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Laura, 23 anni: “Ecco cosa ci regala l’auto elettrica” VIDEO

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Laura Baccarini con Paolo Mariano: le emozioni di una millennial con l'auto elettrica.

Laura, 23 anni: “Ecco che cosa ci regala l’auto elettrica!”. Al supertest con Matteo Valenza (il servizio è in preparazione) ho avuto un ospite d’eccezione… 

Laura: papà è analitico, io la vivo più di pancia…

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Laura Baccarini, nostra affezionata lettrice, non è un volto sconosciuto ai lettori di Vaielettrico. In passato aveva già scritto della Tesla Model 3 SR di famiglia. Sabato 4 giugn mi ha fatto compagnia nella tratta Brescia – Riva del Garda del nostro supertest. E si è trattata di un’ottima occasione per ascoltare dalla sua giovane voce come vive l’elettrico una millennial come lei, nata a cavallo tra il vecchio e il nuovo secolo. Laura è la figlia di Guido Baccarini, utente molto attivo nei commenti ai nostri articoli ed estremamente lucido e analitico nelle considerazioni. Un vero amico di Vaielettrico, come tanti amici che animano il nostro forum con il loro punto di vista e, soprattutto, la loro esperienza sul campo con le loro EV. Un’esperienza utilissima a chi sta pensando ora a un’auto elettrica ed è in cerca di informazioni che vadano al di là della pubblicità delle Case.

laura
Matteo Valenza

Un test che ha coinvolto tanti amici di Vaielettrico

Quando ho pensato a una giornata di test nella quale ripetere quello effettuato con Matteo Valenza e le nostre due auto, ho pensato che ci servisse una Model 3 SR. E ho quindi chiesto a Guido se avesse avuto voglia di effettuare il test con noi. Guido e sua figlia Laura hanno accettato molto volentieri. E, inizialmente, saremmo dovuti essere quindi in quattro. Matteo, Guido, Laura ed io. Poi ci siamo fatti un po’ prendere la mano (in senso positivo) e la carovana si è allungata. Ma questa è un’altra storia, che vi racconteremo presto. Nel frattempo, nel video sopra, ecco una preview del super test, ma soprattutto la mia chiacchierata con Laura, che ci ha offerto una visione inedita dell’elettrico e molti spunti di discussione.

Laura

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85 COMMENTI

  1. Alessandro D “Non hai avuto 23 anni?” Secondo la mia (ex) segretaria no! Infatti una volta mi disse “Lei non è invecchiato, lei è nato vecchio!”. Battute a parte, io non lo avevo visto così: ho letto il titolo e mi aspettavo qualcosa di diverso. Certo, se visto con la disposizione che mi dici tu cambia tutto. Diciamo che forse una cosa del tipo “Giovane entusiasta dell’elettrico ci trasmette tutto il suo amore” avrebbe cambiato tutto.

  2. Il senso di questo articolo e del video era quello di raccontare un, mio personale, punto di vista.
    Può essere piaciuto o meno e questo non si discute perchè sono opinioni personali ma arrivare a dire che non ci vedete un senso mi sembra esagerato.
    Io mi sono divertita tanto nel registrarlo e a trascorrere la giornata con le persone che ho conosciuto e, Vaielettrico, avete colto nel segno: ho ricevuto messaggi privati di persone, anche mie coetanee, che hanno gradito il video, si sono divertite e hanno colto lo spunto di confronto.
    Per quanto mi riguarda, missione compiuta!

  3. Ho sprecato minuti preziosi della mia vita per capire cosa ci dovrebbe regalare l’elettrico. L’unica cosa che ho capito è che ci regalerà il sibilo degli inverter. Però!

    • Con tutto il più grande affetto, tra quelli che poteva scegliere qui dentro, dati i suoi gusti, lei ha scelto (perdonatemi) la persona sbagliata. Scusami Laura, sei un tesoro e nessuno si permetta di giudicare i tuoi gusti e le tue sensazioni, sia chiaro.
      Signor Astuto: certe cose diciamocele fra noi. Che ci capiamo.

      Le dico solo: non passa giorno che trovo delle novità esaltanti.
      Vedasi il gruppo motore-trasmissione della Hewland che ho postato sotto.
      Per un certo tipo di discorso che piace a noi, il colossale collo di bottiglia, ad oggi, sono le batterie.
      Risolto quello, che poco non è, la strada è in discesa e all’orizzonte si può ipotizzare roba da paura. Che farà risultare le tanto osannate hypercar che fanno oggi per quello che sono, e cioè degli inutili giocattoli da “bimbiminchia danarosi”.
      E il rumore si gestisce anche quello.

      • … aggiungo che già oggi le prestazioni delle elettriche sono inarrivabili dalle supercar a combustione … visto che una tesla model S plaid … cioe una berlina dalle linee sportive … non certo una macchina nata per la pista … fa mangiare la polvere a qualsiasi ipercar a combustione … tengono botta solo uno sparuto numero di auto che si possono contare sulle dita di una mano … con la differenza che devi pagarle diverse milioni di euro … per comprarle e soprattutto per mantenerle

        • Occhio che se con me prova anche solo per sbaglio a tirare in ballo lo zero cento come parametro fondamentale la fulmino con la scarica di una batteria allo stato solido.😂😂😂😂😂

          • Ad oggi Plaid (o ancora meglio la Rimac Nevera se vogliamo guardare auto di pari prezzo con le hypercar termiche) sono dei bellissimi dragster, ma la guidabilità non è ancora paragonabile, le batterie pesano troppo. Ma miglioreranno col tempo. Anche perché dopo averci inondato di eSUV, spero si ricorderanno di fare anche qualche auto sportiva elettrica.

