Home Auto La UE prepara la stretta sulle ibride plug-in

La UE prepara la stretta sulle ibride plug-in

66
CONDIVIDI

La UE prepara la stretta sulle ibride plug-in. Rendendo più realistici i test sulle emissioni, dopo le tante critiche piovute da diversi think-tank ambientalisti.

la UE prepara
La Jeep Compass al momento è l’ibrida plug-in più venduta in Italia.

La UE prepara…/ Emissioni reali molto superiori

La notizia, annunciata nei giorni scorsi dalla Reuters e confermata da diverse fonti, sta generando notevole scompiglio ai piani alti delle principali Case auto. L’accusa è che gli attuali testi di omologazione in laboratorio rilevano emissioni di Co2 fino a 4 volte inferiori a quelle reali. Inasprirli con una nuova metodologia equivarrebbe a costringere diversi costruttori a un nuovo cambio di rotta. Molti di loro nel 2021 hanno venduto in Europa più ibride plug-in in che elettriche pure, restando comunque entro i limiti sulle emissioni. Ma con una nuova normativa sarebbero costretti a puntare quasi sulle EV, per evitare le salatissime multe di Bruxelles. Il cambio di rotta dovrebbe avvenire dal 2025, ma è chiaro che i costruttori devono organizzarsi fin d’ora con le loro pianificazioni.

la Ue preparaSi terrà conto di quanto su strada si fa a benzina

Ma come verrà modificata l’omologazione? La critica più ricorrente è stata legata all’utilizzo reale delle ibride plug-in, con pochissimi km in elettrico e il resto a benzina. Un problema rilevato soprattutto nelle auto aziendali, con la pigrizia mostrata dagli utilizzatori nel ricaricare le batterie. Ma di questa realtà non si tiene conto nei test ufficiali. La nuova normativa, invece, si basa anche sui dati di percorrenza su strada registrati dai contatori del consumo. Contatori che, secondo la normativa UE, devono essere integrati nelle nuove auto (e visibili sui display) già a partire dal 2021. Da lì si potrà vedere quanti km vengono percorsi con i due differenti motori. “Stiamo iniziando a raccogliere i dati dai veicoli… è un processo in corso“, ha confermato alla Reuters Petr Dolejsi, direttore trasporti sostenibili dell’Associazione europea produttori di auto (ACEA).

Apri commenti

66 COMMENTI

  1. Chi ha comprato una ibrida nella maggior parte dei casi l’ha fatto per aggirare i divieti di circolazione. Non tutti ma una grandissima parte. Il problema dei test sono sempre esistiti e quanto dichiarato dalle case non ha mai e poi mai neanche lontanamente avvicinato la realtà dei consumi reali e mai lo farà.

  2. Giorgetti: “Stiamo consegnando il futuro dell’auto a un soggetto che sta fuori dall’Europa”

    https://www.agi.it/economia/news/2022-02-07/auto-vertice-impegno-ue-giorgetti-15536597/

    Il lobbying dell’industria sta funzionando, pare.

    Ciecamente.

    Perché l’industria italiana può anche mettere la testa sotto la sabbia insieme al governo, ma poi gli altri paesi vanno avanti, e i consumatori pure.

    Sempre che non trovino la maniera di vietarci di acquistare auto elettriche “non italiane” (sic).

    Evidentemente Giorgetti non conosce le batterie LFP che non contengono Cobalto. O forse il problema è il litio cinese? Giorgetti, perché questo pudore a pronunciare la parola “Cina”?

    E le batterie allo stato solido? E le batterie al sodio?

    Quanta cecità interessata dell’industria.

    E quanta ingenuità al governo, più facili da influenzare di bambini delle elementari.

    Poveri noi…

    • cecitá interessata dell’industria? perché, chi produrrá le nuove batterie allo stato solido ecc ecc lo fa per la gloria? cmq, attualmente e non so per quanto altro tempo, per le materie prime necessarie alla produzione delle batterie dipendiamo in gran parte dalla Cina anche se in parte le “recupera” da miniere site in altri stati. E questo é un dato di fatto. Domani é un altro giorno.

      • Industria era riferito all’industria delle auto a combustione che cercano con ogni mezzo di enfatizzare ed esagerare i difetti delle auto elettriche che minacciano il loro business.

          • Solo che “gli altri” non distruggono il pianeta, quindi si, si può fare favoritismi verso una tecnologia se questa aiuta a migliorare l’aria che respiriamo, oltre che a non insozzare e distruggere il pianeta.

            E poi i sauditi mi stanno sulle scatole (eufemismo) insieme a tutte le petrolmonarchie e altri staterelli canaglia.

