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L’anno zero dell’auto elettrica? Quando la Formula 1 smetterà di ruggire

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Ronaldo visita Maranello e si compra una Ferrari; la Formula 1 continua a infiammare le tifoserie con il rombo dei motori a scoppio. C’è qualcosa di anacronistico in tutto ciò. Il mondo va in una direzione diversa: quella dell’auto elettrica. Ma l’obiettivo non potrà dirsi raggiunto fino a quanto anche le icone delle quattro ruote non si saranno convertite alle emissioni zero.

di Andrea Prandi∗

Gordon Murray il designer e creatore della McLaren in Formula 1 ha dichiarato a Bloomberg che investirà circa 500 milioni di euro per dare vita a una piattaforma per veicoli elettrici (per berline elettriche di medie dimensioni e SUV).

 

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Gordon Murray, icona della Formula 1

La svolta di Gordon Murray, papà della McLaren

Anche il creatore della McLaren, grande protagonista della Formula 1 degli ultimi decenni, si spinge dunque verso l’elettrico e vede evidentemente grandi opportunità di sviluppo e crescita per le e-cars.

Che le auto elettriche siano il futuro non lo discute più nessuno. Piuttosto resta da capire se le marche tradizionali, con gli enormi investimenti sostenuti per la conversione all’elettrico e con le nuove strategie di marketing, un po’ troppo legate a vecchi stereotipi e non sempre innovative e vicine alla sensibilità di chi è interessato all’auto elettrica, riusciranno ad arginare l’arrivo di nuovi protagonisti come Murray.

Macché Formula E, ci vuole la Formula 1 elettrica

Da vedere anche quanto potrà resistere la Formula1 coi regolamenti attuali e soprattutto con una cultura ancora poco propensa al cambiamento. I motori della Formula 1 sono già ibridi. Ma l’elettrico è altra cosa. Si arriverà a una Formula 1 elettrica o ci dovremo accontentare della Formula E?

Basta abitare nella zona di Maranello per vedere che c’è molta strada da fare. Il rombo del motore Ferrari affascina ancora grandi e bambini (in questi giorni anche Ronaldo era da quelle parti) e a pochi importa quanto grandi siano le emissioni di CO2. Ma i grandi marchi finiranno per fare ció che conviene. Se devono vendere auto elettriche prima o poi decideranno di usare lo strumento di comunicazione più potente: la Formula 1.

*Andrea Prandi, autore di questo articolo, è titolare della società Smartitaly ed è uno di quattro soci fondatori di Vaielettrico.it.

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60 COMMENTI

  1. Da non appassionato, mi sembra di aver capito che il bello di una competizione come la formula 1 sta tutto in quanto rumore assordante fa, vale l’equazione piu’ rumore=piu’ appagamento.
    Il mondo cambia e si evolve a volte in meglio ed altre in peggio, sarà il tempo a stabilirlo, sono sicuro che agli antichi romani dispiacque molto rinunciare, ad un certo punto, ai “giochi” gladiatori…chissà che pena non avere piu’ la possibilità di vedere persone mutilarsi ed assassinarsi tra loro, molto probabilmente anche in questa competizione c’era molto rumore….e nonostante l’appagante frastuono, i giochi gladiatori hanno cessato di esistere….se ne sente forse la mancanza?

    • Senza voler risultare scortese, devo correggerti, hai capito male: il divertimento e la passione passano per tanti fattori, tra cui il rumore.
      Paragonare uno show motoristico ai giochi degli antichi romani coi gladiatori ed il sangue è fuori luogo. Non paragoniamo pomi e pere.

      • Gentile Edo, non si preoccupi, non ho inteso la sua risposta come scortese, sono e sarò sempre aperto ad ogni opinione/confronto.
        Il mio non voleva essere un paragone ma semplicemente un esempio (estremo se vogliamo) di una competizione che ha cessato di esistere senza impedire al mondo di andare avanti.
        A mio parere però, devo dire che non lo vedrei comunque un paragone così fuori luogo, in fin dei conti, inseriti nel loro contesto storico e culturale, i giochi gladiatori erano una competizione popolare tanto quanto, o forse piu’, di quanto non lo sia la formula uno al giorno d’oggi….
        Per il cittadino romano medio era un divertimento, così come poteva esserlo un piu’ tranquillo spettacolo teatrale, certo oggi, dopo diverse centinaia di anni, noi inorridiamo al pensiero che la gente potesse divertirsi assistendo ad una sorta di mattanza…. ma per quanto ne sappiamo, tra alcune centinaia di anni magari, i nostri pro pro pro nipoti inorridiranno al pensiero che, nella nostra epoca, ci si divertisse tanto a seguire delle rumorosissime automobili girare in loop in un circuito.

