Home Vaielettrico risponde La wallbox è uno spreco/3? Guardate cosa mi è successo

La wallbox è uno spreco/3? Guardate cosa mi è successo

54
CONDIVIDI
wallbox spreco

La wallbox è uno spreco? L’interrogativo continua ad appassionare e dividere i nostri lettori che ci sommergono di commenti e di mail. Ma Arone fa molto di più e ci racconta la sua esperienza personale in ormai dieci anni di familiarità con la ricarica domestica di auto elettriche. Una testimonianza che dovrebbe far riflettere.  Ricordiamo che i quesiti vanno inviati a info@vaielettrico.it.

Paolo Mariano mostra a presa schuko messa a disposizione dal parcheggio Borgospesso, nel centro di Milano

 

I miei dieci anni in auto elettrica

Buongiorno a tutti, sono Aronne e sono un vostro affezionato lettore; seguo tutti i giorni i vostri articoli, soprattutto quelli riguardanti i veicoli a emissioni zero.

Volevo entrare nel dibattito ‘wallbox si o wallbox no’ e se instrallarla sia uno spreco.
Da veterano e pioniere della mobilità elettrica – nel 2012 con Renault Twizy, poi nel 2018 BMW i3 range extender (veicolo fantastico), a seguire nel 2020 VOLKWAGEN  e-up 36kw ed infine una Hyundai Kona da 64kw che possiedo tuttora e con cui ho potuto staccarmi definitivamente dai motori termici grazie all’ottima autonomia   sono arrivato ad una conclusione.
Questa: una persona come me che arriva a fare una media dai 50 km ai 150 km al giorno, in teoria e in pratica potrebbe fare a meno di avere una wallbox x ricaricare il veicolo. Ma,il problema a mio avviso non sta nella tempistica della ricarica, quanto nella sicurezza della ricarica.

Per quattro volte ho rischiato un disastro

Con tutti i veicoli posseduti ed elencati nelle righe precedenti, caricandoli con la shuko, ho ‘colato’ tutte le spine dei carichini  sia le prese in cui erano inserite, come si vede anche nella foto in allegato.
wallbox spreco
Ecco come si è ridotta la presa di Arone dutante la ricarica della sua Hyundai Kona elettrica
E l’ultima, quella della Hyundai, poteva risolversi in un disastro se per fortuna non fossi stato in casa quando è successo il fatto, il che mi ha permesso di staccare la corrente ed evitare dei grossi danni. Merito anche del veicolo che  mi ha avvisato con una notifica sul cell.

Mille euro di wallbox, ma quale spreco?

Quindi dopo la quarta ed ultima volta ho capito che 1.000 euro di wallbox sono una cifra irrisoria,  non certo uno spreco, a fronte di tutto quello che si potrebbe rischiare. E in più per uno che usa il ‘carichino’ è di una comodità indescrivibile arrivare a casa e non dover estrarre cavi dalla macchina: tutto è a portata di mano, come far benzina, e con dei tempi di ricarica molto di più che dimezzati.
Poi, avendo 6 kW di fotovoltaico con la wallbox riesco ad immettere nel picco di produzione 5 kw all’ora di energia, che altrimenti andrebbe venduta al GSE se stessimo caricando a 1,6 con il carichino.
wallbox spreco
Fotovoltaico più auto elettrica: un connubio perfetto
Un’altra considerazione…chi passa all’elettrico con coscienza di tutti i suoi difetti (pochissimi) e pregi (un’infinità) non riesce più a tornare indietro, crea dipendenza!!!
TUTTA LA VITA IN ELETTRICO!!Aronne Fagiani

Mai sottovalutare i rischi a lungo termine

RISPOSTA- Grazie Arone per aver confermato quello che andiamo dicendo da tempo: la ricarica di un’auto elettrica non è un’operazione banale.
Le auto elettriche sono estrememente energivore. E le basse potenze richieste, simili a quelle di un normale phon, non devono farci sottovalutare lo stress al quale  viene sottoposto l’impianto elettrico in ore ed ore di ricarica continuativa.
Il “carichino” mobile con presa shucko in dotazione alle auto, quindi, è un dispositivo da usare saltuariamente in casi di necessità. Ma non è consigliabile adottarlo sistematicamente. Per un impiego quotidiano è indispensabile provvedere a un impianto fisso dedicato, che comunque ha un costo. Più basso per una presa blu industriale, più alto, ma non di molto, per una wallbox.

I tre plus della wallbox: comodità, velocità, integrazione

La quale wallbox, peraltro, come sottolinea lei, è tutt’altro che uno spreco. Offre vantaggi aggiuntivi in termini di comodità, velocità di ricarica e possibile integrazione con gli altri dispositivi domestici.