            Da proletario povero stapperò lo spumante quando non comprerò più petrolio dal cartello dei ricattatori impoveritori del ceto medio e basso occidentale.

  3. Ho una plug in (330e) con cui percorro circa il 65% dei tragitti in elettrico. Presa senza incentivo nel 2017. La prossima sarà sicuramente elettrica. A saperlo avrei aspettato un paio d’anni per cambiare il 320D precedente e andare direttamente su Model 3.
    Caricato regolarmente la sera e quando possibile in giro il plug in è una tecnologia (di transizione) utile.
    Con un pieno di 40 litri (serbatoio ridotto e pressurizzato per evitare evaporazione benzina) ho percorso anche 2000 km, mediamente faccio benzina ogni 1000 km.

    Viaggiare in elettrico è troppo bello, quando si accende il motore a benzina sono dispiaciuto… non vedo l’ora di passare a model 3!

  4. Scusate, da un anno ho una plug-in con batteria da 10KW, che mi consente di fare 50km praticamente solo EV. Devo fare spesso un tragitto autostradale di circa 600km (circa 4 volte al mese). Quale auto elettrica mi consentirebbe di farlo senza soste e senza spendere cifre folli in fase di acquisto ? Non parliamo delle varie esperienze in giro per l’Italia in cerca di una colonnina di ricarica. Spesso fuori uso, devi avere 10 app diverse. Ho trascorso alcuni giorni ad Arezzo (non un paesino di montagna) senza riuscire a fare una, dico una, ricarica. Con le colonnine BeCharge non sono mai riuscito a fare una ricarica, anche provando per oltre un ora con il servizio clienti che cercava di risolvere. Spesso la colonnina è in un parcheggio sotterraneo e il cell non prende e quindi risulta impossibile far partire la ricarica con la app. A Roma mi è capitato di ricaricare con le colonnine sommerse dalle immondizie, ho fatto le foto. In autostrada (A1, autostrada del sole), tra Milano e Roma, per senso di marcia attualmente quante colonnine sono presenti? A me risultano pochissime. Occorre di fatto uscire, ricaricare e rientrare; ma così il tempo di percorrenza ed il pedaggio autostradale aumentano. Per la mia personale esperienza e per l’uso che faccio io, molto meglio una plug-in di una full elettrica.

    • Sì certo, però non bisogna nascondersi dietro un dito e pretendere che usate così siano inquinanti come le elettriche.
      Pertanto è corretto che incentivi e vantaggi vadano ai mezzi che sono realmente meno inquinanti e non a quelli che fanno finta di esserlo.

      • L’articolo dà solo notizia che, giustamente, le Plug-in verranno valutate con dei parametri più rispondenti al loro reale inquinamento. Comunque su questo sito è stato detto decine di volte che le elettriche non sono idonee, al momento, al 100% degli utilizzatori. Ma per il 95% si.

        • Buongiorno, premesso che sono un fautore dell’elettrico (anche se per le mie esigenze ho acquistato una plug-in) e premesso che ovviamente una plug-in e una full elettrica sono due mezzi diversi, per inquinamento etc, non credo che una full elettrica sia idonea al 95% degli utilizzatori.
          La mia personale esperienza di un anno (e 30 mila km percorsi) alla ricerca di colonnine di ricarica in giro per l’Italia non è del tutto rosea. Maleducati con auto termiche che impediscono le ricariche, maleducati che bloccano le colonnine per ore anche dopo aver raggiunto il 100% della carica, colonnine fuori uso, una moltitudine di gestori ognuno con la propria app e le proprie regole, distribuzione delle colonnine non così capillare, colonnine fuori uso, colonnine con tipo di attacco non indicato nella app e altro ancora …
          Quindi se il 95% degli utilizzatori sta sempre nella sua città, fa tutti i giorni lo stesso tragitto e può caricare a casa nottetempo, allora sono d’accordo. Mi piace viaggiare e vedere posti nuovi e posso segnalare che spesso, arrivando in una nuova città, cercare, trovare le colonnine, capire chi è il gestore locale, scaricare le app, registrarsi ogni volta con un gestore nuovo è una discreta rottura. Mi piacerebbe che i gestori fossero tutti integrati con una piattaforma comune, in modo che la mia carta di credito la debba registrare una sola volta (un po’ come fa telepass per i pedaggi dei vari tratti autostradali). Ma siamo ancora molto lontani. Non. Spiace dirlo, ma a mio avviso, per ora l’auto elettrica è ancora per una piccola percentuale di utilizzatori. L’infrastruttura a supporto non è ancora pronta a gestire un elevato numero di utenti

          • Hai provato NextCharge? Puoi caricare con quasi tutti i gestori e i prezzi, a volte e soprattutto per utenze occasionali, sono anche meglio degli originali. Anche senza essere iscritto provalo in rete.

