interessante. Grazie a Degli Esposti per averlo pubblicato.
    Considerazioni personali:
    1. Escludendo la nicchia delle utilitarie puramente cittadine, tutte le altre necessitato di almeno 450-500 km di autonomia reale, se vogliono vendere.
    2. Tesla ha capito tutto. Agli altri non resta che copiare.
    3. Fiat da sempre tira pacchi a più non posso. Lapo, dall’alto della sua statura morale, critica spot anti Fiat. Mi chiedo chi sia ancora il consumatore che si arrischi ancora a comprare quella marca. Accettabile solo da ventenni senza memoria storica.

    • Sono anche io “contro” la Fiat, ma ai tempi (7 anni fa) era l’unica a metano che potessi permettermi. Ho una punto (si mi ha dato un bel po’ di problemi, anche per colpa dell’officina autorizzata dove l’ho dovuta portare per mantenere la garanzia all’inizio) e quando la presi era l’unica auto sotto i 15k che avesse senso prendere. La Clio (era il mio obiettivo) non c’era a metano (solo gpl) e mi costava 19k, l’usato a metano non ce n’era in zona e auto più piccole nemmeno le guardai visto che se devo viaggiare in auto un minimo di spazio lo pretendo. Quindi era davvero l’unica soluzione. Non è solo mancanza di memoria storica

  63. bhe ad esempio bisognerebbe che a tutti i centri commerciali, visto lo spazio che occupano venisse imposto piano piano l’installazione delle colonnine nei parcheggi, che i grandi parcheggi delle metropolitane vengano piano piano forniti delle colonnine, che le zone di parcheggio tutte comincino a prevedere colonnine … il problema è che tutt’oggi è ancora tutto facoltativo … speriamo che almeno le autostrade avranno i punti ricarica entro massimo un paio di anni … anche se sinceramente non penso ci voglia chissa quale disposizione di risorse e di tempo per cominciare a mettere colonnine sulla rete autostradale principale almeno ogni 100 km … di cosa stiamo parlando???? … di uno stato che non riesce in un anno a mettere giu 80/100 stalli a 50kwh di potenza? … mha ridicolo

  64. D’accordo, da possessore di EV, sono il primo a dire che senza poterla caricare a casa di notte quando è parcheggiata, con la batteria piccola EV tenderebbe essere piuttosto scomoda, viceversa se si ha la possibilità di ricaricarla a casa, si ha la stessa praticità della termica se non superiore, almeno per l’uso quotidiano.
    A mio parere, il problema della ricarica notturna, non va affrontato con le colonnine pubbliche, non ce ne saranno mai abbastanza per alimentare le auto parcheggiate in strada di notte, ma va parzialmente risolto affrontando il problema del parcheggi condominiali, la possibilità di ricaricare nel box condominiale deve diventare un diritto che l’assemblea condominiale non può bloccare, naturalmente le spese per l’adeguamento dell’impianto e il pagamento dell’energia elettrica deve essere a carico del proprietario della EV se l’appartamento è di proprietà, se invece si è in affitto le spese di adeguamento dell’impianto devono ricadere sul proprietario dell’appartamento che verrebbe adeguatamente aiutato dalla Stato; Del resto l’installazione della colonnina aumenterebbe di un pochetto il valore dell’immobile.Intanto si comincia così.
    L’adeguamento dell’impianto consiste solo nel rendere disponibile una presa Shuko collegata a valle del contatore dell’appartamento, in molti usi la wallbox non serve va bene anche il carichino fornito in dotazione, nonostante il piccolo intervento all’impianto, ci sono ancora problemi con il condominio, a volte più per ripicche e reciproci veti per pregresse ruggini, che per questioni reali e tecniche, ecco la necessità di un intervento legislativo in materia.

    • Centrato in pieno il problema. Manca una norma chiara, non soggetta ad interpretazioni, che renda un punto di ricarica nel proprio box (o posto auto) un diritto e non un privilegio, fatte salve ovviamente, tutte le norme di sicurezza degli impianti elettrici.
      Io non me la sono sentita di fare il salto nell’EV senza ricarica domestica e, dopo un’anno di inutile attesa, ho acquistato un’altra termica (non potevo aspettare oltre). Sono un po’ pentito della scelta, perché, forse avrei potuto acquistare un EV, tamponando per un po’, nell’attesa che si sbloccasse la situazione condominiale.
      Ma se tutto fosse rimasto bloccato? Sarei finito nella casistica di cui parla l’articolo.

  65. Con la politica che abbiamo l auto elettrica italiana sarà certamente in ritardo. Nel frattempo arrivano nuove tecnologie , non tutti i mali vengono per nuocere.
    L’ elettrico non el l’ unica soluzione alla mobilità sostenibile.
    Inoltre si richiede tutto l’ approvvigionamento energetico da fonti non rinnovabili e qui cade tutto il baraccone dell’ auto elettrica sostenibile a livello mondiale.

    • Buonasera Mario, quali nuove tecnologie entro il 2030? Inoltre, se non lo sapesse, allo stato attuale il mix energetico Italiano è per un buon 40% dato dalle rinnovabili, altrettanto per gas e circa 8% da carbone. Le centrali a carbone si stanno dismettendo visto che danno più problemi che benefici, ed è previsto che aumenti la produzione delle rinnovabili. Noi come Italiani stiamo facendo la nostra parte e continueremo su questa strada, USA e Cina sembra abbiano preso anche loro la stessa strada dopo qualche anno di smarrimento. Andrà tutto diritto senza intoppi? Certamente no, ma se non proviamo neppure cosa dobbiamo aspettare, la nave che imbarca acqua e sicuramente affonderà? Se poi avremo preso un’abbaglio e nonostante il continuo aumento della temperatura globale non accadrà nulla, tanto meglio, probabilmente vivremo in un mondo con la qualità dell’aria migliore, la fatica per il rinnovamento non sarà del tutto sprecata.

      • Il 40% di rinnovabili è dato in gran parte da idroelettrico e geotermia. Eolico e solare, essendo fonti intermittenti, hanno bisogno di un backup costante dato dal nucleare che importiamo dai francesi. Se domani venisse meno, all’improvviso, l’apporto di eolico e solare, nessuno in Italia se ne accorgerebbe, dato il contributo trascurabile ed oltretutto costoso ed inefficiente. Ben diverso se dovesse mancare il nucleare importato, il termoelettrico da gas e da carbone. Fortunatamente non siamo disgraziato come la Germania rimasta al buio ed al freddo a febbraio causa blocco di eolico e solare…

        • Pubblico l’ennesimo suo tentativo di disinformazione solo per aggiornare il contatore dei sui commenti cestinati perchè impubblicabili: sono 10 alle ore 18,53. Rigurado alla disinformazione, preciso che nel primo bimestre 2021 (il più svaforevole per il fotovoltaico e il più favorevole per l’idroelettrico) le percentuali sono le seguenti: idroelettrico 40,7%, fotovoltaico 13,4%, eolico 24,5%, biomasse 16,4%, geotermico 5%. In totale le fonti rinnovabili hanno copertto il 33,5% della domanda. Nei mesi estivi, naturalmente, la quota può salire fino oltre il 50%. Su base annua nel 2021 hanno coperto il 41%. Fonte Terna

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