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L’Antitrust multa Dr Automobiles: “Auto cinesi spacciate per italiane”

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La DR 1.0 EV, la prima auto elettrica messa in vendita dal gruppo molisano Di Risio.
Charxcontrol

L’Antitrust ha multato per 6 milioni di euro DR Automobiles per non aver adeguatamente informato i clienti che si tratta di auto prodotte in Cina “salvo marginali interventi di rifinitura e di completamento“. L’azienda molisana si difende e farà ricorso. 

Una decisione che non mancherà di far discutere. Con quali motivazioni l’Autorità garante per la concorrenza, ha deciso di multare l’azienda molisana pioniera dell’auto elettrica in Italia, assieme alla sua controllata DR Service & Parts?

Antitrust Dr Automobiles
Lo stabilimento DR Automobiles di Isernia

Secondo l’Antitrust le due società sanzionate avrebbero “attuato pratiche commerciali scorrette“, coincise con un aumento delle vendite dei marchi DR e Evo sul mercato italiano.

Entrando nel dettaglio del dispositivo si legge: “Nelle comunicazioni commerciali Dr Automobiles ha indicato in modo ingannevole l’Italia anziché la Cina come luogo di produzione delle vetture commercializzate con i marchi Dr ed Evo“”.

L’Antirust punta il dito sull’assistenza

Per l’Antitrust ciò non sarebbe ovviamente corretto. E sottolinea come la produzione delle auto sia fatta in Asia “salvo marginali interventi di rifinitura e di completamento“.

Per quanto riguarda DR Service & Parts e DR Automobiles sono accusate di non essere state in grado di fornire “un adeguato approvvigionamento dei pezzi di ricambio e neppure una corretta assistenza post-vendita“.

Conclusione: “Questa pratica può ostacolare l’esercizio dei diritti dei consumatori, compreso il diritto di ottenere la riparazione dell’automobile e un’adeguata assistenza post-vendita, anche nell’ambito della garanzia legale di conformità del prodotto acquistato“.

Ora la società avrà 60 giorni, dalla notifica del provvedimento, per comunicare all’Antitrust “le iniziative intraprese per far cessare queste condotte illecite“.

Immediata la replica da parte di DR Automobiles, che annuncia di voler fare ricorso contro la decisione Antitrust: “La delocalizzazione in Estremo Oriente di parte della produzione delle autovetture (pratica comune nel settore automotive) commercializzate da Dr Automobiles Group non è mai stata celata al pubblico, come testimoniato da numerosi articoli di stampa e servizi televisivi, nonché dalle informazioni divulgate attraverso i canali ufficiali web e social del gruppo“.

Antitrust DR Automobiles
Massimo Di Risio

Il fondatore Di Risio contrattacca: “Incredibile, contestiamo in toto il provvedimento”

La casa automobilistica fondata da Massimo Di Risio che ne è tutt’ora presidente replica sostenendo che “le campagne advertising non hanno mai inteso pubblicizzare una pretesa integrale fabbricazione delle autovetture in Italia, quanto sottolineare il forte legame del gruppo automobilistico con il nostro Paese e la regione Molise sotto il profilo proprietario e storico”.

La nota si conclude difendendo il valore aggiunto delle attività che si svolgono in Italia ed evidenziando “le importanti fasi che si svolgono nell’HQ di Macchia d’Isernia in termini di ricerca e sviluppo, design, progettazione, aggiunta di funzionalità, rifinitura e completamento delle autovetture commercializzate. Tutti aspetti che non sono stati adeguatamente valorizzati dal provvedimento dell’Agcm“.

Lapidario il commento del fondatore e presidente Massimo Di Risio:Incredibile!!! Contestiamo in toto il provvedimento dell’AGCM che ci accingiamo ad impugnare, fiduciosi di un totale ribaltamento. L’azienda è solida ed in grado di sostenere anche una eventuale, quanto improbabile, conferma della sanzione. Continuiamo a correre, così come siamo abituati a fare“.

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19 COMMENTI

  1. Più che sull’italianitá dell’auto io avrei multato e costretto alla sostituzione delle radio che non hanno il DAB+, obbligatorio per legge Europea da un bel po’ di anni……

  2. Ma poi perché dr? Praticamente tutta la moda “italiana” e non è fatta in Cina ed India, per letteralmente due spicci, poi venduta in tutto il mondo a centinaia di euro, lo sanno tutti, e a nessuno è mai importato.
    Io non sono un fan di far fare tutto alla Cina ovviamente, ma cavolo a me sembra che Dr sia un’azienda di auto parecchio normale, a questo punto se l’antitrust fa la multa alla Dr la dovrebbe fare a tutte le aziende che lo fanno.