            Ps più che lo 0-100 voglio il tempo sul giro al Nurburgring!

          • Beh, al Nürburgring la Giulia Quadrifoglio ha fatto solo 3 secondi meglio della Model S Plaid e la Pagani Zonda 2 secondi meglio. Lì non conta solo lo 0-100, nevvero?
            Ma non facciamone una gara: la Model S Plaid non è un’auto da pista e se riesce a fare meglio di tante Porsche e Ferrari e Lamborghini è incidentale. Nasce come berlina a 5 posti con vocazione sportiva, non certo da ipercar e al Nürburgring può fare 1 giro e poi la batteria è scarica. Era giusto per puntualizzare… che c’è anche la tenuta di strada e lo sterzo, non solo accelerazione.

          • -la Model S Plaid non è un’auto da pista e se riesce a fare meglio di tante Porsche e Ferrari e Lamborghini è… –

            Anche perchè, oltre ad avere un software degno dello Space Shuttle, comunque quella vettura c’ha qualcosa come 1000 cavalli alle ruote. Cioè, altro che secondi. Alle Porsche e alle Lambo dovrebbe dargli un quarto d’ora.
            Il messaggio che sto cercando di lanciarvi da ormai troppo tempo 😇, ed evidentemente non sono abbastanza bravo a spiegarvelo, non è tanto la volontà di minimizzare l’inequivocabile performance di certi mezzi. Anzi! È che so per certo, avendo le viste anche da sotto, che quello che vediamo oggi è una frazione di quello che effettivamente potrebbero fare le auto elettriche in un posto come il Ring e più in genere in contesti sportivi. Ci provo in un’altra maniera. Prendiamo un bel Porscettone Carrera RS e una Model S plaid. Le mettiamo in una stanzetta con le luci soffuse, tanti bei divanetti di velluto, il caminetto acceso, champagne gelato e una bella musica romantica… lasciamole tranquille a familiarizzare il tempo necessario… magari ne “nasce” qualcosa di interessante 😂😂😂

            Comunque è tutto un problema di batterie in questo momento. Quindi una cosa alla volta

          • -Ps più che lo 0-100 voglio il tempo sul giro al Nurburgring!-

            Pronti!

            https://youtu.be/zuH2uwbXUxA

            Ma in tutto questo sa cosa ho notato io che sono un tignoso? Che a inizio giro la macchina prendeva bene i 270, a fine giro faticava a toccare i 250. Avranno spremuto troppo la batteria tanto da surriscaldarla? 🙄 davvero sarei curioso di capirlo.

    • “Ci vogliono due anni per imparare a parlare e cinquanta per imparare a tacere.”
      Luciano de Crescenzo

      PS: ho tolto il resto della citazione per coerenza con la parte che ho lasciato, anche se era la più importante. Chi è curioso se la può cercare da solo, in silenzio, disturbato solo da un sibilo.

      • Scusi, ha ragione: ho anche imparato che è difficle far rispettare una tabella di marcia fatta di fermate agli autogrill.

          • Scusa Alessandro, ma tu cosa hai tratto da questo video? Io mica ce l’ho con la gentilissima ragazza, innamorata della sua auto elettrica e ci mancherebbe. Quello che non ho capito è cosa mi dovrebbe portare questo articolo. Tutto qua, non voglio fare l’antipatico, ma se mi dici che cosa hai tratto tu te ne sarei grato.

          • Un po’ di gioia, entusiasmo e tanto amore, dai… 😇🐬🌸❤

            Dai, ha 23 anni…

            Non hai avuto 23 anni? 🙄

            E poi, figli non ne hai che sono pièzz e core? 🙄😇😉

  4. Cambiamo il titolo del servizio in “Perchè non posso pagare col bancomat una ricarica” ?

    Donna – 23 anni – non invasata, parla a ruota libera di un argomento che dovrebbe interessarci (a chiunque sia qui, per odio o amore) e gli unici commenti sono relativi alla modalità di pagamento della ricarica?
    Qui ci sono tanti della mia generazione (anni 60), abbiamo figli dell’età di Laura, cosa pensano loro della mobilità elettrica?
    Noi probabilmente moriremo prima che i ghiacci si siano sciolti del tutto, ma loro, la generazione di Laura e di tutti quelli che ora sono piccoli, la vivranno, letteralmente, sulla loro pelle.

    Qualche riflessione più interessante e in tema sul come i vostri figli vivano il cambiamento climatico riusciamo a tirarla fuori?
    Perchè noi proveniamo TUTTI da termico, ma loro magari la patente non ce l’hanno ancora e sarebbe interessante sapere cosa ne pensino, non essendo condizionati quanto noi da ancestrali e inveterate abitudini e pregiudizi.

    Scusate la “paternale” ma in questo caso mi sento proprio titolato per farla.