        • Il commento e’ pertinente all’evoluzione in corso nel settore dell’automotive , di riflesso anche per la formula 1.
          C’e’ da dire che essendo un non appassionato (come dichiara) non puo’ capirne (o non vuole) le dinamiche, da qui l’equazione piu’ rumore=piu’ appagamento.
          Sicuramente il motorsport evolvera’ in tal senso , essendo esso stesso legato a leggi di mercato.
          In ogni caso un confronto con pratiche in voga prima di Cristo con la Formula 1 e’ sicuramente una paragone forzato.
          La formula1 sicuramente evolvera’ verso l’elettrificazione, quando a parita’ di caratteristiche tecniche ci sara’ un evoluzione.
          Sempre se ci sara’ un interesse economico ad alimentarla altrimenti perira’ inevitabilmente.
          Piccola digressione.
          Probabilmente le emissioni delle f1 attuali nel corso di una stagione ,sono minori della somma di emissioni che viene generata dal sistema mediatico che vi ruota attorno (a tutti i livelli).

    • Il suono produce una emozione, perché negarlo. Non so se nella sua vita le è mai capitato di vedere un film per soli adulti, forse potrebbe convenire con me che è meglio guardarlo con l’audio acceso che non con l’audio spento. Sicuramente esisterà una percentuale di utenti che preferisce guardarlo in muto, ma ipotizzo sia minoritaria.

      L’audio stimola uno dei nostri sensi, l’udito: in particolare il suono basso e cupo di un motore sparato a 18000 giri motori/minuto è associato ad una sensazione di velocità e pericolo e questo genera adrenalina e cortisolo che fa accelerare il nostro battito cardiaco. Chi osserva una gara di F1 (e, in generale, chi è un amante della guida e dei motori) non lo fa con lo stesso spirito di chi vuole immergersi nella lettura dell’Amleto o vuole fare trekking in montagna: lo fa per ricevere una scarica di emozioni, per mandare il proprio cuore fuori giri.

      C’è chi si emoziona per un endecasillabo e chi per un sorpasso prima di una staccata: ma non è una competizione a chi è più figo, siamo diversi e ci piacciono cose diverse.

  2. La F1 è in crisi di ascolti: come può guadagnarne levando l’audio? È come se il cinema pensasse di risolvere la crisi delle sale reintroducendo i film muti.
    Se la F1 proprio deve essere green, allora che punti all’idrogeno direttamente nel motore tradizionale, come sta facendo Toyota: il sound resta intatto e si salvaguarda l’ambiente. Capra e cavoli! Inoltre la ricerca sul campo consentirebbe di avere serbatoi e motori ultra resistenti, ciò che serve all’idrogeno per affiancare l’elettrico.

    • Concordo, uno dei grandi problemi per il pubblico di oggi è che le F1 non fanno quel classico rombo da motore aspirato, rombo che piace ed emoziona. Gli appassionati di corse non vogliono le auto elettriche nelle competizioni, vogliono velocità, rumore e battaglie tra le vetture.
      I veicoli elettrici vanno benissimo per il trasporto pubblico e privato, le competizioni lasciamole fare rumore e casino; spero che la F1 non viri mai verso il full electric in base alle esigenze delle case costruttrici, sarebbe una rovina

  3. Vorrei solo fare notare che l’anno zero non esiste, dopo l’uno avanti Cristo c’è l’uno dopo Cristo.
    Inoltre la Tesla esiste dal 2003, quindi come minimo siamo all’anno 18 dell’auto elettrica.

    • Mai sentito parlare di “modi di dire”? Stiamo proprio a fare le pulci alle pulci!! (A scanso di equivoci, so che non é possibile fare le pulci alle pulci…anche in questo caso trattasi di un modo di dire).

