Home Tecnologia L’auto digitale: come, quando e perchè

L’auto digitale: come, quando e perchè

4

L’auto digitale è una sfida che espone l’industria dell’automotive a rischi ma rappresenta anche opportunità. Quali e con quali esiti? Una prima risposta è venuta dal convegno “Lezioni di futuro: l’Automotive incontra il digitale” organizzato a Modena dall’azienda di consulenza strategica NiEW.

Non bastano gli ingegneri informatici

«Non basta assumere ingegneri informatici per trasformare un’azienda in digitale» ha puntualizzato per esempio Andrea Cardinali, Direttore Generale di UNRAE, l’Associazione che rappresenta le case di autoveicoli esteri che operano nel mercato italiano. Quindi il primo scoglio nel percorso verso la trasformazione digitale, di cui l’elettrificazione non è che il primo passo, è l’acquisizione di competenze. In parte ancora da mettere a fuoco e poi formare.

«Questa trasformazione è sicuramente una sfida, ma dobbiamo viverla come una spinta per migliorare il settore e la fruizione delle tecnologie digitali per gli acquirenti» ha replicato Gianni Catalfamo, CEO di One Wedge, startup innovativa che realizza infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

auto digitale

Stravolgerà i processi produttivi

La sostituzione di gran parte delle componenti meccaniche con componenti elettriche ed elettroniche avrà un forte impatto. Stravolgerà il processo produttivo. Coinvolgerà la sensoristica, la connessione, il crescente impiego di intelligenza artificiale. Sono elementi che caratterizzano la radicale trasformazione dovuta alle tecnologie digitali.

Anche la filiera sarà fortemente impattata da questa rivoluzione. Terzisti che oggi producono cinghie di trasmissione, marmitte, radiatori, frizioni e altri componenti dovranno essere oggetto di nuove politiche industriali. Anche la concessionaria del futuro sarà radicalmente trasformata. Infatti il modello di business dovrà prevedere anche la vendita dei continui aggiornamenti che il software metterà a disposizione.

Personalizzata, flessibile, a misura di utente

Come sarà quindi l’auto digitale? Sarà dotata di funzioni applicative personalizzate, esattamente come altri device che fanno parte della nostra vita quotidiana, come il computer o lo smart phone. Piattaforme dotate di hardware e software di cui il sistema operativo, aperto o chiuso, è il fulcro.

«Oggi il sistema a propulsione elettrica è più semplice sul piano dei componenti, ma è più sofisticato realizzare ciò che serve per ottenere certe prestazioni» ha aggiunto Marco Fainello, noto ex progettista Ferrari, Executive Director & Partner di AddFor e CTO di Danisi Engineering. «In questo ambito – ha preseguito Fainello _  la digitalizzazione può aiutare: il processo per progettare, realizzare e manutenere la vettura si può avvalere tantissimo della rivoluzione digitale, e questo è tutto da inventare. Fattore cruciale sarà una maggiore interconnessione dei diversi ruoli che operano in questi processi».

Scoprire nuovi bisogni e soddisfarli

Nella successiva tavola rotonda,  rappresentanti di settori che hanno già vissuto la trasformazione digitale hanno portato testimonianze di come è stato affrontato e quali impatti ha avuto nei diversi modelli di business. Hanno portato le proprie esperienze Alberto Yates, Country Manager Italia di Booking.com, Enzo Mazza, CEO di FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, Damiano Airoldi, Founder e CEO di MagneticMedia, e curatore del Museo della Tecnologia Apple.

Ha chiuso il convegno l’intervento del CEO di NiEW, Andrea Violante. Per il settore automotive è importante, ha detto, «individuare, nel suo percorso di innovazione, quali siano i bisogni e i problemi a cui è necessario rispondere per comprendere dinamiche di mercato,  abitudini, comportamenti, criticità e opportunità che possano essere un fulcro attorno cui costruire proposizioni di valore».

— Vuoi far parte della nostra community e restare sempre informato? Iscriviti alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it—

 

Apri commenti

4 COMMENTI

  1. Tranquillo mio figlio sta facendo ingegneria informatica e a già scelto la cyber security, quindi so di cosa stiamo parlando.

  2. Aumentano le tecnologie soprattutto se connesse si dovrà lavorare in esponenziale sulla sicurezza informatica e su questo verso siamo poco allineati o meglio dire siamo in ritardo.

    • Vero ,ma ci sono aziende Italiane che sono dei punti di eccellenza nella cybesecurity , è chiaro che data la delicatezza delle discussioni mantengono profilo basso ,ma ci sono

  3. Finalmente si creeranno nuove opportunità per i giovani che sono più veloci ad apprendere nuove tecnologie ,se hanno studiato

Rispondi