    • Guido c’è anche un tema di equità sociale. Ti farei una carrellata delle auto che guidano i colleghi del call center parcheggiati davanti all’ufficio, madri e padri 50enni, la migliore tra quelle è quella che ha lo scotch solo sul paraurti anteriore. Quelli non possono permettersi la Panda nuova a 9000 euro, figuriamoci la ID3 o la Twingo elettrica. In questi giorni sui giornali si parla di persone che rinunciano all’acqua calda e a tanti confort per arrivare a fine mese. I grandi ostacoli al passaggio all’elettrico li conosciamo, sono il prezzo d’acquisto e i punti di ricarica per chi non può caricare a casa o lavoro. Dopotutto abbiamo o no un crollo delle vendite delle auto negli ultimi 2 anni? Segno che economicamente l’italiano non se la passa proprio benissimo.

      Ad averci la disponibilità economica, l’elettrico è già la scelta vincente. Lo dimostrano le regioni ricche ma anche i paesi ricchi: non a caso la regione col maggior numero di auto elettriche pro-capite è la Toscana (eccezion fatta per Val D’Aosta e Trentino Alto Adige dove una normativa vantaggiosa ha concentrato le sedi di molte aziende di noleggio auto) perché è una regione ricca e vivendoci lo tocco con mano. In Campania, m’ha detto qualche giorno fa un’amica, è boom di monopattini ma non perché elettrici ma perché è il mezzo di trasporto più economico in vendita.

      Cosa guardano oggi i giovani? Il prezzo perché hanno pochi soldi in tasca. Poi, certo, se hanno la fortuna di potersi permettere a 23 anni un’auto da 35000 euro, allora possono prendersi anche una ID3 base e accontentano anche l’ambiente. Ma con gli stipendi da fame di oggi e con gli imprenditori che offrono talmente poco da lamentare la concorrenza del reddito di cittadinanza, che elettrica vuoi che acquistino?

      • Autoscout è invaso quotidianamente di offerte sull’usato elettrico (non km0, vero e proprio usato) spesso sotto i 15.000, a volte al pelo dei 10.
        Ora tu so già risponderai che sono sempre tanti, ma sono meno della metà dei 35k che hai usato tu come esempio. C’è da accontentarsi? Ovvio che si, esattamente come una Panda base è accontentarsi di quello che si può comprare in ambito termico.

          • E lei ha visto il video? Perchè Laura CHIARAMENTE parla di usato, dato che un giovane alla prima esperienza lavorativa non può permettersi altro.

      • hai perfettamente ragione sulla situazione sociale, ma questo non è certo un problema CREATO dalla mobilità elettrica

      • Quindi è ora di mettere mano alla questione stipendi.
        Ne va della salute del paese e, se per far questo, “crepano” un po’ di imprenditori o supposti tali, pazienza.

        • Nonio dico che quello che pagano le aziende per i dipendenti dovrebbe arrivare ai dipendenti almeno il 70% vorrebbe dire quasi triplicare il netto in busta senza aumentare di un centesimo il carico alle imprese.

    • Guido, nessuna paternale, hai ragione. L’aspetto ambientale è stato il primo e principale motivo che ci ha spinto a prendere l’auto elettrica. Il risparmio economico è onestamente una benvenuta conseguenza, ma l’avremmo fatto anche a parità di TCO.
      Ma come ben vedi su queste pagine, (quasi) nessuno tocca l’argomento, e i pochi commenti in merito cadono nel vuoto, o si parte subito col benaltrismo. Sono qui (quasi) tutti a parlare di 0-100, autonomia di 1000km, e di come è/appare complicato ricaricare, e che sono auto solo per ricchi, e blablablabla. Credo di averlo già scritto in altri commenti, ma io nelle nostre generazioni (io sono del 1975) ho pochissima fiducia, abbiamo (noi inteso come generazione) fallito miseramente, spero solo che i giovani che stanno arrivando ci mandino a quel paese e cambino quello che va cambiato. Perchè sperare che lo faccia chi ancora rifiuta l’elettrico per cose come “il piacere del suono di un V8” è un’utopia.

      • -Perchè sperare che lo faccia chi ancora rifiuta l’elettrico per cose come “il piacere del suono di un V8” è un’utopia.-

        E se uno non rifiuta l’elettrico ma si tiene un V8 nascosto in un angolino e lo usa ogni tanto gli volete un po’ bene lo stesso?

        • Dipende dove è installato. Se è su un suv tdi lo prendiamo a sprangate e poi gli diamo fuoco, anche a costo di spargere sostanze tossiche nell’aria.
          Se è una Corvette Stingray degli anni ’60 va benissimo 😀

          • Pensavo a qualcosa di più recente, comunque molto bassa. Non certo un SUV. Tanto son sogni.

          • Allora, se la berlinetta biposto arriva dalla Via Emilia va benissimo, anche una “vecchia” 355 o 360, o anche più indietro la mia preferita, la 328. Se è invece quella cosa che han fatto a Ingolstadt per poi metterci in un secondo momento il v10 lambo (che poi da precisini teutonici mi aspettavo la rinominassero R10), fa la stessa fine del suv di cui sopra ahahahah.

          • Lasci stare per favore lasci stare… che ho un gancio a lunghissimo termine per un 355F1 di un vecchietto, usatissimo (125k km) e da restaurare che però potenzialmente verrebbe via a un prezzaccio…. Ma accio accio accio… Quello che mi frena moltissimo, cioè quando ci penso con l’emisfero razionale, è che malgrado il prezzaccio mi caccerei letteralmente in un buco nero (in senso astronomico, non esce nemmeno la luce) di spese che sì, in parte sono in grado di minimizzare con conoscenze e fai da te, ma di sicuro sempre di un Ferrari stiamo parlando… Quindi quando sento parlare di 355 mi scatta l’embolo, ma lo scaccio immediatamente.