LEGGI ANCHE: La wallbox giusta? Trovala sul nostro Listino intelligente

– Iscriviti alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico-

Apri commenti

54 COMMENTI

  1. No, non mi arrabbio. Non è miracolata, la differenza sta nel fare le cose consapevoli di cosa si sta facendo. Purtroppo internet da l’illusione che sia tutto facile ma non è così. Lo studio, la conoscenza, l’esperienza sono cose che una persona si porta dietro. Ho comprato auto a benzina, diesel, adesso ho una ibrida hev e una ev. Ho il fotovoltaico. Ogni qualvolta che faccio qualcosa mi documento bene, non mi piace il rischio inutile. Comunque nel caso specifico posso dire di essere abilitato a rilasciare dichiarazioni di conformità per impianti elettrici quindi continuo a fare le cose con la testa e tutto funziona

  2. Ìntegro qui il commento che avevo lasciato nella parte 1:
    noi usiamo l’icdp o carichino per ricaricare la nostra twingo EV, perché carichiamo 1 volta a settimana, non tutti i giorni….
    Ovviamente ho provveduto a far aggiungere una linea, di adeguata sezione, protetta da suo differenziale con terminale una presa industriale mono (blu).
    Questo dovrebbe metterci perfettamente al sicuro contro guasti come quello della foto, evidentemente non adeguato al carico che deve sopportare. Poi ovviamente se il carico di lavoro fosse maggiore (ogni giorno da ricaricare) la wallbox la metterei eccome…
    Ma in questo modo ho speso 300€ contro una spesa di 800/1000€. Quando avrò il FV, una wallbox con gestione dei carichi come quella descritta prima da altri

    • Come avevo scritto alla redazione serve una formazione a chi acquista una elettrica, io ho 2 conoscenze e mi son rifatto l’impianto in modo potesse reggere i 16ah e carico a 10ah per 4,5h alla volta, ma provate a tenere acceso il forno per 10 ore e il 90% delle prese si scioglieranno…
      Caricare 10 ore a 3,5kw su un impianto domestico è da ignoranti (nel senso buono di “persona che ignora”), non serve una wallbox, serve un cavo con sezione da 4mm e presa adatta, anzi se vi mette una wallbox “ammiociggino” rischiate di bruciare pure quella.

  3. Porto la mia esperienza. Box in condominio e impianto elettrico del box allacciato al mio contatore. Io carico a 8A col carichino. I cavi hanno sezione più che adeguata, sono protetti da interruttore da 10A con bobina di sgancio a mancanza per i vigili del fuoco come da normativa. Non ho mai rilevato surriscaldamenti. Ho chiesto preventivo per una wallbox che tramite misura di assorbimento del resto della mia utenza modulasse la potenza della ricarica. Nonostante la situazione impiantistica favorevole (passerelle per i cavi, nessun foro da fare) i preventivi chiavi in mano vanno da 2400€ fino a quasi 3800€. Il problema non è la wallbox in sé ma tutto il resto, cavi, mano d’opera etc. Attenzione, 2400€ facendo l’analisi del preventivo é un prezzo più che onesto. Sono nel settore dell’energia e un po’ i costi li conosco. Attendo con interesse il decreto attuativo, ma francamente per me al momento la wallbox non è una priorità; fra l’altro ho la possibilità di caricare gratuitamente al lavoro. Credo che se possibile sia sempre meglio installarla, ma dipende da che impianto si ha, da quanto si carica, etc. Saluti.

    • ATTENZIONE Dario : se il tuo box, come affermi, è sottoposto al Certificato Prevenzione Incendi dei VVF : è VIETATO USARE IL CARICHINO !
      La normativa richiede espressamente un sistema di ricarica in modo 3 o 4 mentre il carichino è in modo 2 per maggiori info vedi https://www.vigilfuoco.it/allegati/PI/DisposizioniGeneraliPI/COORD_C_05_11_2018_n_2_RICARICA_AUTO_ELETTRICHE.pdf
      Per risolvere ti basta collegare direttamente una WallBox ai fili esistenti e regolare la WallBox con una corrente di carica di 8 A.
      Ciao da Paolo
      PS Il più noto produttore di auto elettriche vende la sua WallBox (compatibile con tutte le auto) a 500€ iva e trasporto compresi

      • Attenzione caro Paolo la prescrizione che kei indica è relativa alla realizzazione di una STAZIONE DI RICARICA… si kegga la definizione di stazione di ricarica nel documento medesimo e si accorgerà che non è un punto di ricarica in un box a neno che per realizzarlo non ci sia stato bisogno di un nuovo allaccio alla rete pubblica (contatore e relativo contratto).
        Qui si sta parlando della realizzazione di un punto di ricarica in un box già servito da una fornitura elettrica adeguata che è ben altra cosa dalla realizzazione di una STAZIONE DI RICARICA.
        Fatta questa doverosa precisazione nel caso di specie per la sicurezza reputo sarebbe stato preferibile istallare una presa industriale monofase da 16 A al posto della presa Scuko + sezionato da 20 A: il costo sarebbe stato probabilmente anche jnferiore ma con un livello di sicurezza nettamente maggiore.