  4. Su su, una bella camomilla e tutto passa. Beato te che hai certezze, non è che dando degli ignoranti agli altri tu diventi automaticamente un genio eh…

  5. Immagino una Formula 1 in cui venga data mano libera per sviluppare tecnologie come la ricarica in movimento dall’asfalto che sarebbe molto più facile da realizzare su un tracciato limitato come una pista.
    Se i costruttori volessero dimostrare le potenzialità della trazione elettrica la Formula 1 sarebbe fantastica..ovviamente se ne guardano bene dal farlo, almeno per ora.

  6. Tutte le volte i soliti post degli elettro scettici con le solite certezze preconfezionate trite e ritrite e totalmente false! Ma la gente subisce e si lascia subire il lavaggio del cervello ? Si, evidentemente si! Io incomincio ad odiare l’ignoranza, e gli ignoranti. Sarà guerra.

  7. Ma sta gente convintissima dell’elettrico lo sa quanta CO2 emette ogni volta che carica la sua auto dalla rete elettrica in Italia??? E poi adesso sarebbe il rombo delle F1 ad esaltare gli animi??? Adesso che le hanno ridotte e 1500 e con sistema ibrido che hanno un rombo da utilitaria??? Un bel suono era quello dei 3000-3500 V12-V10-V8 aspirati non certo il bruttissimo suono che emettono le F1 attuali. Ma certo capisco che chi scrive questi post non è mai stato ad un GP e inoltre è un estremista dell’elettrico e quindi ciò che dice non è credibile. La realtà, per quanto mi riguarda è che sono molto attratto dalle prestazioni dei motori elettrici, ma non avendo un impianto fotovoltaico a casa so bene che caricare un’elettrica con l’energia della rete italiana vuol dire emettere più CO2 e polveri sottili di quanto non ne emetteno le mie due Clio diesel e GPL.

    • Si delizi del rombo che preferisce, ma non dica falsità: qualsiasi auto elettrica, dovunque la si ricarichi, emette metà CO2 delle sue care auto a scoppio, e zero polveri sottili. Non sarà mica lei l’unico estremista?

      • Io che ho scritto il pezzo ho casa nelle colline sopra maranello. Quando mi alleno in bici incrocio spesso diverse Ferrari (di cui da modenese sono tifoso da sempre) e sento il loro calore a distanza sulle mie gambe, con la consapevolezza che quell’energia che mi scalda è sprecata. Vorrei tifare ancora Ferrari ma una Ferrari diversa, più amica dell’ambiente. Il ruomore è storia. Il mio primo Gran Premio live? Monza 1986. Poi ho lavorato come dirigente della Edison per 12 anni. Qualcosina di energia e di rischi per il pianeta anche. Comprendo peró i nostalgici di un mondo bello ma inconsapevole.

        • Pensiero assolutamente condivisibile.
          Aspettiamo altri articoli dalla Motor Valley in trasformazione.
          Perché non incominciare dalla Dallara Stradale Electric, dal Maserati Innovation Lab con la monoscocca bivalente della MC20 e i Folgore e dal team Onda Solare con Emilia LT?

          Grazie per l’articolo.

        • Il motore termico, energeticamente, non è niente altro che una stufa che, come effetto secondario, fa girare un albero. Sono cliente Ferrari (non so se ancora a lungo), spero solo che sappiano convertirsi come sta facendo Porsche.

  8. la formula E , parafrasando Fantozzi, è una cagata pazzesca… Non c’è confronto con la formula UNO, la formula E è paragonabile alle gare con le macchinine elettriche che si facevano da bambini…..

    • Provo a tradurre dal Fantozzese.

      La differenza delle prestazioni è imputabile al pesa in rapporto all’energia specifica, la quantità di energia per chilogrammo di materia impiegata come fonte energetica.

      Quindi benzina contro batterie.

      I combustibili fossili liquidi dispongono di un’energia specifica variabile sulla base della composizione chimica (es. la benzina pesante Basf utilizzata dalla Brabham BMW da ben oltre 1.000 cavalli), quella alla stata io e di servizio è di circa 10 kWh/kg.