          • anche io concordo … un V8 si puo perdonare se installato “CORRETTAMENTE” … il resto gli si da fuoco

        • Ego te absolvo a peccatis tuis in nomine COStin et DuckWORTH et Miller.
          Però solo a bioetanolo, mi raccomando!

          • Facciamo benzina pesantemente allungata con bioetanolo. Giusto per alzare a manetta il numero di ottano. 😀

          • Visto che siamo totalmente off-topic… A proposito, non è Cosworth bensì Hewland. Che se si conosce un minimo la storia della Formula 1 saprete che per lustri se il motore delle scuderie “private” era il Cosworth DFV il cambio invariabilmente era Hewland. Quindi non certo gli ultimi dei pirla.

            Guardate qui che carino?

            https://www.hewland.com/wpcproduct/hea-200/

            Manco mi avessero letto nel pensiero, è praticamente come me lo sogno. Motore in blocco col cambio, in optional due livelli di demoltiplicazione grazie a uno stadio epicicloidale. SU-BLI-ME.

            Optional 2 stage reduction
            Max Input torque – 1250Nm (MILLEDUECENTOCINQUANTAAAA!!!!)
            Max Input Speed – 20,000 rpm
            Power – ~400kW

            Ho fede, ci arriveremo, il futuro è luminoso!

      • Come se il V8 se lo potessero permettere tutti.
        E per quattro gatti nostalgici ed egoisti deve fermarsi l’Italia.
        Assurdo.

  5. -Ecco perchè non è possibile pagare in contanti o con bancomat (che per l’esercente è anonimo, a differenza delle carte di credito)-

    Mi metto in cima altrimenti si perde. E prendo spunto da quanto dice il carissimo Guido, che conferma quel poco che io so e che fondamentalmente è il centro del busillis.

    Il bancomat è “un’anomalia” tutta italiana. Di per sé nulla di grave, anzi, sta di fatto che all’estero il bancomat come lo conosciamo noi non esiste e tutti quanti hanno in tasca la loro brava carta di credito. Che fondamentalmente usano come un bancomat. Quindi ripeto, lato pratico la differenza è prossima allo zero e formalmente la differenza ve la lascio cercare su Google… Oppure la lascio a spiegare a qualcuno che sia anche un po’ più competente di me. Sta di fatto, volendo stringere all’estremo, che se il discorso è che il pagamento tramite carta di credito (e quindi non bancomat) di fatto dovrebbe essere possibile, presto o tardi tutte le colonnine si attrezzeranno per poter essere utilizzate (anche) tramite carta di credito e a un certo punto bisognerà essere più realisti del re e chi possiede l’auto elettrica andrà a finire che dovrà farsi rilasciare una carta di credito. Oltre al bancomat ovviamente. 😂
    Lascio hai più preparati eventuali altri dettagli.

    • Siamo all’offtopic più totale e non so come sia partito questo thread del bancomat su un articolo che parla di ben altro e che è anche interessante di suo. Ma vabbeh, ormai il danno è fatto.

      Alessandro qui posso aiutarti io, 2 cosette dovrei saperle. Il bancomat rispetta la normativa italiana per i pagamenti rintracciabili (e ci mancherebbe altro). Il problema per cui non si usano i bancomat (ma nulla osta al loro uso!) sono fondamentalmente 2:
      – per gli acquisti online (e quindi l’uso di app, etc.) serve la registrazione con Bancomat Pay che è ancora poco utilizzata dagli utenti e quindi questo limita molto poi la volontà dei CPO di integrarsi con questo circuito. Il problema lo si risolve se i CPO si rivolgono ad un acquirer che è già integrato con Bancomat Pay (non escludo che quale CPO già accetti Bancomat Pay …)
      – i pos (ovvero i lettori di carte, qualora vi siano colonnine che li integrano) devono sottostare ad una fase di registrazione/certificazione in più in Italia, che richiede un bel po’ di burocrazia, per poter accettare i bancomat. Usando invece i pos esteri questi sono già certificati e non vanno ricertificati (in sintesi: si fa prima). E questo è il motivo per cui società come SumUp accettano solo le carte di credito e non anche il bancomat (non hanno voluto perdere tempo a farsi ricertificare l’hardware qui in Italia)

      • Preciso: la risposta di sopra fa riferimento allo strumento di pagamento, non all’obbligo previsto dalla normativa relativo alla identificazione del fruitore del servizio. In questa veste, infatti, la preregistrazione (comunque la si faccia, anche tramite SPID volendo) resta un tema a sé.

        Esempio concreto di possibile utilizzo del servizio. Io mi registro presso la società Neogy2 (sparo un nome a caso) quindi rifornisco da loro e saldo il dovuto pagando col bancomat o tramite pos o direttamente online tramite app (e servizio Bancomat Pay). Per evitare il rischio di insolvenza, in teoria dovrebbe essere possibile (dovrei verificare ma credo si possa fare, NON ne sono sicuro) attivare la pre-autorizzazione (come fanno i distributori). Questo comporta che si predetermina l’importo massimo della ricarica (ad esempio 100 euro, congelando l’importo dal conto), parte il servizio di ricarica e poi si applica l’importo corretto che non potrà superare i 100 euro. Non sono sicuro della fattibilità di questa modalità perché, se non sbaglio, la preautorizzazione del bancomat è un processo regolamentato diversamente e quindi più complesso.

        Ad ogni modo il primo scenario è sempre possibile. Se col bancomat possiamo pagare (anche online) le bollette della corrente di casa (che è un servizio) perché non dovremmo pagare la “bolletta” della ricarica dell’auto?

        • La bolletta di casa ha, a monte, un contratto firmato con il fornitore e con tutti i tuoi dati. La ricarica dell’auto, se pagata con il bancomat, no: il fornitore riceve il pagamento dalla banca ma non ha gli elementi per emettere la fattura, che invece è obbligatoria. Hai elucubrato per 100 righe e non l’hai capito?

          • Massimo mi sa che sei tu che non hai capito quello che ho scritto.

            https://www.neogy.it/rete-di-ricarica/direct-payment.html

            Gli elementi identificativi, come ho scritto, dovrai comunque fornirli tu (o con una pre-registrazione o all’atto del pagamento). Non c’è alcuna differenza tra carte di credito e bancomat (è SOLO su questo aspetto che si concentrava la mia risposta), è solo un discorso di acquirer che deve supportare entrambi i circuiti. La mia “elucubrazione” è la risposta al post di Alessandro: non è che il bancomat è strutturalmente diverso o anomalo rispetto alla carta di credito, è semplicemente l’acquirer che non lo supporta (ed è in parte colpa della tecnologia Bancomat Pay ancora poco diffusa). Scegliendo il CPO un diverso acquirer che supporta il circuito Bancomat Pay, gli aderenti a questo circuito potrebbero pagare alle colonnine abilitate anche col bancomat (pur sottostando agli stessi “giri lunghi” a cui sottostanno gli stessi che già pagano con carta di credito).

            Versione ancora più semplice del mio post senza tutte le puntualizzazioni? Oggi non c’è più differenza tra bancomat o carta di credito, il fatto che qualcuno accetti solo le carte di credito e non anche il bancomat è solo per fatalità o perché è rimasto tecnologicamente indietro. Tutto qua.

          • Proviamo così, così è più semplice e accontentiamo anche chi vuole pagare in contanti (ora saranno tutti felici):

            http://www.ev-consulenza.it/

            “Consente di gestire fino a 8 programmi per la gestione della ricarica
            dei veicoli elettrici” […] “Pagamento in denaro contante tramite monete e banconote, oppure tramite card o chiave. Laddove previsto, è possibile effettuare il pagamento tramite carta di credito”

            Se è possibile pagare pure in contanti, ce la faccio a far passare l’idea che non c’è differenza tra il circuito della carta di credito e il bancomat pay?

            L’identificazione è un’altra cosa, non è che sulla carta di credito è inclusa nello strumento di pagamento e sul bancomat pay invece no, i 2 circuiti sono uguali (da questo punto di vista), l’identificazione la fai diversamente (ad esempio inserendo da qualche parte il codice fiscale prima di procedere al pagamento con carta).

            Sintesi: carta di credito = bancomat pay (sulla carta, in teoria)

          • Massimo Degli Esposti 6 Giugno 2022 at 20:14
            Non è lei che deve dare spiegazioni, lo stato ha deciso così punto.
            Se non va bene si fa una petizione si raccolgono le firme e si chiede un referendum, questa è la procedura in Italia.

          • Sarà che sono figlio di insegnanti, ma credo che sia giusto spiegare le cose, quando si conoscono.

          • Massimo Degli Esposti 7 Giugno 2022 at 12:52
            Si concordo, anche io insegno ma se uno non vuole arrivarci si arrangia, non è più un mio problema ma sarà un suo problema quando non ci sarà chi lo potrà aiutare nel suo compito lavorativo, o quando deciderà di andare a chiedere un aumento 🤷

          • Principio condivisibile. Applicato ai commenti di Vaielettrico significa che le cose si spiegano e si documentano una volta, si ripetono la seconda e se ancora non conta ancora, alla terza si finisce nel cestino.

        • Enzo 6 Giugno 2022 at 16:45

          # Esempio concreto di possibile utilizzo del servizio. Io mi registro presso la società Neogy2 (sparo un nome a caso) quindi rifornisco da loro e saldo il dovuto pagando col bancomat o tramite pos o direttamente online tramite app (e servizio Bancomat Pay). #

          Ma ti sei già dato la risposta da solo, nel momento che mi registro , perché mi devo registrare, ci vuole zero tempo per inserire bancomat pay, carta di credito ricaricabile e non , quindi cosa serve avere il POS sulla colonnina, con il rischio che venga manomessa per clonarti la carta.

          Tutte queste fisime per tornare al origine.
          🤷🤷

  6. I “dubbiosi” (ho in mente un altro termine ma passiamo oltre) dovrebbero un giorno spiegarmi perché due click su una app sono una cosa impossibile e inaccettabile, mentre i 6-7 passaggi necessari a fare un prelievo a un ATM vanno benissimo.