      • Io sono pienamente d’accordo.
        Inoltre io giro tra tutto il nord Italia fino al centro. Certo, bisogna organizzarsi ma non ho mai avuto le difficoltà citate da Gabriele

        • e dici niente? se ogni volta che faccio un giretto devo preoccuparmi di sapere dove ci sono colonnine e sperare anche che funzionino o non siano occupate. Insomma é uno degli svantaggi. Ovviamente mi riferisco solo a chi percorre molti km. Se io ne avessi una, non avrei questo problema.

    • Sottoscrivo ogni parola del carissimo Gabriele e non aggiungo altro perché fatalità le sue e le mie necessità creerebbero un “commento fotocopia”.

      • Si, fatto ieri sera: dal Lazio al Veneto, partenza ore 17.50 e arrivo ore 24.00, compresa sosta di 5 minuti per toilette e caffè. Se mi spiega dove si trova la colonnina di ricarica tra Bologna e Verona senza uscire dall’autostrada, la prossima volta mi fermo lì a caricare. Grazie

      • Bella quella della vescica bionica.
        Complimenti.
        Certo, pensandoci bene, 600 chilometri alla media di 100, sono 6 ore di viaggio, seduti, senza muoversi un po’, la trovo difficile, e senza bisogni fisiologici poi.
        E lì serve: O vescica bionica! o pappagallo inglobato nel sedile di guida! Ma quest’ultimo non è un optional nelle auto di ultima generazione, mettono di tutto nelle auto di oggi, per lo più roba inutile, ma un water al posto del sedile di guida? No! Forse la Bentley lo fa dietro diretta richiesta!

  5. Full hybrid: un motore termico, 2 elettrici di cui 1 potente, una batteria piccola (circa 1kWh)
    Ibrida Plug-in: un motore termico, 2 elettrici di cui 1 potente, una batteria media (8-15kWh)
    BEV: un motore elettrico potente, una batteria capiente (> 20kWh)
    se solo ha da calare un po’ il prezzo delle batterie, quale sarà la tecnologia vincente?

  6. Invece gli incentivi che si appresta a varare il governo premieranno soprattutto le ibride perchè sono quelle su cui ha puntato Stellantis.

  7. Basta questo sito è fazioso. Io con Kuga plug inn faccio i miei 56 km tutti i giorni per il lavoro senza benzina. Se usate bene sono perfette. Beati voi che vedete colonnine ovunque. Io non potrei andare al mare

    • Perché fazioso? Abbiamo riportato quanto scrive la Reuters sui progetti dell’Unione Europea, peraltro confermati dalla stessa ACEA, l’associazione dei produttori. Tutto qui.

    • Fai benissimo e già che ce l’hai e hai speso i tuoi soldi tienla e continua a usarla come si deve. Quando avrai fatto 56.000km sappi che le tue batterie hanno fatto 1200 cicli (1000 ricariche + il 20% di frenate rigenerative). Procurati un OBD II e un programmino per leggere il SOH delle batterie. O misura in un percorso standard se l’autonomia in elettrico non sia calata.

  8. bho ;
    la mia plugin fa 40 km in ev anche in inverno
    con la batteria carica sui percorsi autostradali il 2000cc atchinson aiutato dall’elettrico fa più di 20 km/l a motore caldo

    sono auto che vanno sapute “sfruttare” al meglio ,
    non sono da “utonto” brain-less per usare un termine informatico
    un pelino più complesse delle EV da gestire
    ma per chi ne ha bisogno , non sono inutili come dicono molti

    certo per prezzi da 45000 euro in su , oggi , secondo me sono improponibili
    grazie alle medie con 62 kWh e Tesla model 3 e i suoi super charger

    i miei due centesimi

      • Condivido, io partecipai alla scelta della Hyundai Ionq plug-in del mio amico, a quei tempi l’elettrica era fuori dalle nostre mentalità e lui 1 volta al mese viene a Cesenatico da Como. Però leggi il mio commento qui sopra Daniele CL 7 Febbraio 2022 at 22:17.
        Al momento il mio amico ha circa 800 cicli e non ha ancora notato decadimento.