      Peso e capacità delle batterie McLaren Applied Tecnologies impiegate nella Formula E sono di circa 185 Wh/kg, (ho scritto Wh non kWh come sopra), ragion per cui siamo molto inferiori rispetto al carburante.

      Per ottenere un valore di energia specifica paragonabile la Formula E dovrebbe avere batterie dieci di volte più pesanti del pieno serbatoio del carburante di una monoposto di Formula 1.

      Il peso, come sappiamo dal ”Light is right” di Chapman, è l’elemento più limitante nelle prestazioni.

      Una Formula E GEN2 pesa 903 kg contro i 752 kg delle Formula 1 con Hamilton alla guida e serbatoio vuoto. Una bella differenza a prescindere dall’imprescindibile: la quantità di energia.

      Anche gli pneumatici contribuiscono ad attenuare le prestazioni della Formula E, un’unico pneumatico all-weather per ridurre i costi.

      La tendenza con le GEN3 è di aumentare le prestazioni e l’efficienza sempre nei noti limiti tecnici imposti che prevedono lo stesso fornitore di batteria e le stesse componenti standardizzate di controllo che alimenteranno un motore elettrico di diverse progettazioni.

      • Sarò un caso, ma è stata proposta l’introduzione della gara sprint, la gara veloce di 100 chilometri nella giornata di sabato per verificare l’audience.
        Un mini Grand Prix su una distanza di 100 chilometri senza soste obbligatorie ai box sarebbe l’ideale per una Formula 1 elettrica, magari con pit stop battery swapping.
        A quanto pare qualche dubbio sulla durata standard del Grand Prix di 305 chilometri è emersa, inoltre se consideriamo che la Formula E ha corso per la prima volta nel principato di Monaco sul tracciato completo ci sono tutte le premesse del caso già a breve tempo.

  9. La Formula E, se non cambia, non può andare oltre quello che sta facendo oggi. È praticamente un campionato monomarca senza competizione tecnologica come benissimo è stato spiegato in un commento precedente da Alberto.

  10. L’anno zero? Ci sarà quando avranno costi di acquisto onesti e quando si potrà caricare le batterie senza perdere ore dovendo andare in culo alla balena x caricare. La formula 1 è il top del Motorsport x prestazioni e innovazione. La formula E ? Auto tutte uguali, motori uguali, batterie uguali, se questa è innovazione….ah, circuiti cittadini perché non potrebbero fare una gara tipo a Imola perché finirebbero la carica dei n un amen

    • Non è proprio così. Di uguale c’è solo telaio e soprattutto batterie. Il resto, compreso motore e cambio, è costruito da diverse aziende, il che porta a prestazioni diverse. Secondo me i tempi sono maturi per liberarizzare completamente lo sviluppo. Già da quest’ anno non cambieranno auto a metà gara.
      Tempo al tempo.

  11. Mah,secondo me la formula 1 diventerà elettrica quando riusciranno a fare prototipi elettrici con prestazioni superiori alle attuali e ,soprattutto,autonomie simili senza cambio batteria ..

  12. La formula E è già la Formula 1 del futuro. L’attuale Formula 1 deve semplicemente sparire. Inoltre già da molto tempo è campionessa di noia mortale

    • Bella la formula E infatti. Manco si sa chi gareggia a momenti (e lo scrivo quasi da appassionato). Capisco il volere la scomparsa dei motori termici ma anche solo paragonare formula E e F1 è sbagliatissimo

  13. La formula 1 mollerà l’osso quando non rappresenterà più la quintessenza della tecnologia, ma sembrerà invece di veder correre dei dinosauri spernacchianti. Non penso manchi molto.

  14. Non confondiamo l’ancestrale rapporto tra l’uomo e gli animali, in questo caso il cavallo, con una faccenda di poco più di 100 anni in cui l’uomo ha costruito il suo mezzo di trasporto a combustibile fossile. Questo può essere sostituito con un nuovo colpo di tecnologia. E comunque sulle corse di cavalli… commento da autentico amante della natura.

    • Ho voluto prendere i cavalli come esempio perché erano usati come primordiale mezzo di trasporto, ma è pieno di sport che nonostante siano anacronistici continuano ad attirare folle di appassionati. Parlo di tiro con l’arco, delle regate dei velieri, barca a vela, e molti altri ad esempio, tutti oggetti costruiti e sostituiti dall’uomo ma comunque affascinanti. Dunque non vedo perché una F1 che andrà a combustibili sintetici dovrebbe smettere di esistere ; anzi si parla di tornare a cubature e motori con più cilindri viste le emissioni quasi nulle che si avranno ; per attirare ancora di più gli appassionati del Motorsport più classico.

