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La via tedesca all’elettrico è tutta un Suv: bene così?

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L'Audi Q4 Sportback e-tron: per ora è un concept, ma l'anno prossimo sarà in vendita.

La via tedesca all’elettrico è tutta un Suv. In questi veicoli il made in Germany sempre trovare il giusto equilibrio tra emissioni e margini di guadagno…

La via tedesca per preservare i margini di guadagno

Ormai non passa settimana senza che una delle grandi marche tedesche annunci l’arrivo di un altro Suv (o cross-over, o giù di lì). Nei giorni scorsi è toccato alla Audi Q4 Sportback e-tron, in vendita nel 2021, uno dei 25 modelli elettrici che la Casa di Ingoldstadt avrà in gamma entro il 2025. Salvo qualche eccezione, sono quasi tutti Suv, anche se in alcuni casi (come in questo) la silhouette è un po’ più slanciata, con lunotto posteriore più inclinato. L’altezza è comunque di un metro e 60 cm.

la via tedesca
La catena di montaggio della e-tron, il primo modello elettrico dell’Audi, un Suv.

A giorni la BMW presenta la sua iX3, altro Suv...La scelta ha una precisa ragione economica: questo tipo di veicoli, di notevole successo negli ultimi anni, ha un pubblico in grado di pagare prezzi piuttosto alti. Il che consente di “annegare” senza troppe difficoltà nei Listini finali il costo delle batterie. Un plus che non sarebbe facilmente digeribile in un’auto da 10-15 mila euro, ma lo è in un modello che ne costa 50 mila e più.

Ma chiediamoci: che cosa serve alle nostre città?

È una strategia esposta a suo tempo  dal capo della marca Volkswagen, Ralf Brandstatter:  “Per aumentare la redditività, abbiamo lanciato l’offensiva SUV. Entro il 2025, la sola Volkswagen espanderà la sua gamma di SUV in tutto il mondo, ampliandola dagli attuali undici a oltre 30 modelli. Quindi ogni secondo veicolo Volkswagen sarà un SUV“. Il top manager tedesco non si riferiva solo all’elettrico, ma essendo nelle auto a batterie la stragrande maggioranza dei nuovi modelli…

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OPPOSTI ESTREMISMI: la Citroen Ami, piccolissima elettrica per spostarsi in città, attesa con grande curiosità.

Quel che noi ci chiediamo è se quel che è bene per il made in Germany (che ragiona sul mercato globale) è bene anche per le nostre città e le nostre strade. Noi sogniamo un elettrico diverso, fatto di elettriche piccole, che consumino poca energia e occupino poco spazio in movimento e in parcheggio. Che combattano la congestione, oltre che l’inquinamento. Costruirle e venderle con margini accettabili non è facile. Ma questa è sempre stata la mission delle marche latine, italiane e francesi in particolare. È un tema sul quale dovrebbero ragionare anche i governi, quando decidono che cosa incentivare. Voi che ne dite?

 

 

 

8 COMMENTI

  1. Personalmente i suv non li capisco, qualcuno ha sicuramente delle linee graziose ma a parità di tecnologia il baricentro alto sfavorisce la stabilità e la sezione frontale elevata peggiora velocità e consumi (basta confrontare model S e X che condividono la stessa “meccanica/elettronica”.

    Ci fosse buon senso NON dovrebbero beneficiare degli incentivi e dei bonus….

    Lo stato dov’è? E gli ambientalisti? Boh….

  2. E aggiungo in caso di incidente diventano molto pericolosi per le altre auto “normali” in quanto la loro altezza fa in modo che il contatto non avvenga sulle strutture deformabili preposte all’assorbimento dell’urto.
    Ma siccome fanno business e soldi….chissenefrega se qualcuno si fa male.

    • non di fare il proprio porco comodo come inquinare e disturbare la quiete con moto che in accelerata raggiungono i 130 decibel.

  3. I tedeschi fanno l’unica scelta sensata per quelle che sono le condizioni attuali del mercato e dell’approvvigionamento batterie. Nel caso di un’auto elettrica, le batterie sono il componente più costoso, a parità di range per il costruttore non c’è una differenza enorme tra produrre un crossover o un’utilitaria da 3 metri. Quindi è abbastanza normale puntare su auto versatili, che permettono di portare comodamente i figli a scuola e portare a casa i mobili dell’ikea piuttosto che una citycar dove non sta neanche la spesa settimanale. La fetta di clienti disposti a sborsare 30k per un crossover diventa quindi a ragione più grande rispetto a quelli che li sborserebbero per una citycar.

    • una station wagon di segmento D offre più spazio, più versatilità e di certo un’aerodinamica migliore di uno di questi “trattori”. Ho guidato per 20 anni una Panda prima serie e le borse della spesa ci stavano tranquillamente, però facevo più dei 4 km/L che fanno i trattori di cui sopra (parlo dei consumi veri in città non certo di quelli sbandierati nell’era NEDC). La formula SUV è solo una moda scellerata: Ha tutti gli svantaggi del grosso fuoristrada (peso, ingombro, consumi alti) senza averne quasi mai le doti positive (4×4, marce ridotte, uso off road). Si tratta solo di una moda sciocca e irrazionale propinata da geni del marketing ma assecondata da un pubblico di polli

  4. Nel città sempre più smart, connesse la 5G, servono citycar EV pod a guida autonoma come quella progettata di Gordon Murray: la Motiv del consorzio Delta Motorsport e ItMoves.

    Un pod a guida autonoma e ultraleggero, in grado di sopportare i crash test di ultima generazione che ti viene a prendere sotto casa per portarti a destinazione.

    Non un’auto, ma un servizio flessibile, individuale, senza attese, sempre disponibile.

    Il Motiv, veicolo lungo 2.54 mt. e largo 1.3 mt. a un solo posto, con telaio e sospensioni in alluminio, bassi costi di produzione, immaginato per il trasporto privato in città e per le consegne ravvicinate. Si entra nell’abitacolo attraverso una portiera ad ala di gabbiano, può contenere lo spazio per un secondo posto a sedere o per una sedia a rotelle ripiegata. Può essere configurato come un micro van, con oltre 1100 litri di spazio a disposizione. Il motore è prodotto da Delta Motorsport, un elettrico da 20 kW collegato a una batteria raffreddata a liquido da 17.3 kWh. Con un’autonomia di 100 chilometri e velocità massima di circa 65 km/h, la batteria è ricaricabile in 40 minuti e offre 2 ore e mezza di range temporale una volta raggiunta la ricarica massima.

    Il consorzio sta cercando partner tecnologici per cominciare i test su strada con l’obiettivo di far partire la produzione entro cinque anni.

    Gordon Murray lo definisce come: “Il miglior modo per rendere i veicoli commerciali economici e convenienti sta nella costruzione di progetti ultraleggeri e sicuri. Con il Motiv abbiamo usato la nostra tecnologia iStream per un veicolo compatto, ridefinito e versatile“.

    https://www.vaielettrico.it/motiv-la-scatoletta-di-quel-gran-genio-di-murray/

  5. L’articolo spiega bene sia la strategia dei grandi costruttori made in Germany sia la distanza con le peculiari esigenze del nostro paese in termini di mobilità e quindi anche di mobilità elettrica. Una soluzione sarebbe quella di graduare gli incentivi in base alle dimensioni dell’auto elettrica azzerandoli o quasi per i grandi SUV e massimizzandoli per le piccole Ami o 500e…

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