        • se la presa industriale è da 16A
          anche il sezionatore , meglio magneto termico differenziale deve essere max da 16A, in modo che scatti in caso di guasto o corto
          e il cavo deve essere dimensionato per più di 16A
          4 o 6 mmq

          altrimenti torniamo alle prese bruciacchiate della foto in questione

          P.S.
          io adesso carico fino a 16 A con un “carichino” che entra con il cavo direttamente in un quadretto stagno tramite pressacavo

          l’oggetto in questione veniva venduto con spina industriale blu da 16A e adattatore per shuko
          io ho preferito eliminare completamene la spina e trasformarlo in
          “wallbox” fissa a costi dimezzati
          e con tanto di mini contatore di prelievo

    • quoto e straquoto
      se dobbiamo preoccuparci di una presa che nominalmente regge 16A e la proteggiamo con un magneto termico da 10A siamo messi male anche con qualsiasi elettrodomestico in casa

      la situazione della foto potrebbe accadere anche con il più costoso dei wallbox
      un cattivo serraggio di un cavo o un sottodimensionamento del cavo
      potrebbero creare il problema di cui sopra

      il consiglio che do sempre
      è verificare le temperature dei cavi ,del quadro e della presa, dopo qualche ora di carica
      meglio con una termocamera
      che sia un carichino o un megasucazzolawallbox

      my due cent di “shit happens”

  4. Quante banalità scritte. L’impianto deve essere a norma per reggere gli ampere richiesti dal carichino. Il mio carichino arriva a 13 ampere il mio impianto dovrà reggere questo carico. Per montare la più semplice delle wallbox si parte da un minimo di 24 ampere sulla rete di casa, lo stesso discorso dovrebbe essere fatto anche con il carichino alla massima potenza.

  5. Io credo che sia sbagliato far passare il messaggio che si può caricare una macchina elettrica semplicemente attaccandosi col carichino ad una presa di casa, perchè banalizza questa operazione e la maggior parte degli utenti non si chiederà mai in che condizione è l’impianto elettrico a monte della presa che sta utilizzando. , Per la sicurezza è importante che la presa industriale o la wallbox siano provviste di adeguata protezione e che l’impianto elettrico a monte sia fatto con cavi di sezione adeguata che partano direttamente dal contatore. Che poi si decida di ricorrere ad una wallbox o ad una presa industriale dipende dalle esigenze di ciascuno. Io ho fatto installre un wallbox ancora prima che mi arrivaase l’auto elettrica (causa ritardi nella consegna della macchina) e dopo un anno ho riscontrato i seguenti vantaggi:
    1 ) la wallbox provvede al bilanciamento dei carichi dell’abitazione, io arrivo a casa, collego il cavo alla macchina e non devo preoccuparmi che possa saltare il contatore se mia moglie sta usando elettrodomestici energivori.
    2 ) posso impostare la ricarica in orari in cui la corrente costa meno, e se la macchina è in garage di giorno posso utilizzare solo l’energia dell’impianto fotovoltaico.
    3 ) la wallbox mi ha permesso di aderire alla sperimentazione ARERA ed ottenere la fornitura a 6 kW di notte e nei giorni festivi, quindi posso caricare a potenze più elevate riducendo le perdite in fase di ricarica.
    4 ) posso utilizzare tutta la potenza dell’impianto fotovoltaico e questo è importante perchè l’impianto produce molto nelle ore centrali della giornata e quindi è conveniente ricaricare velocemwnte in quelle ore.
    5 ) non devo togliere e mettere cavi nel baule, quindi evito di sporcarmi e di sporcare il baule della macchina.
    Questi vantaggi valgono il costo della wallbox? Ognuno può fare le sue valutazioni e scegliere di conseguenza. L’importante è caricare in modo sicuro, facendo controllare l’adeguatezza dell’impianto elettrico e della presa che si sceglie di utilizzare.

  6. Io però così inizio a confondermi xké nell’articolo si parla del fatto che sono stati fusi anche dei carichini ..o almeno mi sembra di aver capito questo. Quindi vi chiedo: (ipotesi) dando x scontato un impianto elettrico ed una presa industriali perfettamente installati ed a prova di qualsiasi carico, se caricassi tutti i giorni con il carichino agli amperaggi preimpostati (di solito hanno un paio di opzioni di potenza di carica), rischio alla lunga di fondere questo benedetto carichino si o no?

    • Il CD carichino viene fornito per la ricarica occasionale, teoricamente il suo utilizzo dovrebbe essere di fare saltuariamente brevi rabbocchi, non caricare totalmente una macchina.

      Io nel dubbio i miei due li ho archiviati in garage, se mi servisse andare da qualche parte dove potrei averne bisogno valuterei se metterli in auto o meno

      • Nell’articolo si parla di: “..sia le prese dei carichini, sia le spine in cui erano inserite..”, quindi mi sembra di capire che abbia “colato” come dice lui, anche dei carichini. Ad ogni modo grazie a chi ha risposto. A me la macchina arriverà entro un annetto e nel frattempo ho già preso appuntamento con l’elettricista x adeguare la linea a monte della presa nel mio garage, poi per quanto riguarda wallbox o carichino, ho visto che ci sono wallbox a partire da poco più di 500€, mentre per il carichino almeno un 150 dovrei spenderli ..a questo punto mi sa che adeguato l’impianto mi installerò direttamente una wallbox e buona notte..