  15. sono d’accordo. la formula 1 e le ferrari da strada forse non avranno un grande impatto ambientale, ma hanno un grande significato psicologico e simbolico.
    finché non cambiano i simboli non cambia la gente.
    io ne sono consapevole perché abito in un piccolo paese dell’appennino dove si fanno ancora le corse coi trattori e i raduni delle moto e auto storiche o meno storiche.
    personalmente combatto questo rifiuto dell’inevitabile cercando di insinuare che i motori a scoppio sono obsoleti, ad esempio:
    “sai che ho comprato una macchina nuova?”
    “ma com’è? ha il motore a scoppio?”
    “certamente, che domande!”
    “allora è una macchina vecchia…”

    • Non è vecchia perchè è stata fatta da poco tempo e l’hai appena comprata ma sicuramente sarà obsoleta come tutti quelli che si comprano il diesel DTEMP e credono d’avere un motore tecnologicamente avanzato. Ridicoli.

  16. Potranno tenere l’ibrido ancora per pochi anni , io credo fino al 2026/27 dopodiché sarà un controsenso perché moltissimi costruttori avranno già avviato e venduto milioni di veicoli elettrici e la formula 1 ancora al motore che da l’esempio di sporcizia.Che esempio e pubblicità e per la gente? E come dire voi comprate gli elettrici i ricchi con i soldi potranno sempre inquinare

  17. non ho parole! confondere lo sport e la passione con l’ ecologia e dare colpe che non ha! Le nuove tecnologie decollano quando sono mature e convenienti e quelle vecchie muoiono quando divengono obsolete e/o sconvenienti. Evidentemente non siamo a questi punti.
    Peraltro pensare di trasformare la formula 1 nella sorella maggiore della ciofeca chiamata formula E, mi fa inorridire ulteriormente.

    • Le case automobilistiche usano le gare per lo sviluppo tecnologico da trasferire alle auto di serie. Oggi la maggior parte degli investimenti è sull’elettrico. Che senso ha tirare avanti con questo carrozzone di vecchiume ? Che non fa neanche più divertire nessuno (a parte quelli che godono a farsi sfondare i timpani)

  18. Penso che F1 e auto per uso quotidiano siano talmente distanti tra loro che manchi completamente un nesso, nessuno sceglie l’auto in base al vincitore del campionato di F1, quindi che vadano a benzina o ad elettroni non fa differenza nei concessionari, come non vedo la necessità di convertire di fretta le auto da collezione come le ferrari da endotermiche ad elettriche, il loro impatto ambientale globale è minimo nel mondo auto, è molto più importante convertire le auto per gli spostamenti quotidiani obbligatori che non si fanno per piacere ma per dovere e dei mezzi commerciali.

    • Sono completamente d’accordo con te, però c’è un altra cosa da aggiungere. Dal 2025 cambieranno i motori in F1 e dovrebbero diventare al 100% alimentati da carburanti sintetici, se è vero che l’attuale F1 non porta più nessuna nuova tecnologia nella produzione di serie una tale novità potrebbe permettere di preservare le auto storiche e le super sportive mantenendone l’integrità pur con un occhio di riguardo all’ambiente.

      Voglio aggiungere tre cose all’articolo:
      La prima è che dall’anno prossimo verrà introdotto il budget cap, di conseguenza i costi per lo sviluppo delle nuove vetture sarà molto meno costoso, tant’è che anche il gruppo vw avrebbe manifestato il suo interesse visto l’impegno economico tutto sommato ridotto

      La seconda è il cambio di vettura sempre dal prossimo anno, nuove vetture porteranno a nuove scoperte e si cer cherà di ritrovare l’estro delli ingegneri ormai da troppo tempo perduto, a tutto vantaggio dello spettacolo

      La terza e ultima è il collegamento totalmente sfalsato tra vetture di serie e f1. Anche supponendo che un domani la maggior parte delle auto in circolazione sia elettrica la f1 avrebbe ancora senso d’esistere. Non mi pare che non esistano più gare d’equitazione da quando l’auto ha sostituito i cavalli… Una cosa è il mezzo di trasporto, un’altra lo sport.