      • Per ogni acquisto di PHEV aziendale l’azienda deve dimostrare l’installazione ed il funzionamento di una wallbox o colonnina, così l’utilizzatore avrà la comodità di caricare.
        Io vedrei un obbligo in questo senso… oltre ad una ricalibrazione delle emissioni in ottica (50% km in elettrico e 50% a benzina)

    • Se si riuscissero a isolare gli ignoranti che la usano (tipo le aziende) si potrebbe proibire solo a quegli ignoranti. Non sono poi così ignoranti quelli che si sono accorti che la tecnologia la si sta usando male (da molti ignoranti).

  9. Di fatto è impossibile usare le ibride plug-in sempre e solo in modalità elettrica. La batteria è piccola e ciclerebbe troppo, non potrebbe avere una durata compatibile con la vita utile del veicolo. Sono auto fatte per essere usate come ibride e sono poco più che delle full hybrid. Data la differenza nel prezzo di acquisto tra una full hybrid e una plug-in hybrid mi sembra più sensata la full hybrid. Per quel che mi riguarda comunque preferisco le elettriche pure BEV.

  10. Per non parlare della truffa delle MILD ibride: che non sono in grado di muoversi se il motore a pistoni è spento .
    Sarebbe anche il caso che le amministrazioni comunali inizino a tagliare tutti i privilegi a simili auto ibride.

  11. La tecnologia esiste da anni e doveva essere usata prima per avere i consumi reali delle macchine tipo una volta al mese la macchina inviava i dati dei consumi e la velocità media per poi usare questi dati per l’omologazione. E ora per far sapere alle autorità quanti km hai fatto in elettrico e quanti con ICE.

  12. Comunque parliamo del 2025, che è giusto l’anno in cui il made in Germany dovrebbe avere ultimato la sua transizione all’elettrico e non avrà più bisogno di una tecnologia-ponte come l’ibrido plug-in.

  13. Mi sembra giusto, visto che molti prendono le plug-in solo per avere gli incentivi. Che poi quando le prendono per risparmiare si accorgono che in inverno non riescono a usarle in elettrico per il grande calo di autonomia di cui non sono stati (scorrettamente, ma volontariamente?) informati.

  14. Eccalla….altra botta in direzione delle bev pure.
    Carissimi rassegnatevi la politica ha deciso.
    I fatti internazionalisti altra botta terribile si parla di ulteriore stangata su gas e luce altroché diminuzioni di prezzo.
    forse 30 miliardini di eurini non basteranno quest’anno.
    Meditate gente meditate

    • Esatto. QUindi la colpa dello scorretto utilizzo delle auto è di chi le produce, non di chi le usa. Fanno prima a rendere obbligatoria l’auto elettrica domani, tanto è li che finiremo.

      • Rimango contrario agli obblighi. Vorrei che la tecnologia si affermasse per scelta dei consumatori. Ho un’elettrica e non ho dubbi sul fatto che sia la soluzione tecnica vincente. È solo questione di tempo perché lo capiscano tutti.

        • Ok, ma qui non si tratta di obblighi: è che la UE si è resa conto che, per le velocità a cui sono congegnati, questi test WLTP non danno un quadro realistico delle emissioni delle ibride plug-in. E quindi serve una correzione, senza che si vieti alcunché.

          • Ma neanche delle pure elettriche! I test sono fuffa pura, dai tempi dei tempi, quanto dichiarato dalle case automobilistiche non ha mai rispecchiato la realtà. Mi tengo stretto il mio V6 fino a fine vita e poi ne comprerò un’altro, usato. L’elettrco non è per tutti.

          • @Fabbio può cambiare tutti i test che vuole, ma il valore di co2 emesso da una BEV sarà sempre zero. Le BEV non hanno bisogno di imbrogliare sui test delle emissioni.

          • @Luca Dell’Oca è qui che si sbaglia. I km che fa una BEV da qualche parte li deve prendere. E se sta in giro, non li prende dai PV casalinghi ed i minori km non vengono via gratis. Le BEV pure hanno grandi benefici ma le ibride dell’articolo hanno tutti i difetti delle normali endotermiche.

          • @Fabbio: Luca non si sbaglia affatto, si parla e si discute sulle emissioni da utilizzo e non da produzione. Le efficienze delle industrie (CO2 di produzione) verranno valutate da qualche altra parte. E l’impatto nel produrre kWh o di estrarre e trasportare benzina e gasolio come potremmo misurarlo e imputarlo ad una singola vettura?
            PS spero di aver inteso bene che i suoi km sono kWh e il PV casalingo presumo sia il FotoVoltaico.