    • Eppure, ciò che frena molte persone, ancor più che problemi di autonomia, è proprio il doversi interfacciare con le colonnine.
      Io personalmente nonostante abbia key fob preferisco l’utilizzo in app, ma non ti dico quando ho fatto provare la ricarica ad amici e parenti…
      Il plug e charge dovrà essere un passaggio obbligato per facilitare la diffusione delle EV.

      • Ma non è la stessa cosa di una pompa di benzina self-service? Non mi pare ci siano pochi passaggi da fare no? Contando poi che abbiamo in mano il telefono praticamente sempre, quindi usare un’app dovrebbe quasi essere più intuitivo che non usarla.
        Certo poi penso alle scene che si vedono di chi ha in mano smartphone da 1000€ e come male li usano…

        • Non ho mai capito però perché benzina e gasolio li puoi comperare anche con i contanti o con il bancomat, mentre per gli elettroni, escluse le colonnine (prolunghe) gratuite, devi sempre dire chi sei, direttamente (con tessere e app varie), o indirettamente (Tesla).

          Per decenni siamo andati a fare “diecimila di benza” e adesso non si può più, a meno di non consegnare il proprio DNA.

          Mi piacerebbe poter mettere una banconota da 5 euro e trovarmi 10 kWh in macchina.

          • Pietà, solo oggi l’ho spiegato tre volte, e Guido altre due. Scorra i commenti ma non me lo faccia ripetere

          • …perchè fiscalmente in Italia, oggi, è così.

            Chi ti vende la corrente tramite la colonnina ti sta vendendo la corrente di… già, di chi? Non esiste un “proprietario” di quella corrente, perchè l’intera infrastruttura è collegata in rete, a differenza di chi ti vende benzina per cui il produttore è certo!
            Quindi chi te la “vende” sta in realtà effettuando qualcosa di assimilabile ad un conto vendita e LUI ha bisogno di un giustificativo per quel consumo di corrente, giustificativo che, per legge, deve essere intestato ad un soggetto identificato.
            Ecco perchè non è possibile pagare in contanti o con bancomat (che per l’esercente è anonimo, a differenza delle carte di credito) e devi essere registrato con tanto di codice fiscale o partita iva per potere “consumare”.

          • Caro E, faccia così. Si procuri un generatore di corrente. Vada dal benzinaio. Paghi in contanti la benzina e riempia la tanica del generatore. Accenda il generatore e lo usi per ricaricare l’auto:

            https://www.youtube.com/watch?v=GTCeREg_EeU

            e se qualche ambientalista dovesse lamentarsi, gli dia questo link

            https://www.youtube.com/watch?v=tw-hHggAYFM

            che dimostra che anche così l’auto elettrica inquina meno di una a benzina.

            Ovviamente sto scherzando, ma la sua considerazione è giusta. Legalmente, con la scusa del “servizio”, si è voluto dare un freno all’evasione.

            C’è anche il piano B, ovviamente. Intesti l’account ad un suo amico, gli anticipi mese per mese gli importi previsti per le ricariche e ricarichi a nome suo, usando la sua tessera. Non credo sia vietato dare la propria tessera per ricaricare l’auto ad un amico o ad un automobilista in difficoltà, ma comunque si informi, non vorrei inavvertitamente causare grane legali a qualcuno.

            Probabilmente ci sono anche altri modi, ma non li conosco. Non uso contanti da 20 anni, i miei pagamenti sono tutti tracciati …

  7. Bancomat o App (circuito chiuso/aperto)
    Effettivamente perché non posso pagare con il bancomat?
    Anche se vado da uno specialista mi sta offrendo un servizio e quello posso pagarlo con il bancomat..
    Quello che volevo intendere è questo…. Oggi giorno usiamo il bancomat per pagare ogni cosa (raramente ho dei contanti in tasca) quindi non capisco perché non si possa utilizzare un bancomat che comunque è una transazione con traccia…

    Non penso che sia per evadere..

    • In realtà è proprio per evitare l’evasione di chi dovrebbe essere l’utilizzatore finale (cioè di chi possiede le colonnine).
      Facciamo un esempio, estremo. Io, privato, faccio un contratto da 20 kW. Me lo danno senza tante storie. Poi lo rivendo tramite un allacciamento abusivo a 10 persone che hanno altrettante abitazioni abusive non accatastate o che NON hanno contratto di fornitura energia elettrica perchè clandestini (o malavitosi).
      Ovviamente io pago la corrente 0,2€ al kWh e a loro la rivendo a 0,4€.
      I gestori di colonnine devono giustificare il consumo di corrente elettrica, in altre parole. E un pagamento bancomat è tracciabile, ma solo incrociando dei dati, perchè a chi vende la corrente risulta una vendita anonima al dettaglio.
      Inoltre c’è la questione IVA: chi “vende” energia elettrica (è registrato come fornitore di energia elettrica) la vende con Iva al 10% perchè rientra nell’agevolato, chi vende una ricarica usa Iva al 22%, perchè sta vendendo un servizio che consuma energia elettrica, non la fornitura uso abitativo/affari.
      Il problema, insomma, è puramente fiscale.
      Sarebbe risolvibile? Probabilmente sì, con la volontà di farlo, che ora non vedo.

      Domanda: dato che già oggi esistono reti come Nextcharge o Duferco che sono multimarca e hanno una specie di roaming, la loro tessera funziona come il bancomat, è così diverso…? Avere una tessera fisica mi garantisce di fare rifornimento anche in caso di mancanza di connessione dati perchè viene localmente riconosciuta.
      Oppure: avere 4 APP differenti sul telefono è una scocciatura (siamo assolutamente d’accordo), ma è anche normale avere la tessera AGIP, ENI, SHELL per il rifornimento di carburante, no?