      • Incornicio e sottoscrivo la tua terza parte. Fortuna che qualcuno lo ha detto a quelli che blaterano di dinosauri o polli spennacchiati

      • Il budget cap è iniziato a gennaio di quest’anno.
        145 milioni di dollari, non uno di più.
        Per cui c’è stata la corsa alla progettazione delle monoposto con le nuove regole 2022, terminata a dicembre 2020.
        Le nuove monoposto 2022 ormai sono state definite a dicembre 2020.
        Chi ha dato ha dato. Adesso devi ridimensionarti e stare nel budget.
        Les jeux sont faits, rien ne va plus.

        Come ho già detto, l’innovazione del prossimo anno è aerodinamica: il ritorno alle Wing Car senza minigonne. Come fare il pesto senza il basilico.
        Assisteremo al pensionamento del fondo piatto e ritorneranno i semitubi di Giovanni Battista Venturi nelle pance con un diffusore mai visto per stabilire nuovi record di percorrenza in curva e nel diametro del collo dei piloti. Si ritornerà all’epopea della Lotus 79 di Colin Chapman che inaugurò la stagione inventiva delle Wing Car con pance Venturi ad ala rovesciata e minigonne sigillanti la depressione.
        Gli aerodinamici faranno la loro parte se centreranno le correlazioni tra fluidodinamica computazionale CFD, galleria del vento e simulatore. Avranno progettato una Wing Car efficiente e competitiva con le nuove regole. Da Adrian Newey ovviamente ci si aspetta di più.

        Gli ultimi 10 anni di Formula 1 hanno apportato limitate innovazioni tecnologiche. Rare quelle introdotte nelle vetture in serie.

        La camera di scoppio Mahle Turbolent Jet Ignition impiegata al momento solo nella Maserati MC20 Dallara con motore Maserati Nettuno V6 con bancate a 90 gradi. Questo V6 è il primo ad adottare il sistema di combustione Mahle Jet Ignition con precamera di innesco a getto che deflagra l’esplosione della camera di combustione principale.
        È un sistema questo della precamera Jet Ignition collaudato negli ultimi 10 anni nelle due modalità Passiva e Attiva che applica la tecnologia della camera di combustione dei motori da corsa su una vettura stradale di serie. Qui tutto raddoppia:
        Camera di scoppio e precamera
        Doppia candela di accensione
        Doppio sistema di iniezione indiretta e diretta
        Non basterà a ridurre il livello delle emissioni ma ad aumentare efficienza, prestazioni e i costi di manutenzione.

        Altra “innovazione” il turbocompressore disgiunto da compressore.
        La turbina e il compressore separati incastonati all’interno dell’angolazione dei cilindri collegati all’albero di rotazione. Soluzione questa che non dispone la powerunit di Maranello.

        Sull’ibrido Mgu-K e Mgu-H, ci sono stati tentativi per riproporre l’Mgu-H ed eliminare il turbo lag, come proposto da Valeo. ma l’applicazione su vetture di serie non è avvenuta.

        Per quanto riguarda il telaio in fibra di carbonio, questa è rimasta una prerogativa esclusiva delle hypercar.

        Monoposto che poco hanno a che spartire con le hypercar e nulla con le vetture di serie.

        Questo dimostra che la Formula 1 è solo un business.

        • Esattamente Alberto, anche se a dire la verità tra non molto vedrà la luce la Merdes Amg One con lo stesso powertrain preso dalla monoposto della F1. Il processo è stato lungo e faticoso, non tanto per l’impossibilità di implementare la tecnologia da corsa su auto da strada, quanto per le stringenti regole sulle emissioni che vanno rispettate.

