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La Smart Energy Area della Bovisa? Potrebbe risorgere

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bovisa smart mobility area milano
Svelato il giallo della scomparsa della Smart Energy Area alla Bovisa (LEGGI). La struttura sperimentale dedicata a tutti i servizi di mobilità elettrica, inaugurata in estate nel piazzale antistante la stazione FNM, è stata smantellata appena terminato il periodo di sperimentazione. Perché? Molti lettori ce l’hanno chiesto e noi abbiamo girato la domanda a Ferrovienord, uno dei partner del progetto assieme a Aerfrigor, S&H, Fondazione Politecnico di Milano.
Smart Energy Area, ci hanno spiegato, è nata grazie al finanziamento di un bando europeo dedicato alla ricerca e allo sviluppo tecnologico. Aveva lo scopo di sperimentare soluzioni nuove per la mobilità. Il Bando era “Smart Fashion and Design”, che ha attuato l’Asse prioritario I “Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione” del Programma Operativo Regionale (POR) 2014-2020 a valere sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR).
Le auto di e-vai in ricarica a Milano Bovisa
Conclusa la fase di sperimentazione di sei mesi i partner dell’iniziativa stanno ora analizzando i dati raccolti grazie all’attività dei volontari. Una volta elaborati, serviranno come base in vista di possibili sviluppi futuri. Finalità, modalità e tempi della sperimentazione, fanno notare a FNM, erano peraltro descritti in un cartellone esposto nella Smart Energy Area a cura del Politecnico.
Insomma, il caso non è chiuso. Se i riscontri dell’analisi saranno positivi, non si esclude affatto di ripristinare l’area, eventualmente utilizzando quell’esperienza per riprodurla in altre aree della città. Da FNM garantiscono comunque  che ci daranno indicazioni più precise sull’esito della sperimentazione quando i dati saranno stati compiutamente analizzati.

7 COMMENTI

  1. Questo togliere ed eventuale rimettere ha un costo non indifferente, sarebbe stato ben piú sensato trovare da subito un posto definitivo pur con l´eventuale possibilitá di avere un ritorno economico sul lungo termine ed usere i parte dei soldi necessari per la rimozione ed eventuale reinstallazione per altre strutture: é infatti creandone una rete diffusa che s´incentiva la mobilitá elettrica piuttosto che una singola e temporanea.
    Che comunichino ufficialmente quali informazioni utlissime hanno tratto da tale onerosa sperimentazione

    • I prototipi si fanno in ogni campo, e sempre per testare un nuovo prodotto. Nessuno viene poi commercializzato. Diciamo che la Smart Energy Area era stata pensata fin dall’inizio come un prototipo. Ora aspettiamo i risultati del test

      • Prototipi le colonnine di ricarica con fotovoltaico e degli armadietti cofinanziati dalla regione? Mah, sono ormai attrezzature di ampia diffusione (a parte quelli refrigerati ad uso pubblico) ma piuttosto che d´innovazione di prodotto d´inconsueto c´é il fatto che siano raggruppati in un unica area e quindi il verificarne il loro utilizzo effettivo, strano che non li abbiano lasciati in uso per continuare a verificare il loro utilizzo. Li hanno quindi spostati altrove per vedere se hanno maggiore bacino d´utenza o sono finiti in un magazzino? Se pensano di rimetterli perché non li hanno lasciati direttamente?

        • Ho preso l’esempio del prototipo per far capire che progetto e struttura erano parte di un test. Lasciare tutto sul posto, mantenendolo attivo, avrebbe comportato dei costi che esulavano dal bando di finanziamento europeo. Una volta elaborati i dati di utilizzo si vedrà se ripristinare, cosa ripristinare e dove ripristinare. Io almeno l’ho capita così

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