        • Non dove è gratis, perchè in tal caso non stai vendendo energia ad un utilizzatore sconosciuto, te la stai autofatturando tu (Lidl) e quindi il consumatore pagante è identificato. Dove è a pagamento serve app o tessera come qualsiasi altra colonnina pubblica.

          • Stavo per rispondere la stessa cosa 👍
            Ma Enzo è così vettuso , che non sa usare uno smartphone , o una Rfit 🤷
            E ha ancora bisogno della carta moneta se no come recicla il N..o 🙊🙉🙈

            A parte gli scherzi, ci sono 80enni che hanno imparato ad usare il PC non vedo che problemi ti crei per usare un app.

    • Paghi col bancomat ma il professionista ti emette una fattura in cui sei indicato come beneficiario del servizio che ti ha reso, quindi non sei identificato dal pagamento ma dalla ricevuta stessa.

  8. Ciao a tutti, mi sarebbe piaciuto partecipare, ma sarei dovuto partire da un paese vicino ad Erba e fermami a ricaricare prima di partire con tutta la carovana…
    Sarebbe stato interessante vedere i consumi della mia Corsa confronto a quella del Pegeaut…

    La prima volta che sarò nel Bresciano (Lumezzane o Manerbio) mi piace poter fare un test di questo tipo con voi di Vaieletrico e/o con Matteo…

    Cosa dire delle auto elettriche?
    Passando da una Austin Metro surf (anno 1986)=> a un Alfa 75 (anno1987)=> a una Punto (benzina trasformata successivamente in GPL 286.671(anno2004) , guidato per forza maggiore Mercedes classe A non mia (Anno 2020) tutte queste benzina e alcune senza elettronica… Da settembre sto usando una Opel Corsa -e avendo fatto solo 9100 cosa posso dire:
    Pro:
    facile da guidare (anche in modalità B sembra di essere sulle autoscontro ma senza la gomma di protezione e velocità molto diverse)
    Risparmio
    Grazie a varie app trovo la stazione di ricarica
    Grazie alla wallbox a controlli potenza istantanea non ho paura che salati il contatore per superamento soglia carico
    Contro
    Tornando a casa (Lambrugo – Biella / Biella Lambrugo) in giornata non ho voluto fermami a ricaricare e vedere che l’ indovinometro calava drasticamente l’autonomia ho avuto un po’ di ansia di autonomia…
    Ai scettici e chi si avvicina alle macchine EV è solo una macchina con un serbatoio un po’ più piccolo….

    Come non ricordare chi comprò la Zafira a Metano una volta finito il metano il serbatoio della benzina era solo di 5 litri… Meno di 100 km di autonomia…

    A tutti coloro che ha dubbi provatela fate dei test drive e se avete amici/famigliari chiedete di farvi da taxisti e fate un viaggio nel limiti dell’autonomia.. e vedete che restare fermi senza carica è uguale alla possibilità di restare senza carburante di una termica (soprattutto se siete quelli che fanno 5euro e viaggiano sempre con la spia della riserva accesa)

    Ciao a tutti…

  9. Mi spiace non essere stato presente, ma la mia l’ho scelta esclusivamente per uso che mi serviva, casa/lavoro, poi ovviamente il percorso si allunga di molto ma ha pur sempre un massimo di 190km se utilizzato in città, di fatti quanto faccio un salto al mare che per me significa minimo 110km arrivo con il 30/31% di autonomia al rientro visto che è praticamente tutta in salita arrivo tra il 8/12% in autostrada per le prove che ho potuto fare siano sui 18/20 kWh /100km quindi ogni 90km è garantita una ricarica, dal video sarei stato d’intralcio.

    Non vedo l’ora di vedere i risultati definitivi.

  10. Bunasera ho una jaguar i pace da ormai 4 anni. Finché resto in zona non ho problemi per ricaricare, ma appena affronto un viaggio lungo ricaricare è un dramma tra 1000 aps e problemi vari. Possibile che non si possa fare la cosa più semplice: PAGATE CON UN BANCOMAT. Grazie
    .

    • Primo: la ricarica non è un “bene”, come la benzina, ma un “servizio” che per legge deve essere fatturato. Quindi bancomat e contanti sono esclusi. Secondo: le App consentono di individuare le colonnine, di verificare se sono libere e in funzione, di raggiungerle con l’ausilio del navigatore, e anche di prenotarle da remoto. Non lo trova utile? I “problemi vari”, malfunzionamenti e abusivismo, non mancano certo, ma non li risolverebbe con un bancomat.

      • Esatto. Ma il problema non è la necessità di pagare con bancomat o carta di credito. E i problemi iniziali, con circuiti chiudi mai e senza accordi di roaming, sono praticamente risolti. A oggi la maggior parte degli operatori offrono app, card o keyfob con i quali si accede al servizio offerto dai principali operatori. Se posso darle un consiglio, preferisca le tessere o i keyfob alle app. La procedura di pagamento via app può essere alle volte estremamente (e immotivatamente) farraginosa. Quando si vuol ricaricare non si possono effettuare passaggi su passaggi e controlli su controlli. Si vuole collegare l’auto e rilassarsi.