          • @Daniele, si ha inteso bene. Il Signor Luca parla di BEV, ma qui il soggetto erano le Ibride. E dai test che si leggono in giro, sembrerebbe che i consumi di queste ultime siano equiparabili ad una normale Endoterca nel momento in cui superano i loro 50 km di autonomia e non credo proprio che i proprietari stiano sempre li a ricaricare.

  15. Speriamo!!!
    Sono stanco di sentirmi dire da amici e conoscenti che la loro ibrida è “Praticamente come la tua elettrica”. No, non lo è per niente, la usano tutti come fosse una ice perché È una ice, emette co2 e altre particelle come una ice, solo ha un minimotore elettrico a fianco. “Praticamente” come la mia Prius di 20 anni fa.

      • Cosa dovrei studiare esattamente? tecniche di specchio riflesso? E’ il nuovo modo di dire “noncielodicono, sveglia!!!”?
        Perchè è sempre la solita scena, piuttosto che ribattere nel merito si preferisce rispondere “eh ma anche la tua elettrica inquina”. Certo, infatti è stato valutato che nel suo ciclo di vita, un’elettrica (con le tecnologie attuali) inquini la metà di un’auto a carburante. E’ perfetta? No, e nessuno lo ha mai detto. Ma andando avanti le elettriche potranno solo migliorare la loro impronta ecologica, le ice mi pare che siano parecchio splafonate invece.

        Quindi, credo che dire che una ibrida non è nemmeno lontanamente paragonabile a una elettrica non mi pare una inesattezza. Come non lo è dire che le elettriche in movimento non emettono nè co2 nè particolato. Perchè tutti si ricordano della co2, ma delle altre mille particelle che vengono liberate in aria dai carburanti non si ricorda nessuno.

        PS: io personalmente vorrei si andasse oltre, su un sito che si chiama “vaielettrico” le alimentazioni che presuppongono anche solo parzialmente la combustione di carburante fossile direttamente a bordo non andrebbero considerate.

        • cioé preferiresti un sito dove tutti se le cantano e suonano da soli parlando solo delle propri bev? che bello che bello che bello…io sto salvando il mondo? niente “negazionisti”, niente dubbiosi?mah….

      • Esatto, studiare un po’. Mica sentito dell’efficienza di una centrale termoelettrica e di un motore termico automobilistico? Mica guardato la percentuale di rinnovabili nella energia elettrica che trova dietro la sua bolletta di dicembre?

    • Non sempre è vero. Sono pienamente d’accordo con lei se parliamo delle mild; invece, allo stato attuale, le full consentono buoni risultati, soprattutto se usate nel traffico urbano (Toyota docet). Circa le plug-in, sarebbero valide se usate prevalentemente in modalità elettrica, cosa che però non sempre è fatta, ed a questo assommano una notevole complessità elettro-meccanica, che ne eleva i costi. Forse sono un altro dei sottili marchingegni inventati dall’industria dell’auto tedesca, sempre ben ascoltata a Bruxelles, per evitare le multe legate alla media delle emissioni di CO2

      • Le mild hybrid credo siano frutto dei tedeschi, la prima ibrida fu Porche di fine ‘800. La prima ibrida plug messa in commercio mi sembra sia stata la Volt General Motor. 4-5 anni fa il mio amico non ricordo che avesse alternative alla Hyundai Ioniq plug-in di cui è molto soddisfatto. Il problema delle plug in è che spesso, soprattutto in auto aziendali, vengono usate male. C’è qualche studio che dimostrerebbe che nell’intera vita dell’auto vince la BEV per batterie sotto i 40kWh, la plug-in (da circa 10kWh) vince su BEV da 80kWh.
        Le plug-in hanno la stessa complessità delle full, hanno solo la batteria più grossa.
        Full e Plug-in: un motore termico, 2 elettrici di cui 1 potente, una batteria
        BEV: un motore elettrico potente, una batteria
        se solo ha da calare un po’ il prezzo delle batterie, quale sarà il vincente?

      • Per quanto riguarda i consumi, dipende dalla motorizzazione, anche. Io ho una macchina tale e quale a quello della Toyota, ma più grande (Lexus IS300h) e la situazione è rovesciata: fuori città i consumi sono eccezionali, in città, alti.

    • le full non sono affatto una fregatura..in casa abbiamo una Yaris con la quale percorro ( per come la usiamo noi ovvero poco e tragitti corti) circa 20 kml in inverno e 24 kml in estate. Solo una volta sono riuscito a percorrere 26,5 kml. Parlo di km reali ovvero da pieno a pieno. Delle mild e plug in non mi esprimo. Aggiungo solo che in Svizzera hanno appena tolto le sovvenzioni per le plug in…..

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome