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La strana guerra di New York alle e-bike

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A New York è in atto una vera e propria guerra contro le biciclette a pedalata assistita. Chi la usa rischia una multa da 500 dollari e, da un mese, anche agli esercizi commerciali è vietato farne uso. Eppure è legale possedere una e-bike.

Consideriamo la radicale differenza di atteggiamento di fronte alla mobilità elettrica su due ruote che stiamo vivendo sulle due sponde dell’Oceano Atlantico. Mentre nella vecchia Europa le principali capitali si stanno dotando sempre più di veicoli elettrici e di tutti gli strumenti per poterli usare, soprattutto le biciclette così poco ingombranti e “verdi”, a New York è in atto una vera e propria guerra alle e-bike. La metropoli della east coast da oltre un anno dà la scossa a chi viene trovato a pedalare col motore: la multa ammonta a 500 dollari. Se ciò non bastasse lo scorso ottobre il sindaco Bill De Blasio ha dettato le regole che vietano a qualunque esercizio commerciale di usare i mezzi a pedalata assistita: anche lì ammenda di 100 dollari per la prima sanzione e poi 200 ai successivi riscontri.

Una scelta all’apparenza folle in anni in cui l’inquinamento è una delle piaghe principali soprattutto nelle grandi città. Eppure nella scelta in controtendenza del sindaco della Grande Mela ci sono motivazioni legate alla preoccupazione dell’opinione pubblica per la guida spericolata. Così De Blasio ha promesso non solo di punire i ciclisti privati, ma anche di colpire duramente le imprese che usano le e-bike per le consegne a domicilio. L’accordo con la polizia cittadina sembra totale dal momento in cui i vari distretti usano anche i social network per mostrare le confische fatte di bici a motore. Insomma una guerra al “crimine” elettrico.

Qualcuno non è d’accordo col ban

Il NYPD, la polizia insomma, soltanto in questo anno ha confiscato 687 biciclette elettriche, un veicolo associato alla guida spericolata, causa di incidenti soprattutto tra chi la usa per lavoro: parliamo di coloro che fanno consegne di cibo e oggetti a domicilio. Spesso sottopagati, e costantemente legati al numero di viaggi fatti. Avviene così che i piloti di e-bike siano diventati uno de principali bersagli dell’iniziativa Vision Zero di New York per porre fine a tutte le morti di traffico. Appare difficile da spiegare però l’accanimento contro i biker, seppure con mezzi che non hanno il limite imposto dei 25 km/h come da noi. Soprattutto perché le città americane sono infestate da automobili dalla grandezza e dalla potenza inusitate.

Ad oggi in America e a New York nello specifico, le bici elettriche vengono usate da una fascia di popolazione non particolarmente benestante. Quelle usate per il facchinaggio poi sono in mano a immigrati di nuova generazione che si guadagnano da vivere con le consegne, ma che non hanno modo di far sentire la propria voce nelle stanze del potere. Le stesse che, paradossalmente, molto spesso richiedono il pranzo a domicilio da parte di catene del food o dei diners che si avvalgono di questi moderni pony express. Le stesse poi che usano la bicicletta senza motore per spostarsi o per tenersi in forma. Perché le strade di New York, vale ricordarlo, sono piene di mezzi a due ruote convenzionali.

In Europa, dicevamo, la questione is ribalta. Infatti qui non solo le e-bike vengono tollerate, ma le città stanno incoraggiando attivamente più persone a usarle. E ci sono tante iniziative che premiano la condivisione delle due ruote a pedalata assistita. Ad esempio Madrid le ha introdotte per la prima volta nel 2014, nel frattempo, e ha appena annunciato un’importante espansione della sua rete di condivisione di e-bike, creando 42 nuove stazioni di ricarica con 486 e-bike nuove (il 25 percento in più di quelle attualmente disponibili) a partire da febbraio 2018. Mentre la Norvegia concede degli sgravi economici ai cittadini per comprarne una.

Anche Lisbona si sta convertendo alla bici elettrica, piuttosto utile in una città piena di salite come la capitale portoghese. Si parte con un piccolo bike sharing sul lungomare per ora, una prova che però presuppone un impegno maggiore in futuro. Dando uno sguardo in Francia scopriamo che Parigi ha deciso di rinnovare il proprio parco bici per il prestito, nel quale troverà posto un 30 percento di e-bike a partire dall’inizio del prossimo anno. Insomma quello che Oltreoceano è visto come una minaccia, nel Vecchio caro Continente è invece una scossa da prendere al volo.