  3. In effetti come “scoperta” sembra, come minimo, un pochino tardiva.
    E comunque l’accusa andrebbe rivolta anche a tutti quei giornali e siti web che, specie nei titoli, hanno a lungo lasciato intendere (senza formali menzogne, come le “scienze della comunicazione” insegnano) che si trattasse di automobili italiane.
    Sempre ammesso che il concetto di automobile nazionale (italiana o francese o tedesca…) abbia ancora senso in rapporto alla realtà.

  4. Perché l’Antitrust non fa il suo mestiere e multa per evidente cartello l’è big dell’energia che tengono alti i prezzi di ricarica senza alcun legame con i reali costi all’ingrosso e fuori mercato rispetto a tutto il resto dell’Europa?
    A fronte di probabilmente nessun cliente danneggiato da DR, c’è un intero coro di guidatori elettrici che lamentano il rincaro sconsiderato della corrente… Meglio fare le pulci a DR però!

    • Infatti. Fra l’altro non capisco la questione, chi compra dr sa benissimo che auto sono, nessuno crede veramente siano italiane, ma ci sono tante altre cose che vengono spacciate per italiane e poi si scopre che sono di fattura cinese. Il discorso è che bisogna difendere a tutti i costi il cartello dell’auto sovrapprezzata, se qualcuno vuole vendere auto ad un prezzo onesto non può. Personalmente conosco solo due persone che hanno una dr e ne sono soddisfatti ciao come un caro amico che ha comprato una MG sostituendo una Toyota corolla e ne è entusiasta

  5. Perché multarli? È l’emblema dell’italica scaltrezza. Quella che piace al governo. È il Borgo Ignazia dell’automobile, dove quello che vedi non corrisponde alla realtà. Al massimo organizzi un servizio RAI per dare loro modo di difendersi senza contraddittorio, come quello di ieri sera all’agricoltore che ha abbandonato il bracciante senza un braccio, che poi è morto, senza che il giornalista Rai che lo intervistava gli chiedesse conto, ma lasciava correre la sua versione che in pratica era: “se l’è cercata”.

  6. L’antitrust dopo anni di belle e paciose dormite si è accorta che Dr Automobiles Group è diventata di fatto un cavallo di Troia in Italia per l’import di auto cinesi e forse gli ultimi accordi con Dongfeng (leggi Tiger) l’hanno risvegliata dal torpore.
    Al di la di questo letargo ciò che sicuramente va evidenziato è che la tutela verso i clienti nasce anche dal fatto che i ricambi di queste vetture hanno subito iter incredibili con tempi biblici di mesi e mesi prima di potere essere disponibili, spesso su ricambi banali e questo si è un problema anche più serio della presunta pubblicità ingannevole!

    • Poverino, non è colpa sua se, come al solito, non aveva capito una cippalippa… 🙄🤦🏻‍♂️

    • Per non parlare del signor Pasquale Coniglio, che da anni si fa beffe dell’italian sounding per dare lustro a una festa nata all’estero. ☝️

  7. Strano che l’antitrust se ne sia accorta solo ora che le DR o Evo di italiano hanno solo la pubblicità, sono anni che infiocchettano auto interamente fabbricate e pre-assemblate in Cina e rivendono poi come un vanto dell’industria molisana, forse se non avessero deciso di mettere sul mercato la DR-1 nessuno gli avrebbe mai contestato nulla..

    • La DR 1.0 non impensierisce, è venduta ad un prezzo fuori mercato. Io prima che il ministro Urso se ne uscisse con i super incentivi a meno di 19.000€ non sono riuscito a trovarla con la rottamazione che dava diritto ad un ecoincentivo di 5.000€, era più conveniente la Dacia Spring e la Renault Twingo.
      A mio avviso è solo una ripicca politica sull’italianità.

    • anche io avevo notato che la DR 1, invece di prezzarla 18-20K, la avevano messa a 25-26K, prezzo alto, da vendere poche auto e non dare fastidio ai listini prezzi di nessun concorrente più grande, evitare rappresaglie

      per cui non so che fastidio potessero dare..almeno sul modello elettrico, sugli altri modelli DR non so

      rimane da capire se c’è sostanza a motivare il provvedimento sulla mancata assistenza (ad es. su vetture in garanzia)

      mentre sul fatto che siano cinesi/italiane sembra una ripicca tra politici italiani di sfumature sovraniste diverse, o un regalino a brand europei.. non capisco

    • Voi ci ridete ma c’è una quantità enorme di gente che non lo sa e che pure di fronte all’evidenza ti dice che sono assemblate in Italia. Se ci fosse una maggiore cultura automobilistica non succederebbe. Così come la quantità di persone che nonostante tutto continuano ad acquistare auto a benzina con cinghia di distribuzione a bagno d’olio

      • E anche gente che crede nei marchi che dovrebbero essere al top ma poi non lo sono, e appena ci sali sopra senti di ogni rumore. Bisogna come dici tu non fermarsi e fossilizzarsi, ma cercare e informarsi, e questo vale per ogni cosa.

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