    • Massimiliano,
      non tutti i “carichini” sono uguali. Quello di Tesla, ad esempio, permette la ricarica in monofase fino a oltre 7 kW (32A con 240V) in totale sicurezza: ovviamente solo se attaccato ad una presa industriale interbloccata da 32A con a monte impianto adeguato, lo stesso che faresti per una Wallbox.
      Ci sono invece carichini che reggono fino a 10A (2,3kW): questi sì che sono di emergenza e probabilmente non dimensionati per utilizzi continuativi di anni.
      In pratica occorre leggere cosa dicono le istruzioni allegate, prima di una qualsiasi generalizzazione.
      E indiscutibilmente, l’impianto a monte della presa a cui lo si attacca DEVE essere adeguato e certificato (nel senso di almeno “validato”) da un professionista.
      Perchè è vero che le elettriche si incendiano meno delle termiche, ma i garage….

      • Grazie per la risposta Guido, tutto chiaro ma resto dubbioso sulla convenienza economica del carichino; illustrando le 2 opzioni principali (dando per scontato per entrambe un impianto “a monte” fatto a regola d’arte), avrei:
        OPZIONE WALLBOX: guardando varie recensioni e/o comparazioni ho visto che ce ne sono di molto buone già a poco più di 500€, l’altro giorno leggendo un maxi confronto tedesco di 12 wallbox, al terzo posto cen’era una da 599€.
        OPZIONE CARICHINO: visto che è un’opzione più “a rischio” non prenderei un “entry level” ma uno buono con un paio di opzioni di potenza di carica, quindi facciamo circa 250€, ai quali aggiungere qualche decina di € per la presa industriale ..e x finire x 50-70€ ci sono degli ottimi smart meter da quadro elettrico di quelli che si montano sulla rotaia che sta nei quadri elettrici, in questo modo avrei per pochi € un sacco di opzioni smart, compresa una app dedicata in grado anche di esportare statistiche, inviare notifiche ecc.. In totale arriviamo a circa 350€..
        A questo punto saremoa 250€ dalla wallbox, quindi mi sa che andrò per quest’ultima.

        • Mi ero dimenticato un pezzo (che davo per scontato, ma non lo è): il mio discorso “carichino” vale se è dato nelle dotazioni comprese della macchina (come nel caso di Tesla), perchè se deve acquistarne uno a 250€… allora sì, consideri che la Wallbox Tesla (con WiFi e gestita da App) costa 530€ Iva e spedizione compresa…
          E l’altro discorso che ho dimenticato: dipende anche da cosa è in grado di fare l’auto in autonomia, cioè se è in grado di programmare la carica e/o la potenza di carica o deve essere demandato alla Wallbox.
          Quindi: se non in dotazione e si ha una macchina o si pensa che si potrebbe acquistare in futuro un modello base senza funzioni, allora sicuramente Wallbox. Diversamente non è strettamente necessario.

  7. La wallbox può essere uno spreco, per chi non ha esigenze “particolari” di ricarica. In fin dei conti l’ IC-CPD o “carichino” è una wallbox portatile, sicuramente con meno funzioni, ma le differenze sostanziali son poche.

  8. A proposito, qualcuno ha avuto aggiornamenti sullo sgravio dell’80% di wallbox e installazione?
    Sì può avere e come?
    Con quello non c’è storia… 500e di wallbox Tesla (pure controllabile via WiFi) che diventano 100 euro, con cavo da 7mt incluso pronto all’uso, differenziale e magnetotermico, già pronta per monofase e trifase fino a 11kW (per il futuro)… A montare la presa blu costa già di più.

    • L’incentivo all’80 è stato deliberato con un decreto pubblicato il 4 ottobre in Gazzella Ufficiale. Mancano i regolamenti attuativi con la data per la presentazione delle domande. Solitamente tardano una quindicina di giorni, ma in questo caso siamo a quasi due mesi.

  9. Bah, come al solito e’ sempre una questione di buon senso. A quanti A caricavi quando hai fuso quelle 4 prese? Io da 2 anni carico abitualmente la mia Kona 64 col suo carichino, da una normalissima shuko, ma rigorosamente ad 8A, non oltre! Sufficienti per le mie attuali esigenze. Un domani che dovessi aver bisogno di caricare chilometri piu’ velocemente non mi sognerei di aumentare gli A da quella shuko, passerei ad una presa industriale, se non direttam ad una Wb.

    • Le prese civili da “16A” reggono un carico continuo di massimo 9A circa. E lo si sa già da anni. Mi dispiace che non lo specifichino come succede per le prese industriali, dove scrivono es 16A 6h

      • Questa teoria da dove arriva? Non che io faccia testo ma sono due anni esatti che carico la Twingo a 16A col carichino, presa shuco a muro ad oggi ancora perfetta. La presa la ho installata nuova quando ho comprato l’auto, la linea è da 10 mmq, morsetti serrati bene e soprattutto il carichino è sempre con la spina infilata nella presa, non faccio stacca e attacca ogni volta perché così facendo si consumano i contatti. Per togliere la corrente uso un sezionatore da 20A messo a monte della presa. Come detto dopo 2 anni tutto ancora come nuovo, speso per il carichino 116€.