          Concordo sulla F1 solo business, ma proprio grazie ad una riduzione dei costi ed uno spettacolo (si spera) maggiore con le nuove monoposto si tornerà ad avere un numero di appassionati consistenti. Nel 2025 nuovo motore, si vocifera il ritorno di un V8 ibrido, speriamo. Considerando che i costi verranno coperti per buona parte dagli sponsor (che finché c’è gente non hanno nessuna intenzione di andarsene), alle case automobilistiche non costa nulla apporre il loro nome sulle monoposto. Oggi i costi che devono sostenere sono enormi, ma con il budget cap come detto cambierà ed ecco che potrebbero entrare in gioco anche Porsche o Audi, non si sa ancora se come motoristi o come scuderia.
          Visto che è anni che non avviene nessun travaso tecnologico tra vetture di F1 e di serie il trend dell’elettrico non dovrebbe cambiare gli equilibri del circus.

    • Si ma questi grandi marchi prima o poi devono dare l’esempio se tutto il mondo va in quella direzione, se la formula 1 e vista da miliardi di appassionati e la tecnologia e nata e poi e stata portata anche sulle auto comuni come esempi da seguire anche la formula 1 dovrà a fine decennio adeguarsi

  19. Non sono d’accordo…
    La passione motoristica ha ancora ragione d’essere, passa sopra a ragionamenti di opportunità legati alle spinte ecologiche.
    Per assurdo, potremmo essere in un mondo totalmente elettrico ma con una F1 ancora con pistoni e belle.
    Oltretutto, rispecchia l’impossibilità, stante l’attuale tecnologia, di avere una mobilità totalmente elettrica; è una transizione.
    Detto oggi siamo andati a provare la nostra futura auto (elettrica)…

  20. Io ho comprato una ev e ne sono soddisfatto ma questo non vuol dire che l’elettrico sarà necessariamente l’unico futuro.
    Sicuramente la conversione prima o poi avverrà anche per la F1 ma semplicemente quando non ci saranno più campi applicativi nell’ automotive .
    Sinceramente vedo veicoli in circolazione che mi chiedo come possano aver passato la revisione e tra l’altro molti sono mezzi commerciali.
    Per non parlare poi dei mezzi pubblici.

  21. Comprendo che il potenziale della Formula E sia in grado di influenzare il sempre più ampio mercato dei veicoli elettrici e che possa indurre molti a considerare l’acquisto di veicoli elettrici.
    Molti ritengono che se la Formula E fosse realmente in grado di apportare miglioramenti tecnologici ai veicoli elettrici, allora anche le altre opinione negative sui veicoli elettrici migliorerebbero.
    Capisco anche che ai più, la Formula E possa venir identificata come un miglioramento della sostenibilità degli sport motoristici, essendo in grado di aiutare la diffusione dei veicoli elettrici, migliorandone l’immagine, la percezione, la tecnologia e le infrastrutture ad essi connesse, ma la Formula E è prima di tutto un business.
    La Formula E è un affare di Alejandro Agag.
    Telaio unico ed uguale per tutti, realizzato da un solo produttore, Dallara per Spark Racing Technologies che aggiunge sospensioni, carrozzeria ala anteriore e appendici aerodinamiche posteriori.
    Battery pack McLaren Applied Technologies uguale per tutti.
    Il costruttore rappresentato nel team, pintato sulla carrozzeria deve solo aggiungere il proprio motore elettrico, l’inverter, il cambio e gli scambiatori. Basta. Tutto qui.
    Le monoposto elettriche sono la formula più vincolata mai vista. Per favorire i sorpassi vengono elargiti 35 kW in più, al pilota più votato dagli spettatori.
    Improbabile che dalla Formula E si sviluppino le nuove tecnologie EV.
    Molto interessante l’allestimento dei circuiti cittadini. Il vero punto di forza dell’affare Agag: porti l’evento nelle città europee garantendoti migliaia di spettatori che già sono lì e non devono spostarsi in circuito.
    Sull’energia elettrica prodotta dai generatori endotermici alimentati dal residuo biodiesel che ricaricano di nascosto gli JuicePump stendo un velo pietoso. Non potevano produrla dall’idrogeno prodotto attraverso l’idrolisi utilizzando fonti rinnovabili?
    Questo dimostra che prima di tutto è un affare economico e non una sfida tecnologica dove si fa ricerca libera ed indipendente.
    Ciò nonostante il ritmo di sviluppo della tecnologia elettrica è incredibile, le monoposto elettriche sono in grado di andare sempre più veloci consumando meno energia ma non è una formula tecnica libera ed indipendente.

    • la formula E è nata vincolata per potersi sviluppare senza costi esorbitanti, cosa che sta lentamente facendo declinare la formula UNO. Quando ero ragazzino c’erano molte squadre tanto da dover fare le prequalifiche del giovedì. Da quanti anni non si riempie più una griglia da 26 vetture ?
      Inoltre la formula E sta progressivamente , seppur con parsimonia, togliendo vincoli. col tempo sarà la nuova formula 1 in tutto e per tutto. Per quanto riguarda i sorpassi…beh..le F1 di oggi devono avere il circuito giusto (quindi Hungaroring NO !) e non avere il filo d’aria rovinato da qualcuno che sta davanti altrimenti apriti cielo..

      • Per questa ragione verranno introdotti i semitubi di Giovanni Battista Venturi nelle pance a creare quella deportanza che oggi viene generata prevalentemente dall’ala e l’alettone.
        Un’innovazione aerodinamica questa che risale al 1978 ad opera di Colin Chapman, Martin Ogilvie e Peter Wright.
        La Formula 1 ritorna al passato senza minigonne.

  22. sono alquanto confuso, che serve una formula 1 eletrica?
    meglio se rimanga con il termico, sono gare non badano all’ambiente questo

  23. È fondamentalmente sbagliato proporsi costruttore di vetture sportive di serie concorrendo in Formula 1.
    È chiaro a tutti che un team di Formula 1 è l’espressione di una ricerca finalizzata a se stessa, determinata a vincere per guadagnare soldi e non indirizzata alle vetture di serie, tantomeno sportive.
    La Mercedes Benz d’Inghilterra era l’emblema di Petronas, ora sta diventando Ineos che a breve rileverà il team.
    Red Bull è forse considerata l’espressione tecnologica di una bibita energetica?
    Non direi, è l’espressione pubblicitaria di una bevanda energizzante che ha individuato negli sport estremi il target principale.
    La Scuderia Ferrari è l’espressione della Ferrari S.p.a. o celatamente e poco efficacemente a causa delle restrizioni legislative, rappresenta ben altro?
    La Scuderia Ferrari è l’emblema di Philip Morris International Inc. che purtroppo vi investe sempre di meno. I risultati li constatiamo nelle competizioni.
    Alfa Romeo è il paradosso.
    È un team, la Sauber che esprime la pubblicità di un concetto di sportività automobilistica del passato di una famosa casa automobilistica che non esiste più e che è un brand. Uno dei tanti di un’impresa multinazionale di diritto olandese produttrice di autoveicoli nata dalla fusione tra PSA e FCA.
    Questa è la Formula 1.
    Non ha più nessun rapporto con il passato. Anche se qualcuno vuole farlo credere.
    Può piacere o meno, ma è questo modello di business.
    Lo sanno tutti.

    L’evoluzione tecnologica della Formula 1 non esiste. Da anni stiamo assistendo a un’involuzione che rende impossibile quelle rivoluzioni tecniche alla Chapman che costellavamo l’epoca stellare della Formula 1.
    Il motivo è semplice: il regolamento tecnico.
    Il colpevole: la FIA Federazione Internazionale dell’Automobile.
    Anni fa le regole tecniche erano un’ampia cornice dove spaziava l’estro creativo dei progettisti più geniali ed intuitivi.
    Oggi l’importanza e l’esorbitanza dei budget dei team di Formula 1 deve necessariamente dipendere dagli introiti dei diritti televisivi e la FIA ha dovuto restringere sempre di più le regole tecniche per assicurare un confronto più serrato al fine di assicurarsi un maggior numero di spettatori. Ma ha ampliamente fallito, il motivo lo conosciamo tutti.
    Nessun costruttore o team che dipenda da altrui powerunit ha il coraggio di rischiare di intraprendere una nuova ricerca e provare anche un solo nuovo concetto tecnico perché qualsiasi riduzione di prestazione comporterà una penalizzazione finanziaria insostenibile.
    Completa il quadro fallimentare la figura dell’ingegnere che affina la ricerca aerodinamica ed elettronica, così come indirizzate dal regolamento e che non può più, come ai tempi di Colin Chapman e Gordon Murray, inventare nuovi rivoluzionari concetti tecnici.

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