        • No. Massimo Degli Esposti ha scritto che la ricarica è un servizio, non lo è la corrente. Non è la stessa cosa e non è lana caprina. Si paga l’infrastruttura e la corrente, non la sola corrente.

      • Discorso totalmente sbagliato
        Vorrei capire da Lei (io sono un anziano commercialista) il motivo pratico per cui non si potrebbe pagare con bancomat e/o carta di credito
        Il motivo da Lei addotto e una castroneria in termini
        Per noi utenti finali elettricità o benzina pari sono ed entrambi vengono erogati da “distributori”
        Ps in Svizzera nelle aree di servizio ove collocati si può tranquillamente fare il pieno di “corrente” e pagare alla cassa con qualsiasi titolo di credito contanti compresi
        Cordialità

        • Se è un commercialista dovrebbe essere lei a spiegare a noi perché le cose stanno così, casomai, prima di proclamare ai quattro venti che non è informato sulla vendita di corrente elettrica. Perché stanno così, non è una opinione, è la legge, italiana, la Svizzera è… Svizzera.
          Se le fosse sfuggito, in Italia la produzione e distribuzione di energia elettrica è regolamentata da apposita autorità (ARERA) che non ha equivalente per gli idrocarburi.
          Ha notato che a casa sua arriva la rete elettrica ma non quella della benzina? Proprio pari, non sono.

        • La Svizzera non è l’Italia e io non sono un commercialista. Ma so che in Italia l’energia elettrica e il gas sono soggetti a una regolamentazione particolare. Infatti possono essere venduti solamente da soggetti autorizzati. D’altronde provi a ragionare anzichè insultarmi: l’energia elettrica passa tutta attraverso una rete unica, gestita da Terna in alta tensione e da distributori locali, sotto il controllo del GSE e ARERA, in bassa e media tensione. Nessuno vende la “sua elettricità”, mentre ogni distributore di carburante vende la benzina e il gasolio del suo produttore di riferimento.

        • Buongiorno mi saprebbe dire dove ha trovato queste colonnine dove si fa il pieno di corrente e si paga alla cassa? Io vivo in Svizzera e fino ad ora non ne ho trovate, si paga sempre e solo con carta di credito. Buona giornata

      • Le app per vedere lo stato delle si possono scaricare. Ma per il pagamento tramite app, o smart card, bisogna registrarsi. Visto che il roaming non è al 100% tra tutti gli operatori, ho già accumulato 5 app e 5 carte…
        In Francia, fin dall’inizio (circa 2012) tutte le colonnine si possono attivare con la carta di credito.
        Anche il pedaggio autostradale è un servizio, o sbaglio? E si può pagare con la carta di credito.
        Se è un problema legale il legislatore potrebbe modificare la legge. Ho letto che in Germania era in discussione una legge per obbligare gli operatori dei servizi di ricarica ad installare i lettori di carte di credito sulle colonnine.
        Secondo me, oltre al risparmio (non devono installare il terminale per leggere le carte di credito) gli operatori dei servizi di ricarica preferiscono il pagamento tramite app o smart card per raccogliere dati personali sfruttabili per scopi commerciali.
        Saluti a tutti.

        • Non so come sia disciplinato il mercato dell’energia in Francia, in Germania o in Svizzera. In Italia, come ho già scritto, è sottoposto a una regolazione molto rigorosa che presuppone la fatturazione di ogni transazione. Non ho le competenze per dire se ciò sia possibile tramite carta di credito, ma in ogni caso l’acquisizione dei dati personali sarebbe inevitabile per poterla rilasciarla. Il roaming non è ancora al 100%, ma già copre il 90% dei principali operatori. E presto, penso, li coprirà tutti. Come avvenne trent’anni fa con il circuito bancomat e poco dopo con la telefonia mobile in Italia e in tutta Europa.

    • posso dire che il mio modello preferito da questo punto di vista
      è quello di Tesla ; tanto per cambiare
      si connette l’auto alla colonnina e l’addebito avviene sul conto collegato all’auto

      So che è allo studio una soluzione analoga , anche migliore , perchè funzionerà con tutte le colonnine
      da parte di Volkswagen,
      purtroppo non ricordo dove ho letto la notizia

      • E’ vero che la soluzione plug&charrge è alla studio, ma un conto è farlo in un ambiente chiuso come Tesla, una altro facendo dialogare decine di auto di costruttori diversi con decine o centinaia di operatori della ricarica.

      • Mamma mia ma perché uno deve impazzire per usare normalmente un automobile? Forse per salvare il pianeta ??? Ma viaasaa!!!!

        • Personalmente, non trovo che si “impazzisca” solo per usare un APP, inoltre, con il plug&charge verrebbe meno la possibilità di variare il gestore da utilizzare in base alle promozioni o i pacchetti…per esempio con questa formula, si utilizzerebbe la card della casa automobilistica e non juicepass o becharge ecc ecc dove si possono utilizzare promo e pacchetti!!!

    • Ragionevolmente il “plug & charge” arriverà presto: il primo che raggiunge l’interoperabilità con i maggiori provider su tutti i propri modelli avrà un vantaggio competitivo non indifferente, perché colma una delle paure ancestrali dei dubbiosi.
      Volkswagen è sulla buona strada e anche Tesla con l’apertura della propria rete si muove in questa direzione.

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