        • Sono sinceramente curioso di sapere come è stato possibile inserire tre fili da 10 mmq nei morsetti della schuko, che hanno dei fori larghi grossomodo un terzo di quella sezione.
          Mi perdoni la licenza, ma a occhio è una cosa che neanche Rocco Siffredi. 😇🤭

          Detto questo, bellissima cosa l’abbondanza. Ma 10mmq per 16 ampere è davvero troppo ridondante. Non che possa creare chissà quali problemi, ma già 4 mmq è molto più che sufficiente. La normativa per i 16 ampere prevede 2,5 mmq, con 10 mmq può teoricamente servire comode 4 postazioni da 16 ampere. Se non di più.

          -Per togliere la corrente uso un sezionatore da 20A –

          Sezionatore o differenziale magnetotermico? Sono due cose del tutto differenti, e non è male prevedere entrambe.
          Però nel caso il suo fosse un “salvavita” da 20 ampere, le chiedo scusa in anticipo ma anche qui la scelta è quantomeno rivedibile. Se carica a 16 ampere ne metta uno da 16 ampere, altrimenti se per un qualsivoglia motivo insondabile il suo impianto fosse sottoposto a una tensione superiore ai 16 ma inferiore ai 20 (facciamo 18?) Lei rischia di avere problemi senza che il salvavita se ne possa accorgere. 😉

          Rimango in ogni caso dell’idea che caricare a più di 10 Ampere con una schuko sul lungo periodo possa creare dei problemi. E questo a prescindere dalla bontà dell’impianto che sta a monte della presa. E ribadisco serenamente: può creare problemi come può non crearli mai. Ma secondo me il dubbio è sufficiente per pensare a delle alternative. Poi chiaramente ognuno è padrone a casa propria. 😉

          • Ho scritto sezionatore perché altrimenti avrei scritto magnetotermico. Ed ho messo vicino alla presa un sezionatore visto che mi serve solo per staccare la corrente nella presa. Il differenziale magnetotermico è posto subito all’uscita del contatore. I fili da 10 mmq arrivano fino al sezionatore, da qui alla presa, circa 25 cm ho usato cordina da 6 mmq.
            Evidentemente lei ha problemi con quello che scrive, visto il seguito: 10 mmq non è ridondante in quanto ho scritto che la linea è lunga 50m. La caduta di tensione c’è quindi il cavo va dimensionato tenendo conto di questo. Un salvavita da 20 A cosa sarebbe? Io conosco l’interruttore differenziale comunemente detto salvavita, dal nome che gli dette la Ticino. Il mio differenziale sopporta una corrente di 40A ( a proposito la corrente si misura in Ampere, in Volt ci si misura la tensione) ma la Id ovvero la corrente differenziale è 30 mA. Al differenziale se scorre una corrente di 25A non gliene importa nulla, lui misura solo la dispersione verso terra e stacca se questa supera il valore Id, 30 mA appunto. Il magnetotermico invece è da 20A curva C in quanto con 16A, caricando a 16A per ore il riscaldamento interno lo farebbe scattare. Visto che la corrente di cortocircuito nel punto di consegna Enel è pari a 4500A sono tranquillo che se ci fosse un corto anche quello da 20 scatterebbe nei tempi previsti.
            Ognuno resta della propria idea: il fatto che gli impianti prendano fuoco non dipende dalla shuco ma solo dal fatto che si sappia o meno cosa si sta facendo.

          • -in quanto ho scritto che la linea è lunga 50m-

            Veramente lo sta dicendo adesso per la prima volta, ma non vado oltre e le auguro una buona domenica.

    • Concordo! Io sono 2 anni e passa che carico in casa da una Schuko alla quale ho fatto arrivare un cavo adeguato proprio per la ricarica, e non ho mai avuto nessun problema. Ma proprio nessuno!

  10. Meno male che” solo “alla quarta schuko fusa il signor Aronne ha deciso di mettersi in sicurezza😅..tralasciamo la comodità della Wall box che ti gestisce la ricarica e ti consente di mantenere un contatore da 3kw(anche se i costi per aumento potenza non sono più così onerosi)…non tutti gli impianti possono assorbire un carico elevato e quindi mantenere contratto base a volte è un obbligo..il punto è che ognuno deve conoscere lo stato impianto di casa sua..ci vuole più informazione..non si può attaccare la macchina ore e pensare che sia come la TV accesa..sono carichi importanti e prolungati..NON BISOGNA AFFIDARSI AL FAI DA TE’..il rischio incendio non è trascurabile con impianti non a norma.. c’è meno rischio folgorazione paradossalmente,in quanto se non presente massa terra anche il carichino non funziona e segnala anomalia

    • -Meno male che” solo “alla quarta schuko fusa il signor Aronne ha deciso di mettersi in sicurezza😅-

      Non le nascondo che la “perseveranza” del nostro amico ha colpito anche me…

    • Pienamente d’accordo. Innanzitutto la presa va alimentata ad una linea con sezione dei cavi adeguata in quanto fili sottili (in genere presenti su impianti in edifici prima degli anni 90) provocano surriscaldamento e rischio di incendio e sempre per quegli impianti, spesso non predisposti ad avere adeguati interruttori magnetotermici con differenziali che pervengono tali incidenti staccando la corrente a monte. Quindi, pare abbia fatto la scoperta dell’acqua calda ma ha veramente rischiato grosso…. Meglio sempre affidarsi ad un elettricista qualificato

      • Simone mi pare abbia centrato il problema. Ho il garage ma anche tre posti auto privati e di solito parcheggio qui per rapidità. In questi posti auto ho una presa che uso per aspirapolvere, un piccolo compressore ecc. Quando ho comprato la Twingo non ho pensato neppure per un secondo di utilizzare quella presa. Ho fatto partire una linea da 10 mmq direttamente dal contatore dove in partenza ho inserito un differenziale e un magnetotermico da 20A. Percorsi i 50 metri per arrivare al parcheggio ho installato un piccolo quadro con un presa shuco robusta ed un sezionatore da 20 A. La terra la ho ricavata in loco piantando una puntazza in acciaio zincato lunga 1 metro. Carico tranquillamente senza nessun patema e senza wallbox

  11. Il surriscaldamento dovuto al passaggio della corrente avviene in qualsiasi punto dell’impianto non dimensionato per quell’amperaggio. La foto mostra gli effetti sulla presa Schuko, ma potrebbe essere avvenuto in qualsiasi altro punto “debole” (ha controllato come sono presi i conduttori nascosti dentro le condutture?).
    Può anche mettere una presa industriale da 64 ampere. La presa durerà cent’anni, il resto dell’impianto prenderà fuoco alla prima occasione.
    Comunque, si, dipende anche dalla qualità dei materiali. Ho cambiato la presa schuko sottolavello della lavastoviglie perché mi sono accorto che si stava biscottando. Una volta aperta ho visto che le viti dei morsetti erano volutamente progettati per fare presa sulla plastica invece che su una contropiastra metallica. Ed ovviamente con il tempo si erano allentate con conseguente cattivo contatto, surriscaldamento ecc. Ed era marcata IMQ!!! Roba da criminali.

  12. Avevo deciso di non intervenire più su questo argomento stato che ho già in passato espresso ampiamente e chiaramente il mio parere. Ma dopo l’ulteriore articolo/pubblicità non posso più trattenermi…
    Per spingere all’acquisto di una Wallbox gli vengono attribuite doti di sicurezza su cui non influisce affatto…
    La sicurezza del “sistema di ricarica” non è affatto garantita da una wallbox perché dipende in primis dall’impianto elettrico (dimensione cavi) ed in minima parte dal tipo di connettore utilizzato… avere una Wallbox montata su di un impianto sottodimensionato è pericoloso in egual modo rispetto all’utilizzo di una scuko quindi da quel punto di vista nulla aggiunge…
    La cosa fondamentale per ricaricare in sicurezza non è avere una wallbox o meno ma avere un impianto elettrico nel suo insieme (cavi +connettore utilizzato) adeguato alla potenza utilizzata. Poi è ovvio cge se uno vuole/deve ricaricare ad amperaggio vicini ai 16 A la scuko diventa sottodimensionato (ma se ricarichi tipo a 10 A il margine di sottoutilizzo a livello di carico massimo compensa il lungo tempo di utilizzo è sei tranquillamente in sicurezza…) ma, affermare che montare una presa industriale o una wallbox sia quasi uguale a livello di costi è una balla colossale… per la mia Tesla per esempio con 50 € ho acquistato l’adattatore per il carichino con presa industriale sa 32 A è la presa industriale da 32 A lato muro la si acquista con altre 50 € oer una spesa totale di 100€, cioè da 1/5 a 1/10 del costo di una wallbox) ed ho garantito lo stesso identico livello di sicurezza.

    Ripeto per un ultima vokta che uba Wallbox non da nessun aggiunta dal lato sicurezza e efficienza rispetto ad impianto di ricarica tramite carichino perché la discriminante riguardo questi 2 aspetti è come è fatto l’impianto di casa propria e non la presa finale (intesa quella che si collega fisicamente all’auto e non quella nel muro) che si utilizza e che è l’unica cosa che realmente cambia fra l’utilizzo del carichino connesso correttamente al proprio impianto ed una wall box.
    In servizzi che può dare in più una wall box sono quelli “secondari” di eventuale pianificazione, gestione di potenza e supervisione da remoto della ricarica che per chi ha modelli di auto che non permettono di farlo “lato auto” possono in effetti essere un valore aggiunto rilevante ma che nulla c’entrano con la sicurezza o l’efficienza della ricarica stessa.

    • Tutto il tuo ragionamento è sbagliato, in quanto una wallbox deve essere installata da un elettricista professionista che quindi controlla e, se necessario, sostituisce la linea a monte della stessa WB proteggendola, inoltre, con apposita protezione magnetotermica.
      Inoltre la WB è collegata mediante morsetti a vite ai cavi che la raggiungono, mentre il carichino si connette tramite contatto strisciante che a lungo andare può non aderire perfettamente portando alla creazione di scintille e calore.
      Quindi sì, la WallBox correttamente installata è più sicura del carichino con schuko.

      • Quindi la sicurezza della wallbox è quella di costringere a far controllare l’impianto di casa propria???
        Scusa se dissento ma questa non è una sicurezza ottenuta grazie alla wallbox perché quello di essere certi che l’impianto di casa sia adeguato (sia a livello di cavi che di protezioni) non è un prerequisito per montare la wallbox ma in generale per poter ricaricare l’auto a prescindere da con che cosa…
        Chi non lo fa la non sicurezza la crea lui e non il carichino e se se ne frega con il carichino se be fregherà anche con la wallbox!
        A livello tecnico per montare una Wallbox non c’è bisogno delle capacità di un ekettricista professionista, chi ha sempre fatto il fai da re se la monta da solo dove non è obbligato per legge…
        E dove si è obbligati per legge di presentare un certificato di conformità ed antincendio per poter ricaricare l’auto (tipo dei box condominiali con più di 10 posti auto) tutti i controlli che hai indicato tu vanno tassativamente certificati da un elettricista professionista anche senza l’istallazione di una Wall box. Infatti dove ci sono obblighi di legge l’uso di uba wall box o di una presa industriale interbloccata sono perfettamente equiparati perché garantiscono entrambi i medesimi livelli di sicurezza.
        Infine, mai sentito di una presa industriale che abbia avuto ancge dopo anno di utilizzo intenso problemi di poco contatto fra i maschi e femmine dei vari poli…. quello può capitare al limite con le prese scuko, specie se di bassa qualità….
        Ribadisco che un carichino alimentata da presa industriale garantisce la stessa sicurezza di una Wall box (e lo dice anche ka kegge infatti…) mentre l’utilizzo di una scuko dece essere ammissibile solo se si resta lontano dal valore limite teorico della presa che è di 16 A… i carichini/auto fatti bene già ci pensano da soli a limitarti questa cosa infatti quello della mia Tesla se lo alimenti via Scuko ti permette di arrivare fino ad un massimo di 13 A mentre se lo attacchi ad uba presa industriale da 16 A ti da modo di poterli prelevare tutti i 16.
        La terza opzione è usare ka presa industriale da 32 A è lì addirittura puoi prelevare tutti i 32A arrivando a ben 7,3 kW di potenza attraverso il “semplice” carichino… il carichino rimane lo stesso a cambiare è solo la parte di cavo che va dal carichino all’attacco al muro che si può acquistare online da Tesla al lrezzo, cone già detto, di 50 € scarsi.

        • Già sostituite una shuko con una presa industriale è un bel passo avanti, non c’è dubbio! Poi le Wall Box ora hanno dei prezzi stratosferici ma quando diminuiranno sarà molto più logico installarle.

        • Io ho parlato di „linea a monte“ che è diverso di „impianto elettrico dell’abitazione“.
          Per una WallBox si usano cavi di sezione adeguata alla potenza della wb stessa e della lunghezza della tratta ed inoltre non sono condivisi con altre prese.
          La presa schuko potrebbe coesistere convalido tipo il classico congelatore, piuttosto alte utenze che concorrono al carico sulla linea.
          Più aumenta il carico, piuttosto riscaldi i cavi con rischi gravi.

          Anche le colonnine hanno contatti striscianti, certo, infatti quando inserisci la spina nell’auto la ricarica non parte subito, ma vengono fatti dei controlli, se il collegamento non li supera va in errore e la ricarica non parte.
          E parliamo di contatti pensati e realizzati per quelle potenze continue, molte colonnine HPC hanno i cavi raffreddati a liquido, chissà perché….
          La schuko non è fatta per 2,3kW continui per ore ore ore ore ore ore.

          Prezzi alti per le wb?
          Quanto vale la sicurezza?
          Poi, si comprano auto da 30000€ e rotti e si risparmia sulla WB che servirà anche le auto future.
          Le WB da 7kW le ho viste da 400/500€ a salire, a seconda delle funzioni.

          Senza dimenticare che possono integrare il controllo carichi per „sentire“ il consumo dell’abitazione e variare dinamicamente l’energia erogata all’auto evitando di far scattare il contatore per supero potenza.
          Ed anche di aderire alla sperimentazione di ARERA per disporre di 6kW di fornitura notturna senza i costi di adeguamento potenza del contatore.

          Il carichino, resto convinto, è per emergenza.

          • Andrea puoi chiamarla “linea a monte” o “impianto elettrico dell’abitazione” è indifferente, bella sostanza non cambia nulla…..
            La corrente al punto di prelievo per la ricarica deve arrivare in modo sicuro es assicurarsebe è compito di chi vuole ricaricare, non una cosa in più che introduce l’uso della wall box rispetto al carichino….
            Mi dispiace disinluderti na non sempre la wall box ha uba linea tutta sua che parte dal contatore con cavi dedicati… ovviamente quella è l’applicazione ideale su questo concordo ma non affatto l’unica che si realizza e che è sicura… anche perché se tutta la linea, dal interruttore di protezione di massima corrente (più che il contatore) all’ultima presa è realizzato con sezione adeguata all’amperaggio del suddetto interruttore che ci siano sulla linea 1 o 10 punti di prelievo (solo la wallbox o anche alte prese) non inficia la sicurezza… se si ha un interruttore di potenza che limita la corrente a 32 A e la linea è fatta con cavi di sezione adeguata (lo deve essere per forza altrinenti sarebbe fuori norna a prescindere dalla presenza di uba wall box sulla kibea o meno) il tutto è completamente sicuro anche se hai 10 prese in quella linea (a condizione che ogni presa possa sopportare tutti i 32 A ovviamente).
            Perché in ogni caso la corrente massima che potrà circolare in tale cavi è limitata a 32 A dell’interruttore generale che sta ad inizio linea e che è l’unico apparato che garantisce la sicurezza…
            Non è che se hai 10 prese da 32 A l’una in quella linea puoi caricare 320 A… l’interruttore di potenza scatterà appena superi i 32 A totali di tutte le utenze della linea.
            quello che può risultato limitato in caso di condivisione è la massima corrente disponibile per la singola utenza (nel nostro caso la wallbox) a cui resteranno 32 A meno l’assorbimento degli altre utenze della linea…
            Perciò il fatto che ulteriori prese sulla linea della wall box ne pregiudica la sicurezza è una grande cavolata… ovviamente se hai una linea da 32 A è ci vai a montare una presa che ne regge solo 16 quello si che nom è corretto e è un problema di sicurezza ma con prese tutte correttamente dimenziobate non è assolutamente obbligatorio avere per forza una linea dedicata per la wall box.

            Tutti gli altri aspetti che hai elencato non rientrano fra gli aspetti ne di sicurezza ne di efficienza ma di comodità di utilizzo che non ho nai negato, infatti li ho indicati io stesso già dal primo mio commento na il punto non è quello…
            Il punto è che è corretto dire che le wallbox possono dare funzioni in più che in alcuni casi possono far comodo ma fare articoli, cone viene fatto qui con cadenza ormai settimanale, dicendo che se si vuole essere in sicurezza serve comprare una Wall box è dichiarare una cosa falsa perché le cose che da in più una wall box (che ribadisco ce ne sono) non riguardano la sicurezza…..
            Quello che contesto io è fare articoli con messaggi non veritieri perché è palese che hanno l’esigenza di rispettare un contratto di collaborazione con chi produce e vende le wall box.
            C’è da fare pubblicità? Nessun problema, ci sta, la testata si deve finanziare in qualche modo visto che oltretutto è gratuita… ma ci si dovrebbe limitare a illustrare le varie funzioni in più che danno senza inventarsi esigenze di sicurezza o miglioramenti di efficienza cge non esistono…

          • Non ho capito. Gli articoli in questione derivano tutti da messaggi ed esperienze dei lettori: lei sta insinuando che siano falsi?

          • Allora non ci capiamo.
            Linea a monte, ovvero cavi che dal quadro elettrico generale arrivano alla WB. Per essere a norma non deve coesistere altra presa. PUNTO!
            Quante persone sanno che sezione di cavi arrivano al carichino?
            Quanto sanno quante e quali altre prese ci sono su quella linea?
            Cosa c’è attaccato a quelle prese?
            Per questo motivo una WallBox è molto più sicura dicinccarichinoccollegatocalla schuko.
            Poi, se vogliamo fare i lavori alla mio cuggino… lasciamo perdere.

      • Lo stesso ragionamento fatto da Moreno me lo ha detto il mio elettricista, dopo aver controllato il mio impianto mi ha detto che x caricare a 8 A non c’è bisogno della Wallbox x un discorso di sicurezza, se vorrò caricare a 16 A allora dovrà mettere cavi più grossi.
        Lui monta Wallbox e avrebbe avuto tutti gli interessi a montarne una , ma essendo persona onesta mi ha consigliato carichino x caricare 30km al giorno che faccio

      • Moreno ha parlato di presa industriale: che prevede carico alla massima potenza H24: anche il mennekes ha i contatti striscianti, così come il CCS2 mentre Moreno ricarica a 250kW in una colonnina, non è certo quello il criterio per stabilire cosa sia sicuro e cosa no.
        Le prese industriali sono progettate per quello: le shucko, no, devono reggere a 30 minuti di carico.

        • “il mennekes” sarebbe la Type2.
          Mennekes® produce anche prese schuko per uso industriale di colore blu, stesso colore identificativo delle CEE a 16 e 32A monofase. Anche la “famosa” presa schuko Legrand® è progettata per uso “gravoso” di più ore.

        • e da dove si capisce che una shuco deve durare 30 minuti? allora la mia che ha caricato decine di volte l’auto a 16A per 6 o 7 ore senza avere il minimo problema è miracolata? perchè consentono di mettere in vendita dispositivi con shuco se non sono sicuri?
          e se togliessi la shuco collegando direttamente il cavo alla morsettiera nel quadro sarei al sicuro?

          • -la mia che ha caricato decine di volte l’auto a 16A per 6 o 7 ore senza avere il minimo problema è miracolata?-

            Se le dico di sì si arrabbia? 😉

        • Per favore non diciamo sciocchezze!
          Ma dove ha visto che la presa schuko è certificata per 30min?
          Il mio forno è collegato, come quasi tutti tramite una presa/spina schuko e non lo tengo acceso certo per soli 30 min.
          Anche la griglia elettrica da 2,5kW è collegata alla presa schuko, mai fuso nulla.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome